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A rapariga que inventou um sonho

Por

Editor: Casa das Letras

3.8
(1192)

Language:Português | Number of Páginas: 424 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , Catalan , German , Dutch , French , Polish , Italian

Isbn-10: 9724617904 | Isbn-13: 9789724617909 | Data de publicação:  | Edition 1

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
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  • 3

    ...Cosa?

    Haruki Murakami è diventato, da quando nel 2008 lessi 'Nejimaki-dori kuronikuru', uno dei miei romanzieri preferiti, lo considero uno dei migliori scrittori degli ultimi trent'anni, anche quando obbiettivamente crea lavori non così consueti.
    E 'Mekurayanagi, to nemuru onna' è sicuramente uno di ...continuar

    Haruki Murakami è diventato, da quando nel 2008 lessi 'Nejimaki-dori kuronikuru', uno dei miei romanzieri preferiti, lo considero uno dei migliori scrittori degli ultimi trent'anni, anche quando obbiettivamente crea lavori non così consueti. E 'Mekurayanagi, to nemuru onna' è sicuramente uno di questi. A ciò che io ritengo assoluti capolavori della psiche, quali 'Suputoniku no koibito', 'Afutā Dāku' e 'Umibe no Kafuka', non vanno purtroppo ad aggiungersi altri romanzi/raccolte di racconti che, a mio avviso, o rasentano una banalità grottesca, oppure il nonsense più totale (per me leggere 'Zō no shōmetsu' è stato un vero e proprio dramma psicologico). Insomma, Murakami, sebbene mantenga uno stile degno dei premi che ha vinto, è alquanto incostante, e se da una parte è in grado di suscitare in me profonde emozioni, dall'altra fa nascere in me il desiderio di lanciare i suoi libri dalla finestra. La raccolta 'I salici ciechi e la donna addormentata' è sicuramente il risultato di queste due diverse facce di Murakami. Alcuni racconti (Hanalei Bay, I gatti antropofagi, I salici ciechi e la donna addormentata e Lo specchio)toccano nel profondo, anche senza toccare temi troppo complessi, semplicemente fanno leva sul sentire umano, sul senso di disperazione, smarrimento ed alienazione. A parte pochi altri titoli che al momento non ricordo, il resto, per me, è una brodaglia nonsense senza capo né coda. Apprezzo veramente tantissimo il modo 'garbato' di Murakami di descrivere scene surreali, al limite della credibilità, ma ci sono volte in cui questo elemento risulta troppo pesante, e rischia veramente di rendere la storia sterile e fine a se stessa. Nonostante non sia affatto entusiasta di questa lettura (che ho preferito, a suo tempo, ad altri suoi romanzi ben migliori) Murakami è pur sempre Murakami, ed il suo stile- la sua capacità di rendere importante e meraviglioso anche un granello di polvere- arriva dritto all'anima. Motivo per cui, anche se delusa, non posso detestarlo ♥

    dito em 

  • 4

    Una serie di racconti con atmosfere sempre in bilico tra surreale e realtá, spesso anch'essa non proprio comprensibile, con temi che toccano quasi sempre la solitudine e la comprensione/incomprensione (di se stessi e/o degli altri). Per chi conosce l'autore si trovano citazioni o anticipazioni di ...continuar

    Una serie di racconti con atmosfere sempre in bilico tra surreale e realtá, spesso anch'essa non proprio comprensibile, con temi che toccano quasi sempre la solitudine e la comprensione/incomprensione (di se stessi e/o degli altri). Per chi conosce l'autore si trovano citazioni o anticipazioni di vari romanzi.

    dito em 

  • 5

    Nonostante non ami la forma del racconto, questa raccolta di Murakami mi sta piacendo molto più della precedente...

    Finito. E mai raccolta di racconti fu così piacevole :D

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    Racconti assurdi e meno assurdi

    In questa raccolta sembra di trovare il mondo di Murakami alla rinfusa... mi spiego meglio. Lette tutte assieme, queste storie sembrano esperimenti mirati alla realizzazione di un romanzo. Non so a che anni risalgano, ma è questa l'impressione che mi hanno dato. Infatti, alcuni racconti sono inte ...continuar

    In questa raccolta sembra di trovare il mondo di Murakami alla rinfusa... mi spiego meglio. Lette tutte assieme, queste storie sembrano esperimenti mirati alla realizzazione di un romanzo. Non so a che anni risalgano, ma è questa l'impressione che mi hanno dato. Infatti, alcuni racconti sono interessanti e coinvolgenti ma si perdono molto nella fine, quasi sempre deludente. Il modo di scrivere però, come sempre, è scorrevole e piacevole. Sono presenti anche alcune storie autobiografiche interessanti, anche se trovo di maggiore interesse le storie inventate! Le mie storie preferite sono state "La scimmia di Shinagawa" (di cui ho apprezzato anche il finale), "La pietra a forma di rene che si spostava ogni giorno", "Hanalei Bay" (ma la fine non mi ha entusiasmato), "Percorsi del caso" (tratto da una storia vera, basata sulla vita di un amico di Murakami). Il racconto "Granchi" l'ho trovato senza senso e quando sono arrivata alla fine l'ho trovato del tutto banale; "L'uomo di ghiaccio" sembrava interessante all'inizio ma poi diventa così assurdo da sembrare forzato; non parliamo dello "splendore e decadenza delle ciambelle a cono", un breve racconto surreale abbastanza inutile; "Tony Takitani" poteva essere una bella storia, ma il finale l'ha rovinata completamente; "Il settimo uomo" l'ho trovato molto bello e commovente; mi è piaciuto molto "I gatti antropofagi" ma non in finale... l'ho letto proprio mentre ero in Grecia, luogo in cui è ambientato il racconto.

    dito em 

  • 4

    Venticinque ottimi racconti di Murakami che si leggono con avido piacere e che ogni volta ti lasciano una sensazione di ansia, di "incomprensione" per il mondo nel quale viviamo. È davvero questo il mondo? dove togliendo anche un piccolo strato della superficie, spesso banale, ci si accorge che s ...continuar

    Venticinque ottimi racconti di Murakami che si leggono con avido piacere e che ogni volta ti lasciano una sensazione di ansia, di "incomprensione" per il mondo nel quale viviamo. È davvero questo il mondo? dove togliendo anche un piccolo strato della superficie, spesso banale, ci si accorge che sotto c'è molto altro?

    dito em 

  • 4

    Ventiquattro schegge roventi, o forse qualcuna in meno.

    Ho sempre trovato molto difficile recensire e dare una valutazione globale a una raccolta di racconti. Trattandosi appunto di più storie, completamente diverse tra loro, non può esserci un unico giudizio complessivo. I ventiquattro racconti che compongono questa raccolta sono scritti benissimo e ...continuar

    Ho sempre trovato molto difficile recensire e dare una valutazione globale a una raccolta di racconti. Trattandosi appunto di più storie, completamente diverse tra loro, non può esserci un unico giudizio complessivo. I ventiquattro racconti che compongono questa raccolta sono scritti benissimo e rendono tutti giustizia a quella che è la capacità narrativa di Murakami. Tuttavia non tutti mi hanno entusiasmato, anzi, alcuni li ho trovati addirittura inconcludenti. Ma se ora, dopo aver terminato I salici ciechi e la donna addormentata, dovessi ripensare a ciò che mi è rimasto nel cuore di questo libro la mia mente mi riporterebbe sicuramente a Birthday girl, a Lo specchio, a Il settimo uomo, a Nell'anno degli spaghetti a La lucciola e a Percorsi del caso, che sono realmente sei piccole schegge roventi che ti trafiggono il cuore e che ti riempono il corpo di quella piacevole sensazione di vuoto/angoscia/tristezza che solo Murakami é capace di farti provare.

    dito em 

  • 3

    Alcuni racconti molto belli, e anche molto strani, piacevoli da leggere e scorrevoli. Altri noiosi, noiosi, noiosi fino all'inverosimile! E purtroppo sono la maggior parte. Ho faticato molto a finirli! Non getto la spugna comunque con Murakami perché con 1Q84 mi ha rapito!

    dito em 

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