A perdifiato

Di

Editore: Einaudi

3.7
(457)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: eBook

Isbn-10: 8858404548 | Isbn-13: 9788858404546 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
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  • 3

    "Sconfiggersi è il chiodo fisso del maratoneta"

    Dario ex maratoneta trentaseienne, marito della bellissima Maura, rossa, focosissima, e dotata di un ragguardevole davanzale [Covacich lo dice in un altro modo e sul particolare insiste tanto. L'avrà ...continua

    Dario ex maratoneta trentaseienne, marito della bellissima Maura, rossa, focosissima, e dotata di un ragguardevole davanzale [Covacich lo dice in un altro modo e sul particolare insiste tanto. L'avrà ritenuto fondamentale] viene spedito dalla federazione italiana in Ungheria per allenare un gruppo di mezzofondisti, al fine di ottenerne dei maratoneti.

    Ma l'incarico arriva proprio nel mentre, per Dario e Maura, si sta compiendo una svolta fondamentale. Dopo un lungo percorso coi servizi sociali, dovrebbe essere giunto il momento in cui i coniugi possono finalmente andare a prendere la bimba haitiana che è stata loro abbinata per l'adozione.

    E qui iniziano le granette. Dario dovrà stare sei mesi in Ungheria. E il gruppo che dovrà allenare è costituito da nientepopò di meno che sette notevoli e tonicissime diciottenni [Covacich usa altri vocaboli per descrivere le girls ... "culo pneumatico" ad esempio], tanto che lui le rinomina le wonderbabies.

    Dario parte con le migliori intenzioni. Innanzitutto dieta e peso. E lunghi e lunghissimi. E strategie. Se non che, mannaggia, con Agota, l'unica che parla l'italiano, succede il patatrac. Diciamo che l'iniziativa è molto di Agota che, alla prima occasione, nonostante l'herpes che le fiorisce sulle labbra, non esita "ad infilare la lingua in bocca" al suo mentore [e qui non ci viene risparmiato ciò che avviene con il liquidino purulento della spiacevole escrescenza]. E diciamo che questo è solo l'inizio. Il suo mentore fa tutto fuorché sottrarsi alla affascinante wonderbaby: un rapporto parecchio intenso.

    Dario però continua ad allenare le restanti wonderbabies. Sì perché Agota ad un certo punto, causa sopravvenuti impedimenti naturali, sarà esclusa dal gruppo.

    Ma qui mi fermo. Smetto di svelare. Diversi i colpi di scena che caratterizzano questo romanzo, che definirei 'voltapagina' per il ritmo frenetico con cui lo si legge. La fine poi è proprio da "Ma daiiiiiii', anche questo nooooooo, non me lo posso bere" [la scelta di quei nomi, qui per me Covacich ha decisamente ecceduto sulla credibilità della storia]

    Però. Le parti relative alla preparazione atletica. Le parti in cui descrive la maratona, quelle le salvo tutte. Covacich in quello è proprio bravo. È riuscito ad appassionare anche me che sullo sport abitualmente faccio opposizione di coscienza.

    "La maratona è un’arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c’entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con tutto ciò che dall’esterno modifica o può modificare me stesso. Ecco, il corpo che pensa raggiunge il più alto grado di bellezza nella maratona. Credo che ciò varrebbe anche se sapessimo volare"

    La descrizione che si trova in epilogo relativa allo svolgimento di una maratona a Trieste è molto efficace. Molto credibile. Anche se viene il dubbio sia stato sponsorizzato da una nota marca che produce indumenti e alimenti per chi pratica la corsa.

    Un linguaggio che è appropriato e crudo quando descrive i momenti della corsa, ma a mio giudizio parecchio grezzo quando parla, diciamo così, di "intimità". Esemplifico.

    "Ci imbarazzano ancora molto le puzze diverse che lasciamo in bagno. Agota spalanca la finestra, spruzza il deodorante per le ascelle, esce a testa bassa, come se cagare fosse una colpa, o come se la nostra colpa fosse quella. Io faccio finta di niente, so che ci abitueremo presto. È incredibile come, anche nutrendosi degli stessi cibi, i corpi emanino ognuno il proprio caratteristico tanfo. Con Maura è uguale: mangiamo la stessa carne, beviamo lo stesso vino, eppure le nostre puzze sono impronte digitali, radiografie dentali, codici a barre. Solo che non ci vergogniamo più. Lei entra a cercare il rossetto mentre io sono lì che spingo."

    Sarà che ultimamente ho letto troppi classici?

    ha scritto il 

  • 4

    “A perdifiato” ha un ritmo incalzante, quello della corsa dell'ex maratoneta che narra e delle giovani atlete che ora allena. Sa il fatto suo, in atletica, Dario Rensich, ma nella vita segue un percor ...continua

    “A perdifiato” ha un ritmo incalzante, quello della corsa dell'ex maratoneta che narra e delle giovani atlete che ora allena. Sa il fatto suo, in atletica, Dario Rensich, ma nella vita segue un percorso tracciato male, e procede d'istinto. Così non va bene, è chiaro, proprio la maratona insegna a dosare le forze, a usare la testa oltre che gambe e polmoni: qualche tratto lo puoi pure correre a perdifiato, ma poi devi rallentare. Sulla strada della vita, anzi, si cammina, perlopiù...
    Qualche situazione è forse troppo forzata, in questo romanzo, ma la scrittura è davvero buona, c'è una ricca varietà di temi, la tensione si mantiene sempre alta: per me, una lettura molto piacevole, dunque, e Mauro Covacich, con notevole ritardo, una bella scoperta.

    ha scritto il 

  • 0

    Lettura scorrevole

    Libro davvero piacevole, tratta un'argomento serio come l'adozione senza avvertirne il peso, e allo stesso tempo raccontando la storia di un ex maratoneta impegnato in un progetto di allenamento per l ...continua

    Libro davvero piacevole, tratta un'argomento serio come l'adozione senza avvertirne il peso, e allo stesso tempo raccontando la storia di un ex maratoneta impegnato in un progetto di allenamento per la nazionale bulgara.
    Consigliato e semplice da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo: è il secondo libro che leggo di Covacich, questo autore mi sta piacendo molto. Questo "A perdifiato" lo avevo comprato mesi fa, una scelta un po' a casaccio, ero demoralizzata perché non rius ...continua

    Ottimo: è il secondo libro che leggo di Covacich, questo autore mi sta piacendo molto. Questo "A perdifiato" lo avevo comprato mesi fa, una scelta un po' a casaccio, ero demoralizzata perché non riuscivo a trovare "Amore contro", e invece ora devo ammettere che lo trovo il migliore tra i due. Il piatto è ricco di tanti temi apparentemente semplici e/o banali, ma mescolati e sviluppati in maniera brillante. C'è un tema decisamente tecnico che è il mondo della corsa (fondo, mezzofondo, maratona, and so on…) senza dimenticare l'argomento doping; legato al tema dello sport c'è l'aspetto più generale delle sfide che ognuno deve vincere per raggiungere i propri obiettivi; poi ci sono i temi più "platonici" e classici come i rapporti di coppia, i momenti di incomunicabilità, la maturità/immaturità di fronte all'imminente arrivo di un figlio, la maturità/immaturità di fronte alle situazioni portate avanti per inerzia e non più per scelta effettiva, la voglia di mollar tutto e cambiare vita. Leggermente in secondo piano ma da non sottovalutare il tema delle adozioni internazionali, tra difficoltà reali e difficoltà burocratiche. Scrittura coinvolgente e dal ritmo incalzante verso il crescendo finale, trama realistica e ben congegnata, insomma, non sarà da premio Nobel ma finora non gli ho trovato difetti…

    ha scritto il 

  • 4

    come tutti in buoni libri parte un po...scordato...poi come il diapason trilla...intrigante e ben scritto...correte a rubarlo il peccato vi sara' rimesso...a Dio piacendo

    ha scritto il 

  • 4

    Coinvolgente...

    Premetto che io amo correre, quindi è stato per me molto esaltante leggere questo libro.
    Per il resto, a parte il finale un po' fuori luogo, l'ho trovato un libro estremamente coinvolgente anche per l ...continua

    Premetto che io amo correre, quindi è stato per me molto esaltante leggere questo libro.
    Per il resto, a parte il finale un po' fuori luogo, l'ho trovato un libro estremamente coinvolgente anche per la vicenda esterna alla corsa che narra. Molto carino! Per amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 4

    A perdifiato...tutto d'un fiato

    Ho letto questo libro su consiglio di amico runner e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: scrittura veloce senza filtri al ritmo di lunghi,lunghissimi,veloci,riptetute, fiumi avvelenati, ...continua

    Ho letto questo libro su consiglio di amico runner e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: scrittura veloce senza filtri al ritmo di lunghi,lunghissimi,veloci,riptetute, fiumi avvelenati,corpi e menti avvelenate.
    Unica perplessita'il finale che ha un tono piu' edulcorato rispetto alla crudezza che a tratti emerge durante il racconto, ma, la descrizione dei momenti che precedono lo start di una maratona e della maratona stessa e' davvero emozionante in particolare per chi,come me, ha avuto la fortuna di viverli.

    ha scritto il 

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