A festa do chibo

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4.3
(646)

Language: Português | Number of Páginas: | Format: Others | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , Italian , French , Chi simplified , Chi traditional

Isbn-10: 9722019481 | Isbn-13: 9789722019484 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Descrição do livro
No romance, convergem três histórias - a de Urania Cabral (esta uma personagem
inventada por Vargas Llosa "porque não queria que o romance fosse contado ...
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  • 5

    Il Male Assoluto (dicono di 50000 morti sotto il governo di Rafael Loenidas Trujillo) affrescato dal Genio Assoluto quale è Mario Vargas Llosa.

    dito em 

  • 5

    Un libro meraviglioso! Non ho parole... Cosa si può chiedere di più da un libro? Appassionato, storico, intrigante, emozionante.. L'ho finito da 15 giorni e ancora penso ad alcune scene del testo, non ...continuar

    Un libro meraviglioso! Non ho parole... Cosa si può chiedere di più da un libro? Appassionato, storico, intrigante, emozionante.. L'ho finito da 15 giorni e ancora penso ad alcune scene del testo, non riesco a dimenticare le torture, l'incontro della figlia del senatore, Urania, con il dittatore truillio, la sua vita, i suoi soprusi, il cui carisma. E mille domande mi affiorano alla mente: come è possibile sacrificare la propria figlia per difendere uno status quo perduto? Potrei anch'io vendere quello che amo per difendere le mie sicurezze o raggiungere i miei traguardi? Perché il Pupo non ha la forza di proseguire il lavoro del commando che uccide il dittatore pur sapendo che poi verrà catturato e torturato? Quanto il popolo è disposto a perdere della propria libertà per un benessere economico, la sicurezza, il potere? E mille altre domande..
    Un libro da leggere e rileggere..

    dito em 

  • 5

    Un popolo che ha bisogno della figura dominante...

    Leggendo questa storia, ci si rende conto che lo status latino di una popolazione ha bisogno di un usurpatore di democrazia, di un faro che si autoimponga a "Salvatore della Patra", salvo poi una vol ...continuar

    Leggendo questa storia, ci si rende conto che lo status latino di una popolazione ha bisogno di un usurpatore di democrazia, di un faro che si autoimponga a "Salvatore della Patra", salvo poi una volta averlo rimosso con un colpo d'azione improvviso, glorificare il golpe stesso. Se poi parallelamente, ti viene narrata la storia umana ed ed emotiva di una donna privata in un'età estremamente formativa, della propria dignità come futura amante, beh allora capisci che stai leggendo un'opera grandiosa!

    dito em 

  • 5

    Oltre a una storia che funziona e che avvince sotto ogni punto di vista (i capitoli dedicati a Trujillo più degli altri, eccezionali), il vero divertimento di questo romanzo sta nel seguire il disinvo ...continuar

    Oltre a una storia che funziona e che avvince sotto ogni punto di vista (i capitoli dedicati a Trujillo più degli altri, eccezionali), il vero divertimento di questo romanzo sta nel seguire il disinvolto e apparentemente semplice piroettare di Vargas Llosa tra i diversi registri, piani temporali, voci e persone narranti, scivolando da un personaggio all'altro, cambiando momento e luogo della narrazione tre volte in dieci righe, il tutto con una mirabile perfezione e un tocco stilistico leggero e incredibilmente padrone di sé.

    dito em 

  • 5

    el día de la bestia...

    Tratteggiare il ritratto di un tiranno e della sua schiera di cortigiani, trasformare un fatto di cronaca epocale in un thriller e descrivere il dramma personale di una donna. Tre romanzi in uno, in q ...continuar

    Tratteggiare il ritratto di un tiranno e della sua schiera di cortigiani, trasformare un fatto di cronaca epocale in un thriller e descrivere il dramma personale di una donna. Tre romanzi in uno, in questo modo Vargas Llosa racconta la storia di Santo Domingo.
    Tre piani narrativi diversi, che per la maestria dell'autore, si intersecano e finiscono per sostenersi coerentemente l'uno sull'altro.
    La scrittura non è omogenea, ma si adatta di volta in volta alle circostanze della narrazione, rendendo ulteriore merito al premio Nobel peruviano.
    Capolavoro. Nient'altro da aggiungere.

    dito em 

  • 5

    Il capro sono io...

    Assai notevole.

    Prosa perfetta, particolare nei passaggi da un ricordo del passato a un dialogo del presente, con sé stessi o con gli altri. Ci si abitua dopo poco e si entra così nel meccanismo costr ...continuar

    Assai notevole.

    Prosa perfetta, particolare nei passaggi da un ricordo del passato a un dialogo del presente, con sé stessi o con gli altri. Ci si abitua dopo poco e si entra così nel meccanismo costruito da MVL che, su 3 piani intersecantesi, racconta gli ultimi giorni della dittatura di Rafael Trujillo, deus et dominus della Repubblica Dominicana per circa 30 anni.

    I pensieri e le azioni che si affastellano l'una sull'altra e alla fine convergono sono quelle dei tre protagonisti (chiamiamoli così) del racconto: Trujillo in persona, indaffarato nelle questioni governative di routine e nei suoi lucidi e contorti deliri di onnipotenza; il gruppo che sta per attentare alla sua vita, in attesa del passaggio della macchina del capo nella notte di Santo Domingo; la figlia di uno degli ex fidatissimi del Capo, caduto poi in disgrazia, e che ritorna a Santo Domingo negli anni Novanta dopo 30 anni di esilio volontario.

    Tutti i fili convergono alla fine, come linee incidenti, dipanando la trama delle cose nella sua profondità e nella sua assolutezza (andando così oltre la storia dominicana e diventando pietra di paragone universale) e MVL coglie benissimo secondo me alcuni punti non così banali:
    che le dittature, pur se generate da un onesto e disinteressato bisogno di ordine, giustizia, progresso sono destinate a diventare infernali carnai laddove un uomo solo ha potere e diritto assoluto su tutto quello che costituisce lo Stato (in primis, i suoi cittadini);
    che non esiste nessun super-uomo, ma solo differenti sfumature di mediocrità, più o meno visibili;
    che chi viene bastonato, umiliato o finanche troppo blandito prima o poi finisce per mordere la mano di chi l'ha picchiato, zittito, sfamato;
    che è della natura umana la mutevolezza, di sentimenti e di passioni e che nulla permane immutato;
    che la schiavitù psicologica, morale e la perdita della capacità di discernere criticamente le cose (le grandi cose, intendo - il bene/il male, il giusto/lo sbagliato, l'alto/il basso) sono peggio, mille volte peggio della schiavitù fisica, della catene e dei ceppi;
    che gli eroi sono solo prodotti posteriori della storiografia del vincitore e che anch'essi, dall'alto dei loro bei gesti e della loro somma dignità, lasciano scie di medicrità;
    che niente è più terribile e irrevocabile di una donna umiliata, ferita, uccisa - credo che il Giudizio Universale avrà i begli occhi tondi neri e fondi (per dirla come Lucio Dalla) di una affascinante zingara o di una sensuale caribe...;
    che la Chiesa Cattolica Apostolica e Romana sta al mondo da 2000 e rotti anni non per caso e che ci rimarrà per molti altri a venire;

    Aggiungo io: che questo presente privo di ideologie, nel bene e nel male, non è esente dal pericolo di nuovi Trujillo perché il potere è superiore alle ideologie, e usa queste ultime come più gli conviene al momento (esemplari i pensieri del Capo che, abbandonato dagli USA e dalla Chiesa, sembra meditare o almeno prendere in considerazione il salto della quaglia dalla parte sovietica - da baluardo del capitalismo a fortezza del comunismo come se niente fosse...tanto raccontarla poi al popolo bue non è questo gran problema...echi di Orwell e del suo 1984 in questo).

    In definitiva, grande libro, l'ho molto gradito sotto tutti gli aspetti e lo consiglio. :-)

    dito em 

  • 4

    La cosa che quasi sempre mi impressiona di più in Vargas LLosa è l'agilità e la sicurezza con cui maneggia le cose che vuole raccontare. Può utilizzare tutte le tecniche che si insegnano nelle scuole ...continuar

    La cosa che quasi sempre mi impressiona di più in Vargas LLosa è l'agilità e la sicurezza con cui maneggia le cose che vuole raccontare. Può utilizzare tutte le tecniche che si insegnano nelle scuole di scrittura per muovere l’attenzione del lettore; può inserire nel flusso della narrazione qualsiasi salto temporale, qualsiasi cambio di scenario, qualsiasi traslazione di verbo e di soggetto. A volte gioca persino, col lettore, creando equivoci o suggerendo due o tre interpretazioni possibili di un fatto, per poi divertirsi a lasciar scoprire. Mai che si produca una disarmonia, che il salto traspaia, che si percepisca un disequilibrio, tanto meno che si avverta una fatica della scrittura. Costruisce il racconto facendoti pensare che sia una cosa facile, naturale. Che è solo così che si potevano allineare i fatti e le parole. Come se avessero provveduto per conto loro a sistemarsi sulle righe nella maniera migliore.

    In questo romanzo, tra storia e finzione, la sapienza artigiana mi pare anche più evidente che negli altri. Il romanzo è l’alternarsi di tre scenari collegati: l’ultimo giorno del dittatore dominicano Trujllo; l’attesa in agguato e la storia successiva dei suoi assassini; un terribile ricordo a posteriori di quell’epoca e di un fatto in particolare, qualche decina d’anni dopo, di una sua vittima, figlia di un suo amico e collaboratore finito in disgrazia. Per ogni scenario narrativo, cambia il registro. Quasi ogni personaggio ha il suo gergo, il suo tono. Non si avvertono stonature, mai. E il ritmo ha un andamento che fa salire e scendere la tensione, crea le attesa, concede pause, fa fermare qui e là a riflettere. Il risultato è che le quasi 500 pagine scorrono che è un piacere. Gran narratore.

    dito em 

  • 5

    Bunga bunga dominicano

    Un grande romanzo che racconta con passione sentimento e rabbia gli abusi e i soprusi del dittatore di Santo Domingo Rafael Leónidas Trujillo, detto il Caprone, partendo da due storie destinate a inco ...continuar

    Un grande romanzo che racconta con passione sentimento e rabbia gli abusi e i soprusi del dittatore di Santo Domingo Rafael Leónidas Trujillo, detto il Caprone, partendo da due storie destinate a incontrarsi alla fine.Una racconta l'agguato che nel 1961 porta all'uccisione del Caprone e l'altra la storia piena di ricordi di Urania Cabral, figlia del ex presidente del senato che torna dopo anni a Santo Domingo.
    Dallo Ius primae noctis alle violenze sessuali agli omicidi di stato tutto raccontato stupendamente nei minimi particolari

    dito em 

  • 0

    A qué no sabes?

    "...puedes caminar por las calles de esta ciudad que ya no es tuya, recorrer este país ajeno, sin que ello te provoque tristeza, nostalgia, odio, amargura, rabia. O has venido a enfrentar a la ruina q ...continuar

    "...puedes caminar por las calles de esta ciudad que ya no es tuya, recorrer este país ajeno, sin que ello te provoque tristeza, nostalgia, odio, amargura, rabia. O has venido a enfrentar a la ruina que es tu padre?"
    "Lo odias? Todavía? Entonces sí lo odiabas. Con todos los átomos de tu ser. Les habías deseado desgracias... No es suficiente que el derrame cerebral lo haya matado en vida? Una dulce venganza..."
    Ostras!

    dito em 

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