A passeggio con John Keats

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A passeggio con John Keats, fino a oggi inedito in Italia, è l'opera più misteriosa di Julio Cortázar: scritto in solitudine a Buenos Aires all'inizio degli anni Cinquanta e pubblicato volutamente postumo come omaggio a un poeta che, morto giovanissi ...Continua
Ha scritto il 18/08/15
Molto bello, anche in questo caso a causa della mia immensa ignoranza ho capito la metà dei riferimenti, da rileggere ed approfondire, comunque veramente commovente si vede l'amore che Cortazar porta per Keats e per l'Italia anche :-)
Ha scritto il 24/10/14
pallido e morboso
Francesca e io ci sverginammo a sedicianni a pochi metri dalla sua casa di montagna poco prima che iniziasse una tempesta di neve, immersi fra i cedri che fiancheggiavano le piste da sci in una notte di dicembre così fredda e limpida che l'aria sembr ...Continua
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Ha scritto il 04/10/14
"Mi presero per mano le nuvole..."

"Una cosa bella è una gioia per sempre:
si accresce il suo fascino e mai nel nulla
si perderà; sempre per noi sarà
rifugio quieto e sonno pieno di dolci
sogni, e tranquillo respiro e salvezza..."

"Keats è da tasca, dove
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Ha scritto il 02/10/14
BELLO E IMPOSSIBILE!
Ogni scritto di Cortàzar è un dono. In questi ultimi tempi i volumi postumi sono piuttosto frequenti. In questo caso è opportuno sottolineare che si tratta di una lettura molto impegnativa. Bello, come sempre, lo stile e le deliziose divagazioni. Ma, ...Continua
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Ha scritto il 31/08/14
" Ora so che, quando salii la scalinata e dal Pincio guardai la Roma meridiana, il mio desiderio aveva già creato questa notte di Buenos Aires in un dodicesimo piano di calle Lavalle, rifugio per le pagine che scrivo come le decisi quel giorno, guard ...Continua
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Ha scritto il Apr 19, 2015, 13:18
Ho continuamente il senso che la vita è ormai finita per me e che vivo un'esistenza postuma.
Pag. 565
Ha scritto il Apr 19, 2015, 13:17
La mia parola sia la cosa stessa.
Pag. 525
Ha scritto il Apr 19, 2015, 13:16
E si levò un albero. O elevazione pura, Orfeo canta. o albero che nell'orecchio sale. Rilke (primo soneto ad Orfeo)
Pag. 521
Ha scritto il Apr 19, 2015, 13:15
Sii saggio mio dolore, quietati un poco.
Pag. 498
Ha scritto il Apr 19, 2015, 13:14
Si dice che il poeta è un primitivo , perchè preferisce il sentire al giudicare,perchè entra nel mondo delle cose stesse, non dei nomi che finiscono per cancellare le cose.
Pag. 509

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