A sangue freddo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Narrativa)

4.3
(3809)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 378 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Svedese , Finlandese , Ceco , Polacco , Basco , Greco

Isbn-10: 8804283904 | Isbn-13: 9788804283904 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mariapaola Ricci Dèttore

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    Per un pugno di dollari.

    3.5*
    Una lettura ostica. Lo ammetto. Sia per la storia che riguarda A sangue freddo sia per la scrittura.
    Questo resoconto giornalistico sotto forma di romanzo è uno dei più famosi libri a tema non fi ...continua

    3.5*
    Una lettura ostica. Lo ammetto. Sia per la storia che riguarda A sangue freddo sia per la scrittura.
    Questo resoconto giornalistico sotto forma di romanzo è uno dei più famosi libri a tema non fiction. Devo dire che essendo abituata ai ritmi romanzeschi, la non fiction è ancora un mondo nuovo e mi serve ancora allenamento.
    Truman Capote, in questo caso, ha scritto questo romanzo/resoconto per narrare a noi lettori la sua esperienza che ha vissuto quando si è catapultato a Holcomb dopo aver sentito parlare del brutale omicidio della famiglia Clutter.
    Il punto è che Capote non parla mai in prima persona, non esprime pareri, dalla storia che ha scritto non si capisce che ha vissuto tutto ciò che ha scritto in prima persona.
    Questa storia narra del brutale assassinio della famiglia Clutter avvenuto nella loro fattoria situata a Holcomb, Kansas.
    I fili del telefono tagliati ed un borsellino rovesciato sul pavimento della cucina: questi sono i primi due indizi che trovano degli amici della famiglia la mattina dopo gli omicidi.
    Nancy, sedicenne viene ritrovata nel suo letto, legata sotto alle coperte ben rimboccate e la testa rivolta al muro.
    La madre, anche lei ritrovata nel suo letto, legata.
    I due maschi della famiglia vengono rinvenuti nel seminterrato: Kenyon, quindicenne, legato al divano e il padre steso per terra sopra un cartone dove sono presenti anche delle impronte evidenti di scarpe.
    È davvero un mistero questo. Una famiglia molto ben voluta dalla comunità, generosa, lavoratrice, religiosa. Chi può aver ridotto a niente proprio loro? E perché?
    La risposta è facile e ci viene subito raccontata da Capote attraverso il racconto dell'intera vicenda degli assassini: Perry Smith e Dick Hickock.
    La storia si dipana attraverso il racconto del ritrovamento dei membri Clutter, i resoconti e i movimenti della polizia per scovare i criminali, i vari processi tribunali ma, soprattutto, ci viene raccontata nel minino dettaglio la vicenda vissuta dai due assassini: come hanno eseguito i loro piani e la loro preparazione, come hanno reagito dopo l'efferato crimine (ridevano), come e dove hanno vagabondato fra altri stati come il Messico fino all'inevitabile cattura.
    Quello che più mi ha sbalordita è il lato umano presente in Perry Smith nonostante tutto questo. Sebbene, il suo compare appare abbastanza viscido e vigliacco, Perry suscita nel lettore un'umanità incredibile attraverso queste pagine.
    Per capire certe sensazioni bisogna solo leggere questo libro, mi riesce difficile dire qualcosa di più chiaro o utile.
    Questa è stata una lettura davvero impegnativa sia a livello emotivo sia a livello stile di scrittura.
    Emotivamente, sono abbastanza navigata nel genere noir/giallo ma questo è totalmente diverso perché, ovviamente, già si parte col presupposto che questa storia è realmente accaduta ed è riportato come uno dei crimini più terribili dell'America degli anni 50 e 60.
    Stilisticamente, Capote non mi ha mai totalmente affascinata (Colazione da Tiffany non l'ho mai finito) ma in questo caso mi ha lasciata senza parole.
    Di dettagli questo romanzo non pecca, anzi.

    Riassumendo, A sangue freddo è stata senza dubbio una lettura ostica, cruda, dura, difficile da portare a termine. Senza dubbio, però, solo la storia (di cronaca) è stata ciò che ha ripagato lo "sforzo" compiuto.

    Un romanzo da leggere ma con estrema cautela.

    ha scritto il 

  • 4

    Un llibre complex ple de mentires tan ben dibuixades que les veiem com veritats. M'ha fet replantejar certes coses al meu pensamentja que m'ha provocat emocions incomodes. No crec que sigui un llibre ...continua

    Un llibre complex ple de mentires tan ben dibuixades que les veiem com veritats. M'ha fet replantejar certes coses al meu pensamentja que m'ha provocat emocions incomodes. No crec que sigui un llibre per llegir complert sinó per quan tens una certa experiència a la vida.

    ha scritto il 

  • 5

    Capote forever

    Un amalgama di cronaca e scavo psicologico appassionante e scritto con estrema maestria. Questo smalto "giornalistico" di Capote torna con "Bare intagliate a mano" in Musica per camaleonti, altro suo ...continua

    Un amalgama di cronaca e scavo psicologico appassionante e scritto con estrema maestria. Questo smalto "giornalistico" di Capote torna con "Bare intagliate a mano" in Musica per camaleonti, altro suo libro cult. Personalmente l'adoro qualunque cosa scriva.

    ha scritto il 

  • 4

    Unicum

    Questo romanzo segna una puntata nuova della narrativa contemporanea, perché racconta una storia vera. E questo è il primo elemento narrativo sorprendente. Il secondo è legato a una struttura del tutt ...continua

    Questo romanzo segna una puntata nuova della narrativa contemporanea, perché racconta una storia vera. E questo è il primo elemento narrativo sorprendente. Il secondo è legato a una struttura del tutto nuova: è un noir, ma allo stesso tempo un giallo-non giallo, perché noi conosciamo praticamente dalle prime pagine il nome degli assassini e l'avvenimento centrale della storia. E nonostante tutto questo, Capote riesce incredibilmente a catturare l'attenzione fin dall'inizio, puntando principalmente su due elementi: 1) il lato umano dei due assassini, o meglio soprattutto di uno dei due, Perry Smith; nonché quello di tanti personaggi coinvolti nella vicenda, non per ultimo l'investigatore Alvin Dewey; 2) l'America rurale del Sud e del Midwest, piena di contraddizioni, di persone che frequentano chiese e comunità e poi chiedono la pena di morte. In alcuni casi ci dipinge un ritratto dell'assurdo: la legge del Kansas permette ai condannati all'ergastolo di poter chiedere il rilascio sulla parola dopo sette anni, e quindi non resta che ricorrere alla pena di morte. Assassini a caso e quasi per errore, fughe per tutti gli Stati Uniti e il Messico, processi lunghi anni e organizzati in cittadine minuscole in cui tutti si conoscono, persone che intrattengono una fitta corrispondenza con altre accusate di omicidio, ministri religiosi favorevoli alla pena di morte. Ed è tutto vero.

    ha scritto il 

  • 5

    Capote è capace di costruire una trama ad elevato livello di tensione intorno a una storia che tutti conoscono e sanno come va a finire, trasportando il lettore all'interno di un mondo "tangibile" in ...continua

    Capote è capace di costruire una trama ad elevato livello di tensione intorno a una storia che tutti conoscono e sanno come va a finire, trasportando il lettore all'interno di un mondo "tangibile" in cui si muovono personaggi di "carne e di sangue". Non saprei fare un complimento migliore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una storia americana.

    Nel Novembre del 1959 l’America venne scossa da un cruento pluriomicidio. In una piccola cittadina del Kansas infatti la famiglia Clutter, padre, madre e due figli, venne totalmente sterminata da due ...continua

    Nel Novembre del 1959 l’America venne scossa da un cruento pluriomicidio. In una piccola cittadina del Kansas infatti la famiglia Clutter, padre, madre e due figli, venne totalmente sterminata da due squilibrati che, entrati in casa per una rapina, finirono per trucidare la famiglia inerme. Capote lesse questo notizia da un trafiletto di un giornale e ne rimase fortemente colpito tanto da iniziare questo romanzo che lo impegno per sei lunghi anni, e dopo di questo smise di scrivere. “Non potrete mai capire quanto questo romanzo mi sia costato, mi ha logorato fino al midollo”, questa è una sua celebre farse al riguardo, ora non si sa se questa sia la motivazione reale o meno, ma sta di fatto che è l’ultima opera portata a termine dallo scrittore.
    Il libro si apre con una profonda descrizione dello scenario, presentato come un classico e rurale villaggio del mid-west, dove le persone sono poche, le capre tante e la gente semplice, burbera ma gentile. Uno dei più ricchi del villaggio è per l’appunto il signor Clutter, che spesso da lavoro a dei forestieri nei suoi campi ed è proprio uno di questi, finito in carcere, che darà poi la falsa notizia agli esecutori materiali del delitto di una cassaforte. I due giovani delinquenti, Perry e Dick, finiscono quindi la detenzione e una volta usciti decidono di andare a fare visita alla famiglia Clutter per quello che sembra un colpo facile facile. In realtà poi la notizia della cassaforte si rivelerà infondata ma i due criminali decisero comunque di non lasciare testimoni uccidendo a sangue freddo l’inter famiglia. Inizia quindi la loro fuga, che terminerà quando goffamente tenteranno di rubare un auto. Capote continuerà poi il racconto anche durante l’interrogatorio dei due giovani, ed è proprio qui che darà il meglio di sé, probabilmente perchè seguito di persona, delineando in maniera perfetta e da vero psicanalista le personalità di entrambi. Il romanzo terminerà poi con la tragica ma evidente unica conclusione.
    Lo stile è prettamente giornalistico, d’altra parte era proprio quello che voleva Capote e cioè scrivere un romanzo-indagine sulla vicenda, di conseguenza ogni posto o personaggio è dettagliatamente descritto, inclusi anche i vari passati dei protagonisti o i loro vizi e abitudini. Il linguaggio è semplice e comune anche se essendo stato scritto 50 anni vi si trovano molti termini ormai desueti. In sostanza è un romanzo molto avvincente ed interessante, sia dal punto di vista letterario che giornalistico, unendo la vicenda di per sé (già tragica e piena di thriller) ad un’ottima analisi giornalistica. Se vi piace il genere non fatevelo scappare.

    ha scritto il 

  • 2

    Bisogna che lo ammetta; a me Capote non è mai piaciuto molto. Cronaca "oggettiva" e dettagliattissima dei giorni precedenti e degli anni successivi a un massacro compiuto, senza motivo, nel Kansas. Af ...continua

    Bisogna che lo ammetta; a me Capote non è mai piaciuto molto. Cronaca "oggettiva" e dettagliattissima dei giorni precedenti e degli anni successivi a un massacro compiuto, senza motivo, nel Kansas. Affascinante opera più simile a un giornalismo con stile che a un romanzo; elegante e particolareggiato fino allo sfinimento, ma manca di nerbo, di significato, di identità.

    ha scritto il 

  • 5

    Si legge d'un fiato. Capote guida il lettore prima attraverso la vita attutita nel Midwest americano, poi tra i meandri inquietanti della mente di due figli maledetti della provincia. Affascinanti sia ...continua

    Si legge d'un fiato. Capote guida il lettore prima attraverso la vita attutita nel Midwest americano, poi tra i meandri inquietanti della mente di due figli maledetti della provincia. Affascinanti sia la ricostruzione dell'ambiente, sia quella psicologica.

    ha scritto il 

  • 3

    Partendo da un terribile fatto di cronaca, realmente accaduto, Capote costruisce un romanzo avvincente e ben scritto. Le motivazioni che hanno portato gli assassini ad uccidere quattro persone, per po ...continua

    Partendo da un terribile fatto di cronaca, realmente accaduto, Capote costruisce un romanzo avvincente e ben scritto. Le motivazioni che hanno portato gli assassini ad uccidere quattro persone, per poco più di 40 dollari, sono così incredibili che risultano veritiere sono seguendo la ricostruzione della personalità e della vita di questi criminali. Anche così, però, colpisce una frase all'interno del libro: "migliaia di persone affrontano simili crudeltà e durezze nell'infanzia e nella loro vita, ma non per questo diventano degli assassini"

    ha scritto il 

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