A un cerbiatto somiglia il mio amore

Di

Editore: Mondadori (Grandi Bestsellers)

4.1
(1752)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 781 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Greco , Francese

Isbn-10: 8804592745 | Isbn-13: 9788804592747 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 0

    Tre stelle e mezzo

    Il lungo viaggio a piedi attraverso la Galilea di una madre, Orah, in compagnia di Avram, un vecchio amico, ricomparso dopo vent’anni, un uomo segnato nel fisico e nello spirito dalle torture subite i ...continua

    Il lungo viaggio a piedi attraverso la Galilea di una madre, Orah, in compagnia di Avram, un vecchio amico, ricomparso dopo vent’anni, un uomo segnato nel fisico e nello spirito dalle torture subite in un periodo di prigionia durante il conflitto con l'Egitto.
    Un viaggio senza una meta precisa, per fuggire da un terribile presentimento, per non vivere nell’angosciante attesa di una possibile comunicazione della morte del figlio Ofer in missione in Cisgiordania.
    Un viaggio lontano dal mondo di cui Orah non vuole avere notizie, per raccontare ad Avram di Ofer, il figlio che non ha mai conosciuto, nella speranza che parlarne possa proteggerlo dal proprio destino e riportarlo vivo a casa.

    Un lungo romanzo intenso e dolente di non semplice lettura, pagine struggenti che trasudano emozioni e sentimenti e pagine lente, ripetitive ed eccessivamente particolareggiate non sempre utili alla narrazione.
    Bello, ma che fatica a finirlo!

    ha scritto il 

  • 0

    Che tu sia per me il coltello: abbandonato
    Qualcuno con cui correre: amato
    A un cerbiatto somiglia il mio amore: abbandonato
    Decisamente il mio rapporto con Grossman è ambiguo. ...continua

    Che tu sia per me il coltello: abbandonato
    Qualcuno con cui correre: amato
    A un cerbiatto somiglia il mio amore: abbandonato
    Decisamente il mio rapporto con Grossman è ambiguo.

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre, Grossman riesce a tendere il filo del pensiero in ogni parte del mondo. L'approccio alla lettura di quest'opera è stato altalenante, momenti di pesantezza misti a slanci emotivi. Io mio c ...continua

    Come sempre, Grossman riesce a tendere il filo del pensiero in ogni parte del mondo. L'approccio alla lettura di quest'opera è stato altalenante, momenti di pesantezza misti a slanci emotivi. Io mio consiglio è di "andare avanti"! La trama, impreziosita dalle meticolose descrizioni, ci porta a vivere l'ansia e le paure di una donna ancorata al passato in tempo di guerra. Assolutamente da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    difficile da leggere, con la storia vera che inizia davvero a pagina 250/300. la storia poi, che non c'è nemmeno, che si incastra a flashback e a ricordi di flashback per tornare al presente e subito ...continua

    difficile da leggere, con la storia vera che inizia davvero a pagina 250/300. la storia poi, che non c'è nemmeno, che si incastra a flashback e a ricordi di flashback per tornare al presente e subito dopo ai ricordi, che si mescolano, che sono veri a metà, perché si confondono, si sovrappongono con quello che credi di ricordare: due pellicole di due film diversi, che se li metti una sopra l'altra creano un terzo film, unico che forse non ha neanche senso. patetico e bellissimo allo stesso tempo. se poi aggiungi il fatto che non ci sono le virgolette, e il fatto che i nomi fanno un po' cacare (di tutto il resto, non dei personaggi) - è tosto, è tosto da leggere.
    alcuni ricordi sono universali, credo che grossman stesso sia orah, è difficile essere un uomo tutta la vita, creare un personaggio con le tue caratteristiche e le tue opinioni e mettergli la figa. orah è grossman con la figa e i seni, ed è forse più bella della controparte reale con i genitali penzolanti e ormai raggrinziti. avram a volte mi infastidisce, è quell'amico strano che ti porti dietro perché si fa prendere per il culo, che però gli vuoi bene perché alla fine è simpatico e intelligente, un po' patetico nel modo di esporre se stesso, coi sentimenti dico, però gli vuoi bene anche perché è così.
    e poi c'è ofer, che tipo è il vero protagonista del romanzo e non si vede mai, come la violenza in funny games di haneke. di lui si sa tutto, la prima scopata, i giochi col fratello, le sue fisse, le sue paure e sentimenti nel corso della sua vita e il suo cambiamento che gli è stato imposto dalla guerra (altra protagonista assoluta penso anche della vita di grossman stesso). colpisce perché tutti da piccoli sono come ofer e adam (e quindi il figlio di grossman), quindi ti ci affezioni anche, i ricordi sono anche un po' i tuoi e non è difficile trovare degli episodi o caratteristiche in comune.
    troppo lungo, ci sono tante parti che si potevano tagliare, ce ne sono tante ma non riesco a dirne nemmeno una, ma alla fine i pregi superano i difetti, in più la nota dell'autore alla fine (la paraculata dell'autore per i cinici) lo discolpa un po', ha senso quello che dice lì, è un tenerone anche lui, anche se spero non sia stato così oppressivo nei confronti dei figli come lo è orah. orah scrive, scrive tanto in questo romanzo. osserva, ma osserva come solo uno scrittore fa, attento ai particolari più minimi. qui mi ha dato un po' di fastidio, ma chissenefrega. leggetelo, io ci ho messo un casino di tempo a finirlo però alla fine m'è dispiaciuto. ilan lo avrei approfondito di più, forse è l'unico personaggio del romanzo realmente inventato e quindi più ignorato rispetto agli altri (ha comunque la sua parte non indifferente).
    niente zoofilia come suggerisce il titolo, quindi i pervertiti stiano alla larga.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amore/La guerra. Parole... tante... storie...

    Leggere in questo formato è una piccola sfida, le pagine sono carta velina biblica e mi è mancato poter segnare, sottolineare... questo libro ha bisogno di un tempo, di ritornare sulle pagine... e la ...continua

    Leggere in questo formato è una piccola sfida, le pagine sono carta velina biblica e mi è mancato poter segnare, sottolineare... questo libro ha bisogno di un tempo, di ritornare sulle pagine... e la piccolezza del tutto ti fa perdere gli appunti mentali che vengono nei ricordi che le storie di Orah e dei suoi amori fanno venire. Per me è stato davvero catartico e affascinante, anche se alcuni tratti appesantiscono soprattutto perché superflui (il personaggio del dottore di Gerusalemme apporta 50 pagine che un correttore di bozze dovrebbe tagliare e mettere nel file "roba da publicare postuma", così come Sami il taxistan ci costa le prime 100 pagine - non fermatevi a lui! Mio padre ha mollato 'sto libro pensando fosse la storia tra Orah e il taxista. Ha letto 200 pagine e non aveva neppure cominciato il libro. Davvero troppo).
    L'ho letto nel primo mese di relazione con Maria Elisa. Felice nota personale:)

    ha scritto il 

  • 3

    Bello...

    ...ma molto introverso...scorre piano. Molto meno leggero degli altri 2 libri che ho letto (Ci sono bambini a zig zag e Qualcuno con cui correre), anche per il tema trattato che tocca direttamente l'a ...continua

    ...ma molto introverso...scorre piano. Molto meno leggero degli altri 2 libri che ho letto (Ci sono bambini a zig zag e Qualcuno con cui correre), anche per il tema trattato che tocca direttamente l'autore. Comunque Grossman ha un tipo di scrittura veramente molto connotata e definita. Rimane una delle scoperte migliori che ho fatto negli ultimi anni

    ha scritto il 

  • 4

    Novela amarga de hemorragias internas para las que no se tienen salidas.
    Miles de momentos, de horas, de días... Miles de hechos, de infinidad de acciones, de intentos, de errores, de palabras y de pe ...continua

    Novela amarga de hemorragias internas para las que no se tienen salidas.
    Miles de momentos, de horas, de días... Miles de hechos, de infinidad de acciones, de intentos, de errores, de palabras y de pensamientos que son pura y nostálgica deriva.
    El eterno conflicto árabe-israelí, desde el desasosiego de una madre acomplejada, machacada, y hundida.
    Una purga ardiente y dolorosa, que remarca muy bien lo que es vivir bajo la amenaza del terror a perder lo que más se quiere de esta vida.
    Potente y elefantiásica.

    ha scritto il 

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