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A tres metres sobre el cel

By Federico Moccia

(2)

| Paperback | 9788499300108

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Book Description

Dos adolescents romans d'extracció social i caràcter molt diferent s'enamoren per sobre de totes les dificultats. Babi és una estudiant d'institut de família burgesa i vida ordenada. Step és un noi de família desestructurada, rebel i violent, que es Continue

Dos adolescents romans d'extracció social i caràcter molt diferent s'enamoren per sobre de totes les dificultats. Babi és una estudiant d'institut de família burgesa i vida ordenada. Step és un noi de família desestructurada, rebel i violent, que es passa la vida al bar i amb els amics de la banda sempre al límit de la legalitat. Contra tot pronòstic, s'enamoren i comencen una difícil relació en la qual Babi es transforma davant d'uns pares traumatitzats i Step revela que per sota de la seva màscara de noi superdur s'amaga un trauma familiar i una gran necessitat de ser estimat. En el fons: el buit vital i sentimental dels adolescents d'avui en dia, obsessionats per la imatge i les marques, que busquen un sentit a les seves vides i intenten fer-se un camí per sobre de les misèries quotidianes. Barreja de West Side Story, Rebels sense causa i Romeu i Julieta. ( Sinopsi de La Casa del Llibre )

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  • 1 person finds this helpful

    Tre stelline perché devo ammettere che letto a 14 anni può anche essere il libro più bello del mondo...ma ora a distanza di 10 anni è una storiella leggera, eccesivamente sdolcinata e nemmeno tanto originale...resta cmq il migliore di Moccia che a mi ...(continue)

    Tre stelline perché devo ammettere che letto a 14 anni può anche essere il libro più bello del mondo...ma ora a distanza di 10 anni è una storiella leggera, eccesivamente sdolcinata e nemmeno tanto originale...resta cmq il migliore di Moccia che a mio parere ha un po' esagerato nello sfruttamento del tema "amori adolescenziali"...

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    Jasmine said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 26 people find this helpful

    La crisi

    L’altro giorno mi trovavo alla spiaggia di Latte, a pochi passi dalla Francia ma ancora in territorio italiano, e a pochi metri da dove ero io un turista tedesco stava leggendo in un’edizione tradotta La speculazione edilizia di Italo Calvino.
    Amic ...(continue)

    L’altro giorno mi trovavo alla spiaggia di Latte, a pochi passi dalla Francia ma ancora in territorio italiano, e a pochi metri da dove ero io un turista tedesco stava leggendo in un’edizione tradotta La speculazione edilizia di Italo Calvino.
    Amico tedesco! Leggeva il romanzo di un autore che da queste parti ha vissuto e di questi luoghi ha scritto. Dall’altra parte invece, una ragazza italiana di 16-17 anni aveva in mano Tre metri sopra il cielo, del coatto Federico Moccia. Credevo fosse terminata l’onda lunga del coattologo e invece pare di no. Ci sono ancora ragazzi che lo leggono. Cosi non ho resistito alla curiosità e ho chiesto alla ragazza se scambiava solo per oggi il libro che mi ero portato in spiaggia io (E Johnny prese il fucile) con il suo Moccia. Mi ha risposto di no. Probabilmente si sarebbe anche allarmata se fossi stato solo, perché non è tanto comune che un quarantenne con in mano un libro rilegato in similpelle anni settanta dal titolo ambiguo “E Johnny prese il fucile” chieda a una ragazzina di scambiarlo con un romanzo di Moccia. Però non ero solo, mi avrà preso per strambo ma spero non per Norman Bates e mi ha prestato il libro.
    E sfogliandolo ho iniziato a capire quelli che l’hanno criticato senza averlo mai letto, quelli che ne hanno sottolineato l’ingannevole rappresentazione di un mondo giovanile nel quale domina la futilità, chi ha menzionato la povertà della trama e dell’intreccio, oltre che ovviamente, la scarsissima qualità della scrittura. Ma la cosa più allarmante, l’aspetto che più mi ha sorpreso sono alcuni brani di una violenza talmente compiaciuta ed estetizzata da farmi rabbrividire anche in una di queste rare giornate di sole.

    Vi riporto in sintesi (perché sarebbe molto, ma molto più lungo) un brano in cui il protagonista Step commette un massacro con leggerezza e dedizione.

    PUM! MI GIRO DI SCATTO E COLPISCO TOSCANI CON UNA VIOLENZA CHE NON PENSAVO DI AVERE. LO PRENDO IN PIENA FACCIA, DA SOTTO, COLPENDO IL LABBRO, IL NASO, LA FRONTE, STRUSCIANDOLO QUASI, MA POGGIANDOCI TUTTO IL MIO PESO, TUTTA LA MIA RABBIA. FINISCE CONTRO IL MURO E NON FA IN TEMPO A FERMARSI CHE GLI SONO ADDOSSO. DRITTO PER DRITTO CON IL MIO PIEDE DESTRO IN PIENA PANCIA, LEVANDOGLI IL RESPIRO, DANDOGLI APPENA IL TEMPO DI CADERE GIU PER POI PRENDERE UNA CORTA RINCORSA MA PIENA DI POTENZA E COLPIRLO QUASI COME UNA PALLA AL RIMBALZO. PUM! IN PIENA FACCIA. COME UN CALCIO DI RIGORE, COME IL MIGLIOR VIERI, O SIGNORI, O RONALDO E TUTTI GLI ALTRI INISEME. TUTTI, SENZA ESCLUDERNE NESSUNO. CON UN UNICO URLO E UNA MINACCIA.E’ UN RIGORE DA NON SBAGLIARE. PUM, DI NUOVO. CONTRO IL MURO. GLI SI SPAPPOLA LA GUANCIA. C’E’ UNA SCHIZZATA DI SANGUE MEGLIO DI QUALSIASI INTERPRETE DELLA PIU SUDICIA POP ART. SCAVALCO MICHELI CHE ANCORA RANTOLANDO STA RECUPERANDO FIATO. POI SONO DA SESTO. PUM. DI NUOVO. LI SUL SUO ORECCHIO, CON UNA VIOLENZA TALE CHE MI SORPRENDO CHE NON SALTI. MA POI MI TRANQUILLIZZO. BENE. SANGUINA. PUM! ORA E’ LIBERO IL SUO VOLTO. PUM, PUM. UNO DOPO L’ALTRO, DRITTO PER DRITTO E SENZA TREGUA, SUGLI OCCHI, SUL NASO, SULLE LABBRA, SUI DENTI, SUGLI ZIGOMI, PUM! PUM! PUM! UNO DOPO L’ALTRO, SEMPRE PIU’ VELOCE, COME UN PAZZO, COME UNO NORMALE. PUM! PUM! PUM! SONO I MIEI COLPI CHE LO TENGONO SU, CHE SOSTENGONO QUEL VISO CHE SI STA MACIULLANDO. PUM! PUM! PUM! E NON PROVO DOLORE E NON PROVO PIETA’ E NON SENTO PIU NIENTE SE NON IL PIACERE…..SORRIDO. MI FERMO. RESPIRO. MENTRE LUI SI ACCASCIA COME UN SACCO MORTO (Qui Moccia presuppone quindi l’esistenza dei sacchi vivi!?) SCIVOLA GIU’, FLOSCIO, INEBETITO, FORSE FELICE DI ESSERCI ANCORA…PUM! UNA CAPOCCIATA PERFETTA, IN PIENO NASO, SPACCANDOGLIELO. LA RADDOPPIO AL VOLO. PUM! SUL SOPRACCIGLIO. E DI NUOVO. PUM! IN PIENO VISO…….PUM! CI SALTO SOPRA E ANCORA PUM! DI TACCO AL CENTRO MENTRE MICHELI SI DIMENA CON L’UCCELLO DI FUORI E QUEL BUFFO ARNESE SI ACCARTOCCIA SEMPRE DI PIU. PUM! ANCORA, SENZA PIETA’, SCHICCIANDO CON IL PESO QUELL’UCCELLO APPROSSIMATIVO ORMAI SPEZZATO DELLE SUE EVENTUALI ALI (!!!) PUM, SANGUINA L’UCCELLO E QUELLO CHE NE RIMANE…PUM PUM PUM! MI PREPARO COME UNA PARTITA DI BASKET ALL’ULTIMO TIRO DECISIVO PER LA VITTORIA DEL CAMPIONATO…PUM! PUM! CLACK! MICHELI SI ACCASCIA. …SORRIDO USCENDO.

    Avrei voluto scrivere una recensione divertente, una stroncatura cattivella ma innocua… ma leggendo certi brani proprio non ce l’ho fatta. Alcuni giorni fa ho scritto di rimpiangere quei romanzi che grondavano sangue e rabbia verso le ingiustizie, verso la società e la stupidità umana. Ma qui il sangue gronda per puro sadismo, e peggio ancora, il coatto alla Step viene preso come esempio, e la violenza con incredibile leggerezza.
    Perciò, a tutti coloro che hanno criticato Moccia senza leggerlo, a quanti lo snobbano ma in fondo lo ritengono innocuo, a chi ritiene che tutto sommato per un ragazzo meglio leggere Moccia che non leggere affatto, suggerisco di ripassarsi il frammento che ho riportato qui sopra. O quello in cui il coatto pesta in pizzeria un avventore dopo averne ferito la moglie per puro cazzeggio. O quello in cui un altro personaggio fa fumare una canna a un bambino di 5 anni per farlo stare tranquillo.
    Moccia è anche questo. Le sequenze di violenza nel suo romanzo vengono rappresentate come fosse un cartone animato. Così capita poi di vedere per le strade ragazzini prendere a cazzotti i passanti senza ragione, come se le vittime fossero dei Wyl E. Coyote che dopo un volo di centinaia di metri, sono subito pronti a arruolabili per rialzarsi e dare la caccia a Bip Bip. Piaccia o no, questa roba reca un messaggio e una valenza di tipo educativo.
    E addirittura a chi, come me è contrario alla violenza, fa nascere quasi il desiderio di prendere per il bavero quel minchione con la voce da castrato di Moccia, per rifilarglieli due ceffoni. Ma almeno a buon ragione.

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    Daniele C. (ero il piú stucchevole assaggiatore di libri) said on Jul 28, 2014 | 30 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Quattro stelle a Tre metri sopra il cielo???? No, quattro stelle a quello che il libro porta con sé

    Mi pare di sentire la voce delle mie amiche:
    -Che coosa? Hai dato 2 stelline a "Colpa delle stelle" e ora dai 4 stelline a Moccia? Devi vergognarti!-
    Tralasciando il mio giudizio su "Colpa delle stelle" (ma sono l'unica a cui non è piaciuto?), no, no ...(continue)

    Mi pare di sentire la voce delle mie amiche:
    -Che coosa? Hai dato 2 stelline a "Colpa delle stelle" e ora dai 4 stelline a Moccia? Devi vergognarti!-
    Tralasciando il mio giudizio su "Colpa delle stelle" (ma sono l'unica a cui non è piaciuto?), no, non sono impazzita dando ben 4 stelline all'opera prima di Federico Moccia.
    Io sono la prima a dileggiare Moccia, ritengo che la sua prosa sia a livelli pressoché elementari e il suo stile sia del tutto scadente. Quindi posso affermare con tranquillità che "Tre metri sopra il cielo" e tutti i seguiti siano oggettivamente "brutti", o, comunque, di valore letterario pari a zero.
    Il fatto è che quando l'ho ripreso in mano, dopo anni, per poterlo inserire nella libreria, mi ha assalita una strana sensazione: una non definita miscela di malinconia, tenerezza e nostalgia. Perché questo libro mi fa ripensare a quando avevo 11 anni e leggere "Tre metri sopra il cielo" significava approcciarsi alla narrativa da "ragazze", non più da "bambine". Significava conoscere un mondo totalmente sconosciuto,lontano e affascinante, popolato da ragazzi e ragazze che correvano in moto e marinavano la scuola, che si innamoravano e si avvicinavano anche fisicamente. Ricordo che questo libro mi "apriva le porte" di quello che per me era l'ignoto più assoluto, un ignoto fatto di feste in discoteca, corse clandestine, "prime volte", ma anche, semplicemente, "esami di maturità" e "versioni di latino"(beata innocenza!!!)
    Mi fa ripensare a quando, con le mie amiche, portavamo il libro a scuola e lo tenevamo nascosto sotto il banco perché ci vergognavamo (di cosa ci vergognassimo non me lo ricordo più).
    Ricordo quando uscì il film e tutte le ragazzine avevano le foto degli attori e di quella specie di cuore con le ali (era orrendo, quel coso) attaccate sul diario: o erano incollate con doppio giro di scotch sulla copertina, oppure ritagliate dal numero di "Cioè".
    Chissà se le undicenni di oggi lo fanno ancora, oppure si accontentano di avere le foto dei loro idoli nelle cartelle dell'Iphone...
    Per concludere, come opera letteraria "Tre metri sopra il cielo" lascia molto, molto a desiderare.
    Ma come "amarcord"... Bhe, mi ha fatto commuovere.

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    Ellis_4733 said on Jun 15, 2014 | Add your feedback

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    No me gusta como esta redactado, me pierdo y aburro

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    Lola said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Babi e Step, lei ragazzina della Roma bene, lui bullo di periferia: un amore impossibile che li farà volare in alto, tre metri sopra il cielo, per poi farli ricadere sulla terra, consumandosi alla prima crisi. Amore vero che lascerà un ricordo indele ...(continue)

    Babi e Step, lei ragazzina della Roma bene, lui bullo di periferia: un amore impossibile che li farà volare in alto, tre metri sopra il cielo, per poi farli ricadere sulla terra, consumandosi alla prima crisi. Amore vero che lascerà un ricordo indelebile ed una curiosità: torneranno insieme? A questa domanda Moccia risponderà nel sequel Ho voglia di te. Romanzo fortunato, ma di non pregiatissima fattura.

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    Paoletta said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

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