Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

A mano armata

Vita violenta di Giusva Fioravanti, terrorista neo-fascista quasi per caso

By Giovanni Bianconi

(87)

| Paperback | 9788860731784

Like A mano armata ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

"Nella mia preparazione politica non ho avuto modelli cui ispirarmi, sono sempre stato autodidatta...". E modelli da seguire non ce ne sono per Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva, una faccia da Carosello, un passato da terrorista. "A mano arma Continue

"Nella mia preparazione politica non ho avuto modelli cui ispirarmi, sono sempre stato autodidatta...". E modelli da seguire non ce ne sono per Giuseppe Valerio Fioravanti, detto Giusva, una faccia da Carosello, un passato da terrorista. "A mano armata" non pretende di chiarire l'oscura galassia del terrorismo nero, ma l'autore, con una indagine che parte dallo studio degli atti processuali per arrivare ai numerosi colloqui in carcere, cerca di ricostruire le esperienze, le motivazioni, i pensieri di questo personaggio. "Questo è un libro terribile. Non solo perché sono terribili i fatti che racconta, ma per il modo con cui li racconta. Ovvero senza esagerazioni e falsità, ma con la straordinaria lealtà e inflessibile pietà di chi cerca di dire la verità e non si ferma davanti ad alcun ostacolo, ad alcuna obiezione di comodo, ad alcun pregiudizio. L'Italia degli anni di piombo riemerge così in una sua nuova prospettiva. Non che quei delitti atroci appaiano in una luce migliore, ma perché sentiamo confusamente e paradossalmente che allora potevano ancora resistere delle illusioni persino nelle scelte rovinose di una, due o tre o altre cause sbagliate. Un giovane poteva ancora lottare contro tutti per arrivare a una propria definizione. E le storie dei ragazzi neri costituirono una tragedia particolare nella tragedia generale." (Oreste Del Buono)

34 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Il testo, scritto in maniera molto bella e con un ritmo coinvolgente, ripercorre la breve e sanguinosa epopea dei NAR e del fenomeno dello "spontaneismo armato", ossia dell'eversione di destra negli anni '70 e primi '80, della sua lotta folle e un po ...(continue)

    Il testo, scritto in maniera molto bella e con un ritmo coinvolgente, ripercorre la breve e sanguinosa epopea dei NAR e del fenomeno dello "spontaneismo armato", ossia dell'eversione di destra negli anni '70 e primi '80, della sua lotta folle e un po' nichilista contro tutto e contro tutti. L'obiettivo di questi militanti che si dichiaravano anzitutto rivoluzionari erano non solo, anzi, non principalmente, i "rossi", ma piuttosto anche i "neri in doppiopetto" (i fascisti "rispettabili" e istituzionalizzati del MSI, ormai compromessi con il regime DC) e soprattutto, lo Stato, anzi, il corrotto e vile regime democratico, del quale questi ragazzi non volevano più essere considerati le "stampelle", i "cani da guardia" addetti al lavoro sporco (la guerra agli estremisti "rossi"); anzi, l'avrebbero voluto sovvertire questo regime, abbattere, magari anche con la collaborazione attiva dei rivoluzionari dell'altra parte, i quali, però, da quell'orecchio non vollero mai sentire.

    Is this helpful?

    IlRosso said on Apr 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Giuseppe Valerio Fioravanti chi è veramente?

    Il libro è ben scritto. Ha il ritmo di un romanzo anche se è un'inchiesta.
    Chi è veramente Giusva Fioravanti? Condannato a 8 ergastoli, 134 anni e 8 mesi di reclusione ne ha scontati 26 (anni) e attualmente è un uomo libero.
    Tanti o pochi che siano, ...(continue)

    Il libro è ben scritto. Ha il ritmo di un romanzo anche se è un'inchiesta.
    Chi è veramente Giusva Fioravanti? Condannato a 8 ergastoli, 134 anni e 8 mesi di reclusione ne ha scontati 26 (anni) e attualmente è un uomo libero.
    Tanti o pochi che siano, non spetta a me dirlo. La legislazione italiana vigente è questa.
    Esponente della destra estrema ma dai modi d'azione che ricordano molto quelli delle BR con quella "spontaneità" in più, che porta il Fioravanti e il suo gruppo - i NAR - molte volte all'errore di persona da uccidere.
    Il contesto storico politico aiuta a capirne i tratti salienti psicologici, ma non giustifica i morti ammazzati.
    Il Fioravanti si è sempre definito un terrorista (è questo un dato di fatto!) ma ho veramente tante difficoltà a collocarlo fra la destra estrema. Non c'è movente ideologico nelle sue azioni, tantomeno politico. Le rivendicazioni vengono scritte in stile BR. Una mezzavia fra i due estremismi.
    Un personaggio enigmatico, fuori dagli schemi destra-sinistra ancora tutto da decifrare.

    Is this helpful?

    Saulo Baviera said on Jan 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una biografia del capo dei n.a.r. basata soprattutto sulle dichiarazioni processuali sue e di chi fece parte dei suo gruppo terroristico: delle volte ti lascia il dubbio su quanto sia stato taciuto e ci sono allusioni che meriterebbero qualche spiega ...(continue)

    una biografia del capo dei n.a.r. basata soprattutto sulle dichiarazioni processuali sue e di chi fece parte dei suo gruppo terroristico: delle volte ti lascia il dubbio su quanto sia stato taciuto e ci sono allusioni che meriterebbero qualche spiegazione in più ("a milano, per esempio, hanno imparato che senza avere buoni rapporti con turatello non si può fare niente":ok, ma quando hanno avuto quei contatti? e perchè?), e questa insoddisfazione rimane fino alla fine del libro nonostante l'ottimo lavoro fatto dall'autore (che è quasi a un passo dalle biografie romanzate a la emmanuel carrere: diciamo che qui ci si impone di non lasciarsi troppo andare nelle ricostruzioni "verosimili") ed è questo che mi impedisce di dargli più di tre stelle.
    rimane comunque un libro interessante, che si legge in pochissimo: da recuperare se si è interessati alla storia recente di questo paese.

    Is this helpful?

    intortetor said on Dec 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nonostante l'argomento piuttosto pesante il libro è molto discorsivo.
    Bianconi dimostra ottima preparazione, un gran lavoro di ricerca e un'esposizione dei fatti, anche cronologicamente, molto chiara.
    Consigliato anche a chi non conosce la storia di ...(continue)

    Nonostante l'argomento piuttosto pesante il libro è molto discorsivo.
    Bianconi dimostra ottima preparazione, un gran lavoro di ricerca e un'esposizione dei fatti, anche cronologicamente, molto chiara.
    Consigliato anche a chi non conosce la storia di quegli anni.

    Is this helpful?

    Enrico said on Mar 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Biografia

    non agiografica né colpevolista del terrorista nero. Scritto in modo meraviglioso.

    Is this helpful?

    Marco Cobianchi said on Feb 16, 2013 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Rimuginando su questo libro mi è tornata in mente, per associazioni di idee più o meno ardite, la vicenda di Silvia Baraldini. E in particolare lo scandalo che suscitò il fatto che, al ritorno dagli USA, dove aveva già scontato 17 anni di carcere, la ...(continue)

    Rimuginando su questo libro mi è tornata in mente, per associazioni di idee più o meno ardite, la vicenda di Silvia Baraldini. E in particolare lo scandalo che suscitò il fatto che, al ritorno dagli USA, dove aveva già scontato 17 anni di carcere, la Baraldini – che non aveva mai ucciso nessuno né tentato di farlo, nemmeno per sbaglio - fu accolta dall'allora ministro della Giustizia, Diliberto. Che vergogna, dissero in coro i pii benpensanti, un ministro della Repubblica che accoglie una terrorista, gli americani in slancio di umanità le concedono di scontare il resto della pena a casa e noi li ricambiamo così. E poi, sempre arditamente associando, ho ripensato all’insopportabile trituramento mediatico che ha accompagnato la vicenda dei due marò: trattati più o meno come eroi, come se invece di due pescatori indiani fossero indiziati di aver ucciso Bin Laden o Jack lo Squartatore o il mostro di Lochness (ricevuti addirittura al Quirinale: ma perché?).
    E che c'entra tutto questo con la storia di Valerio Fioravanti?
    Niente, la storia in sé non c'entra niente. Ma è sempre questione di pesi e di misure.
    Non mi pare che quando, nel 1999, Fioravanti ottenne la semilibertà, o quando nel 2006 uscì definitivamente di galera, ci sia stato un po' di quel frastuono urticante che, per esempio, si leva dai soliti noti di cui sopra ogni volta che un ex terrorista rosso esce di galera oppure riceve in dono la grazia di un permesso o di regimi alternativi al carcere. Anzi, i terroristi rossi non possono nemmeno (cristianamente?) morire e che non si posino sulle loro bare fiori compassionevoli, per quanto nostalgici di un passato orribile e in certi casi mai rinnegato.
    E' sempre questione di pesi e di misure.
    Io non credo che Fioravanti sia stato l'esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna. Non ci credo nemmeno un po', che una cosa così enorme sia stata messa in atto da questo ragazzino viziato che un giorno scoprì il fascino irresistibile delle armi e della "rivoluzione" (ma de che?), costruendoci attorno una pseudo-ideologia posticcia e inconsistente, ammazzando più per caso e per noia che per una presunta volontà di cambiare il mondo.
    Non ci credo nemmeno un po', che Bologna sia opera di Fioravanti.
    Ma questo ha fatto comodo a tanti.
    E chissà che un giorno non si "scopra" che fu lui a lanciare un missile dal cortile di casa, la notte del 27 giugno 1980, che voleva colpire un covo di rossi e per sbaglio abbattè un DC dell'Itavia sui cieli di Ustica.
    Peccato che ai tempi di Piazza Fontana fosse oggettivamente troppo criaturo.
    Ma qualcuno se l'immagina cosa sarebbe successo se il "colpevole" della strage di Bologna fosse stato un rosso, come ahimé in tanti, tantissimi, ritengono (provate a chiedere ai vostri vicini di casa o di scrivania e vedrete: ma qualcuno si è mai chiesto perché?), e questo rosso fosse stato rimesso in libertà dopo venti o trent'anni? Ve l'immaginate l'eco di quel frastuono?
    Per non parlare delle vittime di Fioravanti e dei suoi sodali camerati. Qualcuno vada a leggersi la storia del giudice Amato, qui sapientemente ricordata, e si chieda come mai, mentre un esercito di stellatissimi servitori dello stato combatteva contro il nemico rosso, un solo giudice in tutta la procura di Roma indagava in solitudine e senza scorta sul nemico nero: ucciderlo, per gli amichetti di Fioravanti, fu un gioco da ragazzi.

    Per il resto, come sempre, bravo Bianconi, anche se stavolta di quel sentimento di umana (?) comprensione, che lui da sempre cerca di suscitare per i protagonisti delle sue storie, per quanto spietati carnefici, in me non v'è proprio traccia. Niente, proprio nessuna.

    Is this helpful?

    Marco said on Feb 7, 2013 | 3 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (87)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback
  • ISBN-10: 886073178X
  • ISBN-13: 9788860731784
  • Publisher: Baldini Castoldi Dalai
  • Publish date: 2007-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Others
Improve_data of this book

Groups with this in collection