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A ciascuno il suo

Di

Editore: Einaudi

4.0
(4105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806318721 | Isbn-13: 9788806318727 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Piccolo capolavoro

    Apparentemente solo un "giallo", poi un apologo ironico e farsesco, infine una spietata critica culturale. Tutto questo in un racconto immediatamente memorabile, come sempre per Sciascia scritto in ma ...continua

    Apparentemente solo un "giallo", poi un apologo ironico e farsesco, infine una spietata critica culturale. Tutto questo in un racconto immediatamente memorabile, come sempre per Sciascia scritto in maniera eccezionale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Poi Zerillo disse "Ho saputo una cosa, una cosa che deve restare tra me e voi: mi raccomando. Riguarda il povero Laurana..."
    "Era un cretino" disse don Luigi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giallo di raffinata costruzione che tuttavia non è un giallo o almeno, come tale, è del tutto atipico: questo è il bellissimo romanzo di Sciascia A ciascuno il suo. La vicenda è di quelle che appa ...continua

    Un giallo di raffinata costruzione che tuttavia non è un giallo o almeno, come tale, è del tutto atipico: questo è il bellissimo romanzo di Sciascia A ciascuno il suo. La vicenda è di quelle che appassionano il lettore per arrivare alla soluzione, ma le descrizioni dei personaggi, delle atmosfere, degli ambienti è prioritaria, quasi che Sciascia volesse far sapere che in un simile contesto tutto ciò che avviene non è per caso e rientra in una normalità dettata dalla sempre presente associazione mafiosa. La trama, con l’investigatore improvvisato, questo professor Laurana che ha un vizio mortale per il luogo dove vive, cioè la curiosità, è peraltro avvincente, ma ripeto che quel che conta è lo sfondo, con la vita di piccola provincia, il circolo dei notabili, la connivenza, magari obbligata, con le attività di malaffare.

Ne esce un quadro di una Sicilia racchiusa in uno schema di ordinaria struttura malavitosa tale da considerarla normale, in una rarefatta atmosfera di consapevole impossibilità di cambiare le cose.

L’abilità narrativa di Sciascia si conferma anche in questo romanzo, con una realtà che ci viene rappresentata nella sua autentica e ambigua consistenza, ricorrendo ad allusioni, a parole dette e non dette, a personaggi descritti magistralmente. Lo sfondo è costituito appunto dalla precisa analisi dell’animo siciliano, dalla naturale presenza della vita e della morte, dal radicato concetto dell’indissolubilità della proprietà e dalle pulsioni erotiche, che prorompono diventando piacevoli sensi di colpa. Il professor Laurana ha il torto di essere vittima di un sistema che non può perdonargli la difformità a uno schema precostituito e immutabile nel tempo, sebbene lui non abbia l’intenzione di scardinarlo. 

Del resto l’affermazione che chiude il romanzo, per bocca del parroco di Sant’Anna, un prete con poca vocazione, dimostra inequivocabilmente che il pragmatismo può arrivare in un simile ambiente all’assurdo di considerare del tutto normale, perché ormai consolidato, il castello di connivenze, anche solo omertose, con il potere mafioso.Infatti, alla confidenza che si appresta a fare con tutte le dovute cautele il commendator Zerillo e relativa alla figura del professor Laurana, il sacerdote risponde secco, a troncare la discussione: ”Era un cretino.”

    ha scritto il 

  • 5

    E' incredibile l'angoscia che ho quando leggo un libro di uno scrittore siciliano, chiunque esso sia (Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Sciascia...). L'effetto è sempre lo stesso. Un senso di angoscia, ...continua

    E' incredibile l'angoscia che ho quando leggo un libro di uno scrittore siciliano, chiunque esso sia (Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Sciascia...). L'effetto è sempre lo stesso. Un senso di angoscia, immutabilità, inesorabilità del destino della Sicilia e dei siciliani. Probabilmente ha ragione Calvino: ogni cosa nuova sulla Sicilia è una divertente variazione su un tema di cui ormai si sa già tutto, assolutamente tutto. Si può saper scrivere o meno, ma la cosa importante è avere qualcosa da dire. Gli autori siciliani hanno sempre avuto qualcosa da dire, qualcosa che è da tempo immutabile, sempre uguale, sempre tristemente uguale. Forse oggi le cose stanno cambiando. Chiaramente non in meglio: Oggi si ha meno da dire o ci sono meno persone in grado di dirlo, ma l'immutabilità della Sicilia, la sua magica tensione e la sua unicità rimarranno per sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giallo che non è un giallo per raccontare una Sicilia degli anni del dopoguerra. I personaggi e il luogo diventano un tutt'uno ed esprimono un senso di ineluttabilità: denunciare o anche solo ...continua

    Un giallo che non è un giallo per raccontare una Sicilia degli anni del dopoguerra. I personaggi e il luogo diventano un tutt'uno ed esprimono un senso di ineluttabilità: denunciare o anche solo indagare risulta assai pericoloso e il limitarsi a raccontarsi i fatti tra "amici fidati" diventa l'unica cosa possibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo pacato e inquietamente attuale.
    La prosa, particolare e ricercata , è ricca di allusioni e citazioni. Tant’è, che ho voluto e dovuto rileggerlo per assimilarne fino in fondo la ricchezza.
    Scia ...continua

    Romanzo pacato e inquietamente attuale.
    La prosa, particolare e ricercata , è ricca di allusioni e citazioni. Tant’è, che ho voluto e dovuto rileggerlo per assimilarne fino in fondo la ricchezza.
    Sciascia usa, come pretesto, l’impianto narrativo del giallo consapevole che ad esso " una buona parte dell'umanità si abbevera", per mostrare uno spaccato lucidissimo della Sicilia/Italia: la connivenza con i politici corrotti , il malaffare e l’omertà che pervade la vita quotidiana.
    Una lettera anonima, un duplice omicidio.
    Per vanità e curiosità intellettuale, un onesto e sessualmente frustrato professore si improvvisa investigatore.
    Il professore, pur senza l’intenzione di scardinarlo, sarà beffata vittima, di un sistema immutabile e passivamente assuefatto agli intrighi dei potenti.
    Eccezionale la descrizione della bellissima vedova Luisa Rosello, a tal punto da renderla reale, da farla toccare al lettore in tutta la sua femminilità e sensualità.

    ha scritto il 

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