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A ciascuno il suo

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 162)

4.0
(3968)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 884591514X | Isbn-13: 9788845915147 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".
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  • 3

    Tutto si muove e nulla cambia

    Breve romanzo illuminante sulla Sicilia degli anni '60, ma anche sull'Italia dei giorni nostri, tanto si ha la sensazione che nulla sia cambiato in un paese preda degli appetiti famelici dei politici, dove la crisi è un sistema più che un'eccezione e dove la gente si limita a vivacchiare sentendo ...continua

    Breve romanzo illuminante sulla Sicilia degli anni '60, ma anche sull'Italia dei giorni nostri, tanto si ha la sensazione che nulla sia cambiato in un paese preda degli appetiti famelici dei politici, dove la crisi è un sistema più che un'eccezione e dove la gente si limita a vivacchiare sentendosi impotente a cambiare le cose. Così il professor Laurana, di fronte al misterioso pluriomicidio del dottore e del farmacista del suo paesello, si mette ad indagare più per una sfida intellettuale che fare giustizia, tanto questa parola appare priva di significato nel suo ambiente. E, da ingenuo qual è, indagando, rimane invischiato in una storia melmosa e vittima di una femmina infida. E' la prima volta che leggo Sciascia e ho apprezzato il suo stile, conciso ed aulico, e ho notato molte similitudini con quello di Camilleri (che, infatti, lo considera il suo maestro), ma su un gradino più alto.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo e Divertente, oltrechè attualissimo

    Mi sono avvicinato a questo libro a 40 anni. Lo ritenevo forse pesante, ma come per tutti i classici, sbagliavo. Ci doveva essere un motivo per cui sia considerato un libro meraviglioso. Perchè lo è. Una storia moderna ed attuale ed una scrittura soave. Assolutamente da leggere.A qualsiasi età. ...continua

    Mi sono avvicinato a questo libro a 40 anni. Lo ritenevo forse pesante, ma come per tutti i classici, sbagliavo. Ci doveva essere un motivo per cui sia considerato un libro meraviglioso. Perchè lo è. Una storia moderna ed attuale ed una scrittura soave. Assolutamente da leggere.A qualsiasi età.

    ha scritto il 

  • 4

    Riletto per esigenze scolastiche, con l'intenzione di trarre informazioni necessarie ad una relazione - e quindi non solo per divertissement - il libro si dimostra denso, pannoso, con intercalari e sfumature che solo un siciliano, credo, potrebbe scrivere. La sensibilita' di S. per i non detti, p ...continua

    Riletto per esigenze scolastiche, con l'intenzione di trarre informazioni necessarie ad una relazione - e quindi non solo per divertissement - il libro si dimostra denso, pannoso, con intercalari e sfumature che solo un siciliano, credo, potrebbe scrivere. La sensibilita' di S. per i non detti, per i moti dell'animo, per la temperatura del contesto del paese, è squisita. La chiusa, poi, è uno spettacolo.

    ha scritto il 

  • 4

    - Lei è fascista?
    - Ma no, tutt’altro.
    - Non si offenda: lo siamo un po’ tutti.

    Se invece di leggere come primo libro di Sciascia Il giorno della civetta avessi letto questo, il risultato sarebbe forse lo stesso. Credo che ad un primo impatto con lo scrittore sici ...continua

    - Lei è fascista?
    - Ma no, tutt’altro.
    - Non si offenda: lo siamo un po’ tutti.

    Se invece di leggere come primo libro di Sciascia Il giorno della civetta avessi letto questo, il risultato sarebbe forse lo stesso. Credo che ad un primo impatto con lo scrittore siciliano anche A ciascuno il suo sia molto forte. Non solo per storia e per le tematiche, cui ormai, una volta letti diversi suoi romanzi, sono “abituata”; ma per la sua lucida e cruda analisi della situazione sociale e politica non solo della Sicilia - che dopo quarant’anni appare cambiata solo in superficie - ma dell’Italia intera.
    Nel romanzo, l’omicidio apparentemente senza motivo del farmacista - una persona perbene, senza alcuna ombra nel suo passato - suscita la curiosità di alcuni intellettuali, tra cui il professor Laurana. Che incautamente comincia a fare domande, avvicinandosi sempre di più alla verità.
    È una storia meno complessa del Giorno della civetta: ciò non toglie però che i meccanismi che utilizza la malavita siano sempre gli stessi. Che si tratti di un omicidio politico o “passionale”.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    A ciascuno il suo è un romanzo giallo di Leonardo Sciascia pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. È il secondo romanzo poliziesco di Sciascia ed è ispirato all'assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento Cataldo Tandoj.
    In una calda estate sici ...continua

    A ciascuno il suo è un romanzo giallo di Leonardo Sciascia pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. È il secondo romanzo poliziesco di Sciascia ed è ispirato all'assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento Cataldo Tandoj.
    In una calda estate siciliana del 1964, in un piccolo borgo dell’entroterra, il farmacista del paese, tale Manno riceve una lettera anonima, dove viene minacciato di morte. L’uomo, benvoluto da tutti i compaesani ed estraneo alla politica, aveva un’unica passione: la caccia. Incoraggiato anche dagli amici nell’ipotesi che si trattasse di una burla, non dà peso alla lettera e viene tragicamente ucciso durante una battuta di caccia insieme all’amico, il dottor Roscio. Gli inquirenti ipotizzano che il movente dell’assassino sia stata la presunta relazione di Manno con una frequentatrice della farmacia, ma questa si rivela sbagliata. Solo il professore palermitano Laurana, quasi ossessionato dall’omicidio segue la pista giusta, ponendo la sua attenzione sulla parola nel retro del foglio: unicuique, composta utilizzando i caratteri di un giornale, “L’Osservatore Romano”, che ricevono solo due persone in paese: il parroco di Sant’Anna e l’Arciprete. Laurana recandosi prima da uno e poi dall’altro, intuisce che il vero bersaglio non era il dott. Manno, bensì Roscio. Si reca dunque dalla moglie e dal padre di quest’ultimo e trova infine la soluzione del delitto: il dottor Roscio aveva scoperto la relazione che sua moglie, Luisa, aveva con suo cugino, l'avvocato Rosello, e che ormai continuava da anni. A causa dell’ultimatum che il dottor Roscio aveva lanciato a Rosello, l’avvocato reagisce facendolo uccidere da un sicario. L’ultimatum infatti prevedeva che, se non fosse terminata la tresca con sua moglie, Roscio avrebbe fatto scoppiare uno scandalo sulla base di documenti compromettenti personalmente procuratisi. Laurana si propone di tenere per sé i risultati della sua indagine, continuando per la sua strada. Ma non ci riesce in quanto viene sedotto ed ingannato dalla bella Luisa, che, in accordo con il cugino, vuole liberarsi della pericolosa testimonianza che avrebbe potuto costituire. Mentre il professor Laurana giace in una solfatara, Rosello e la vedova Roscio si sposano, giungendo dunque a scoprire che furono proprio la bella Luisa e il cugino a liberarsi del dottore per poter felicemente vivere insieme.
    Il titolo è la traduzione dal latino di unicuique suum, frase stampata sul retro della lettera minatoria: “[…] Laurana aveva aperto il giornale, si era incantato sulla testata. Eccolo qui l’UNICUIQUE, tale e quale quello che era affiorato dal rovescio della lettera. UNICUIQUE SUUM, a ciascuno il suo. Bei caratteri di stampa, la coda della q elegantemente falcata. Poi le chiavi incrociate e il triregno e, con gli stessi caratteri, NON PRAEVALEBUNT. A ciascuno il suo: e anche al farmacista Manno e al dottor Roscio”.
    Bello, uno Sciascia – per me alla prima lettura – che si rivela un maniaco nella puntualità di termini ed espressioni, rievocando sapientemente la temperie del tempo, in cui vigeva: omertà, paura, falsità, ipocrisia, silenzi, sguardi indagatori. Quelli che mi viene da chiedermi è: ci siamo veramente distanziati tanto da questo tempo? Sicuramente NO.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve, che offre una rappresentazione quasi pittorica di un mondo. La denuncia sociale risulta forte e chiara sopra la sobria e piatta routine delle persone più rispettabili.

    ha scritto il 

  • 5

    “...ed è vero che un fatto , nella grande e nella piccola storia , se si ripete ha il carattere di farsa, mentre nel primo verificarsi è tragedia; “

    Quello che non manca mai di impressionarmi leggendo Sciascia è il come , a distanza di così tanti anni dalle sue pubblicazioni , i fatti descritti nei suoi romanzi , presumibilmente solo frutto della sua fantasia, facciano invece parte , purtroppo , di una realtà quotidiana alla quale ci stiamo ...continua

    Quello che non manca mai di impressionarmi leggendo Sciascia è il come , a distanza di così tanti anni dalle sue pubblicazioni , i fatti descritti nei suoi romanzi , presumibilmente solo frutto della sua fantasia, facciano invece parte , purtroppo , di una realtà quotidiana alla quale ci stiamo malauguratamente assuefacendo , e resta sorprendente la sua lucidità nel far conoscere , come meglio sarebbe difficile , l'anima di una terra straordinaria , bellissima e ricca di contraddizioni , come la Sicilia.
    Un romanzo splendido e drammatico nella sua inquietante semplicità .

    ha scritto il 

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