A neve ferma

Di

Editore: Tea

3.7
(1159)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8850216009 | Isbn-13: 9788850216000 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Rosa

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Descrizione del libro
Emma, aiutante pasticcera, perde l'amore della sua vita tre giorni dopo averlo trovato. Elena lo sta cercando da trent'anni. Camelia, invece, si innamora continuamente, di chiunque. Bianca è impegnata in una battaglia contro un giovane dottore, più volte ladro, il tutto gravita, fra ricette paradisiache, intorno alla pasticceria Delacroix.
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  • 4

    Emma, dopo la laurea sulla stele di Rosetta, ha preferito diventare pasticciera, e ora lavora da Corrado Delacroix, pasticciere di fama mondiale. Lui decide di mandare Emma a un super concorso, ma dov ...continua

    Emma, dopo la laurea sulla stele di Rosetta, ha preferito diventare pasticciera, e ora lavora da Corrado Delacroix, pasticciere di fama mondiale. Lui decide di mandare Emma a un super concorso, ma dovrà affiancare una ragazzina che non sa neanche montare gli albumi a neve. Per fortuna con lei c'è la sua amica Bianca, e uno stuolo di altri amici...

    Divertente in maniera intelligente, non lasciatevi scoraggiare dai tanti personaggi.

    * «Su, si concentri, mi tiri il muscolo e respiri senza pensare. Ricordi che il pensiero è nemico della densità corporea. Chi più pensa, meno si rassoda.»
    * «Sei fidanzata?» «No». «Quasi?» «Neanche. Mi piace uno, ma è un amore impossibile». «Uff... l’uomo sposato». «No... è il protagonista di un libro che vorrei scrivere». «Ma esiste?» «Finché non scrivo il libro no».
    * Guarda che al mondo c’è molta meno roba ovvia di quello che credi tu.
    * Emma fissò gli ingredienti allineati davanti a lei. Uova. Zucchero. Farina. Latte. I pilastri della pasticceria. Necessari e sufficienti a quasi tutto. Un po’ di lievito, il cioccolato, e potevi addolcire l’universo.

    ha scritto il 

  • 5

    Più che una pasticceria un ospedale psichiatrico....

    Leggendo questo libro mi è sembrato di essere un'analista : avete presente quelli con lo studio , il divano dove gli spostati raccontano tutte le loro manie e vicissitudini, il blocco per gli appun ...continua

    Leggendo questo libro mi è sembrato di essere un'analista : avete presente quelli con lo studio , il divano dove gli spostati raccontano tutte le loro manie e vicissitudini, il blocco per gli appunti e tutto il resto?! ecco preciso ... si perchè troviamo un allegro assortimento di spostati con piccole grandi manie : Emma che sente le voci, Elena che spasima d'amore per Corrado che la considera alla stregua di un soprammobile vecchiotto ma tanto vale tenerselo :è li da una vita e passa, Jasmine che ha una personalità egocentrica che di più non si e Camelia che uno straccio di personalità deve ancora capire dove l'ha messo.
    Poi c'è Bianca che deve decidere che cosa fare della sua vita visto che cambia idea ogni 10 giorni ( iperattiva? disturbo dell'attenzione?) ma di sicuro non si vuole innamorare e invece ci casca come una pera cotta, il dottor carella che non ha capito con chi vuole passare la vita e allora sta con due ma pensa alla terza, poi Mario che la storia troppo semplice non va mica bene servono i tormenti, l'amore contrastato alla cime tempestose , per non parlare di Andrea che lascia la ragazza dopo tre giorni perfetti per inseguire una fantasia adolescenziale salvo poi ritornare sui suoi passi quasi subito e molti altri ... il tutto in una pasticceria che sforna robe libidinose ma sull'orlo del fallimento le cui sorti dipendono dagli esiti di un concorso ...spassoso nei dialoghi e nelle situazioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Con la mastodontica eccezione di Bridget Jones (che adoro) io non leggo chick lit, perché già immagino cosa mi aspetta, e già so che non mi piacerà. Forse è stato per cercare di vincere questo pregiud ...continua

    Con la mastodontica eccezione di Bridget Jones (che adoro) io non leggo chick lit, perché già immagino cosa mi aspetta, e già so che non mi piacerà. Forse è stato per cercare di vincere questo pregiudizio che ho deciso di prendere questo libro? Onestamente non lo ricordo, ma può darsi, perché di Bertola avevo comunque sentito parlare sempre bene. La verità, me ne sono accorta piuttosto in avanti nella lettura, è che probabilmente nel suo genere questo romanzo è anche superiore alla media, e Bertola è una gran brava autrice. Sì, perché anche se molte cose non mi sono piaciute, e a pagina 128 ho pensato di lanciare il libro dalla finestra e non finirlo più, mi rendo conto che quello che non mi piace di questo libro è che odio come si sono comportati i personaggi, odio come siano finite alcune storie, ma mi rendo perfettamente conto che il tutto è estremamente realistico. E questo mi deprime, e mi fa arrabbiare, e non lo riesco ad accettare. Non mi va adesso, onestamente, di lanciarmi in una tirata moral-femminista, però come donna mi secca che dobbiamo essere sempre le sceme di turno. E mi dispiace molto anche perché a parte questo il libro era veramente carino, e sono talmente stupida che in realtà avrei anche voglia di leggere altro di questa autrice (che ha dei titoli così accattivanti!), ma ho paura di ritrovarmi sempre in questa situazione!

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/18956

    ha scritto il 

  • 2

    Non è davvero un granchè...Vanno di moda la cucina ed i fornelli? Cuochi e chef risultano simpatici e sexy, appetibili prede, meglio della selvaggina? Ecco, libro adatto a questo pubblico...ho trovato ...continua

    Non è davvero un granchè...Vanno di moda la cucina ed i fornelli? Cuochi e chef risultano simpatici e sexy, appetibili prede, meglio della selvaggina? Ecco, libro adatto a questo pubblico...ho trovato un aggettivo inusuale, una vera curiosità, onomatopeico: fluffido, riferito al bianco... Poi le gomme da masticare sono definite cicles...era una vita che non sentivo questo termine... Una bella ironia, una scrittura allegra e briosa...ma contenuto pari al 3%...

    ha scritto il 

  • 2

    Brutto ma proprio brutto!

    Per una che un suo precedente 'romanzo!' ha criticato i romanzi rosa, ha ben pensato, qui, di esagerare, stereotipo su stereotipo, banalità, 'vuotezza', 'scontatezza'; dopo dieci pagine potevo già scr ...continua

    Per una che un suo precedente 'romanzo!' ha criticato i romanzi rosa, ha ben pensato, qui, di esagerare, stereotipo su stereotipo, banalità, 'vuotezza', 'scontatezza'; dopo dieci pagine potevo già scrivere il finale che puntualmente si è 'avverato'.
    La Bertola che mi aveva sempre poco convinta, con me chiude qua

    4--/10

    ha scritto il 

  • 0

    Una donna che da sola vale l'intero team creativo della Pixar

    Una donna che sviluppa in me affezione patologica.
    Solo io la capisco.
    Solo io l'apprezzo.
    Solo io so cogliere la sua genialità.
    Solo io.
    Solo io.
    Solo io.
    Ecco. ...continua

    Una donna che sviluppa in me affezione patologica.
    Solo io la capisco.
    Solo io l'apprezzo.
    Solo io so cogliere la sua genialità.
    Solo io.
    Solo io.
    Solo io.
    Ecco.

    ha scritto il 

  • 5

    Croccante

    Una pasticceria e due dipendenti pasticcere atipiche che tutto vorrebbero dalla vita tranne un fidanzato. Sopratutto non lo vorrebbero, ondivago, traditore e menzognero.
    ...
    - Non ho nessuna voglia di ...continua

    Una pasticceria e due dipendenti pasticcere atipiche che tutto vorrebbero dalla vita tranne un fidanzato. Sopratutto non lo vorrebbero, ondivago, traditore e menzognero.
    ...
    - Non ho nessuna voglia di sposare Camelia. La ragazza si chiama Camelia.
    - Figuriamoci. Sembra il nome di un assorbente. Camelia con ali e filtrante ricamato.
    ...

    La genialità di Stefania Bertola è tutta qui: nello smantellamento antifrastico di personaggi e generi letterari e nel riuscire per questo a rivitalizzare gli stessi. Così nel distruggere il romance la Bertola lo riedifica consentendoci di goderci storie romantiche senza necessariamente voltare il cervello in modalità off. Manca un sottotesto nei finali della Bertola, ma in questo A Neve Ferma filtra una visione sociale che è di per sé testimonianza. Le stratificazioni di Torino, ricconi, riccastri, aspiranti borghesi, contadini, notai di paese, ragazzi di periferia, studentesse universitarie, medici, camerieri, garzoni sono irrisi nello specifico del loro melieu e insieme compresi, guardati da dentro con occhio tenero e chiamati a smentire se stessi: Suore che danno consigli cosmetici e si fanno corrompere dal dono di una Ferrari, giovanotti perfettamente etero ma con la segreta passione per i romanzi rosa della zia, etc…
    La lingua si segnala per l’efficace reinvenzione delle metafore. Cito tra tutte la camicia a righe azzurre di Picchi tanto impeccabile da essere “croccante”.
    Fa riflettere il parallelo tra la Camelia di Bertola e la Calpurnia di Jacqueline Kelly entrambe esortate dalle famiglie a montare uova a neve ferma. Ma se Jaqueline Kelly presenta la culinaria come scelta di ripiego rispetto alle alternative di Calpurnia, nel mondo nostro descritto da Bertola le aspirazioni della giovane coming in age sono tanto decadenti da fare delle chiare sbattute un indiscutibile traguardo evolutivo.

    ha scritto il 

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