A sangre fría

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Publisher: Seix Barral

4.3
(3650)

Language: Español | Number of Pages: 365 | Format: Leather Bound | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi simplified , Chi traditional , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Swedish , Finnish , Czech , Polish , Basque , Greek

Isbn-10: 8432221864 | Isbn-13: 9788432221866 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Parte de la colección "Obras Maestras de la Literatura Contemporanea"
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  • 4

    Sono andato a cercare Holcomb con google map, un paesotto di poco più di 2000 abitanti nel Kansas occidentale ai confini del Colorado, attraversato dalla fragorosa ferrovia che, come Truman Capote con ...continue

    Sono andato a cercare Holcomb con google map, un paesotto di poco più di 2000 abitanti nel Kansas occidentale ai confini del Colorado, attraversato dalla fragorosa ferrovia che, come Truman Capote continuamente ricorda, rimbomba e fischia per i treni che la percorrono giorno e notte e che raramente vi si fermano. Sulla mappa satellitare è visibile un reticolo regolare, assolutamente geometrico, di grossi quadrati con delle circonferenze circoscritte, a volte verdi, a volte un po’ meno, a volte marroni o grigi. Sono il reticolo degli appezzamenti agricoli irrigati con l’acqua presa dal vicino fiume Arkansas o dalle falde freatiche. Siamo infatti nelle grandi pianure del Midwest, dal clima semiarido, con inverni rigidi e estati secchissime. È grosso modo lo stesso ambiente in cui Steinbeck colloca “Furore” trent’anni prima. Il Kansas come l’Oklahoma negli anni Venti e Trenta del XX secolo fu flagellato dalle terribili dust bowl storms, dovute principalmente al forte impatto antropico su un ambiente semiarido e fragile. Questo è dunque il “teatro” ove Truman Capote colloca la tragedia della famiglia Cuttler sterminata da due balordi: un immensa estensione di campi coltivati, un agricoltura estensiva e estremamente meccanizzata, case fattoria sparpagliate e isolate, un piccolo centro abitato toccato dalla ferrovia e dall’autostrada, la vicina città di Garden City che appare come il cuore dell’intero territorio circostante, il centro amministrativo, commerciale, sociale, culturale. È l’America profonda, ancora agricola, fortemente religiosa. Truman Capote ricorda appunto la Bible Belt, la cintura della Bibbia, l’area culturale degli States fortemente religiosa, protestante, intrisa di evangelismo, che guarda caso coincide con quella che fu la Confederazione sudista.
    La particolare fascinazione che esercita su di me questo libro è data dalla narrazione-indagine di un delitto che non è assolutamente svolta come thriller (sappiamo già tutto infatti), ma come scavo-ricostruzione psicologica dei protagonisti (gli assassini, le vittime, gli investigatori, i parenti degli assassini e delle vittime, i vicini…). E dalla ricostruzione- esposizione dell’ambiente fisico, sociale, e culturale. Ne viene fuori l’America profonda di allora, alla fine degli anni Cinquanta, laboriosa, positiva, pragmatica, socievole, ancora profondamente religiosa, non toccata ancora da alcun dubbio sulla sua identità e sul suo ruolo, immersa ancora nella fascinazione dell’american dream, oserei dire ancora ingenua e innocente. Nulla traspare nella narrazione del maccartismo ancora imperante; ci sono accenni alla guerra di Corea, buttati lì; di lì a poco sarebbe arrivato Kennedy. La contestazione, il movimento hippy, la guerra del Vietnam e la perdita dell’innocenza sono ancora di là da venire. È l’America tradizionalista, che fa perno sulla famiglia, sull’autorità paterna e sul rispetto dei figli, sul lavoro, sulla solidarietà della comunità. Non c’ancora traccia alcuna della droga. Il femminismo si sa cosa sia; il modello di donna è tutto ancora casa-famiglia. Una tranquilla mediocritas, un’area regola di conformismo rendono tutto tranquillo, ordinato; una normale routine nel benessere. A parte alcuni “balordi”... E si scopre allora l’altra faccia della medaglia, il lato meno solare dell’american dream, le contraddizioni della società apparentemente armoniosa. C’è la povertà economica e sociale delle famiglie dei piccoli farmers che a malapena si possono sfamare (vedi ancora “Furore”), del disagio economico che confina e sconfina nel disagio sociale e nella miseria morale e spirituale. Senza fare facile sociologismo, i due “devianti” Perry e Dick che massacrano a sangue freddo e senza alcun motivo apparente, vengono da storie e famiglie disagiate, abbondoni, solitudine, violenza. Disagio economico, miseria spirituale e morale fortemente intrecciate possono produrre la devianza e l’estrema violenza. C’è sempre comunque il gioco del caso. C’è la personale storia, la biografia psicologica e affettiva che fa si che si passi da un semplice furto alla violenza omicida senza un perché. Capote ricostruisce in modo magistrale le biografie di Perry e Dick, in maniera oggettiva, senza cedere al facile perdonismo pur restando comprensivo. C’è sempre un giusto e difficile equilibrio in questa ricostruzione: non c’è simpatia, ma comprensione. Egualmente per il finale, sull’applicazione della pena di morte, Capote non si schiera apparentemente sul pro o contro, si limita e registrare i dati, i fatti; descrive una serie di assassini feroci e spietati, compagni di Perry e Dick nell’Angolo (il braccio della morte) pur mostrando comprensione umana per gli assassini-vittime (il Kansas tolse la pena di morte all’inizio del XX secolo, poi la rimise per argina l’estrema violenza scatenatasi negli anni Venti).
    Un libro bellissimo, un affascinante e suadente scrittore Truman Capote, letto anche dopo circa un anno l’aver visto l’omonimo film di Bennet Miller, con Philip Seymour Hoffman.

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  • 5

    bestemmierò, perché la qualità letteraria del romanzo è eccezionale, ma non ho potuto non sorridere considerandolo il capostipite degli orrendi docufiction televisivi sui delitti famosi di cui si nutr ...continue

    bestemmierò, perché la qualità letteraria del romanzo è eccezionale, ma non ho potuto non sorridere considerandolo il capostipite degli orrendi docufiction televisivi sui delitti famosi di cui si nutrono le mie notti insonni. Blasfemia a parte un non romanzo (? di questo ci sarebbe da dire per ore) incredibile che regala l'immortalità, e sul piano empatico è la cosa che più mi ha smosso, soprattutto a Perry Smith, omicida psicotico, aspirante artista e sognatore fallito dotato di piedi da fanciulla e insondabili profondità d'animo.

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  • 4

    Fratelli della razza di Caino

    I retroscena di un massacro fanno sempre presa sulla curiosità morbosa della gente, ma “A sangue freddo” è molto più di questo. E' un libro di non-fiction che si può leggere come un romanzo, è il tent ...continue

    I retroscena di un massacro fanno sempre presa sulla curiosità morbosa della gente, ma “A sangue freddo” è molto più di questo. E' un libro di non-fiction che si può leggere come un romanzo, è il tentativo riuscito di elevare al rango di letteratura la cronaca.
    Si può spiegare razionalmente l'omicidio efferato di una famiglia indifesa? Qual è la pena appropriata per i colpevoli? E poi, la domanda più scomoda di tutte: è davvero così netto il confine tra Bene e Male?
    Con una scrittura elegante e apparentemente asettica, e persino con un briciolo di ironia che si intravede a tratti, Truman Capote sviscera l'argomento da vari punti di vista, attraverso testimonianze dirette e indirette.
    Conosciamo la normale quotidianità degli abitanti di Holcomb, nel Kansas occidentale, le “pungenti risonanze di prateria” del loro accento, l'economia piuttosto florida della zona, basata prevalentemente su agricoltura e sfruttamento del metano.
    Nessuno sbarra la porta di casa a Holcomb, perché nessun avvenimento eccezionale aveva mai turbato la tranquilla esistenza delle sue duecentosettanta anime fino a quella notte di novembre del 1959.
    La tragedia che colpisce i Clutter, famiglia stimata da tutti, scuote ogni certezza e mette paura:
    “...è come sentirsi dire che Dio non esiste. Fa apparire inutile la vita”. Inutile come la gentilezza e la generosità dei coniugi Clutter e come i sogni spezzati dei loro due figli adolescenti.
    Agghiaccianti le parole di chi li uccide senza un motivo, senza provare nulla né durante né dopo, con l'indifferenza di chi colpisce dei bersagli ad un tiro a segno:
    “Mi pareva un signore molto simpatico. Cortese. La pensai così fino al momento in cui gli tagliai la gola”.
    Quello che lo scrittore intraprende è un viaggio in fondo ad un abisso da cui lui stesso non si riprenderà mai del tutto (dopo i fatti narrati i suoi problemi di alcolismo peggiorarono).
    Traccia un approfondito ritratto psicologico dei due assassini, e negli anni che passano nel Penitenziario di Stato in attesa dell'esecuzione della pena capitale diventa il loro confidente e amico.
    Scopre una certa affinità con Perry, quello con velleità culturali e un'infanzia traumatica “...perché la vita di Perry Smith non era stata un letto di rose, ma una misera, laida, solitaria corsa verso un miraggio dopo l'altro”.
    Ma non dimentica che sono soprattutto spietati criminali, “fratelli della razza di Caino”, e nel libro Bene e Male si fronteggiano restando ben distinti.
    Eppure non mancano zone d'ombra, passaggi significativi che mostrano il lato oscuro degli esseri umani, al di là del comprensibile desiderio di vedere i colpevoli pendere da una forca.
    Per esempio, la delusione provata da molti dopo la cattura, quando si scopre che non si è trattato della vendetta di un abitante del villaggio (la storia sarebbe stata più interessante), o la folla di curiosi (oltre cinquemila persone) che presenziarono all'asta per la vendita della fattoria dei Clutter.
    E non sembrano troppo lontane dalla verità le parole di Perry sui giurati: “Guardagli gli occhi. Mi venga un accidenti se sono l'unico assassino nell'aula”.
    Rabbia, orrore, raccapriccio, pietà sono i sentimenti che suscita a fasi alterne la lettura di questo libro, consigliato a chi crede che la pena di morte sia un modo per ottenere giustizia ma anche a chi, al contrario, vede nel perdono l'unica possibile via d'uscita.

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  • 5

    It is warm too...

    I started it hating this 'poor' murderers, however, I ended up feeling sympathy for them. Capote marvellously explores the characters, giving a chance to the readers to understand what did exactly hap ...continue

    I started it hating this 'poor' murderers, however, I ended up feeling sympathy for them. Capote marvellously explores the characters, giving a chance to the readers to understand what did exactly happen in that house and, I'd say, in those lives too. The fiction surrounding the real facts is lovely and contributes to create a masterpiece. I found it cold, as it defines itself, but warm at the same time. I've loved it!

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  • 5

    Demoni d'America

    T, Capote possiede un naturale sadismo nello strappare i veli conformistici che per lungo tempo hanno celato l'America profonda, mostrando ad un pubblico troppo compiaciuto solo le tinte pastello del ...continue

    T, Capote possiede un naturale sadismo nello strappare i veli conformistici che per lungo tempo hanno celato l'America profonda, mostrando ad un pubblico troppo compiaciuto solo le tinte pastello del sogno americano.
    Ecco i mostri che nessuno voleva vedere.

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  • 4

    "Quando ammazzi un uomo gli rubi la vita. Allora io credo di essere un ladro in grande stile".
    Una frase che non può non scuotere per la sua durezza, ma fedele nel riportare le emozioni di uno dei pro ...continue

    "Quando ammazzi un uomo gli rubi la vita. Allora io credo di essere un ladro in grande stile".
    Una frase che non può non scuotere per la sua durezza, ma fedele nel riportare le emozioni di uno dei protagonisti di "A sangue freddo".
    Qui Capote ricostruisce una vicenda di cronaca nera che scosse l'America degli anni Sessanta per la sua efferatezza, mescolando magistralmente rigore giornalistico ad un impeccabile stile narrativo - tanto che all'epoca della pubblicazione venne criticato per il distacco verso l'accaduto e la freddezza nel restituire il punto di vista dei colpevoli: il risultato è un'opera senza traccia di retorica, quasi amorale, che lascia il segno nella coscienza del lettore, offrendogli la possibilità e tutti gli elementi utili per essere il vero giudice dei fatti raccontati. Chapeau.

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  • 4

    Descrizione rigorosa di un orribile crimine, delle concatenazioni di eventi che hanno portato allo scoppio di improvvisa violenza, senza però riuscire ad illuminare le reali cause di quanto successo, ...continue

    Descrizione rigorosa di un orribile crimine, delle concatenazioni di eventi che hanno portato allo scoppio di improvvisa violenza, senza però riuscire ad illuminare le reali cause di quanto successo, che rimangono sfuggenti per gli assassini stessi e quindi tanto più inquietanti.
    Nonostante il taglio oggettivo e giornalistico, emerge una profonda pietà, che riesce a rivolgersi allo stesso modo verso le vittime e i carnefici e sfuggire quindi alle solite polemiche di "mitizzare il male". Ho avvertito anche una forte repulsione verso la condanna a morte e la girandola giudiziaria che governa le esecuzioni: la vicenda si conclude con l'uccisione dei due criminali, questa sī a sangue freddo, in un'atmosfera squallida che non porta nessun sollievo alla sofferenza di quanti sono rimasti coinvolti.

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  • 0

    ci sono....

    .......dei libri che sai che ti piaceranno già leggendo solo il titolo. La mia curiosità era legata al fatto du acer letto, che A sangue freddo, fosse stati scritto con altrettanta freddezza giornalis ...continue

    .......dei libri che sai che ti piaceranno già leggendo solo il titolo. La mia curiosità era legata al fatto du acer letto, che A sangue freddo, fosse stati scritto con altrettanta freddezza giornalistica. Un mero racconto dei fatti senza nessun giudizio morale. Impossibile! E invece è possibile, ameno in questo libro. Solo qualche licenza alla malinconia. Ma che ci sta tutta. Bellissimo

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  • 4

    La realidad, mas cruel que la ficción.

    http://librosleidosycomentados.blogspot.com.es/
    15 de Noviembre de 1959, cuatro asesinatos a cambio de nada...
    Reseña completa en: http://goo.gl/Rw7bEv

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Un Policial Distinto

    Un policial encuadrado en el género testimonial, el primero de este género según los ingleses. Relata un crimen en el pequeño condado de Holcomb, Kansas, donde una familia entera es asesinada a sangre ...continue

    Un policial encuadrado en el género testimonial, el primero de este género según los ingleses. Relata un crimen en el pequeño condado de Holcomb, Kansas, donde una familia entera es asesinada a sangre fría sin aparente razón alguna. La resolución del caso se centra en testimonios de allegados a los criminales, ciudadanos de Holcomb y las confesiones contradictorias de los criminales. Lo que hace a este policial único es el grado de afinidad y empatía que uno como lector alcanza para con las víctimas, e incluso los criminales. Esto se debe a que el autor relata extensamente en la primer parte la vida de la familia Clutter, los luego asesinados, y en las partes posteriores el camino de huída y el contexto familiar y social de cada criminal, entendiendo, sin justificar, el siniestro. Finalmente los dos criminales son colgados, pero como crítica podemos mencionar que no define cuál de las dos declaraciones de los criminales es la correcta, aclarando si el crimen tuvo uno o dos autores materiales. De todos modos las pericias psiquiátricas dan un indicio. Muy recomendable.

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