Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

A un cerbiatto somiglia il mio amore

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

4.1
(1654)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 781 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Greco , Francese

Isbn-10: 8804582820 | Isbn-13: 9788804582823 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace A un cerbiatto somiglia il mio amore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Israele, guerra dei Sei Giorni. Avram, Orah e Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme. Il conflitto infuria e nelle lunghe e buie ore del coprifuoco i tre ragazzi si uniscono in un'amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell'amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan. A distanza di parecchi anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli, Adam e Ofer. Quest'ultimo, che sta svolgendo il servizio di leva, accetta di partecipare a un'incursione in Cisgiordania nonostante siano ormai i suoi ultimi giorni di ferma. Orah, che aveva progettato una gita con il figlio per festeggiare la fine del servizio militare, decide di partire lo stesso. Non riesce infatti a vincere un oscuro presentimento che si agita dentro di lei, e d'altra parte non resiste all'idea di trascorrere altro tempo con l'incubo di essere svegliata nel cuore della notte, come da protocollo dell'esercito israeliano, e ricevere la notizia di una disgrazia. Orah tuttavia non parte da sola. L'accompagnerà Avram, l'amico degli anni di gioventù, che reca nel corpo e nell'anima le cicatrici profonde dell'incessante conflitto che lacera Israele. Con lui Orah inizia un viaggio che diventerà via via occasione di riflessione, rimpianto, ma anche di gioia e di tenera rievocazione. Fino a che arriverà il momento di tornare a fare i conti con la vita e con il presente che, tutt'intorno, preme inesorabile. Illustrandoci il dramma di una madre e di una nazione, Grossman torna al suo pubblico con un romanzo mirabile che, pagina dopo pagina, si rivela una riflessione lucida e implacabile sul diaframma che divide vita e narrazione. Un testo in cui la forza della grande letteratura trova nuovo slancio nella verità del dramma personale di uno scrittore che, suo malgrado e per destino, è ormai un simbolo.
Ordina per
  • 5

    Nudi

    Ho girato a lungo intorno ad un’idea senza riuscire ad afferrarla, ma ora credo di aver capito: Grossman “tocca la radice delle cose” e per farlo ha bisogno che i suoi personaggi siano nudi.


    I personaggi di Grossman, dunque, sono nudi, però senza volerlo; di certo non lo ostentano: non ci ...continua

    Ho girato a lungo intorno ad un’idea senza riuscire ad afferrarla, ma ora credo di aver capito: Grossman “tocca la radice delle cose” e per farlo ha bisogno che i suoi personaggi siano nudi.

    I personaggi di Grossman, dunque, sono nudi, però senza volerlo; di certo non lo ostentano: non ci sfilano davanti agli occhi, ma provano maldestramente a nascondersi, fino a quando si rendono conto che non è possibile e accettano la propria condizione.

    È per questo che trovarceli davanti inizialmente ci mette a disagio: perché non siamo abituati alla nudità; perché vediamo tutto, compresi i lati imbarazzanti che di norma si tengono nascosti, quelli che tendiamo a non guardare quando noi stessi ci spogliamo davanti ad uno specchio.

    Poi però, superati i primi imbarazzi, ognuno reagisce a modo suo: c’è chi si allontana infastidito e c’è chi invece si spoglia davanti allo specchio e decide finalmente di osservarsi. Io ogni volta mi spoglio e decido di osservarmi, a costo di uscirne stravolta.

    (Nella colonna sonora:

    http://www.youtube.com/watch?v=R3Wf53M_YRM

    “Sarà difficile diventar grande prima che lo diventi anche tu tu che farai tutte quelle domande io fingerò di saperne di più sarà difficile ma sarà come deve essere metterò via i giochi proverò a crescere

    Sarà difficile chiederti scusa per un mondo che è quel che è io nel mio piccolo tento qualcosa ma cambiarlo è difficile sarà difficile dire tanti auguri a te a ogni compleanno vai un po' più via da me

    A modo tuo andrai a modo tuo camminerai e cadrai, ti alzerai sempre a modo tuo

    Sarà difficile vederti da dietro sulla strada che imboccherai tutti i semafori tutti i divieti e le code che eviterai sarà difficile mentre piano ti allontanerai a cercar da sola quella che sarai

    A modo tuo andrai a modo tuo camminerai e cadrai, ti alzerai sempre a modo tuo

    Sarà difficile lasciarti al mondo e tenere un pezzetto per me e nel bel mezzo del tuo girotondo non poterti proteggere sarà difficile ma sarà fin troppo semplice mentre tu ti giri e continui a ridere

    A modo tuo andrai a modo tuo camminerai e cadrai, ti alzerai sempre a modo tuo ”)

    ha scritto il 

  • 5

    E’ stata una lettura difficile e sofferta.
    Protagonisti i sentimenti raccontati con un’intensità dolorosa. è un libro dai temi profondi, perché non parla solo di una storia personale, della vita di una famiglia, ma del popolo israeliano, dei conflitti interni, delle fragilità di una società att ...continua

    E’ stata una lettura difficile e sofferta. Protagonisti i sentimenti raccontati con un’intensità dolorosa. è un libro dai temi profondi, perché non parla solo di una storia personale, della vita di una famiglia, ma del popolo israeliano, dei conflitti interni, delle fragilità di una società attorniata da nemici. Il primo capitolo incanta: la nascita di un’amicizia forte, disperata, nei corridoi bui e deserti di un reparto di ospedale dove rimbombano gli echi dei bombardamenti della Guerra dei sei giorni. Due ragazzi Ilan e Avram, e una ragazza, Orah, si scambiano le prime parole al buio, rese incerte dalla malattia e dalla difficoltà di raggiungersi muovendosi a tentoni nel buio, l’assenza della vista mette a nudo le loro personalità contribuendo a creare un legame che crescerà con loro, muterà nel tempo, ma rimarrà indissolubile fino all’ultima pagina. A fare da sfondo alla loro storia, la mai risolta questione mediorientale, che si trascina da anni e trascina con sé storie, vite e la normalità del quotidiano, un conflitto purtroppo sempre attuale. E’ un libro lungo una vita, dove la costante drammaticità degli eventi si intreccia con la disperata normalità delle nevrosi dei bambini, dei rapporti minati, delle contraddizioni, delle torture, della violenza che entra nel dna di ragazzi con una vita davanti costellata di dolore e rischio, dell’odio reciproco che non ha via d’uscita. Ma il sentimento che travolge di questo libro è la maternità, sviscerata in ogni aspetto, sentimento assoluto che prevale su tutto. Orah vive una vita da sola: Ilan e Avram soccombono spesso a loro stessi, Ilan alle sue paure che lo porteranno a lasciarla, Avram ad un passato di torture subite da ragazzo dai soldati egiziani che hanno lasciato tracce indelebili, sono entrambi come due satelliti che ruotano nell’orbita/vita di Orah, condizionandola, ma senza mai entrare realmente in contatto. Orah si trova quindi a vivere la maternità da sola, da sola porta il fardello dell’angoscia decidendo di fuggire da casa per non essere lì nel caso le portassero la notizia che il figlio Ofer è morto durante l’ennesimo conflitto. E da sola, anche se in compagnia di Avram, decide di fare l’escursione con cui avrebbe festeggiato la fine del servizio di leva. Orah cammina per monti e valli, in mezzo al pericolo portando con sé, come se lo stesse veramente sostenendo a forza di braccia, il figlio tanto amato. Se non sarà a casa ad aspettare e Ofer sarà lì con lei, anzi dentro al suo cuore in viaggio, non potrà morire. Il dolore di una madre che è esattamente quello di Grossman padre. E’ un libro molto lungo, a volte ripetitivo, fino a quasi alla fine ho pensato che molte pagine centrali fossero superflue, ma arrivata all’ultima pagina, quella che segue la parola fine e ci trasporta dalla finzione alla realtà, ho pensato che fosse perfetto così: per urlare il dolore, le parole non bastano mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, poteva essere bellissimo

    Ho trovato questo libro molto bello e scorrevole a livello di lettura, e alcune cose mi hanno toccato profondamente. Credo che abbia un inizio splendido ma che poi, nella parte centrale, si perda un po' troppo in ripetizioni e lungaggini. Poteva essere sfrondato, ecco, e ne avrebbe guadagnato in ...continua

    Ho trovato questo libro molto bello e scorrevole a livello di lettura, e alcune cose mi hanno toccato profondamente. Credo che abbia un inizio splendido ma che poi, nella parte centrale, si perda un po' troppo in ripetizioni e lungaggini. Poteva essere sfrondato, ecco, e ne avrebbe guadagnato in efficacia e incisività. Sul finale rimango un po' perplessa, e mi sembra che troppi fili siano lasciati in sospeso (Adam?), ma a libro finito mi sembrava di conoscere i protagonisti come fossero miei amici, quindi non riesco ad essere severa nel giudizio complessivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Titolo che sembra pensato...

    ...per un pubblico femminile. Ma in realtà, è un verso del 'Cantico dei cantici': e la storia raccontata, il ritrovarsi di due individui dalle identità frastornate e smarrite, è bella e intensa. Con un primo capitolo ammaliante.

    ha scritto il 

  • 3

    Il Presente incombe sulla narrazione

    Rispetto alle mie aspettative - che erano molto alte, a dire il vero - sono rimasta un po' delusa da "A un Cerbiatto Somiglia il Mio Amore". "Letto con urgenza" (citando il "Sole24Ore") solo perché devo studiare per degli esami e odio lasciare i libri in sospeso... altrimenti me la sarei presa co ...continua

    Rispetto alle mie aspettative - che erano molto alte, a dire il vero - sono rimasta un po' delusa da "A un Cerbiatto Somiglia il Mio Amore". "Letto con urgenza" (citando il "Sole24Ore") solo perché devo studiare per degli esami e odio lasciare i libri in sospeso... altrimenti me la sarei presa con comodo. Scorre bene solo all'inizio e alla fine (diciamo le prime 140 pagine e le ultime 90). Il centro della narrazione è molto lento, fatto di flashback e anche un po' ripetitivo. Nel complesso un buon libro, ma non lo definirei un capolavoro. Inoltre, dati gli avvenimenti recenti, mentre leggevo non potevo fare a meno di pensare alla Guerra in atto tra Israeliani e Palestinesi, la prima a cui assisto davvero e con coscienza da quando sono nata; forse perché ho più tempo per riflettervi e probabilmente questo libro mi ha aiutato. Proprio perché l'ho letto in questo momento, in cui si riacutizza il conflitto, non ho potuto (o non ho saputo) distinguere i piani della narrazione: sarebbero, analizzandoli, 3 momenti nel tempo estremamente diversi - la Guerra dei Sei Giorni, il conflitto nel 2006 e questo a cui stiamo assistendo (estraneo alla narrazione, ma contemporaneo a me che leggo). Io li ho appiattiti sul presente, anche se sono consapevole di aver sbagliato. Per il resto, visto il contesto nel quale è stato scritto, non posso che provare una profonda ammirazione per Grossman.

    ha scritto il 

  • 5

    (Un libro tristemente ancora attuale...mi chiedo quando riusciremo a parlare solo al passato dei tanti conflitti in Medio Oriente...)
    Da dove cominciare...c'è talmente tanto in queste pagine...
    L'amicizia profonda che unisce due ragazzi...la bellezza folle di tutto quello che sanno creare e sann ...continua

    (Un libro tristemente ancora attuale...mi chiedo quando riusciremo a parlare solo al passato dei tanti conflitti in Medio Oriente...) Da dove cominciare...c'è talmente tanto in queste pagine... L'amicizia profonda che unisce due ragazzi...la bellezza folle di tutto quello che sanno creare e sanno essere insieme... gli orrori della guerra distruggeranno tutto questo ... L'amore ...di due uomini per una donna...l'amore di una madre per un figlio... Un viaggio...di scoperta e di riscoperta...di fuga dalla realtà o da una possibile realtà che non si può accettare... Il racconto di una vita... Di una vita vissuta in un paese dove devi scegli il percorso per andare a scuola in base al minor numero di attentati e di morti...e alla fine ti rendi conto che non ce n'è uno migliore di un altro...e allora cerca di camminare più veloce che puoi... Una vita in un paese dove hai timore a salire su un autobus...guardi con sospetto i passeggeri, guardi se hanno buste o borse che potrebbero contenere dell'esplosivo... Un paese in cui se una madre entra in un caffè con suo figlio protetto al caldo del cappotto...il locale velocemente si vuota...mentre tu prendi in braccio tuo figlio e lo fai sedere sulle gambe... Tutto questo è così lontano dalle nostre vite...eppure Grossman riesce a farci sentire, forte, questo senso di inquietudine, di preoccupazione , di ansia, di insicurezza... Un libro veramente intenso...e bello...

    ha scritto il 

  • 3

    ABBANDONATO A PAGINA 189

    Lasciato a meno di metà. non perchè non fosse scritto bene o interessante..semplicemente non mi dava alcuno stimolo, alcuna voglia a proseguire... Strano, prima volta che mi succede con Grossman..

    ha scritto il 

  • 3

    Un uomo scopre la sua paternità attraverso il racconto di una donna che scava e mette a nudo la propria maternità. Lungo come il percorso a piedi che attraversa Israele e che fa da scenario a - quasi - tutta la vicenda. Percorso a piedi e senza mappa, ogni tanto ci si perde, si gira in tondo, ci ...continua

    Un uomo scopre la sua paternità attraverso il racconto di una donna che scava e mette a nudo la propria maternità. Lungo come il percorso a piedi che attraversa Israele e che fa da scenario a - quasi - tutta la vicenda. Percorso a piedi e senza mappa, ogni tanto ci si perde, si gira in tondo, ci si stanca, si riparte. Il tomo è spesso, la scrittura alterna velocità di dialoghi serrati a lentezze di monologhi interminabili, quasi tutto discorso diretto o "pensiero" diretto, la sequela infinita di aneddoti familiari non manca di momenti di tenerezza e passione, di riflessioni e pensieri che val la pena di leggere e meditare. Alla fine boh insomma mi par che si continui ad ammucchiar cose senza saper bene cosa farne, infatti il libro finisce senza concludere, dopo ottocento pagine

    ha scritto il 

Ordina per