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A sangre fría

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Publisher: Editorial Anagrama, S.A.

4.4
(3442)

Language:Español | Number of Pages: 315 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Portuguese , Chi simplified , Chi traditional , German , French , Italian , Dutch , Catalan , Swedish , Finnish , Czech , Polish , Basque , Greek

Isbn-10: 8433920308 | Isbn-13: 9788433920300 | Publish date:  | Edition 11

Also available as: Leather Bound , Hardcover , Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
El 15 de noviembre de 1959, en un pueblecito de Kansas, los cuatro miembros de la familia Clutter fueron salvajemente asesinados en su casa. Los crímenes eran, aparentemente, inmotivados, y no se encontraron claves que permitieran identificar a los asesinos. Cinco años después, Dick Hickcock y Perry Smith fueron ahorcados como culpables de las muertes. A partir de estos hechos, y tras realizar largas y minuciosas investigaciones con los protagonistas reales de la historia, Truman Capote dio un vuelco a su carrera de narrador y escribió A sangre fría, la novela que le consagró definitivamente como uno de los grandes de la literatura norteamericana del siglo xx. Capote sigue paso a paso la vida del pequeño pueblecito, esboza retratos de los que serían víctimas de una muerte tan espantosa como insospechada, acompaña a la policía en las pesquisas que condujeron al descubrimiento y detención de Hickcock y Smith y, sobre todo, se concentra en los dos criminales psicópatas hasta construir dos personajes perfectamente perfilados, a los que el lector llegará a conocer íntimamente. A sangre fría, que fue bautizada, pionera y provocativamente, por Capote como una «non fiction novel», es un libro estremecedor que, desde la fecha misma de su publicación, se convirtió en un clásico.
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  • 3

    cronaca noiosella

    non sono riuscita ad apprezzarlo appieno. mi sono annoiata un po' dello stile asettico, del taglio giornalistico e della cronaca pura. troppe digressioni particolareggiate a spese del ritmo della narr ...continue

    non sono riuscita ad apprezzarlo appieno. mi sono annoiata un po' dello stile asettico, del taglio giornalistico e della cronaca pura. troppe digressioni particolareggiate a spese del ritmo della narrazione. mi aspettavo qualcosa di diverso e di più coinvolgente da un cosiddetto " capolavoro.".

    said on 

  • 4

    Meticolosa narrazione di un efferato crimine con deciso carattere reportistico. Romanzo che ha dato origine ad un nuovo modo di entrare nelle cose, nei fatti, con l'intento di non dare un proprio giud ...continue

    Meticolosa narrazione di un efferato crimine con deciso carattere reportistico. Romanzo che ha dato origine ad un nuovo modo di entrare nelle cose, nei fatti, con l'intento di non dare un proprio giudizio ma analizzare il caso in maniera fredda e distaccata, tecnica ma come uno scrittore del calibro di Truman Capote riesce a fare egregiamente. Comunque da leggere, nonostante la sua pesantezza interiore.

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  • 5

    Romanzo totale.

    Quanto tempo sprecato a non leggere A sangue freddo! Capote è geniale nel raccontare un fatto di cronaca nera e le sue conseguenze, immobilizzando il lettore con sguardo inebetito davanti al testo. L ...continue

    Quanto tempo sprecato a non leggere A sangue freddo! Capote è geniale nel raccontare un fatto di cronaca nera e le sue conseguenze, immobilizzando il lettore con sguardo inebetito davanti al testo. L'equilibrio sottile tra l'inevitabile scabrosità e il modo in cui viene raccontata eleva questo romanzo ben oltre il genere thriller. In realtà non è certo il finale la sopresa del libro, bensì il modo in cui ci si arriva, le tribolazioni giudiziarie, umane, il percorso di due personaggi che probabilmente, anche dopo la morte, non sarebbero davvero in grado di spiegare ciò che hanno fatto. Né loro né la comunità.
    Capote è straordinario nello scrivere un libro che ha letteralmente tutto: trama, stile, dettagli psicologici, contesto sociale, ambientazioni. Tutto. Capote, in particolare, è riuscito perfettamente nel descrivere un atto disumano e a far capire quanto è difficile giungere ad una conclusione sui motivi che lo hanno originato; un autentico trattato sulla complicazione umana, sul fatto che qualunque logica si segua, essa è una delle diverse possibili logiche, che inevitabilmente rendono i rapporti causa effetto non univoci e quindi misteriosi.

    said on 

  • 4

    ..la bestia umana..

    cronaca di un pluriomicidio senza senso, risolto più per la pochezza dei colpevoli che per la bravura degli investigatori...
    come diceva Scerbanenco: "La delinquenza è una forma di sordida e pericolos ...continue

    cronaca di un pluriomicidio senza senso, risolto più per la pochezza dei colpevoli che per la bravura degli investigatori...
    come diceva Scerbanenco: "La delinquenza è una forma di sordida e pericolosa idiozia."

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  • 5

    In copertina c’è scritto “Resoconto giornalistico e racconto si fondono in un meccanismo narrativo perfetto”.

    Ecco, non avrei saputo dirlo meglio.

    Il bello di un libro che racconta una storia vera è ...continue

    In copertina c’è scritto “Resoconto giornalistico e racconto si fondono in un meccanismo narrativo perfetto”.

    Ecco, non avrei saputo dirlo meglio.

    Il bello di un libro che racconta una storia vera è che non deve preoccuparsi di essere credibile. Lo è, per forza.
    E neanche le emozioni sono un problema, perché quando sai che quello che leggi è vero, ti vengono i brividi, perché la violenza, la follia, l'insensatezza che leggi non sono meri vaneggiamenti dello scrittore, sono realtà. E allora brividi veri.

    Il problema di un libro che racconta una storia vera potrebbe essere la suspence.
    E invece Truman Capote – che io conoscevo per il ben più vanesio “Colazione da Tiffany” (bellissimo!) – alternando i punti di vista, le testimonianze, e le parti romanzate riesce a non far mancare nemmeno quella.

    “Un meccanismo narrativo perfetto”. Assolutamente. Da leggere.

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  • 4

    [..] di tutte le persone al mondo Dick era quella a cui si sentiva più vicino in quel momento, perché almeno erano della stessa specie, fratelli della razza di Caino. Separato da lui, Perry si sentiva solo.

    04/05/2013
    Si tratta della ricostruzione di un terribile fatto di cronaca accaduto nel 1959 nella sperduta e tranquilla cittadina di Holcomb, nel Kansas. Lo sterminio di una intera famiglia, padre, ma ...continue

    04/05/2013
    Si tratta della ricostruzione di un terribile fatto di cronaca accaduto nel 1959 nella sperduta e tranquilla cittadina di Holcomb, nel Kansas. Lo sterminio di una intera famiglia, padre, madre e due giovanissimi figli, da parte di due sbandati, ex galeotti, senza un soldo. Il loro intento era quello di rapinare la benestante famiglia Clutter, procurandosi così i soldi necessari a stabilirsi in Messico e iniziare una nuova vita. Ma di soldi in casa non ce n’erano, così la rapina termina nell’efferato delitto. Truman Capote ricostruisce tutta la vicenda fino alla condanna a morte dei due assassini, Dick e Perry, facendo affiorare, con una scrittura lucida e lontana da ogni emozione, le loro personalità contorte e il difficile vissuto familiare. Il tutto si alterna alla narrazione della pacifica vita della famiglia Clutter, dei loro amici e conoscenti , tutti stretti intorno al piccolo villaggio, gente semplice, tranquilla e pacifica, praticanti e attivi nella locale chiesa metodista. Una eccezionale prova di scrittura, da non perdere così come il film che ne fu tratto, di Bennett Miller, con un eccellente Philip Seymour Hoffman nella parte di Truman Capote.

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  • 4

    dovrò riprenderlo

    considero Truman Capote uno degli scrittori più sottovalutati del Novecento americano, soprattutto dagli Americani. lui riusciva a raccontare la tragedia, lo sconcerto e l'amarezza con una maestria da ...continue

    considero Truman Capote uno degli scrittori più sottovalutati del Novecento americano, soprattutto dagli Americani. lui riusciva a raccontare la tragedia, lo sconcerto e l'amarezza con una maestria davvero unica. per me è un capolavoro anche se non sono riuscita a finirlo.
    sì, si dilunga troppo Truman, come Fitzgerald, ma senza il suo vuotume, hence, meriterebbe più adorazione. non c'è ragione di non riprendere questo libro; noi, che non facciamo più parte di quel tempo e non siamo più abituati alle descrizioni chilometriche, ci stanchiamo, eppure, questo libro mi ricorda tanto Fargo, magari anche per l'argomento; morale: ho ancora tutti i particolari scolpiti in testa a distanza di mesi!

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  • 4

    Nel 1966 Truman Capote pubblicò uno dei suoi romanzi più celebri: In Cold Blood.
    Si tratta, dicono gli esperti, del primo romanzo-reportage. Truman Capote fino a quel momento aveva scritto una serie d ...continue

    Nel 1966 Truman Capote pubblicò uno dei suoi romanzi più celebri: In Cold Blood.
    Si tratta, dicono gli esperti, del primo romanzo-reportage. Truman Capote fino a quel momento aveva scritto una serie di saggi e raccontini, tutti molto ben scritti, che erano il risultato di una mente veloce. Il gusto per la frivolezza gli derivava dalla leggerezza del suo temperamento, non certo dalla sua vivace intelligenza. A sangue freddo invece descrive, e lo fa con dovere di cronaca, pedissequamente, ineluttabilmente fino alla fine, l’orrore di una famiglia trucidata del Kansas da due assassini psicopatici. Per descrivere questo orrore, Truman Capote non cerca di immaginarlo, ma come un terzo fratello di Bouvard e Pecuchet cerca di passare all’azione, e va a trovare nel penitenziario, ogni giorno per un lungo numero di giorni, uno dei due assassini. Il risultato di quella discesa nel crimine, di quello studio en plein air nelle celle grigie di un braccio della morte è In Cold Blood.
    L’esperienza fu molto forte: ma rispondeva a un bisogno chiamato conoscenza. Oscar Wilde, applaudito nei teatri di Londra, firmò la sua condanna in ingegnosi epigrammi davanti a una corte disposta ad ascoltarlo. Lo fece perché desiderava vedere “l’altra parte del giardino”, come disse a Gide. Il carcere lo minò nell’animo. Mangiò il suo pane nel dolore e attese piangendo nella notte il mattino che tarda, come disse Goethe. Ma scoprì, come dice quella massima latina virgiliana, che tutto il mondo è pieno di Giove. Omnia sunt plena Jovis. Tutto il mondo è pieno di divino e delle sue manifestazioni. Ciò che spinse forse Capote è questo cercare nell’altra parte del giardino il manifestarsi di questa forza, che non risparmia nessuno. Non sappiamo se la trovò.
    Perseo fece dei serpenti della Medusa una nuova forza. Ma l’autodistruzione di Capote - l’alcol, la depressione - ci lascia pensare che egli vide la sua vita nuova alla luce di un’ombra. Come san Tommaso, fece un triste bilancio della sua esistenza e tutto quello che fino a quel momento aveva scritto prima “gli dovette sembrare una montagna di paglia”. A differenza del re Lear, non aveva usurpato nulla alla sua stessa vita.
    Si accorse che quel che gli aveva dato fama e ricchezza non gli serviva a nulla. Non era quello che voleva. I premi non gli interessavano e nemmeno i castighi. La sua anima, come quella di Tennyson, non cercava un paradiso d’oro dove riposare, ma “the work of going on and not to die”, il lavoro di andare avanti e non morire.
    Il lavoro di andare avanti e non morire.
    Ci sono uomini che sono riassunti nei propri libri.
    Tutta l’arte è un fuoco che consuma in eterno.

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  • 5

    Nel 1959 una coppia di psicopatici massacrò una famiglia di quattro persone. Truman Capote parlò con tutti i protagonisti della vicenda e la ricostruì in una forma ibrida di racconto e reportage che a ...continue

    Nel 1959 una coppia di psicopatici massacrò una famiglia di quattro persone. Truman Capote parlò con tutti i protagonisti della vicenda e la ricostruì in una forma ibrida di racconto e reportage che all'epoca fece scalpore e oggi colpisce per il perfetto equilibrio tra distacco e umanità.

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