A cosa servono gli amori infelici

Di

Editore: Playground

3.6
(175)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889113502 | Isbn-13: 9788889113509 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Alla vigilia del nuovo millennio, un uomo si ammala e deve subire un delicato intervento chirurgico rinviato per un esame preliminare andato male. Nella lunga attesa decide di non ricevere visite. Preferisce passare il tempo leggendo e prendendo appunti per un ipotetico libro che non ha mai trovato il tempo o la voglia di scrivere. Scrive anche tre lettere fondamentali. A un suo collega d’ufficio. A un sacerdote che lo ha amato e da cui è scappato. A un misterioso personaggio senza nome, una specie di alter ego, vero o inventato, con cui ha creduto di parlare per tutta la vita. In queste tre lettere l’uomo racconta incontri ed eventi fondamentali nella propria esistenza, svela retroscena, e allo stesso tempo riflette sulla storia del proprio paese: il mitico e mancato ’68, il lavoro odiato, le contestazioni al teatro di parola alla fine degli anni Settanta, i desideri fuggiti, gli amori infelici vissuti e suscitati, la rivoluzione tecnologica. Un percorso accidentato, ironico, doloroso accompagnato da un dubbio: “Ho trascurato davvero la parte migliore della vita?”
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  • 3

    Scritto molto bene, tratta in modo eccellente un tema delicato – omosessualità - , ma risulta un pò pesante come lettura secondo me. Per fortuna sono solo un centinaia di pagine e non sono troppe per ...continua

    Scritto molto bene, tratta in modo eccellente un tema delicato – omosessualità - , ma risulta un pò pesante come lettura secondo me. Per fortuna sono solo un centinaia di pagine e non sono troppe per smettere di apprezzare la bravura dello scrittore

    ha scritto il 

  • 2

    Esageratamente introspettivo, pulito e denso in una scrittura con molte allettanti citazioni e rimandi, attraverso alcune lettere ed un lungo monologo, quasi una confessione, l'autore sembra poco inte ...continua

    Esageratamente introspettivo, pulito e denso in una scrittura con molte allettanti citazioni e rimandi, attraverso alcune lettere ed un lungo monologo, quasi una confessione, l'autore sembra poco interessato a ciò che avviene o che è avvenuto agli anni della sua vita, nonostante ne tratteggi i connotati storici, pur però continuando ad averne nostalgia e quasi pena. Non ho trovato che la noia esistenziale come unico filone conduttore. Nemmeno la malattia e la morte probabile potrebbero stordire. Caldamente consigliato a coloro che continuano a sentirsi unici ed originali nonostante siano dei falliti.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non sono così sprovveduto.”
    “Non lo sei, ma hai una tendenza a credere che la passione sia rara, se non inesistente in questo mondo, almeno fortemente improbabile in quello in cui hai vissuto e vivi. ...continua

    “Non sono così sprovveduto.”
    “Non lo sei, ma hai una tendenza a credere che la passione sia rara, se non inesistente in questo mondo, almeno fortemente improbabile in quello in cui hai vissuto e vivi. Sai capire i libri, ma non sai leggere i sentimenti delle persone nemmeno quando ti riguardano. [...] Lui voleva te. Rischiava per te. Non ti guardava durante il giorno perché gli faceva male, se ne vergognava. Ci si sente umiliati ad apparire inermi di fronte a chi non corrisponde i nostri sentimenti.”

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo qualunque, impiegato nell'ufficio relazioni pubbliche di una grande e non ben definita azienda, è ricoverato in ospedale in attesa di subire un delicato intervento chirurgico al cuore. L'uomo ...continua

    Un uomo qualunque, impiegato nell'ufficio relazioni pubbliche di una grande e non ben definita azienda, è ricoverato in ospedale in attesa di subire un delicato intervento chirurgico al cuore. L'uomo ha cinquantotto anni, e alle spalle una vita vissuta quasi esclusivamente nell'osservazione asettica e gelida, in un'immobilità sofferta e austera. Ha accettato un lavoro inutile e insoddisfacente, che sapeva sa subito, "l'avrebbe reso infelice per il resto della vita". Chiuso in un impenetrabilità inscalfibile ha rifiutato qualsiasi tipo di passione, sia da parte di donne che si uomini, rendendosi egli stesso causa dell'infelicità dimessa e abbandonata che dà il titolo alle sue confessioni.
    Intellettuale riservato e timido, dalla scrittura limpida e dignitosa propria di un Novecento scivolato via "con gli abiti feriti, muto", Gilberto Severini si fa erede di un tipo di sensibilità antica e pura, che ancora oggi, quando si manifesta, rende omaggio alla bellezza della parola scritta.

    ha scritto il 

  • 3

    Ancora incompleto

    Ecco qua un’opera cui manca un grado di maturità. E nonostante le buone premesse contenutistiche. Ho avuto, con A cosa servono gli amori infelici, la conferma della prima impressione avuta di Gilberto ...continua

    Ecco qua un’opera cui manca un grado di maturità. E nonostante le buone premesse contenutistiche. Ho avuto, con A cosa servono gli amori infelici, la conferma della prima impressione avuta di Gilberto Severini con Il Praticante, sempre edito da Playground. Il limite dell’opera dell’autore marchigiano, ad un’attenta - personale - analisi, è una sorta di generalizzata incompiutezza formale, in quanto la sua scarna scrittura minimal presenta spesso una stentata forza evocativa, che rende l’intero impianto narrativo sommesso, controllato e, dunque, sottotono. Quando uno decide di esprimersi con frasi così brevi, nette, il minimo elemento incoerente vanifica il tutto. Lettore avido e onnivoro, ho tuttavia l’insormontabile vezzo di leggere ogni riga a voce alta dentro: un’abitudine che credo valorizzi e renda più appassionante l’affrontare la pagina scritta, che tuttavia stonature, ripetizioni o sciatterie stilistiche possono irrimediabilmente rovinare. Bilanci esistenziali: un uomo riflette sulla sua vita prima di un intervento chirurgico, e scrive tre lettere per raccogliere i suoi pensieri. Che in sintesi lo scrittore avrebbe dovuto sviluppare meglio

    ha scritto il 

  • 5

    Citazione

    Alla fine l'innamorato guarisce, ma sa di aver perduto qualcosa.Un po' del suo slancio e della sua generosità. Anche chi è stato amato ha perduto tesori a sua disposizione di cui forse non ha mai sapu ...continua

    Alla fine l'innamorato guarisce, ma sa di aver perduto qualcosa.Un po' del suo slancio e della sua generosità. Anche chi è stato amato ha perduto tesori a sua disposizione di cui forse non ha mai saputo nulla, destinati a scomparire appena l'altro è disintossicato.

    ha scritto il 

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