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A sangue freddo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Narrativa)

4.4
(3351)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 378 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Svedese , Finlandese , Polacco , Basco

Isbn-10: 8804283904 | Isbn-13: 9788804283904 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mariapaola Ricci Dèttore

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ispirato a una tragica vicenda criminale avvenuta nel cuore dell'America rurale, "A sangue freddo" è una corposa inchiesta giornalistica sotto forma di romanzo cui l'autore Truman Capote si dedicò per ...continua

    Ispirato a una tragica vicenda criminale avvenuta nel cuore dell'America rurale, "A sangue freddo" è una corposa inchiesta giornalistica sotto forma di romanzo cui l'autore Truman Capote si dedicò per un lungo periodo con tale dedizione da dichiarare, in seguito, che gli avesse cambiato la vita. Lo stile di Capote si adatta, per l'occasione, ad una impostazione cronachistica che rende l'opera godibile da un vasto pubblico e in cui si fatica a riconoscere la prosa, più elaborata ma più criptica, di altri lavori dello stesso autore ("L'arpa d'erba", ad esempio). Partendo da una sanguinosa vicenda di cronaca il libro costituisce un interessante spaccato della società americana degli anni '60 e può, in tal senso, interessare anche chi è semplicemente affascinato dalla narrativa a stelle e strisce ma non necessariamente un estimatore di storie criminali.
    Personalmente ho apprezzato di più altri "romanzi verità" basati su fatti criminosi, in particolare quelli redatti da autori con un passato di esperienza diretta nella malavita, ma ritengo "A sangue freddo" un libro interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Si legge A sangue freddo un po’ come si entra in un luogo sacro, in punta di piedi… All’inizio intimidisce la sua fama di capolavoro. Presto l’ evidente qualità della scrittura semplice, essenziale, e ...continua

    Si legge A sangue freddo un po’ come si entra in un luogo sacro, in punta di piedi… All’inizio intimidisce la sua fama di capolavoro. Presto l’ evidente qualità della scrittura semplice, essenziale, efficace trascina il lettore una pagina dopo l’altra e il sapiente alternarsi dei tempi e dei luoghi dà il ritmo giusto alla narrazione. L’abilità di Capote è resa ancora più evidente dall’assenza di suspense. Ma A sangue freddo non si riduce alla “cronaca di 6 morti annunciate”, in effetti il racconto oggettivo e dettagliato dei fatti e antefatti non solo restituisce la descrizione dell’evento in sé, ma traccia anche un valido quadro dell’America degli anni ’50. Un libro ricco, complesso ma che si può riassumere in un’unica parola: umanità, un’umanità palpabile che avvolge vittime, assassini e tutti i personaggi coinvolti nella storia. Il titolo stesso riferendosi naturalmente al crimine efferato ma anche all’applicazione implacabile della pena capitale ci porta a riflettere aldilà di ogni pregiudizio.

    ha scritto il 

  • 0

    Ritrovo questo vecchio commento che avevo scritto in un altrove poi eliminato, e ancora me ne rammarico: dell'altrove con cui ho chiuso per sempre, voglio dire.
    Così decido di riinserirlo, e poi di nu ...continua

    Ritrovo questo vecchio commento che avevo scritto in un altrove poi eliminato, e ancora me ne rammarico: dell'altrove con cui ho chiuso per sempre, voglio dire.
    Così decido di riinserirlo, e poi di nuovo via, alla caccia dei commenti perduti, perché se li ho scritti qualcosa avranno pur significato, e ora che ritrovo questo, mi chiedo se vuole vivere ancora. Perché nel silenzio che ne è seguito sono rimasta ad aspettare che qualcosa succedesse: forse un'altra morte, e sarebbe stata comunque tremenda e solitaria.

    *********************************************************************************

    • Il rifiuto tardivo del Male
    Sentir raccontare di eventi efferati senza che l'autore ceda mai al compiacimento, di più, con una freddezza da cronista,è una cosa che amo molto (e invidio altrettanto) negli americani.
    In più la struttura perfetta, gli incastri al posto giusto, la capacità di coinvolgere il lettore che sin dall’inizio sa che la famiglia Clutter sarà ammazzata, il lasciargli spiare l’ultimo giorno della loro vita nell’attesa che “la cosa succeda”, il tenere le fila dei personaggi con l’abilità di un burattinaio, e tra queste marionette c’è anche il lettore, che si lascia portare di qua e di là senza possibilità di ripensamenti, ecco, tutto questo è perfetto.
    Però, che sarà mai, forse l'assuefazione a temi forti, forse il tardivo rifiuto del Male (quello fine a se stesso, e per cui ancora più spaventoso) vista l'età (mia) che avanza, un po' me son stufata di tutto questo orrore, e allora, se non è chieder troppo, datemi un libro che mi faccia un po' sognare purché scritto bene, consigliatemelo, vedete un po’ voi, ve ne sarò eternamente grata.

    **************************************************************************************

    ha scritto il 

  • 5

    "Non era per qualcosa che i Clutter avessero fatto. Non mi avevano mai fatto nulla di male. Come certa altra gente. Certa gente che mi ha messo in croce per tutta la vita. Forse è solo che i Clutter e ...continua

    "Non era per qualcosa che i Clutter avessero fatto. Non mi avevano mai fatto nulla di male. Come certa altra gente. Certa gente che mi ha messo in croce per tutta la vita. Forse è solo che i Clutter erano quelli che dovevano pagare per tutti.
    Se mi dispiace? Se è questo che intendi, no. Non provo nulla. Vorrei il contrario. Ma non c'è niente che mi angusti di quest'episodio. Mezz'ora dopo l'accaduto, Dick ci scherzava sopra e io ridevo. Forse siamo disumani. Io sono abbastanza umano da sentirmi addolorato per me stesso.
    Mi dispiace non potermene uscire di qui quando tu te ne andrai. Ma nient'altro."
    "Complessivamente, quanto denaro avete ricavato dai Clutter?"
    "Tra i quaranta e i cinquanta dollari."

    "Quei burini lì, voteranno 'impiccalo', come se avessero il diavolo alle calcagna. Guardagli gli occhi.
    Mi venga un accidente se sono l'unico assassino nell'aula."

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro racconta di un episodio di cronaca nera verificatosi in un paesino del Kansas. Capote, però, va molto al di là del semplice reportage e riesce a darci una descrizione molto precisa e prof ...continua

    Questo libro racconta di un episodio di cronaca nera verificatosi in un paesino del Kansas. Capote, però, va molto al di là del semplice reportage e riesce a darci una descrizione molto precisa e profonda dell'America profonda degli anni 50. La sua straordinaria capacità di penetrare nell'animo dei personaggi mi ha ricordato il grande Simenon.

    Capote è stata una gradita scoperta ed ora sento il bisogno impellente di leggere qualcos'altro di suo.

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage, apparentemente asettico, di un violento episodio di cronaca nera che fornisce un ottimo affresco dell'America degli anni 50 e diversi spunti di riflessione.

    ha scritto il 

  • 5

    Potente

    "Quei burini lì, voteranno "impiccalo" come se avessero il diavolo alle calcagna. Guardagli gli occhi. Mi venga un accidente se sono l'unico assassino nell'aula."

    Una ricostruzione sia imparziale che ...continua

    "Quei burini lì, voteranno "impiccalo" come se avessero il diavolo alle calcagna. Guardagli gli occhi. Mi venga un accidente se sono l'unico assassino nell'aula."

    Una ricostruzione sia imparziale che estremamente intensa, che crea empatia e una grande suspense nonostante inizi dalla fine, a crimine avvenuto: il 15 novembre 1959, nel paesino rurale di Holcomb, i quattro membri della famiglia Clutter vengono selvaggiamente uccisi senza motivo apparente.
    I mostri sono fra di noi. Sono uguali a noi. E siamo davvero così sicuri di non essere altrettanto mostruosi?

    ha scritto il 

  • 3

    "Come un grande reportage può diventare uno straordinario romanzo"

    Capote si impossessò di un fatto di sangue avvenuto nel Kansas, nel '59 (lo sterminio di una famiglia di agricoltori da parte di due ...continua

    "Come un grande reportage può diventare uno straordinario romanzo"

    Capote si impossessò di un fatto di sangue avvenuto nel Kansas, nel '59 (lo sterminio di una famiglia di agricoltori da parte di due balordi) e per 6 anni seguì l'iter processuale degli assassini.
    Come giornalista li incontrò molte volte in carcere, divenendone "amico" e facendosi raccontare la storia delle loro vite (forse identificandosi nella tormentata infanzia di uno dei due) e la cronaca di quell'assurda carneficina e della fuga insensata ed inutile. Li seguì fino alla notte dell'esecuzione, a cui assistette.
    Ne scaturì questo best seller, magistralmente scritto, che incatena alle sue pagine fino alla fine.

    Perché allora solo 3 stelle?
    Il fatto che i personaggi siano reali e che tutto si sia svolto esattamente in quel modo, mi ha indotto uno stato d'ansia tale da condizionare il mio parere finale su questo capolavoro della letteratura americana, impedendomi di apprezzarlo pienamente.

    ha scritto il 

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