A ovest di Roma

Di

Editore: Fazi

4.0
(1517)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8881123258 | Isbn-13: 9788881123254 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Osti

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Quattro figli dediti all'erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stancae annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell'oceano: lavita di Henry Molise, scrittore in crisi di ispirazione sembrerebbe destinataa una quotidianità prevedibile fatta di litigi e rappacificazioni domestiche.Questo l'antefatto narratico del romanzo "Il mio cane stupido" contenuto nelpresente volume insieme a "L'orgia" che narra della fine brutale diun'infanzia di un sogno infranto o meglio polverizzato tra le mani.
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  • 0

    dal blog Giramenti

    Ebbene sì, oggi è il giorno in cui mi tocca dire male di Fante. Pace all’anima sua e a quella dei lavoretti libreschi che dovrebbero restare sepolti in qualche cassetto, e invece… Invece in A ovest di ...continua

    Ebbene sì, oggi è il giorno in cui mi tocca dire male di Fante. Pace all’anima sua e a quella dei lavoretti libreschi che dovrebbero restare sepolti in qualche cassetto, e invece… Invece in A ovest di Roma trovo due cosette che, senza il nome dell’autore a fare da sponda, sarebbero da ignorare. Per il bene di tutti. E non fatemi aggiungere “a mio modesto avviso, a parer mio, per quanto mi riguarda” e affini. Sapete che parlo per me, parlassi a nome di tutti sarei il Papa.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/09/21/impressioni-libresche-veloci-veloci-di-una-lettrice-in-fermoblog-a-ovest-di-roma-di-john-fante-trad-di-alessandra-osti-e-intro-di-franco-marcoaldi/

    ha scritto il 

  • 4

    Andrà tutto bene, vedrai…

    ... questa, pronunciata nell’ultima pagina del breve racconto in coda al romanzo, è la frase consolatoria che probabilmente diciamo in molti quando incontriamo qualcuno che ha un gran bisogno di sfoga ...continua

    ... questa, pronunciata nell’ultima pagina del breve racconto in coda al romanzo, è la frase consolatoria che probabilmente diciamo in molti quando incontriamo qualcuno che ha un gran bisogno di sfogarsi raccontandoci i problemi e le disgrazie che lo perseguitano.
    Parole che possono fare ben poco, ma a chi le pronuncia non costano niente. E magari c’è anche chi ascoltandole ci crede e si sente un po’ rinfrancato, o quantomeno avverte un po' di empatia nei suoi confronti.

    Ma ad uno squattrinato scrittore cinquantenne in grossa crisi esistenziale e creativa, costretto per sopravvivere ad elemosinare il sussidio dall’assistenza sociale, le frasi consolatorie più o meno sincere sicuramente non bastano.
    Quando alla moglie ormai scoglionata alla grande e a quattro figli fannulloni e rompiballe s’aggrega anche Stupido, un cane enorme, ottuso e pure frocio, la vita diventa una farsa tragicomica.
    Al poveretto non rimane altro da fare che aprire il baule dei sogni e cercare di realizzarne almeno uno, il preferito.

    Cinico, pazzo, egoista.. anche parecchio stronzo. Sono gli aggettivi migliori che so trovare quando penso all’uomo John Fante, che nei suoi romanzi metteva molto di se e della sua vita familiare, a quanto dicono.
    Era sicuramente la negazione assoluta come compagno, amico, padre, vicino di casa.

    Ma quanto scriveva bene! Entri nei suoi libri e non ne vorresti uscire più.

    ★★★★ abbondanti, è bello e fa anche sorridere.

    ha scritto il 

  • 3

    Tempo fa:
    Che fare con un cane ritrovato in giardino, troppo grosso, un po' tontolone e per giunta con gusti sessuali particolari? Per Henry è stato un incontro folgorante, è diventato la trasposizion ...continua

    Tempo fa:
    Che fare con un cane ritrovato in giardino, troppo grosso, un po' tontolone e per giunta con gusti sessuali particolari? Per Henry è stato un incontro folgorante, è diventato la trasposizione dei sui desideri più intimi. L'esigenza di riscatto da una vita di insoddisfazioni professionali e familiari. I due si assomigliano sono entrambi dei “disadattati”, ma uno è vincente e l'altro resta il solito perdente.

    ha scritto il 

  • 4

    A OVEST DI ROMA

    Henry Molise è uno scrittore cinquantenne in crisi creativa. Ha una moglie che ama e quattro figli con personalità forti e molto dissimili, che convivono sopportando le proprie diversità. A loro si ag ...continua

    Henry Molise è uno scrittore cinquantenne in crisi creativa. Ha una moglie che ama e quattro figli con personalità forti e molto dissimili, che convivono sopportando le proprie diversità. A loro si aggiungerà un peloso cagnone triste, dalla gagliarda omosessualità, a cui verrà assegnato l’empatico nome di Stupido. Ci sono tutti gli elementi per provocare una serie di bizzarri eventi a catena che porteranno i Molise verso percorsi inattesi.
    Il racconto che segue questo breve romanzo ne ribalta il clima, in qualche modo, idilliaco. Qui viene trattata la sofferenza di un ragazzino che scopre, attraverso il tradimento, la dolorosa umanità del padre.
    La scrittura di Fante è limpida, ironica e paradossale. Mentre la prima storia, che pare destinata a un lieto fine, si chiude con un antitetico: ”E piansi”, il secondo racconto liquida lo straziante dolore del disinganno con un conciliante: “andrà tutto bene, vedrai! ”

    ha scritto il 

  • 4

    Dicono che dalla sua penna sia nato Bukowski.
    Io non lo so.
    Grande scrittura, bellissimo libro diviso in due racconti, il secondo molto breve e, forse, evitabile.
    Il primo, "Il mio cane Stupido", stre ...continua

    Dicono che dalla sua penna sia nato Bukowski.
    Io non lo so.
    Grande scrittura, bellissimo libro diviso in due racconti, il secondo molto breve e, forse, evitabile.
    Il primo, "Il mio cane Stupido", strepitoso.
    Consigliatissimo agli amanti dei quadrupedi.

    ha scritto il 

  • 4

    Maledettamente simpatico

    Sto leggendo il primo dei racconti "Il mio cane stupido" e mi stupisco, all'ennesimo libro di Fante, di amarlo come al primo giorno – il fatto è che è simpatico: finalmente un uomo che non si fa pass ...continua

    Sto leggendo il primo dei racconti "Il mio cane stupido" e mi stupisco, all'ennesimo libro di Fante, di amarlo come al primo giorno – il fatto è che è simpatico: finalmente un uomo che non si fa passare per altro che se stesso.
    Simpatico perché è maledettamente sincero, come pochi. Senza il minimo tentativo di giustificazione: ecco Fante. Che non ha bisogno di inventarsi un personaggio, è semplicemente lui: fallito e conscio di esserlo, senza riscatti carini come ce li propinano attraverso piccoli ritratti di dolce intimità e compensazioni familiari. No, lui i figli rimpiange di averli avuti, la moglie, non sa farne a meno ma prova tutt’altro che amore ed il cane…ecco il cane, è la sua ragione di essere, il suo mondo, la sua vendetta sul mondo.
    Ora, Il cane che sbarca nella sua vita dal giorno all’indomani è un immenso cane (razza giapponese genere sumo, non a caso - vedrete - chiamato Stupido ed irresistibilmente attratto dai cani anziché dalle cagne ) che farà precipitare tutta la famiglia in situazioni comiche per noi e catastrofiche per loro.
    Niente da fare : è divertente.
    Eppure, ne sono sicura, se Fante fosse stato il mio vicino di casa, quel maleducato, arrogante, che gode nel mandar avanti il suo cane a morsicare la gente ma fugge se è in pericolo, lo avrei trovato sommamente antipatico, lo avrei odiato quasi quanto lui stesso si odia.
    Per mia fortuna, Fante è scrittore, non di successo in vita, povero lui, sboccato, cinico, manipolatore, egoista…e onesto con noi lettori (tutte le bugie che racconta alla moglie, le svela in anteprima a noi).
    Stilista ardito, è, come ogni buon scrittore, capace di squarciare il racconto del quotidiano e farci intravedere al di là, capovolgendo tutto quello che ci aveva dato da bere prima.

    ha scritto il 

  • 2

    C'è sempre Fante in ogni storia. Che si nasconda in Bandini o Molise poco importa. Lui, la sua vita, la sua famiglia, il suo passato sono sempre presenti. Sembra non riesca a parlare di altro se non d ...continua

    C'è sempre Fante in ogni storia. Che si nasconda in Bandini o Molise poco importa. Lui, la sua vita, la sua famiglia, il suo passato sono sempre presenti. Sembra non riesca a parlare di altro se non di se stesso...
    Certo, scrive benissimo. Ma uno scrittore non dovrebbe riuscire ad andare "oltre" se stesso?

    Il mio cane Stupido ***
    Orgia *

    ha scritto il 

  • 3

    "When heroes go down, they go down fast" *

    Hanno sempre qualcosa di straziante (e di vero) i rapporti/legami familiari nei racconti di Fante (ma c'è anche da dire le famiglie dei suoi romanzi/racconti si somigliano tutte, derivando tutte dal m ...continua

    Hanno sempre qualcosa di straziante (e di vero) i rapporti/legami familiari nei racconti di Fante (ma c'è anche da dire le famiglie dei suoi romanzi/racconti si somigliano tutte, derivando tutte dal medesimo archetipo); forti, viscerali, rappresentano un freno per ambizioni più grandi ed una giustificazione ai fallimenti, castrano tanto quanto riescono a proteggere, ad accogliere il naufrago (figlio, figlia, padre, madre) nel momento più drammatico del suo profondo smarrimento (per una strada presa che ha finito per rivelarsi sbagliata, per un cammino ancora da intraprendere). Non sono padri da ammirare o da prendere a modello, quelli di Fante; bensì uomini che sbagliano, fanno ammenda, soffrono. Le madri, invece, sono donne pie, silenziose, presenze scolorite e dolci, che attendono e assistono.
    Tutto quello che i figli possono fare, con questi esseri umani imperfetti e genitori perfettibili, è di averne pietà e di perdonarli (senza recriminare) di quello speciale perdono che viene, naturalmente, dall'amore.

    Il secondo racconto, L'orgia, è superiore al primo.

    * https://www.youtube.com/watch?v=rvPuwGv_FQQ

    ha scritto il 

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