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A good school

A novel

By

Publisher: Delacorte Press/S. Lawrence

3.8
(367)

Language:English | Number of Pages: 178 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0440032466 | Isbn-13: 9780440032465 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
Yates spare and autumnal tale of a New England prep school is at once a meditation on the twilight of youth and an examination America's entry into World War II.A GOOD SCHOOL tells the stories of William Grove, the nervous boy who becomes an editor of the school paper, Jack Draper the crippled chemistry teacher, and Edith Stone, the schoolmaster's young daughter, who falls in love with most celebrated boy in the class of 1943.AUTHORBIO: Richard Yates was the author of the novels REVOLUTIONARY ROAD, A SPECIAL PROVIDENCE, DISTURBING THE PEACE, THE EASTER PARADE, A GOOD SCHOOL, YOUNG HEARTS CRYING, and COLD SPRING HARBOR, as well as the story collections ELEVEN KINDS OF LONELINESS, LIARS IN LOVE, and THE COLLECTED STORIES OF RICHARD YATES.He died in 1992.
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  • 3

    anche se più debole rispetto agli scritti più noti,in questo romanzo l'autore riesce ad offrirci un valido ritratto dolce-amaro di una generazione alle prese con i propri turbamenti e l'incombere ...continue

    anche se più debole rispetto agli scritti più noti,in questo romanzo l'autore riesce ad offrirci un valido ritratto dolce-amaro di una generazione alle prese con i propri turbamenti e l'incombere della chiamata alle armi.

    said on 

  • 2

    Ecco il romanzo di Yates che mi ha deluso, proprio l'ultimo che non avevo ancora letto. Non so se averlo letto con discontinuità influisca sul mio giudizio oppure se le mie difficoltà ad avanzare ...continue

    Ecco il romanzo di Yates che mi ha deluso, proprio l'ultimo che non avevo ancora letto. Non so se averlo letto con discontinuità influisca sul mio giudizio oppure se le mie difficoltà ad avanzare siano state legate al fatto che la storia non mi ha catturato. Tanti personaggi con poco spessore che si confondono gli uni negli altri, la solita disperazione di Yates che pero' mi ha convinto meno del solito, qua e la emerge il fuoriclasse e qualche scena potrebbe salvare il romanzo. L'immagine dei diplomandi che intonano con convinzione canzoni per bambini quando in breve si ritroveranno a partire per la guerra per esempio. Ma e' Yates e mi aspetto di piu'. Due stelle.

    said on 

  • 3

    "Would there never be an end to the pain of this rejection and this terrible, terrible loneliness?"

    Se si sapesse descrivere a parole, se si potesse ricondurre ad una cerchia di concetti fratelli, forse la solitudine farebbe meno paura, sarebbe meno logorante e non avrebbe gli effetti disastrosi ...continue

    Se si sapesse descrivere a parole, se si potesse ricondurre ad una cerchia di concetti fratelli, forse la solitudine farebbe meno paura, sarebbe meno logorante e non avrebbe gli effetti disastrosi che ha. Una cosa simile, del resto, accade con le malattie: dare un nome al male significa ridimensionarlo (anche se soltanto nella percezione), capire se esiste una cura, se è possibile sperare in una qualche guarigione. I personaggi di Yates non hanno parole e non le cercano, nuotano nel silenzio, nel vuoto di un'esistenza votata alla finzione, alla simulazione, al teatro; malati dell'incapacità di comunicare, vivono in un passato nel quale credono esista, intrappolata, inaccessibile, tutta la felicità concessa loro (quasi l'avessero sprecata senza nemmeno accorgersene, come un bene esauribile). E' difficile crescere, e ancor più difficile è crescere bene (senza strascichi di inutili sensi di colpa, liberi da una paralizzante sterilità/immaturità emotiva).

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  • 5

    Anni di scuola

    A me piace moltissimo il modo di scrivere di Yates, ironico, caustico, impertinente e a volte sgradevole. Sempre rigorosamente autobiografico. Pare che dopo la pubblicazione di questo romanzo molti ...continue

    A me piace moltissimo il modo di scrivere di Yates, ironico, caustico, impertinente e a volte sgradevole. Sempre rigorosamente autobiografico. Pare che dopo la pubblicazione di questo romanzo molti ex-compagni di scuola gli abbiano tolto il saluto e leggendolo si capisce il perché: pochissime sono le persone che salva. Probabilmente non salva nemmeno se stesso, infatti il suo alter ego-Grove è descritto come un imbranato, asociale,incapace nelle relazioni con gli altri. Il suo impegno nel giornale della scuola è l’unica cosa che in qualche modo gli riesce ma anche in quell’attività è fortemente dipendente dal giudizio altrui, cioè del suo più brillante compagno di camera Britt per il quale ha e conserva nel tempo una forte venerazione. Fa tenerezza pensare che il brillante scrittore(come ci confida a fine libro) riscrive infinite volte le lettere all’amico per migliorarne lo stile timoroso anche da adulto del suo giudizio. E poi smette di scrivergli per un senso di abissale inferiorità nei suoi confronti. I personaggi del romanzo vengono visti con gli occhi di un adolescente e così le vicende della scuola, a volte terribili. Il fatto di descrivere i personaggi guardandoli con gli occhi di allora è un pregio ma anche un limite del romanzo nel senso che molte descrizioni risultano caricaturali, proprio come spesso gli adolescenti si percepiscono. Alcuni compagni (Edith, Larry, Britt e pochi altri) sono invece idealizzati, si muovono su un'altra sfera, in un loro iperuranio. L’aspetto psicologico è la pecca del romanzo, in ogni caso bellissimo. Sullo sfondo dell’esistenza fuori dal tempo alla Dorset, c’è la guerra, ci sono i primi morti. La scuola è perciò una specie di rifugio fuori dal tempo e dalla storia, un rifugio precario. La Dorset è una famiglia per chi famiglia non ha. Bellissimo il pianto del Babbo (il professor Driscoll) quando riporta a casa i suoi studenti che hanno fatto un festino incuranti le regole. Tanto ormai il mondo dorato e fuori dal tempo della Dorset (in via di fallimento) sta per chiudere i battenti, scaraventando quei ragazzi, dei bambini, tra le spire della guerra mondiale. Bellissimo il finale nostalgico in cui l’autore si toglie la maschera di Grove e esprime il senso di nostalgia a chiare parole e parlando in prima persona: nostalgia per la scuola, per i compagni e soprattutto per il padre che a costo di gravosi sacrifici gli ha consentito di frequentare la Dorset. Del padre Yates ha sentito la mancanza solo dopo averlo perso. Alla figura del padre, musicista e cantante senza successo e ai suoi sogni frustrati, è ispirato il bellissimo romanzo Disturbo della quiete pubblica, che inspiegabilmente non ha mai raccolto successo.

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  • 5

    Una buona scuola, Richard Yates, 1978 Un collegio americano durante la seconda guerra mondiale. Un'educazione sentimentale. L'essere marginali. Insegnare. A cosa serve? Vivere? E' possibile?

    said on 

  • 4

    Questo Natale,senza che me lo aspettassi a dire il vero,ho ricevuto un sacco di libri in regalo.libri veri,quelli di carta,con le pagine e tutto quanto fa di un libro,un libro.fra questi ...continue

    Questo Natale,senza che me lo aspettassi a dire il vero,ho ricevuto un sacco di libri in regalo.libri veri,quelli di carta,con le pagine e tutto quanto fa di un libro,un libro.fra questi regali,immeritati oltretutto e neppure ricambiati totalmente,c'era pure Una buona Scuola di R.Y.un ottimo romanzo,scritto come una volta,bene cioè.

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  • 3

    E' uno Yates apparentemente più tranquillo e più intimo quello di "Una buona scuola", ma non per questo meno inquieto.

    I temi sono quelli di sempre - la difficile affermazione dell'individualità, ...continue

    E' uno Yates apparentemente più tranquillo e più intimo quello di "Una buona scuola", ma non per questo meno inquieto.

    I temi sono quelli di sempre - la difficile affermazione dell'individualità, i ruoli imposti dal conformismo, le aspirazioni (spesso destinate a rimanere tali) della middle class americana - ma trattati in una maniera più sfumata e meno esplicita che in altre opere.

    Saranno i frequenti riferimenti autobiografici, ma questo microcosmo rappresentato da un istituto scolastico maschile di provincia negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale stempera e crea una sottile e parziale membrana protettiva alla malinconia yatesiana.

    Non c'è quindi nessuna discesa agli inferi dell'autodistruzione, ma una serie di amare riflessioni che accomunano lo studente indifeso in cerca di affermazione attraverso il suo ruolo nel giornalino scolastico, il professore menomato fisicamente e tradito dalla moglie, il preside alle prese con la mancanza di fondi per la sua mediocre scuola.

    Per quanto tutte le storie siano accomunate da una più o meno marcata parabola negativa, amplificata dall'imminenza degli eventi bellici, il microcosmo scolastico si rivela alla fine, pur con tutti i suoi limiti, come una piccola ancora di salvezza.

    E, comunque la si interpreti, la Dorset (o il suo corrispettivo nella vita reale dell'autore) almeno un altro merito lo ha: ha formato un grande scrittore.

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