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A voce nuda

Di

Editore: Einaudi (Stile libero)

3.1
(341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 115 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806173480 | Isbn-13: 9788806173487 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Granato

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Cinque artisti, cinque cantanti, "a voce nuda". La voce è il loro strumento, la loro ragione di essere. Sono in clausura nello Château de Luth, in Belgio, per provare una composizione di un musicista italiano, forse un genio, forse un cialtrone. Due settimane in cui devono condividere tutto. E sono così diversi l'uno dall'altro. Credono di conoscersi. Rinchiusi insieme, nel calore dell'estate, scoprono però di avere un corpo oltre la voce. E non sanno che li aspettano le due settimane più sconvolgenti della loro vita. Un breve libro di misteriose armonie, di dissonanze e tensioni occulte, un gioiello paragonabile a Giro di vite di Henry James.
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  • 3

    Povero Courage

    Un esercizio di stile niente di che...bei personaggi immersi in una storia che ci dice poco. Povero coro "Courage" la tua voce stavolta proprio non scalda il cuore. Voto 5.

    ha scritto il 

  • 5

    Partitum Mutante

    Partitum mutante, un finto latinismo sgrammaticato, è il titolo del brano composto da un giovane compositore d'avanguardia italiano (invenzione di Faber). L'ambizioso progetto del compositore è di raccontare nientemeno che la creazione del mondo mediante le sole voci (voci nude? ma non è esattame ...continua

    Partitum mutante, un finto latinismo sgrammaticato, è il titolo del brano composto da un giovane compositore d'avanguardia italiano (invenzione di Faber). L'ambizioso progetto del compositore è di raccontare nientemeno che la creazione del mondo mediante le sole voci (voci nude? ma non è esattamente questo il significato che Faber dà dell'espressione che, nella traduzione italiana, costituisce il titolo del libro).
    Attorno a questa musica, dalla scrittura allucinante e allucinata ("diabolico" è un aggettivo usato nel racconto), i cinque componenti di un coro guidato dal baritono Roger Courage, che, con evidente sfoggio di modestia, ha chiamato il suo ensable "Coro Courage", con le loro variegate personalità, al limite dell'incompatibile. C'è una "voce" che spicca, quella dell'unico personaggio di cui Faber riporta i pensieri (il narratore è esterno alla vicenda), ed un'altra particolarmente silente. Per una simmetria che ha molto di musicale, sono queste due "voci" a costituire le "linee melodiche" che racchiudono tutte le vicende.
    Niente affatto casualmente, si tratta della soprano e del basso, gli estremi del range vocale del coro.
    La mente razionale è il baritono, ovvero la voce con l'estensione tipica del maschio umano. L'impeto terreno, voce di tromba, è la contralto. La vanità problematica è il tenore, colui che ha una voce di estensione meno diffusa fra gli uomini. Il distacco dalle cose di questo mondo è la soprano, dalla voce che abbandona gli intervalli di frequenze abituali della comunicazione parlata per entrare in altre, misterose sfere. All'altro estremo c'è il basso, le cui linee melodiche sembrano insignificanti e invece tengono insieme l'armonia, violata dalle impennate delle altre voci. Faber sembra aver pensato a tutto questo nel creare e far muovere i suoi personaggi.
    Torniamo al brano. Ho scritto che "Partitum mutante" è un'espressione priva di correttezza linguistica. E' forse una critica di Faber verso la cosiddetta musica d'avanguardia? Che poi, saranno più di cent'anni che si parla di 'sta musica d'avanguardia. Avanguardia di che? Spesso si tratta di forzature estreme dell'espressione musicale. Via la tonalità, via gli intervalli consonanti, via le regoarità delle parti, via l'omogeneità dei ritmi. Cosa rimane? A volte, molto raramente, qualcosa di bellezza sorprendente. Altre volte, troppo spesso, una fantozziana "cagata pazzesca", osannata da critici o sordi o in malafede.
    Mmmm... ho detto ben poco della storia in sé. Pazienza, sono cento pagine, chi è interessato può leggerla in poche ore. Dirò solo che "Partitum mutante" potrebbe anche indicare i mutamenti emotivi e di personalità che, nel giro delle due settimane che il coraggioso coro dedica alle prove di quell'obbrobrio, accadono negli animi (e non solo) dei protagonisti. A ben pensarci, la storia, per come è scritta, sembra il contrario del "Partitum": rispetta tutte le regole più classiche della scrittura, è gradevolmente raccontata. Le vicende interiori iniziano con "dissonanze" e finiscono in un'inconsueta consonanza. Non è però una favola con l'obbligato "e vissero tutti felici e contenti".

    Un appunto: la traduzione è buona, ma, se parliamo di musica, la parola inglese "bar" si rende con "misura" (o battuta), non con "barra". Aprire un dizionario e pensare al contesto no? Sarà che sono sensibile all'argomento, ma ho notato che i traduttori Einaudi le cazzate più grosse le sparano in ambito musicale. Se si parla di locali pubblici, il bar sarà... il bar. Se parlo di prigioni, "bars" saranno le sbarre. Se scrivo di musica saranno le battute.

    Questo libro l'ho letto, con molto piacere, nel 2007. Ho voluto rileggerlo (cosa poco comune, per me), ora che sono molto più coinvolto dal mondo della musica corale. La rilettura mi ha fatto provare nuove emozioni, ho trovato frasi che descrivono quello che a volte provo nello studiare, arrangiare o cantare una parte vocale in un coro, quella cosa che da tante voci singole tira fuori qualcosa di più grande della somma delle voci stesse.

    ha scritto il 

  • 2

    Catherine è una dei cinque cantori riuniti in un antico castello belga per studiare un nuovo pezzo che costituirà il nuovo spettacolo del Coro Courage. Personaggi ben caratterizzati, trama deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    "Il giorno in cui arrivò la buona notizia, Catherine trascorse le prime, poche ore dal risveglio trastullandosi con l'idea di buttarsi dalla finestra del suo appartamento. Trastullarsi è forse un termine troppo blando; in realtà aprì la finestra e si sedette sul davanzale, chiedendosi se quattro ...continua

    "Il giorno in cui arrivò la buona notizia, Catherine trascorse le prime, poche ore dal risveglio trastullandosi con l'idea di buttarsi dalla finestra del suo appartamento. Trastullarsi è forse un termine troppo blando; in realtà aprì la finestra e si sedette sul davanzale, chiedendosi se quattro piani bastassero a garantirle la morte"
    Davvero un bell'incipit. Il resto del libro è meno ad effetto, non male comunque.
    Un Coro inglese trascorre due settimane in un castello in Olanda, per preparare un concerto. Cinque cantanti costretti in un luogo isolato, con tutti i problemi che ne conseguono. Finale tragico. Oppure no, dal punto di vista del personaggio principale, appunto Catherine.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho amato moltissimo Yesserley di Underskin, e mi sto innamorando di Sugar del Petalo Cremisi.. ma il Coro Courage proprio non lo ho retto... Sarà perchè è una storia tanto quotidiana che molti di noi vivono. I disagi di coppia e le insicurezze affrontati in modo molto superficiale. Speriamo che s ...continua

    Ho amato moltissimo Yesserley di Underskin, e mi sto innamorando di Sugar del Petalo Cremisi.. ma il Coro Courage proprio non lo ho retto... Sarà perchè è una storia tanto quotidiana che molti di noi vivono. I disagi di coppia e le insicurezze affrontati in modo molto superficiale. Speriamo che sia solo una brutta parentesi per questo ottimo scrittore.

    ha scritto il 

  • 1

    Non mi è piaciuto per niente questo futile viaggio della protagonista, soprano depressa e con istinti suicidi, viaggio in belgio per le prove di un concerto, e un viaggio interiore nella mente di lei. L'ho trovato noioso e scritto con prosa nn fluente. Il finale dovrebbe svelarti cosa? Tutto rima ...continua

    Non mi è piaciuto per niente questo futile viaggio della protagonista, soprano depressa e con istinti suicidi, viaggio in belgio per le prove di un concerto, e un viaggio interiore nella mente di lei. L'ho trovato noioso e scritto con prosa nn fluente. Il finale dovrebbe svelarti cosa? Tutto rimane piatto e senza pathos!

    ha scritto il 

  • 4

    Alchimie. Le alchimie della musica che fondono cinque voci in un coro a cappella che è più e diverso dalla somma delle singole voci, e le alchimie delle interazioni reciproche tra cinque persone che si ritrovano quasi in isolamento per portare la propria arte alla perfezione, e che torneranno all ...continua

    Alchimie. Le alchimie della musica che fondono cinque voci in un coro a cappella che è più e diverso dalla somma delle singole voci, e le alchimie delle interazioni reciproche tra cinque persone che si ritrovano quasi in isolamento per portare la propria arte alla perfezione, e che torneranno alla vita di ogni giorno totalmente cambiate dall'esperienza.
    Bellissimo romanzo breve di Faber che rispolvera per l'occasione la bravura mostrata in Il petalo cremisi e il bianco.

    ha scritto il 

  • 2

    Trattasi di libricino e quindi entrarci e uscirci è un tutt’uno. E’ un viaggio talmente leggero in una sperduta casa padronale dove un gruppo vocale prova un brano di musica contemporanea che ci si ricorda a malapena dei personaggi e delle vicende lievi che li riguardano. C’è un anche un piccolo ...continua

    Trattasi di libricino e quindi entrarci e uscirci è un tutt’uno. E’ un viaggio talmente leggero in una sperduta casa padronale dove un gruppo vocale prova un brano di musica contemporanea che ci si ricorda a malapena dei personaggi e delle vicende lievi che li riguardano. C’è un anche un piccolo mistero che attraversa la casa e le persone e il bosco. A me rimane il mistero: perché l’ho letto?

    ha scritto il