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A terra das ameixas verdes

Por

Editor: Difel

3.4
(792)

Language:Português | Number of Páginas: 208 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) Chi traditional , English , German , Italian , Dutch , Swedish , Spanish , Catalan , Chi simplified

Isbn-10: 9722909711 | Isbn-13: 9789722909716 | Data de publicação: 

Translator: Maria Alexandra A. Lopes

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Descrição do livro
A Terra das ameixas verdes é uma obra sublime, um relato contido e agudo de existências em perigo sob a ditadura de Ceausescu. Romance político? Também. Mas é sobretudo um poderoso libelo contra a desumanidade tortuosa dos sistemas de governo cuja legitimidade deriva do silêncio e do medo. Um romance polifónico e anónimo: da maior parte das personagens conhecemos apenas o primeiro nome; da narradora, nem sequer isso…
Partindo do (aparente) suicídio de Lola, uma jovem - a narradora anónima - encontra apoio num grupo de três rapazes que, com ela, se interrogam e procuram entender tanto a morte de Lola como a sua própria impotência perante um regime que não se abstém de humilhar e silenciar todos aqueles que ousam desafiá-lo. Os quatro irão enfrentar os meandros de um poder corrosivo que visa diminuí-los e isolá-los, aniquilando-lhes a vontade e a capacidade de ter esperança.
Romance de resistência. Resistência ao silêncio asfixiante, porque cúmplice e perpetuador de despotismos, A Terra das Ameixas Verdes é um texto de «palavra difícil» porque as palavras apodrecem verdes na boca, trivializando experiências de terrível indizibilidade. Como dizer o medo da experiência? Como descrever a vontade de morrer? E no entanto, há o imperativo de dizê-lo.
Entre o silêncio impossível e a palavra estrangulada, esta é uma história de feridas jamais fechadas e do despudor impenitente de uma ditadura insidiosa que, obrigando à interiorização, sobreviveu nas marcas inelidíveis que deixou nos corpos e nas almas.
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  • 3

    L’uso della metafora nasconde le immagini più crude della narrazione e attenua la durezza della realtà in una Romania degli anni ’80 dove la libertà esisteva solo nelle varie declinazioni del vocabola ...continuar

    L’uso della metafora nasconde le immagini più crude della narrazione e attenua la durezza della realtà in una Romania degli anni ’80 dove la libertà esisteva solo nelle varie declinazioni del vocabolario. Sin dalle prime pagine il linguaggio poetico è rilevante e lo stile si adegua al racconto schietto e tagliente.

    dito em 

  • 5

    Una dei migliori libri recenti che abbia letto ultimamente. Stile e costruzione originalissimi, la storia potente e di spessore (per quanto trovi irritante la tendenza degli ultimi anni di assegnare i ...continuar

    Una dei migliori libri recenti che abbia letto ultimamente. Stile e costruzione originalissimi, la storia potente e di spessore (per quanto trovi irritante la tendenza degli ultimi anni di assegnare il nobel solo se l'opera è pregna di impegno sociale e denuncia storico-culturale), ne fanno sicuramente più che un interessante esperimento, un lavoro compiuto assolutamente significativo e suggestivo.
    Mezza stella in più piuttosto che in meno per una certa qualità che in Europa fatica molto a emergere da un po' di anni.

    dito em 

  • 4

    Assolutamente da non perdere e sicuramente da rileggere. Non è di lettura immediata come "Cristina e il suo doppio", ma utilizza un linguaggio teso ad enfatizzare il momento storico vissuto dai giovan ...continuar

    Assolutamente da non perdere e sicuramente da rileggere. Non è di lettura immediata come "Cristina e il suo doppio", ma utilizza un linguaggio teso ad enfatizzare il momento storico vissuto dai giovani protagonisti sotto la dittatura.

    dito em 

  • 3

    Romania sotto Ceausescu

    Non sempre di facile lettura. E’ scritto con uno stile che definirei evocativo, fatto di frasi brevi, di descrizioni, ma a volte anche di digressioni. Questo risulta a tratti affascinante a tratti fat ...continuar

    Non sempre di facile lettura. E’ scritto con uno stile che definirei evocativo, fatto di frasi brevi, di descrizioni, ma a volte anche di digressioni. Questo risulta a tratti affascinante a tratti faticoso.
    La lettura mi è stata facilitata dal fatto che avevo già letto “Cristina e il suo doppio” sempre della Muller che racconta, ma in stile più semplice e piano, alcuni episodi riportati anche in questo romanzo.
    La storia verte su un gruppo di ragazzi che vivono nella Romania di Ceausescu, di come il regime li controlli e li minacci perché percepiti come oppositori anche che se nel raccontare la storia non si fa mai cenno ad una vera attività di opposizione al dittatore da parte dei giovani.

    dito em 

  • 1

    mi duole ammetterlo ma è stato uno dei peggiori libri che abbia mai letto. l'ho trovato povero sia nei contenuti che nella forma. dal punto di vista letterario è davvero scarso, sembra di leggere un'a ...continuar

    mi duole ammetterlo ma è stato uno dei peggiori libri che abbia mai letto. l'ho trovato povero sia nei contenuti che nella forma. dal punto di vista letterario è davvero scarso, sembra di leggere un'autrice alle prime armi, non un premio Nobel. che poi c'è da chiedersi con che criteri lo abbiano assegnato, visto il risultato, "considerato il suo romanzo più importante", recita la didascalia in quarta di copertina. immagino che in parte il mio giudizio sia da attribuire alla resa dal tedesco all'italiano, colpa della traduttrice, forse non troppo competente. leggendo fin dall'inizio ho inevitabilmente paragonato il libro ad un altro letto di recente, La Trilogia della Città di K. di Ágota Kristóf, un'altra storia cupa e arida, che rende molto meglio il clima di nera disperazione di una vita vissuta all'ombra di una guerra inutile. di contro il romanzo della Müller è a tratti incomprensibile, con una caratterizzazione dei personaggi pari a zero, con una protagonista insulsa che finge un lessico da ragazzina per poi in realtà utilizzare un vocabolario molto più complesso. davvero fastidioso. spero di non leggere mai più un romanzo del genere, letto oltretutto per un gruppo di lettura. quindi completato così da poter essere commentato in seguito. pessimo.

    dito em 

  • 3

    Lola, Teresa e la bestia del cuore

    Ho dovuto mettere a punto un modo per tenerlo tra le mani senza ferirmi (Il paese delle prugne verdi ha l'aspetto di un cardo selvatico e, corazzato di punte, respinge).
    Cautela e pazienza mi sono ser ...continuar

    Ho dovuto mettere a punto un modo per tenerlo tra le mani senza ferirmi (Il paese delle prugne verdi ha l'aspetto di un cardo selvatico e, corazzato di punte, respinge).
    Cautela e pazienza mi sono servite per capire l'esigenza che giustifica (e rende necessari) un libro come questo e la forma nella quale è scritto (simile, per certi versi, ad una cantilena infantile, il romanzo è un arcipelago di schegge di ricordi e sensazioni distillati da esistenze vissute come muti, ciechi, sordi, anche se si hanno voce per parlare, occhi per vedere, orecchie per sentire, un cervello per pensare e abbastanza cuore per morire di dolore).
    Un grido disperato, silenzioso, che in me ha smosso poco.

    dito em 

  • 4

    Quattro amici...

    ...un'amicizia nata da un suicidio e cementata dalla paura e dell'angoscia, la lenta e continua persecuzione da parte della polizia, l'atmosfera angosciante e angosciata di una dittatura. Ambientato i ...continuar

    ...un'amicizia nata da un suicidio e cementata dalla paura e dell'angoscia, la lenta e continua persecuzione da parte della polizia, l'atmosfera angosciante e angosciata di una dittatura. Ambientato in Romania, scritto in tedesco dall'autrice fuggita in Germania (ma appartenente ad una minoranza rumena di lingua germanica). E' un romanzo breve, cupo, privo di speranza, l'angoscia dei protagonisti viene da lontano e quello che sanno esprimere meglio è la propria disperazione e cupezza.

    dito em 

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