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A un cerbiatto somiglia il mio amore

By David Grossman

(932)

| Paperback | 9788804592747

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423 Reviews

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    Titolo che sembra pensato...

    ...per un pubblico femminile. Ma in realtà, è un verso del 'Cantico dei cantici': e la storia raccontata, il ritrovarsi di due individui dalle identità frastornate e smarrite, è bella e intensa. Con un primo capitolo ammaliante.

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    Paolopoi said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il Presente incombe sulla narrazione

    Rispetto alle mie aspettative - che erano molto alte, a dire il vero - sono rimasta un po' delusa da "A un Cerbiatto Somiglia il Mio Amore". "Letto con urgenza" (citando il "Sole24Ore") solo perché devo studiare per degli esami e odio lasciare i libr ...(continue)

    Rispetto alle mie aspettative - che erano molto alte, a dire il vero - sono rimasta un po' delusa da "A un Cerbiatto Somiglia il Mio Amore". "Letto con urgenza" (citando il "Sole24Ore") solo perché devo studiare per degli esami e odio lasciare i libri in sospeso... altrimenti me la sarei presa con comodo. Scorre bene solo all'inizio e alla fine (diciamo le prime 140 pagine e le ultime 90). Il centro della narrazione è molto lento, fatto di flashback e anche un po' ripetitivo. Nel complesso un buon libro, ma non lo definirei un capolavoro. Inoltre, dati gli avvenimenti recenti, mentre leggevo non potevo fare a meno di pensare alla Guerra in atto tra Israeliani e Palestinesi, la prima a cui assisto davvero e con coscienza da quando sono nata; forse perché ho più tempo per riflettervi e probabilmente questo libro mi ha aiutato. Proprio perché l'ho letto in questo momento, in cui si riacutizza il conflitto, non ho potuto (o non ho saputo) distinguere i piani della narrazione: sarebbero, analizzandoli, 3 momenti nel tempo estremamente diversi - la Guerra dei Sei Giorni, il conflitto nel 2006 e questo a cui stiamo assistendo (estraneo alla narrazione, ma contemporaneo a me che leggo). Io li ho appiattiti sul presente, anche se sono consapevole di aver sbagliato. Per il resto, visto il contesto nel quale è stato scritto, non posso che provare una profonda ammirazione per Grossman.

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    Cate said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    (Un libro tristemente ancora attuale...mi chiedo quando riusciremo a parlare solo al passato dei tanti conflitti in Medio Oriente...)
    Da dove cominciare...c'è talmente tanto in queste pagine...
    L'amicizia profonda che unisce due ragazzi...la bellezz ...(continue)

    (Un libro tristemente ancora attuale...mi chiedo quando riusciremo a parlare solo al passato dei tanti conflitti in Medio Oriente...)
    Da dove cominciare...c'è talmente tanto in queste pagine...
    L'amicizia profonda che unisce due ragazzi...la bellezza folle di tutto quello che sanno creare e sanno essere insieme... gli orrori della guerra distruggeranno tutto questo ...
    L'amore ...di due uomini per una donna...l'amore di una madre per un figlio...
    Un viaggio...di scoperta e di riscoperta...di fuga dalla realtà o da una possibile realtà che non si può accettare...
    Il racconto di una vita... Di una vita vissuta in un paese dove devi scegli il percorso per andare a scuola in base al minor numero di attentati e di morti...e alla fine ti rendi conto che non ce n'è uno migliore di un altro...e allora cerca di camminare più veloce che puoi...
    Una vita in un paese dove hai timore a salire su un autobus...guardi con sospetto i passeggeri, guardi se hanno buste o borse che potrebbero contenere dell'esplosivo...
    Un paese in cui se una madre entra in un caffè con suo figlio protetto al caldo del cappotto...il locale velocemente si vuota...mentre tu prendi in braccio tuo figlio e lo fai sedere sulle gambe...
    Tutto questo è così lontano dalle nostre vite...eppure Grossman riesce a farci sentire, forte, questo senso di inquietudine, di preoccupazione , di ansia, di insicurezza...
    Un libro veramente intenso...e bello...

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    Clo said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ABBANDONATO A PAGINA 189

    Lasciato a meno di metà. non perchè non fosse scritto bene o interessante..semplicemente non mi dava alcuno stimolo, alcuna voglia a proseguire...
    Strano, prima volta che mi succede con Grossman..

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    Ivano Mingotti said on Jul 8, 2014 | 9 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Lo smetto a metà oppure no?

    Non sono solita lasciare a metà i libri che non mi piacciono ma con questo non riesco proprio ad andare avanti! Che faccio? Attendo un colpo di scena oppure mollo tutto lì?

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    Turista tra le pagine - Mpiapalmieri said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un uomo scopre la sua paternità attraverso il racconto di una donna che scava e mette a nudo la propria maternità. Lungo come il percorso a piedi che attraversa Israele e che fa da scenario a - quasi - tutta la vicenda. Percorso a piedi e senza mappa ...(continue)

    Un uomo scopre la sua paternità attraverso il racconto di una donna che scava e mette a nudo la propria maternità. Lungo come il percorso a piedi che attraversa Israele e che fa da scenario a - quasi - tutta la vicenda. Percorso a piedi e senza mappa, ogni tanto ci si perde, si gira in tondo, ci si stanca, si riparte. Il tomo è spesso, la scrittura alterna velocità di dialoghi serrati a lentezze di monologhi interminabili, quasi tutto discorso diretto o "pensiero" diretto, la sequela infinita di aneddoti familiari non manca di momenti di tenerezza e passione, di riflessioni e pensieri che val la pena di leggere e meditare. Alla fine boh insomma mi par che si continui ad ammucchiar cose senza saper bene cosa farne, infatti il libro finisce senza concludere, dopo ottocento pagine

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    Franzboc said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

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