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A sangre fría

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Publisher: Seix Barral

4.4
(3366)

Language:Español | Number of Pages: 365 | Format: Leather Bound | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi simplified , Chi traditional , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Swedish , Finnish , Czech , Polish , Basque , Greek

Isbn-10: 8432221864 | Isbn-13: 9788432221866 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Parte de la colección "Obras Maestras de la Literatura Contemporanea"
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  • 4

    dovrò riprenderlo

    considero Truman Capote uno degli scrittori più sottovalutati del Novecento americano, soprattutto dagli Americani. lui riusciva a raccontare la tragedia, lo sconcerto e l'amarezza con una maestria da ...continue

    considero Truman Capote uno degli scrittori più sottovalutati del Novecento americano, soprattutto dagli Americani. lui riusciva a raccontare la tragedia, lo sconcerto e l'amarezza con una maestria davvero unica. per me è un capolavoro anche se non sono riuscita a finirlo.
    sì, si dilunga troppo Truman, come Fitzgerald, ma senza il suo vuotume, hence, meriterebbe più adorazione. non c'è ragione di non riprendere questo libro; noi, che non facciamo più parte di quel tempo e non siamo più abituati alle descrizioni chilometriche, ci stanchiamo, eppure, questo libro mi ricorda tanto Fargo, magari anche per l'argomento; morale: ho ancora tutti i particolari scolpiti in testa a distanza di mesi!

    said on 

  • 4

    Nel 1966 Truman Capote pubblicò uno dei suoi romanzi più celebri: In Cold Blood.
    Si tratta, dicono gli esperti, del primo romanzo-reportage. Truman Capote fino a quel momento aveva scritto una serie d ...continue

    Nel 1966 Truman Capote pubblicò uno dei suoi romanzi più celebri: In Cold Blood.
    Si tratta, dicono gli esperti, del primo romanzo-reportage. Truman Capote fino a quel momento aveva scritto una serie di saggi e raccontini, tutti molto ben scritti, che erano il risultato di una mente veloce. Il gusto per la frivolezza gli derivava dalla leggerezza del suo temperamento, non certo dalla sua vivace intelligenza. A sangue freddo invece descrive, e lo fa con dovere di cronaca, pedissequamente, ineluttabilmente fino alla fine, l’orrore di una famiglia trucidata del Kansas da due assassini psicopatici. Per descrivere questo orrore, Truman Capote non cerca di immaginarlo, ma come un terzo fratello di Bouvard e Pecuchet cerca di passare all’azione, e va a trovare nel penitenziario, ogni giorno per un lungo numero di giorni, uno dei due assassini. Il risultato di quella discesa nel crimine, di quello studio en plein air nelle celle grigie di un braccio della morte è In Cold Blood.
    L’esperienza fu molto forte: ma rispondeva a un bisogno chiamato conoscenza. Oscar Wilde, applaudito nei teatri di Londra, firmò la sua condanna in ingegnosi epigrammi davanti a una corte disposta ad ascoltarlo. Lo fece perché desiderava vedere “l’altra parte del giardino”, come disse a Gide. Il carcere lo minò nell’animo. Mangiò il suo pane nel dolore e attese piangendo nella notte il mattino che tarda, come disse Goethe. Ma scoprì, come dice quella massima latina virgiliana, che tutto il mondo è pieno di Giove. Omnia sunt plena Jovis. Tutto il mondo è pieno di divino e delle sue manifestazioni. Ciò che spinse forse Capote è questo cercare nell’altra parte del giardino il manifestarsi di questa forza, che non risparmia nessuno. Non sappiamo se la trovò.
    Perseo fece dei serpenti della Medusa una nuova forza. Ma l’autodistruzione di Capote - l’alcol, la depressione - ci lascia pensare che egli vide la sua vita nuova alla luce di un’ombra. Come san Tommaso, fece un triste bilancio della sua esistenza e tutto quello che fino a quel momento aveva scritto prima “gli dovette sembrare una montagna di paglia”. A differenza del re Lear, non aveva usurpato nulla alla sua stessa vita.
    Si accorse che quel che gli aveva dato fama e ricchezza non gli serviva a nulla. Non era quello che voleva. I premi non gli interessavano e nemmeno i castighi. La sua anima, come quella di Tennyson, non cercava un paradiso d’oro dove riposare, ma “the work of going on and not to die”, il lavoro di andare avanti e non morire.
    Il lavoro di andare avanti e non morire.
    Ci sono uomini che sono riassunti nei propri libri.
    Tutta l’arte è un fuoco che consuma in eterno.

    said on 

  • 5

    Nel 1959 una coppia di psicopatici massacrò una famiglia di quattro persone. Truman Capote parlò con tutti i protagonisti della vicenda e la ricostruì in una forma ibrida di racconto e reportage che a ...continue

    Nel 1959 una coppia di psicopatici massacrò una famiglia di quattro persone. Truman Capote parlò con tutti i protagonisti della vicenda e la ricostruì in una forma ibrida di racconto e reportage che all'epoca fece scalpore e oggi colpisce per il perfetto equilibrio tra distacco e umanità.

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  • 5

    Ispirato a una tragica vicenda criminale avvenuta nel cuore dell'America rurale, "A sangue freddo" è una corposa inchiesta giornalistica sotto forma di romanzo cui l'autore Truman Capote si dedicò per ...continue

    Ispirato a una tragica vicenda criminale avvenuta nel cuore dell'America rurale, "A sangue freddo" è una corposa inchiesta giornalistica sotto forma di romanzo cui l'autore Truman Capote si dedicò per un lungo periodo con tale dedizione da dichiarare, in seguito, che gli avesse cambiato la vita. Lo stile di Capote si adatta, per l'occasione, ad una impostazione cronachistica che rende l'opera godibile da un vasto pubblico e in cui si fatica a riconoscere la prosa, più elaborata ma più criptica, di altri lavori dello stesso autore ("L'arpa d'erba", ad esempio). Partendo da una sanguinosa vicenda di cronaca il libro costituisce un interessante spaccato della società americana degli anni '60 e può, in tal senso, interessare anche chi è semplicemente affascinato dalla narrativa a stelle e strisce ma non necessariamente un estimatore di storie criminali.
    Personalmente ho apprezzato di più altri "romanzi verità" basati su fatti criminosi, in particolare quelli redatti da autori con un passato di esperienza diretta nella malavita, ma ritengo "A sangue freddo" un libro interessante.

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  • 4

    Si legge A sangue freddo un po’ come si entra in un luogo sacro, in punta di piedi… All’inizio intimidisce la sua fama di capolavoro. Presto l’ evidente qualità della scrittura semplice, essenziale, e ...continue

    Si legge A sangue freddo un po’ come si entra in un luogo sacro, in punta di piedi… All’inizio intimidisce la sua fama di capolavoro. Presto l’ evidente qualità della scrittura semplice, essenziale, efficace trascina il lettore una pagina dopo l’altra e il sapiente alternarsi dei tempi e dei luoghi dà il ritmo giusto alla narrazione. L’abilità di Capote è resa ancora più evidente dall’assenza di suspense. Ma A sangue freddo non si riduce alla “cronaca di 6 morti annunciate”, in effetti il racconto oggettivo e dettagliato dei fatti e antefatti non solo restituisce la descrizione dell’evento in sé, ma traccia anche un valido quadro dell’America degli anni ’50. Un libro ricco, complesso ma che si può riassumere in un’unica parola: umanità, un’umanità palpabile che avvolge vittime, assassini e tutti i personaggi coinvolti nella storia. Il titolo stesso riferendosi naturalmente al crimine efferato ma anche all’applicazione implacabile della pena capitale ci porta a riflettere aldilà di ogni pregiudizio.

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  • 0

    Ritrovo questo vecchio commento che avevo scritto in un altrove poi eliminato, e ancora me ne rammarico: dell'altrove con cui ho chiuso per sempre, voglio dire.
    Così decido di riinserirlo, e poi di nu ...continue

    Ritrovo questo vecchio commento che avevo scritto in un altrove poi eliminato, e ancora me ne rammarico: dell'altrove con cui ho chiuso per sempre, voglio dire.
    Così decido di riinserirlo, e poi di nuovo via, alla caccia dei commenti perduti, perché se li ho scritti qualcosa avranno pur significato, e ora che ritrovo questo, mi chiedo se vuole vivere ancora. Perché nel silenzio che ne è seguito sono rimasta ad aspettare che qualcosa succedesse: forse un'altra morte, e sarebbe stata comunque tremenda e solitaria.

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    • Il rifiuto tardivo del Male
    Sentir raccontare di eventi efferati senza che l'autore ceda mai al compiacimento, di più, con una freddezza da cronista,è una cosa che amo molto (e invidio altrettanto) negli americani.
    In più la struttura perfetta, gli incastri al posto giusto, la capacità di coinvolgere il lettore che sin dall’inizio sa che la famiglia Clutter sarà ammazzata, il lasciargli spiare l’ultimo giorno della loro vita nell’attesa che “la cosa succeda”, il tenere le fila dei personaggi con l’abilità di un burattinaio, e tra queste marionette c’è anche il lettore, che si lascia portare di qua e di là senza possibilità di ripensamenti, ecco, tutto questo è perfetto.
    Però, che sarà mai, forse l'assuefazione a temi forti, forse il tardivo rifiuto del Male (quello fine a se stesso, e per cui ancora più spaventoso) vista l'età (mia) che avanza, un po' me son stufata di tutto questo orrore, e allora, se non è chieder troppo, datemi un libro che mi faccia un po' sognare purché scritto bene, consigliatemelo, vedete un po’ voi, ve ne sarò eternamente grata.

    **************************************************************************************

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  • 5

    "Non era per qualcosa che i Clutter avessero fatto. Non mi avevano mai fatto nulla di male. Come certa altra gente. Certa gente che mi ha messo in croce per tutta la vita. Forse è solo che i Clutter e ...continue

    "Non era per qualcosa che i Clutter avessero fatto. Non mi avevano mai fatto nulla di male. Come certa altra gente. Certa gente che mi ha messo in croce per tutta la vita. Forse è solo che i Clutter erano quelli che dovevano pagare per tutti.
    Se mi dispiace? Se è questo che intendi, no. Non provo nulla. Vorrei il contrario. Ma non c'è niente che mi angusti di quest'episodio. Mezz'ora dopo l'accaduto, Dick ci scherzava sopra e io ridevo. Forse siamo disumani. Io sono abbastanza umano da sentirmi addolorato per me stesso.
    Mi dispiace non potermene uscire di qui quando tu te ne andrai. Ma nient'altro."
    "Complessivamente, quanto denaro avete ricavato dai Clutter?"
    "Tra i quaranta e i cinquanta dollari."

    "Quei burini lì, voteranno 'impiccalo', come se avessero il diavolo alle calcagna. Guardagli gli occhi.
    Mi venga un accidente se sono l'unico assassino nell'aula."

    said on 

  • 5

    Questo libro racconta di un episodio di cronaca nera verificatosi in un paesino del Kansas. Capote, però, va molto al di là del semplice reportage e riesce a darci una descrizione molto precisa e prof ...continue

    Questo libro racconta di un episodio di cronaca nera verificatosi in un paesino del Kansas. Capote, però, va molto al di là del semplice reportage e riesce a darci una descrizione molto precisa e profonda dell'America profonda degli anni 50. La sua straordinaria capacità di penetrare nell'animo dei personaggi mi ha ricordato il grande Simenon.

    Capote è stata una gradita scoperta ed ora sento il bisogno impellente di leggere qualcos'altro di suo.

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  • 4

    Reportage, apparentemente asettico, di un violento episodio di cronaca nera che fornisce un ottimo affresco dell'America degli anni 50 e diversi spunti di riflessione.

    said on 

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