A sangre fría

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Publisher: Seix Barral

4.3
(3550)

Language: Español | Number of Pages: 365 | Format: Leather Bound | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi simplified , Chi traditional , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Swedish , Finnish , Czech , Polish , Basque , Greek

Isbn-10: 8432221864 | Isbn-13: 9788432221866 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Parte de la colección "Obras Maestras de la Literatura Contemporanea"
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  • 3

    un po' troppo lungo, un po' prolisso

    Libro molto bello e molto ben scritto, un po' lungo tuttavia e secondo me completato soprattutto nell'ultimo capitolo con delle precisazioni fin troppo dettagliate sulle diagnosi psichiche dei colpevo ...continue

    Libro molto bello e molto ben scritto, un po' lungo tuttavia e secondo me completato soprattutto nell'ultimo capitolo con delle precisazioni fin troppo dettagliate sulle diagnosi psichiche dei colpevoli. Insomma bello ma un po' prolisso, alcune cose le avrei saltate volentieri.

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  • 5

    Meraviglioso per come introduce lentamente e delicatamente, in una vicenda tutt'altro che leggera, i caratteri e le storie dei personaggi

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Libro letto per il gruppo di lettura in biblioteca. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non mi ci ero mai avvicinata e sono molto contenta di averlo fatto.
    Lo stile narrativo è asciutto e scorrevole a ...continue

    Libro letto per il gruppo di lettura in biblioteca. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non mi ci ero mai avvicinata e sono molto contenta di averlo fatto.
    Lo stile narrativo è asciutto e scorrevole alternando il racconto al resoconto giornalistico di questo fatto di cronaca realmente avvenuto in Kansas nel 1959.
    Non è strutturato come un "giallo" in quanto fin dalle prime pagine ci si fa un'idea di chi possa essere il colpevole, ma del resto il libro è stato scritto nel 1965, molto a ridosso del fatto che racconta, quindi evidentemente l'autore, dando per scontato che tutti ne avessero letto, non si preoccupa di lasciare un po' di suspance, ma nonostante ciò il libro è assolutamente godibile.

    Holcomb. Piccolo e sonnacchioso villaggio del Kansas occidentale.
    La famiglia Clutter, proprietaria della Fattoria River Valley e di svariati ettari di terreno intorno, viene trucidata senza pietà in una notte di novembre, apparentemente senza motivo, giacché i presunti assalitori non hanno prelevato nulla dalla casa, eccezion fatta per qualche dollaro da un portafoglio e una radiolina portatile.

    L'autore scopre la verità poco a poco, facendoci quasi empatizzare con i responsabili dell'efferato omicidio, scende in profondità, analizza, storie, caratteri e condizione psicologica dei personaggi e quindi lentamente il lettore comincia a comprendere che "A sangue freddo" non è la storia di una famiglia trucidata senza apparente spiegazione, no. E' la storia di due sbandati, probabilmente affetti da diverse patologie psicologiche, che in una notte di novembre del 1959 distruggono in un istante 6 vite. Le vittime e loro stessi.

    Questo resoconto è anche strumentale per un'implicita riflessione sulla pena di morte in quanto Capote, attraverso i vari personaggi messi in campo, riesce a dare spazio a diverse opinioni in merito al tema, ammiccando, secondo me, a quelle contrarie.

    La parte centrale del libro, il corpus principale, direi, è costituito dalla storia di Dick e Perry, a mio avviso proprio nell'intento di riumanizzare questi due ragazzi, le cui azioni, ma soprattutto l'opinione pubblica, avevano completamente disumanizzato.
    La chiusa, però, nelle ultimissime pagine del libro, torna sui Clutter, e soprattutto su Nancy, la più giovane delle quattro vittime; in questo ci vedo una sorta di atto di grande rispetto per le vittime. Dopo aver passato la maggior parte del libro a farci conoscere i due assassini e a farci dispiacere (forse) per la loro condanna a morte e le loro vite spezzate, Capote torna a ricordarci le vittime, le cui vite, come quelle degli assassini, sono state spezzate a sangue freddo.

    Ma di gran sangue freddo deve averene anche il boia, dice Perry ad un certo punto, a spezzare il collo - tramite impiccagione - dei due colpevoli.

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  • 5

    Una deflagrazione

    "A sangue freddo" è uno dei libri più crudi e caldi che abbia mai letto. Nelle pagine, Capote fa esplodere la storia senza usare facili trucchi, ma "semplicemente" portando il lettore a incontrare le ...continue

    "A sangue freddo" è uno dei libri più crudi e caldi che abbia mai letto. Nelle pagine, Capote fa esplodere la storia senza usare facili trucchi, ma "semplicemente" portando il lettore a incontrare le persone che percorrono il racconto, i loro punti di vista, i loro vissuti, anche quelli più scomodi.
    Così, la sensazione maggiore, alla fine, è proprio quella di aver assistito ad una deflagrazione esistenziale e sociale, osservata nei vari frammenti che la compongono.

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  • 4

    Nonostante sia il capostipite di un nuovo genere letterario, quello del romanzo-reportage, A Sangue Freddo non è un resoconto asettico o un romanzo sic-et-simpliciter. Esiste un potente punto di vista ...continue

    Nonostante sia il capostipite di un nuovo genere letterario, quello del romanzo-reportage, A Sangue Freddo non è un resoconto asettico o un romanzo sic-et-simpliciter. Esiste un potente punto di vista, dal quale scorgiamo lo stile e il metodo di Capote, ma anche un nuovo equilibrio che tende da un lato a scardinare il ritmo e l'organizzazione delle parti del flusso narrativo a favore di interpretazioni severamente giornalistiche, dall'altro costituisce, nel suo insieme, una coralità di voci nella quale, la penna del romanziere più che del giornalista, lascia emergere, con una nudità non morbosa, le ossa dei protagonisti, con un'operazione ai raggi X che parifica i personaggi sulla scena del delitto, siano essi vittime o assassini o borghesi che stanno a guardare.

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  • 0

    Credo, anzi sono sicura, che nel 1966, anno in cui fu pubblicato A sangue freddo, non fosse acuto come adesso il voyuerismo dell’orrore che contraddistingue i nostri tempi: pellegrinaggi sui luog ...continue

    Credo, anzi sono sicura, che nel 1966, anno in cui fu pubblicato A sangue freddo, non fosse acuto come adesso il voyuerismo dell’orrore che contraddistingue i nostri tempi: pellegrinaggi sui luoghi del delitto e plastici che ricostruiscono le abitazioni, attenzione morbosa verso i particolari più cruenti, interviste sconcertanti a parenti e amici - come si sente? - conoscenti e inquilini del piano di sopra, passanti e maestre dell’asilo.

    La ricostruzione del quadruplice assassinio dei Cuttler, avvenuto in un paesino del Kansas nel 1959, è la materia di A sangue freddo di Capote, capostipite del genere non fiction; non un romanzo ma non solo un reportage o una cronaca: il montaggio dei piani, la nettezza e l’efficacia dello stile narrativo, lo rendono opera letteraria di grande spessore .
    (a margine, e per contrasto, pensavo a Gomorra di Saviano: quando la materia della narrazione non è supportata dallo stile)

    Il libro di Capote è esente da morbosità – le sopravvissute della famiglia Cuttler, le due figlie maggiori, sono voci assenti, ad esempio; i particolari macabri sono ridotti all’osso.
    Domina piuttosto un’ostinata volontà di capire cosa spinga l’uomo a compiere azioni terribili.
    Capote racconta , alternando in scene nette, la cronaca degli ultimi momenti dei morituri, anticipando ciò che accadrà
    Ora, in quel suo ultimo giorno di vita, la signora Cuttler appese nell’armadio la vestaglia di cotonina che indossava (…)
    e i movimenti degli assassini.
    Tra le sequenze dei fatti del 14 novembre 1959, si aprono flashback che fanno entrare nella normalità della famiglia di agricoltori, benvoluta, integrata, e contemporaneamente consentono di inquadrare i due assassini.
    Dopo l’assassinio, lo sguardo “neutro” di Capote affianca la fuga degli omicidi e i passi degli investigatori, e poi dopo l’arresto, segue l’intero iter giudiziario fino all’esecuzione della condanna capitale avvenuta nel 1965.

    Tra gli animali di Garden City ci sono due gatti grigi che stanno sempre insieme, due randagi magri, sporchi, con strane e ingegnose abitudini.
    E’chiaro, nonostante l’ostentata oggettività, da che parte stiano i buoni e da quale i cattivi, tuttavia il giudizio “morale” sembra essere come sospeso.
    C’erano momenti di debolezza, attimi in cui “ricordava certe cose”, - una luce azzurrinache esplodeva in una stanza buia, gli occhi di vetro di un grosso orsacchiotto, - in cui delle voci, poche precise parole, cominciavano ad assillare la sua mente:
    “Oh, no! Oh, vi prego! No! No! No! No! Non fatelo! Oh, non fatelo, vi prego!” (…)
    Quando disse: “Penso che ci deve essere qualcosa di sbagliato in noi due”, stava facendo un’ammissione che “detestava fare.” Dopotutto era “doloroso” pensare di poter anche essere “non del tutto giusto” (…)

    E no, non si riesce a capire perché degli uomini possano commettere azioni terribili.

    Non c’è nulla di più disarmante della banalità del male.

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  • 3

    Una narrazione moderna per un libro troppo freddo.

    Come la maggior parte dei lettori di questo libro, ho trovato molto interessante lo stile scelto da Capote per “ A sangue freddo”. Raccontare una storia vera come un romanzo mantenendo un taglio gior ...continue

    Come la maggior parte dei lettori di questo libro, ho trovato molto interessante lo stile scelto da Capote per “ A sangue freddo”. Raccontare una storia vera come un romanzo mantenendo un taglio giornalistico che si attiene esclusivamente ai fatti ed alle testimonianze, è senza dubbio qualcosa che soltanto un valido scrittore può affrontare. Allo stesso tempo però, questa scelta comporta delle rinunce sostanziali che, per i miei gusti personali, tolgono molto al piacere della lettura: racconto freddo e nessuna forma di empatia con i protagonisti.
    Benché il linguaggio di Capote sia semplice e scorrevole, ci sono troppe brevi storie parallele che non aggiungono nulla alla trama portante, se non una grande confusione. Mi è venuta più volte la tentazione di saltare qualche pagina per ritrovare il filo della trama.
    Nonostante tutto, ritengo comunque che “A sangue freddo” sia un libro da leggere, prima o poi, se non altro per la genialità dell’autore che ha saputo precorrere i tempi creando uno stile letterario originale ed ancora molto attuale.
    Recensione completa: http://www.mr-loto.it/recensioni/a-sangue-freddo.html

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  • 5

    Tra cronaca e romanzo

    Straordinario racconto, tra cronaca fedele e romanzo, di un delitto atroce, della banalità e della stupidità del male, della umanità infelice e patetica che anche i cattivi hanno.
    E' un libro straordi ...continue

    Straordinario racconto, tra cronaca fedele e romanzo, di un delitto atroce, della banalità e della stupidità del male, della umanità infelice e patetica che anche i cattivi hanno.
    E' un libro straordinario perché mantiene il racconto sempre sul filo di lama della imparzialità ma riesce lo stesso a infondere nei protagonisti una dolente umanità. Dei colpevoli non giustifica né nasconde nulla, tuttavia alla fine non si può non provare pena per loro, così come per le incolpevoli vittime.
    Bellissimo.

    said on 

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