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A un punto morto

Di

Editore: Delos Books

3.4
(246)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8865302690 | Isbn-13: 9788865302699 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Essendo da sempre in possesso di poteri telepatici, Sookie Stackhouse si è resa conto prestissimo dell’esistenza di cose che preferiva non sapere. E adesso che è adulta, si rende con- to che ci sono cose di cui è a conoscenza, ma che preferirebbe non vedere… come per esempio Eric Northman intento a nutrirsi da un’altra donna. Una più giovane.
Ci sono un paio di cose che le piacerebbe dire al riguardo, ma è costretta a tacere, perché Felipe de Castro, il re vampiro della Louisiana (come anche dell’Arkansas e del Nevada) è in città. Quello è decisamente il momento peggiore perché un corpo umano venga ritrovato nel giardino di Eric… soprattutto se si considera che si tratta del corpo della donna di cui ha appena bevuto il sangue. Spetta a Sookie e a Bill, ufficiale Investigatore dell’Area Cin- que, risolvere il mistero di quell’omicidio. Sookie pensa che, almeno questa volta, il destino della ragaz- za morta non abbia niente a che vedere con lei, ma si sbaglia. Ha un nemico, uno molto più astuto di quanto potrebbe mai sospettare, e che è deciso a distruggere il suo mondo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    C’era una volta, non molto tempo fa (ma quanto basta da non ricordare una mazza), una giovane ragazza –la sottoscritta- molto innamorata e appassionata della saga di Sookie Stackhouse, tanto da contare, con qualche sospiro qua e là, i giorni che la separavano dall’uscita di un nuovo capitolo.
    ...continua

    C’era una volta, non molto tempo fa (ma quanto basta da non ricordare una mazza), una giovane ragazza –la sottoscritta- molto innamorata e appassionata della saga di Sookie Stackhouse, tanto da contare, con qualche sospiro qua e là, i giorni che la separavano dall’uscita di un nuovo capitolo.
    Suddetta ragazza, però, si accorse con rammarico che, più la saga proseguisse, e più l’interesse di lei scemava, causa l’evidente scarsa qualità che stava ammorbando i libri.
    Da quel lontano Settembre 2011 –complici ulteriori motivi di varia natura- la nostra protagonista non prese più in mano un libro di Charlaine Harris. Fine.
    Ed eccoci qui, a ben due anni e otto mesi di distanza, mi sono finalmente decisa a riprendere in mano la faccenda. “Finalmente” è un parolone, ma mi sono detta che, comunque, dovessi quantomeno concedere a questa saga, che tanto mi aveva appassionato in passato (molto passato), il dovere da parte mia di sapere almeno come cavolo andasse a finire.
    Avendo completamente perso il conto dei capitoli usciti, di quelli ancora da pubblicare, di quelli da dover scrivere, eccetera eccetera, ho poi appurato –con un certo piacere, devo ammetterlo- che quello in questione fosse il penultimo.
    Allora. Io ci ho provato. Ci ho provato a ricordare qualcosa, a rammentare cosa fosse successo, ad impegnarmi anche un minimo, ma, a parte leggendo le mie recensioni agli ultimi capitoli, non ho avuto molto successo. Anche perché, diciamocelo, le mie recensioni alla saga di Sookie Stackhouse vertevano quasi esclusivamente su un nome a caso: Eric, Eric, Eric.
    Come darmi torto, comunque.
    Per questo motivo possiamo dire che non avessi molti dati che potessero aiutarmi. Tuttavia, tra le cose dimenticate, c’era da aggiungere alla lista il fatto che la nostra ineguagliabile e testarda Sookie Stackhouse tenda a fare un riassunto delle puntate precedenti, quando, durante la lettura, appaiono personaggi di vecchia data e non, accenni a vari accadimenti, e varie.
    E quindi, con non troppo fatica, sono riuscita a mettere insieme i pezzi mancanti, nel limite del mio interesse, ecco. Perché non è che me ne fregasse così tanto, a dirla tutta. Però va bé.
    In breve, possiamo dire che al centro di questo dodicesimo (?) capitolo ci sia, intanto, la famigerata questione di Eric promesso sposo della Regina di qualcheposto e che questo non fosse del tutto positivo per la traballante relazione con Sookie (tutto questo, per ovvie ragioni, lo ricordavo bene); poi c’era la questione del Cluviel dor, l’oggetto magico fatato in possesso di Sookie, che avrebbe il potere di, boh, far esprimere un desiderio, di qualunque tipo a quanto pare, visto l’utilizzo che ne è stato fatto in questo capitolo (poi ci arrivo). Non ho ben capito, però, se porti a delle conseguenze. La magia ha sempre un prezzo, Once upon a time docet.
    Ecco, tutto questo faceva da sfondo, ma il caso portante/mistero da risolvere/delitto di questa puntata è l’uccisione di una mannara che, con sangue di fata addosso, ha cercato di sedurre Eric, durante un party organizzato, non tanto volentieri, a casa sua, per l’arrivo di Felipe de Castro, Re di un sacco di posti, giunto a Shreveport per capire come il defunto Victor (non ricordo bene quale fosse il suo ruolo, chiedo venia) fosse passato a miglior vita.
    E da questo fattaccio possiamo dire che sia partita la trama.
    Bene. A me, per mio personalissimo gusto, non me ne fregava un tubo di chi avesse ucciso chi, del perché, il percome, quando, dove, a che ora; per tutto il santo libro io ero interessata ad una sola cosa, o per meglio dire qualcuno: Eric (e riflettendoci bene, credo sia sempre stato l’unico motivo per cui continuassi a leggere questa saga, le cui pagine cartacee dell’edizione della Delos hanno sempre odorato di finocchio. Ed io odio il finocchio).
    Ma Eric, se va bene, è stato presente quante, 5 pagine, ad essere di manica larga?
    Speravo che la relazione con Sookie potesse significare più Vichingo per noi, ma così non è stato. Anzi. Devo dire che, come fidanzato, non è che sia stato proprio un bijoux, eh? Niente regalo di compleanno, Sookie viene rapita e fra un po’ manco gli interessa, Sookie ha avuto un incidente e fra un po’ manco gli interessa..insomma, non il massimo.
    Da parte di lei, poi, la testardaggine e l’indecisione più totale. Lo ama, ma preferirebbe di no, vorrebbe che si vedessero di più ma non vuole che resti da lei, un secondo è dispiaciuta che potrebbe lasciarla per la Regina dicuinonricordoilnome e l’attimo dopo non si capisce. Insomma, Sookie Stackhouse non mi è MAI stata particolarmente simpatica e in questo capitolo ho avuto modo di confermare questo astio nei suoi confronti.
    In ogni caso, siccome qui abbiamo vampiri leggermente più veritieri rispetto a Twilight e Co e che, quindi, non possono uscire di giorno, mentre leggevo non vedevo l’ora che Sookie finisse di fare colazione, truccarsi, sbrigare le faccende del caso, lavorare al Merlotte’s, cucinare, vedere Tara e bla bla bla, cosicché arrivasse sera, Eric uscisse dalla bara o dalla cripta o dal posto dove cavolo dormisse, per poter chiarire e/o vedersi e/o semplicemente parlare con Sookie. Nella maggior parte dei casi, però, il visitatore notturno che faceva capolino alla porta di Sookie (decisamente troppi. Sta qui abita in mezzo al nulla eppure riceve più visite di me) non era mai Eric. E, non sto scherzando, ogni volta che leggevo un nome diverso dal suo -Bill (comparso troppo e troppe volte), Alcide, Niall, l’elfo di cui non ricordo il nome perché è impossibile da tenere a mente, Tizio, Caio e Sempronio- piagnucolavo un “no” annoiato, accompagnato da qualche sbuffo.
    Ma si può leggere un libro così, io mi chiedo?
    Le pagine scorrevano piuttosto veloci ed io mi sono ritrovata quasi del tutto senza il motivo per cui ho intrapreso questa lettura e con troppo di ciò per cui non l’avevo più intrapresa (Bill in primis!). Andiamo bene.
    Arriviamo al finale dove si scopre che:

    1) Claude c’entra con tutta la questione della mannara uccisa a casa di Eric (cosa che, devo ammetterlo, mi ha lasciata di stucco);
    2) L’artefice di tutta questa storia è stata –e ora qui devo andare a vedere il nome perché non ho tentato neanche di ricordarlo e, peggio, leggerlo- Jannalynn (ok, non era così difficile), compagna di Sam, la quale ha architettato tutto questo per prendere il posto di Alcide come capobranco. C’è un collegamento abbastanza coerente, mi sembra, con Eric-Sookie-togliere ad Alcide il ruolo di capo, ma francamente non me lo ricordo.
    3) Sookie utilizza la magia del Cluviel dor per riportare dal Regno dei Morti lo sfortunato Sam (madonna, ma vogliamo parlare della sfiga che ha questo ragazzo in fatto di donne? Tutte quelle che becca sono delle assassine psicopatiche!), colpito mortalmente dalla fidanzata (decisamente ex, ormai).
    L’oggettino magico ha effettivamente funzionato e questo significa che non potrà mai più essere utilizzato (presumo). Il problema è che Eric aveva chiesto, non esplicitamente ma era chiaro, a Sookie di utilizzare quell’affare per risolvere la questione del matrimonio suo con la Regina. E questo ha portato a tutta una serie di viaggi mentali di Sookie, del tipo “eh però se mi amasse VERAMENTE potrebbe rifiutare”, “oddio non voglio che mi lasci per quella”, “ma farei bene ad utilizzarlo a questo scopo?”, insomma, tutti i castelli lunatici a cui siamo ormai abituati da ben dodici libri.
    In ogni caso, il problema non si pone più, perché il potere del Cluviel dor è andato, sparito, dimenticato. Eric si è offeso e dileguato.
    E tanti cari saluti alla rappacificazione di ‘sti due.
    Perché io, nonostante odi Sookie, spero ancora che la saga finisca con loro due insieme, però inizio anche a credere che ci stiamo sempre più allontanando da questo esito. E forse, e dico forse, a livello di coerenza sarebbe anche giusto che andasse così. Perché Sookie, dopotutto, da quando ha fatto entrare vampiri, mannari, lupi, elfi, fate, sirene, topi, rinoceronti, nella sua vita, ha passato più guai che altro.
    E comunque, ora come ora non è felice, sue testuali parole.
    Evidentemente, non sempre amore e felicità passeggiano a braccetto.
    Riguardo alla “morte di cinque secondi” di Sam, ho un’obiezione e una riflessione:
    - e certo, continuiamo pure a far vivere tutti i personaggi principali o quasi e a non spostare il dolce deretano dagli allori, Charlaine, così sì che ci fai tenere col fiato sospeso! Aspetta un po’ che ti organizzo un appuntamento con George Martin o con la Rowling. Questi due insieme non te ne lascerebbero vivo manco mezzo.
    - e se fosse Sam, alla fin fine, la persona giusta per Sookie? Quella con cui potrebbe realmente essere felice o, perlomeno, al sicuro?
    Perché inizio a credere che finirà più o meno così, con la scelta di Sookie di allontanarsi definitivamente da Eric, Bill, Pam e tutti gli altri vampiri e mannari e lupi che siano.
    E qui, Sookie, parliamone un attimo: abbiamo avuto rapporti screziati e altalenanti, lo capisco, non mi sei mai andata a genio (ma puoi davvero darmi torto?), però, ti prego, I’m begging you!, aiutami a preservare un ricordo quantomeno decente di questa saga e non scegliere Bill. Non. Lo. Fare.
    Io, e forse l’80% delle lettrici, ti imploriamo.
    Cavolate a parte, ho potuto notare del malcontento generale per il finale, per cui o ho beccato, su tre commenti, persone a favore di Bill e contro Eric -ma dubito di aver avuto così fortuna- oppure significa che ad Eric non sia andata bene. Inizio a prepararmi psicologicamente.

    ha scritto il 

  • 3

    I would like to make notice one good point about this book: the fairies plot seems to be concluded. I guess the Harris was already thinking about how to end up the series.
    Same note as for the previous ones:
    An audiobook good to listen whilst you are doing housework, commuting or trai ...continua

    I would like to make notice one good point about this book: the fairies plot seems to be concluded. I guess the Harris was already thinking about how to end up the series.
    Same note as for the previous ones:
    An audiobook good to listen whilst you are doing housework, commuting or training, as you really do not have to pay attention. I have not read any of the series but just listened to the audio books as they would be really light readings.

    ha scritto il 

  • 4

    Di nome e di fatto!

    Ma ne vogliamo parlare di cosa sta succedendo tra Sookie ed Eric in questo libro? e di Claude? mmm meglio di no ma sapere che è il penultimo mette angoscia su come si evolverà la situazione ormai.

    Il libro è scorrevole ma lascia l'amaro in bocca per molte cose :(

    ha scritto il 

  • 3

    A un punto morto, titolo azzeccato

    Forse questo libro è quello di tutta la saga che mi ha annoiata di più ; saga , per inciso, che io amo tantissimo.
    Per quasi 200 pagine non succede assolutamente nulla, sembra che la Harris stia scrivendo una sorta di "lista delle cose da fare" piuttosto noiosa, poi verso il finale si movi ...continua

    Forse questo libro è quello di tutta la saga che mi ha annoiata di più ; saga , per inciso, che io amo tantissimo.
    Per quasi 200 pagine non succede assolutamente nulla, sembra che la Harris stia scrivendo una sorta di "lista delle cose da fare" piuttosto noiosa, poi verso il finale si movimenta un po' per fortuna, ma non più di tanto.
    Sono rimasta un po' male del fatto che Sookie abbia usato il Cluviel Dor, io mi ero immaginata che potesse usarlo per far tornare umano Bill , perché segretamente io ci spero che tornino insieme.. all'inizio quel personaggio mi era antipatico ma ora lo sto rivalutando. Sicuramente la nuova coppia che si formerà , e forse sarà quella definitiva, è quella di Sookie e Sam, una cosa in cui io spero praticamente dal primo libro perché Sam mi piace troppo e ho sempre tifato per lui. Tra lui e Bill , per quanto quest'ultimo mi possa piacere, io sceglierei Sam di sicuro.
    La cosa che mi auguro più di tutte però è che questa saga finisca presto, perché per quanto mi piaccia Sookie e trovi le sue avventure divertenti 12 libri sono davvero TROPPI, è una saga infinita e questo non è molto positivo secondo me perchè rischia di trasformare una storia bellissima in una noiosissima ripetizione di eventi.

    ha scritto il 

  • 3

    Empieza a cansar un poco lo repetitivo de la estructua de los libros de Sookie. Además, últimamente no me gusta nada Eric, uno de los personajes que antes tenían más fuerza.

    ha scritto il 

  • 3

    Sookie è stanca, le sue storie ormai si trascinano evidentemente verso un epilogo causa esaurimento delle idee e degli "effetti speciali". Pur tuttavia in questo volume c'è un risvolto umano che, nonostante la trama stiracchiata, ci fanno sentire più vicina l'eroina. Il suo senso di solitudine è ...continua

    Sookie è stanca, le sue storie ormai si trascinano evidentemente verso un epilogo causa esaurimento delle idee e degli "effetti speciali". Pur tuttavia in questo volume c'è un risvolto umano che, nonostante la trama stiracchiata, ci fanno sentire più vicina l'eroina. Il suo senso di solitudine è quasi toccante, e forse, come non accadeva da ormai tanto tempo, si fa il tifo per lei a tutto spiano.

    ha scritto il