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A perdifiato

Di

Editore: Einaudi

3.8
(418)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: eBook

Isbn-10: 8858404548 | Isbn-13: 9788858404546 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
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  • 4

    A perdifiato...tutto d'un fiato

    Ho letto questo libro su consiglio di amico runner e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: scrittura veloce senza filtri al ritmo di lunghi,lunghissimi,veloci,riptetute, fiumi avvelenati,corpi e menti avvelenate.
    Unica perplessita'il finale che ha un tono piu' edulcorato rispet ...continua

    Ho letto questo libro su consiglio di amico runner e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: scrittura veloce senza filtri al ritmo di lunghi,lunghissimi,veloci,riptetute, fiumi avvelenati,corpi e menti avvelenate.
    Unica perplessita'il finale che ha un tono piu' edulcorato rispetto alla crudezza che a tratti emerge durante il racconto, ma, la descrizione dei momenti che precedono lo start di una maratona e della maratona stessa e' davvero emozionante in particolare per chi,come me, ha avuto la fortuna di viverli.

    ha scritto il 

  • 3

    Corri!

    Interessante manuale sulla maratona, sull'adozione e sull'infedeltà. Ah, no. Vorrebbe essere un romanzo. E allora personaggi piuttosto piatti, storie che si intrecciano ma senza mai convincere fino in fondo...

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di corpi, corna e corsa. I corpi, quelli di un gruppetto di promettenti mezzofondiste ungheresi (le wonderbabies come le chiama il protagonista) che, con specifici lavori di lunghi, lunghissimi e qualche ripetuta veloce, devono diventare corpi da promettenti maratonete (*) ungheresi ...continua

    Storia di corpi, corna e corsa. I corpi, quelli di un gruppetto di promettenti mezzofondiste ungheresi (le wonderbabies come le chiama il protagonista) che, con specifici lavori di lunghi, lunghissimi e qualche ripetuta veloce, devono diventare corpi da promettenti maratonete (*) ungheresi. Le corna, quelle che fungheggiano sulle teste di un po' tutti i personaggi. E la corsa, il solo motivo che mi ha fatto iniziare, continuare e finire questo, romanzo di Covacich. Il lettore corridore, di qualsiasi livello, apprezzerà, se non la storia, almeno i continui rimandi tecnici al mondo della corsa. Mondo che per mancanza di obiettività considero MERAVIGLIOSO e che mi ha fatto sorvolare sulla storia da soap-opera. Le sole disamine tecniche compensano tutto. Consigliato a tutti, STRAconsigliato ai runner, anche ai tapascioni dilettanti come me.

    (*) A beneficio dei non addetti ai lavori, in atletica la differenza tra il mezzofondo e il fondo da maratona è abissale: in soli termini di sofferenza una corsa di mezzofondo è assimilabile a una puntura di vespa, correre una maratona è come essere sbranati da un branco di velociraptor senza la pietosa possibilità di perdere i sensi durante il massacro. In termini metabolici, dopo il “muro dei 30” (km) i velociraptor non compaiono solo nelle fantasiose analogie ma esistono veramente: sono i muscoli che, finite le scorte di glucosio prima e di grasso poi, banchettano sbranando se stessi.

    ha scritto il 

  • 1

    Prima del traguardo, un inutile lieto fine.

    Prima di aver letto l'ultimo capitolo, ero dubbioso sul reale valore dell'opera.
    Terminato capitolo e libro non ho nessuna remora a bollarlo come "cagata pazzesca".
    Probabilmente nella prima stesura, quando il protagonista si ferma all'autogrill, c'era anche la parte in cui vinceva 30 ...continua

    Prima di aver letto l'ultimo capitolo, ero dubbioso sul reale valore dell'opera.
    Terminato capitolo e libro non ho nessuna remora a bollarlo come "cagata pazzesca".
    Probabilmente nella prima stesura, quando il protagonista si ferma all'autogrill, c'era anche la parte in cui vinceva 300.000 euro al gratta e vinci. Poi l'editor deve aver detto "No, guarda, così è veramente troppo".
    Per il resto anch'io, come molti altri recensori, mi sono avvicinato al libro perché interessato al tema della corsa. E quella rimane certamente la parte migliore. Poi di certo l'autore conosce tutti gli strumenti del mestiere, e riesce a dare ritmo ed intensità alla storia. Direi anche che riesce a rendere il libro avvincente.
    Però la trama, la storia tutta, è totalemente inverosimile, eccessiva, densa all'inverosimile di eventi e circostanze esagerate e caricaturali.
    In fine, l'ultimo capitolo, distrugge (in modo indecoroso) quello che di buono era rimasto.

    ha scritto il 

  • 4

    a perdifiato

    premetto che non ne sapevo niente ...nel senso che non avevo idea della trama...
    avevo gia' letto, in passato, qualcosa di covacich, mio concittadino, che mi era piaciuto.
    confermo, dopo aver letto "a perdifiato", il mio apprezzamento per il tipo di scrittura, veloce, incalzante...< ...continua

    premetto che non ne sapevo niente ...nel senso che non avevo idea della trama...
    avevo gia' letto, in passato, qualcosa di covacich, mio concittadino, che mi era piaciuto.
    confermo, dopo aver letto "a perdifiato", il mio apprezzamento per il tipo di scrittura, veloce, incalzante...
    poi il protagonista puo' non risultare simpatico, soprattutto al pubblico femminile, visto che conrnifica la moglie ripetutamente...
    ma questa e' un'altra storia....

    ha scritto il 

  • 3

    3 e mezzo.

    un allenatore italiano di atletica viene spedito in Ungheria ad allenare per la maratona la nazionale femminile. in Italia lascia la moglie e una bambina ancora da adottare. succederanno casini. Covacich alterna capitoli asciutti ad altri più descrittivi e calibra il tutto in un crescendo finale ...continua

    un allenatore italiano di atletica viene spedito in Ungheria ad allenare per la maratona la nazionale femminile. in Italia lascia la moglie e una bambina ancora da adottare. succederanno casini. Covacich alterna capitoli asciutti ad altri più descrittivi e calibra il tutto in un crescendo finale che dura una maratona (e una breve coda). peccato per la trama, un po' troppo brodosa in alcuni punti e un po' inverosimile alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    KINDLE9: considerato che odio correre

    questa storia di scarpette e sudore mi è molto piaciuta.
    I racconti di passioni, soprattutto quelle sportive, fanno genere a se .. e di solito risultano un pò ostici perchè molto "maschili" ed attorcigliati su di un linguaggio per iniziati, un simbolismo noto solo ai praticanti, una serie ...continua

    questa storia di scarpette e sudore mi è molto piaciuta.
    I racconti di passioni, soprattutto quelle sportive, fanno genere a se .. e di solito risultano un pò ostici perchè molto "maschili" ed attorcigliati su di un linguaggio per iniziati, un simbolismo noto solo ai praticanti, una serie di rituali comprensibili solo ai "credenti" ..
    Ed invece incastrando perfettamente il piano tecnico, quello sportivo, quello agonistico, quello passionale, passionale, passionale (tripli voluti) e quello umano quello che viene fuori è un equilibrato mix che ti incolla fino alla fine allo (schermo) od alle (pagine)

    ha scritto il 

  • 3

    un pochino forzato

    il libro si lascia leggere, anche se alcuni passaggi sono a dir poco inverosimili. l'ho affrontato più che altro perché sono un podista appassionato e l'argomento mi interessava sul piano tecnico. la descrizione degli allenamenti e della gara finale è ben congeniata e tutto sommato avvincente. an ...continua

    il libro si lascia leggere, anche se alcuni passaggi sono a dir poco inverosimili. l'ho affrontato più che altro perché sono un podista appassionato e l'argomento mi interessava sul piano tecnico. la descrizione degli allenamenti e della gara finale è ben congeniata e tutto sommato avvincente. anche la definizione del protagonista non è male ma nel complesso si tratta di un'opera poco più che mediocre.

    ha scritto il 

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