A sangue freddo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Narrativa)

4.3
(3602)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 378 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Svedese , Finlandese , Ceco , Polacco , Basco , Greco

Isbn-10: 8804283904 | Isbn-13: 9788804283904 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mariapaola Ricci Dèttore

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un Policial Distinto

    Un policial encuadrado en el género testimonial, el primero de este género según los ingleses. Relata un crimen en el pequeño condado de Holcomb, Kansas, donde una familia entera es asesinada a sangre ...continua

    Un policial encuadrado en el género testimonial, el primero de este género según los ingleses. Relata un crimen en el pequeño condado de Holcomb, Kansas, donde una familia entera es asesinada a sangre fría sin aparente razón alguna. La resolución del caso se centra en testimonios de allegados a los criminales, ciudadanos de Holcomb y las confesiones contradictorias de los criminales. Lo que hace a este policial único es el grado de afinidad y empatía que uno como lector alcanza para con las víctimas, e incluso los criminales. Esto se debe a que el autor relata extensamente en la primer parte la vida de la familia Clutter, los luego asesinados, y en las partes posteriores el camino de huída y el contexto familiar y social de cada criminal, entendiendo, sin justificar, el siniestro. Finalmente los dos criminales son colgados, pero como crítica podemos mencionar que no define cuál de las dos declaraciones de los criminales es la correcta, aclarando si el crimen tuvo uno o dos autores materiales. De todos modos las pericias psiquiátricas dan un indicio. Muy recomendable.

    ha scritto il 

  • 5

    "(...)erano della stessa specie, fratelli della razza di Caino"

    16 novembre 1959- Nel villaggio di Holcomb ("Il villaggio di Holcomb si trova sulle alte pianure di grano del Kansas occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita laggiù.") u ...continua

    16 novembre 1959- Nel villaggio di Holcomb ("Il villaggio di Holcomb si trova sulle alte pianure di grano del Kansas occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita laggiù.") un'agiata e stimata famiglia viene ritrovata morta. Sono i Clutter: padre, madre e due dei quattro figli.
    Truman Capote seguì le indagini come inviato del New York Times. Trascorrerà così sei anni seguendo gli sviluppi della vicenda, raccogliendo materiale -anche grazie all'amica Harper Lee – e avvicinando, dopo la cattura, i due colpevoli, Perry Edward Smith e Richard Eugene Hickock, con cui entrerà in stretta confidenza legandosi soprattutto al primo.
    L'intento dello scrittore fu quello di creare un'opera totalmente oggettiva: un documento di cronaca contenuto in una cornice romanzesca. Un romanzo verità.
    Il libro si compone di una prima parte in cui si descrivono le vittime. Partendo dal tipo di vita che conducevano nella loro quotidianità e dalle relazioni all'interno della piccola comunità agricola di Holcomb, Capote descrive la psicologia di ognuno di loro fino ad arrivare alla fatidica ultima giornata della loro vita. Un omicidio che sconvolge amici e conoscenti che dichiareranno: «Di tutta la gente in tutto il mondo, i Clutter erano quelli che avevano meno probabilità di venire assassinati.» .
    Vittime e carnefici si alternano nel racconto. Cosa stavano facendo i due assassini mentre la giovane Nancy era intenta a cucinare una delle sue famose torte di ciliegie?
    Non solo storie, aneddoti che ricostruiscono scene ma gesti, posture, tonalità di voci che prendono corpo e che vanno aldilà della straordinaria capacità descrittiva rivelando una maestria che scava nella psiche e che insinua nel lettore la domanda che porrà l'assassino Perry Smith al compagno: «Sai cos'è che mi sta veramente sullo stomaco? Per quell'altra faccenda? È che non riesco a crederci… che uno possa cavarsela dopo un fatto del genere. Non vedo come sia possibile. Fare quel che abbiamo fatto. E avere la sicurezza al cento per cento di passarla liscia (...)» .
    Capote dichiarò, pertanto, l'intento di ricostruire in base ad oggettività (che sappiamo essere relativa allo sguardo di chi muove in scena i personaggi) ma lo scrittore può realmente assentarsi dalla sua scrittura? Può farsi da parte raffreddando il suo lato emotivo? Si può parlare di una storia così truce a sangue freddo ?
    E se questa latitanza si è riuscita a realizzare qual è stato il prezzo da pagare?
    Sono queste le le domande che mi si agitavano dentro durante questa lettura perchè mi pare palese che, deposta la penna, lo scrittore, tornato uomo si sia ritrovato svuotato e risucchiato dopo questo viaggio nel mondo di Caino.
    Capote dichiarò: «Nella mia vita nulla sarà più come prima ».
    E così fu.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo uscito nel 1966 che suscitò molto scalpore. La vicenda narrata è quella del quadruplice omicidio di una famiglia del Kansas i Clutter. Partendo da questo fatto di cronaca Capote ci racconta la ...continua

    Romanzo uscito nel 1966 che suscitò molto scalpore. La vicenda narrata è quella del quadruplice omicidio di una famiglia del Kansas i Clutter. Partendo da questo fatto di cronaca Capote ci racconta la vicenda dell’omicidio, indagine, processo e condanna dei colpevoli. La vicenda al centro della trama è una crudele storia vera e che l'autore ha personalmente conosciuto i protagonisti e si sia direttamente documentato su di loro, tanto da rimanerne profondamente scosso. Narrazione fatta in stile giornalistico ma che non toglie nulla all’orrore di ciò che è successo. Lo stile di Capote è dettagliato minuzioso ma comunque tiene il lettore incollato alle pagine senza mai stancarsi anche per l’ alternanza dei due punti di vista principali la vita dei Clutter e il punto di vista degli assassini. Soprattutto con uno dei due criminali uno corre il rischio di empatizzare ( e qui sta la bravura di Capote) perché non forza il lettore non cerca la lacrima facile ce li descrive esattamente come sono dall’infanzia a oggi nel bene e nel male. Viene da domandarsi se il sangue freddo sia quello degli assassini o di Capote nello scrivere una cosa del genere con apparente distacco… ma forse si tratta di entrambe le cose…

    ha scritto il 

  • 5

    La vita ad Holcomb, nel Kansas, sembra realizzare le promesse del sogno americano; per una famiglia agiata e rispettata come quella dei Clutter ci sono benessere e sicurezza ed il futuro è una prospet ...continua

    La vita ad Holcomb, nel Kansas, sembra realizzare le promesse del sogno americano; per una famiglia agiata e rispettata come quella dei Clutter ci sono benessere e sicurezza ed il futuro è una prospettiva di ancora maggiore prosperità. Il ritratto di questo angolo della sconfinata provincia statunitense è un quadro idilliaco con pochi elementi fuori posto: ci sono le crisi depressive della signora Clutter, che si illude che il suo male sia dovuto solo ad un difetto anatomico vertebrale. Nella notte fra il 14 ed il 15 Novembre 1959 qualcuno si introduce nella fattoria dei Clutter ed uccide a sangue freddo, dopo averli legati, i quattro membri della famiglia: i coniugi e due figli adolescenti. E’ una crepa enorme che si allarga nel quadro, e nella buia voragine che si spalanca sotto a questa Capote si immerge per un’esperienza che lo coinvolgerà per quasi sei anni, tale il tempo che intercorre fra l’omicidio e l’impiccagione dei due colpevoli, lasciandolo psicologicamente stremato al punto da esaurire le sue energie creative; questo è infatti l’ultimo libro che riuscirà ad ultimare. Quello che doveva essere un reportage per la rivista The New Yorker diventa un corposo volume di un genere nuovo, che lo scrittore chiamò “non-fiction novel”, una cronaca dettagliatissima che sa essere anche grande letteratura. I personaggi coinvolti nel tragico fatto sono introdotti e raccontati uno ad uno, con straordinaria capacità affabulatoria Capote ci accompagna nella vita delle persone che ha incontrato e le cui storie ha sviscerato. La vicenda è narrata da una pluralità di punti vista ed è svelata gradualmente, nel rispetto di quel senso di mistero che si addice ad un noir. Qui il mistero non riguarda gli autori e le modalità degli omicidii ma la complessità e contraddittorietà dell’animo umano, è un mistero che evidentemente non si risolve con la scoperta dei colpevoli, e che ci riguarda e ci coinvolge tutti. Capote lascia in sospeso ogni giudizio ma la profondità, il rispetto e l’empatia che usa non possono lasciare indifferenti. Il personaggio più inquietantemente affascinante è senza dubbio Perry Smith, ragazzo timido, sensibile, intelligente, dotato di un innato talento per la musica e l’arte, ma anche l’autore materiale della carneficina.

    ha scritto il 

  • 5

    Imperdibile per gli appassionati di "Un giorno in pretura" e dei programmi di Franca Leosini. Anzi, a proposito della mitica giornalista, vi invito a leggere alcuni passaggi che descrivono i vari pers ...continua

    Imperdibile per gli appassionati di "Un giorno in pretura" e dei programmi di Franca Leosini. Anzi, a proposito della mitica giornalista, vi invito a leggere alcuni passaggi che descrivono i vari personaggi col suo celebre intercalare :) E, sempre a proposito della Leosini, vale anche per questo bellissimo libro, scritto divinamente, la celebre frase usata dalla talentuosa conduttrice alla fine di ciascun episodio di "Ombre sul Giallo": "la dignità del dubbio fa preferita sempre al tormento di un errore".

    ha scritto il 

  • 3

    un po' troppo lungo, un po' prolisso

    Libro molto bello e molto ben scritto, un po' lungo tuttavia e secondo me completato soprattutto nell'ultimo capitolo con delle precisazioni fin troppo dettagliate sulle diagnosi psichiche dei colpevo ...continua

    Libro molto bello e molto ben scritto, un po' lungo tuttavia e secondo me completato soprattutto nell'ultimo capitolo con delle precisazioni fin troppo dettagliate sulle diagnosi psichiche dei colpevoli. Insomma bello ma un po' prolisso, alcune cose le avrei saltate volentieri.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Libro letto per il gruppo di lettura in biblioteca. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non mi ci ero mai avvicinata e sono molto contenta di averlo fatto.
    Lo stile narrativo è asciutto e scorrevole a ...continua

    Libro letto per il gruppo di lettura in biblioteca. Ne avevo sempre sentito parlare, ma non mi ci ero mai avvicinata e sono molto contenta di averlo fatto.
    Lo stile narrativo è asciutto e scorrevole alternando il racconto al resoconto giornalistico di questo fatto di cronaca realmente avvenuto in Kansas nel 1959.
    Non è strutturato come un "giallo" in quanto fin dalle prime pagine ci si fa un'idea di chi possa essere il colpevole, ma del resto il libro è stato scritto nel 1965, molto a ridosso del fatto che racconta, quindi evidentemente l'autore, dando per scontato che tutti ne avessero letto, non si preoccupa di lasciare un po' di suspance, ma nonostante ciò il libro è assolutamente godibile.

    Holcomb. Piccolo e sonnacchioso villaggio del Kansas occidentale.
    La famiglia Clutter, proprietaria della Fattoria River Valley e di svariati ettari di terreno intorno, viene trucidata senza pietà in una notte di novembre, apparentemente senza motivo, giacché i presunti assalitori non hanno prelevato nulla dalla casa, eccezion fatta per qualche dollaro da un portafoglio e una radiolina portatile.

    L'autore scopre la verità poco a poco, facendoci quasi empatizzare con i responsabili dell'efferato omicidio, scende in profondità, analizza, storie, caratteri e condizione psicologica dei personaggi e quindi lentamente il lettore comincia a comprendere che "A sangue freddo" non è la storia di una famiglia trucidata senza apparente spiegazione, no. E' la storia di due sbandati, probabilmente affetti da diverse patologie psicologiche, che in una notte di novembre del 1959 distruggono in un istante 6 vite. Le vittime e loro stessi.

    Questo resoconto è anche strumentale per un'implicita riflessione sulla pena di morte in quanto Capote, attraverso i vari personaggi messi in campo, riesce a dare spazio a diverse opinioni in merito al tema, ammiccando, secondo me, a quelle contrarie.

    La parte centrale del libro, il corpus principale, direi, è costituito dalla storia di Dick e Perry, a mio avviso proprio nell'intento di riumanizzare questi due ragazzi, le cui azioni, ma soprattutto l'opinione pubblica, avevano completamente disumanizzato.
    La chiusa, però, nelle ultimissime pagine del libro, torna sui Clutter, e soprattutto su Nancy, la più giovane delle quattro vittime; in questo ci vedo una sorta di atto di grande rispetto per le vittime. Dopo aver passato la maggior parte del libro a farci conoscere i due assassini e a farci dispiacere (forse) per la loro condanna a morte e le loro vite spezzate, Capote torna a ricordarci le vittime, le cui vite, come quelle degli assassini, sono state spezzate a sangue freddo.

    Ma di gran sangue freddo deve averene anche il boia, dice Perry ad un certo punto, a spezzare il collo - tramite impiccagione - dei due colpevoli.

    ha scritto il 

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