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A volte ritornano

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili, 56)

3.9
(2882)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Olandese , Ceco , Svedese , Russo , Greco , Polacco , Portoghese , Ungherese

Isbn-10: 8845201694 | Isbn-13: 9788845201691 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Hilia Brinis

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Edizione Bompiani (I Grandi Tascabili, 56) uscita inizialmente senza codice ISBN (1986) poi aggiunto nella successiva ristampa. Utilizzare questa scheda per entrambe le ristampe, selezionando la copertina corrispondente alla copia posseduta del libro. Mentre l'uomo domina e piega a sé le leggi di natura, affidando il controllo assoluto della propria esistenza alla tecnologia, inquietanti segnali premonitori giungono dalle sue sofisticate creature. Le forze di un mondo misterioso e nascosto A volte ritornano e quando si scatenano ha inizio un lungo agghiacciante incubo, un allucinante tunnel di orrore. Stephen King, autore di fama internazionale, dai cui libri sono stati tratti numerosi film - tra cui Brivido trasposizione cinematografica del racconto "Camion" da A volte ritornano - ha al suo attivo numerosi bestseller. Ricordiamo Shining, Carrie, e L'Ombra dello Scorpione, tutti pubblicati da Bompiani.
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  • 4

    裡面有趣的點子真不少~ 之前一直嫌史蒂芬金的小說寫法太冗長而沒甚麼接觸 連看的兩本短篇及可以理解為什麼他可以被稱做大師了 這麼多天馬行空的故事到底是哪裡來的啊 大概就是"奇幻小說有山神 驚悚小說有金仙"這樣的感覺XDDD 不過山神的小說目前還是傾向越長越好看 至於對史蒂芬金這種囉嗦的作者 就是要看短篇!

    ha scritto il 

  • 3

    Una colección de relatos dispares. Algunos están muy bien y han sido famosos por sus adaptaciones cinematográficas (Los chicos del maíz). Otros relatos son cortos y aburridos, mientras que la ...continua

    Una colección de relatos dispares. Algunos están muy bien y han sido famosos por sus adaptaciones cinematográficas (Los chicos del maíz). Otros relatos son cortos y aburridos, mientras que la mayoría son de calidad aceptable y con el inconfundible sello de Stephen King, que crea atmósferas asfixiantes y tétricas que hacen que no puedas dejar de leer en ningún momento.

    ha scritto il 

  • 3

    Tutto sommato una raccolta con alti e vertiginosi bassi.

    Qui di seguito note sui racconti (ociò ché può esserci qualche spoiler):

    Jerusalem's Lot Un ottimo pastiche dei racconti della vecchia ...continua

    Tutto sommato una raccolta con alti e vertiginosi bassi.

    Qui di seguito note sui racconti (ociò ché può esserci qualche spoiler):

    Jerusalem's Lot Un ottimo pastiche dei racconti della vecchia guardia (Lovecraft, Hodgson, Blackwood ecc). Ambientato agli inizio dell'800, narra la storia del tipico benestante che riprende possesso di una casa sperduta nel Maine, e su cui gravano brutte voci. Il racconto non dice niente di veramente originale, ma lo dice ugualmente in modo superbo. Riesce a tenere viva la curiosità e, tranne che in un paio di occasioni in cui ho annusato l'anacronismo, sembra scritto proprio da un vecchio maestro. ****

    Secondo turno di notte Anche questo un valido racconto per scrittura. Ma qui c'è anche una bella idea. Forse non sarà originalissima anche questa, ma viene condotta con polso fermo e consapevolezza: riesce a mettere un po' di strizza. ****

    Risacca notturna Una cosetta che non va da nessuna parte, senza né capo né coda. E' una scena apocalittica, ma non ha risoluzione. Un gruppo di giovani sacrificano al mare un appestato dalla nuova malattia che sta portando all'estinzione l'umanità. Poi vanno sulla spiaggia e finisce quasi tutto lì. *

    Io sono la porta Sarebbe un gran bel racconto se non avesse una fetta di fantascienza RIDICOLA. Un astronauta di ritorno da Venere porta con sé una strana malattia dello spazio. Purtroppo linguaggio scientifico e astronautico sono chiaramente poco realistici, e la verosimiglianza cade del tutto. Pessima SF. Anche se non è il fulcro della storia, ne dà comunque la genesi. Ed è come dire: se rendi fragile il pianoterra di un palazzo, mentre tutti gli altri piani li fabbrichi coi migliori materiali, stai pur sicuro che tutto crollerà. E qui crolla. **

    Il compressore Una kinghiata bella buona, quindi orrida, illeggibile e stupida. Un'entità sovrannaturale s'mpossessa di una machina e comincia a uccidere o mutilare chi la adopera. La scintilla che ha scatenato la possessione? Una goccia di sangue di verginella più un paio di altri elementi casuali e tirati per i capelli. Tutto così scemo e stupido da sembrare una parodia. *

    Il baubau Un bel racconto rovinato dall'ultima frase. Il sovrannaturale che parla come un bullo è kinghiata all'ennesima potenza. **

    Materia grigia Questo è veramente bello. Non ha un solo difetto, sia nella tecnica che nella sostanza. Forse la storia dei batteri mutati... Ma è una teoria, né più, né meno. ****

    Campo di battaglia Altra kinghiata. Potrebbe essere un racconto fantastico buono, se solo si degnasse di arricchire un po' la trama e spiegare alcune cose che non tornano. la prima è: come fa la Mamma a scoprire chi ha ucciso il figlio? *

    Camion Pessimo, ridicolo, stupido. Anche qui le macchine vengono possedute e diventano carnefici. Che boiata. Questo racconto è alla base del film più brutto tratto da un racconto kinghiano. Ora mi rendo conto che il film è brutto mica solo perché diretto da King stesso... *

    A volte ritornano Altra kinghiata. Bella la scrittura veloce ma controllata... però l'idea, daje! La summa della stupidità si ha con l'incantesimo alla fine. La magia, negli autori che sanno come trattare la sostanza, è una scienza precisa e ostica da praticare; in King diventa un banale atto di fede: basta credere e ha effetto. Che stronzata. Ma poi i fantasmi dei bulli, così materiali, così in carne... Manco come racconto fantastico potrebbe funzionare. *

    Primavera da fragole Bellino, m'è piaciuto. In un campus, durante una falsa primavera, cominciano ad essere uccise povere ragazze che se ne vanno a zonzo. Finale a sorpresa che salva una storia che altrimenti sarebbe banale come tante. ***

    Il cornicione Leggerlo è cosa inutile. *

    La falciatrice Racconto fantastico abbastanza bellino, perché è divertente. Gli do solo tre punti perché non mi ha detto granché. ***

    Quitter's Inc. Nei '90 lessi un Zona X con un episodio in cui Martin Mystere scriveva una raccolta su tizi che volevano smettere di fumare. Con Quitter's Inc. ho capito a chi fare un ringraziamento per il gaudio ricevuto da quel fumetto! Bel racconto. L'unica cosa che fa tentennare un po' la sospensione dell'incredulità è il numero di righe destinate a spiegare come mai nessuno si rivolga alla polizia o denunci questa società. Ma è davvero ininfluente, per me... ****

    So di che cosa hai bisogno Peccato per il finale: avrei preferito che le cose si mettessero diversamente per lo sfigato... ***

    I figli del grano E' un peccato che avessi visto il film, perché mi ha rovinato in parte il piacere della scoperta. Un raccontino che ti spinge a proseguire per appunto sapere che diavolo stia succendento... ***

    L'ultimo piolo Stupendo. Mi ha fatto piangere. ****

    L'uomo che amava i fiori Pare essere solo un esercizio senza alcuna sostanza narrativa degna di nota. Utile per King, inutile per il lettore. *

    Il bicchiere della staffa Un capitolo aggiuntivo a Le notti di Salem. Non dice nulla di nuovo, tranne che ora sappiamo quale è stato il destino della cittadina... La cosa che non mi convince è la frettolosità con cui avviene la vampirizzazione. **

    La donna della stanza Una storia di eutanasia, né più né meno. Però in parte commuove. **

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro conferma la mia attuale (personalissima) impressione su King: che la misura in cui da il meglio di sé sia non tanto quella del romanzo lungo alla "It", quanto quella della storia di ...continua

    Questo libro conferma la mia attuale (personalissima) impressione su King: che la misura in cui da il meglio di sé sia non tanto quella del romanzo lungo alla "It", quanto quella della storia di breve o media lunghezza. Questa raccolta è una miniera di ottimi racconti, che spaziano dall'horror sovrannaturale, a quello psicologico, a storie che di orrorifico hanno ben poco, se si esclude la dimensione dell'orrore quotidiano (fra questi "L'ultimo piolo", uno dei miei preferiti in assoluto). L'elemento che li accomuna è sicuramente quello dell'introspezione psicologica: uno dei doni di King, che in poche pagine riesce sempre a tratteggiare caratteri reali, vivi e memorabili. Alcuni racconti non mi hanno convinta del tutto (Materia Grigia e La falciatrice in particolare... perché, Stephen, PERCHE'?), ma non bastano a inficiare il mio giudizio sull'opera, che invece di saziare la mia curiosità di leggere altro King (dopo la full immersion di questa estate) la ha ulteriormente alimentata. Quattro stelline e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    “Uccidere me? Amico, credevo lo sapessi...io sono già morto"

    King ci sa fare con i racconti. Con i romanzi lunghi no, è troppo dispersivo e prolisso per me, ma quella del racconto è la sua dimensione ideale. Nata nel lontano 1978, questa raccolta contiene ...continua

    King ci sa fare con i racconti. Con i romanzi lunghi no, è troppo dispersivo e prolisso per me, ma quella del racconto è la sua dimensione ideale. Nata nel lontano 1978, questa raccolta contiene tutti i racconti, sia brevi che lunghi, più famosi di King, un totale di venti racconti, alcuni agghiaccianti, alcuni macabri, altri profondamente tristi e suggestivi. Il primo della raccolta è Jerusalem’s Lot, il racconto più lungo dell’intera raccolta e dal sapore lovercraftiano(King ha ammesso di essersi volutamente ispirato al genio di Providence), con protagonista una casa maledetta e l’evocazione di immonde creature che abitano nei suoi sotterranei. Il secondo è Secondo turno di notte, il più mediocre dell’intera raccolta, anche se piuttosto cupo e claustrofobico, un racconto nel quale King si avvale della sua fobia nei confronti dei roditori, paura che lo accompagna da sempre. Risacca Notturna è un racconto particolare, infatti manca sia di un inizio che di una fine. Si svolge lungo una decina di pagina e ci presenta un mondo apocalittico, dove il genere umano è stato decimato da un’epidemia di influenza. Un racconto molto semplice quanto angosciante e terribilmente malinconico, permeato da un senso di ineluttabilità che non ti abbandona fino alla fine. Io sono la porta mi ha ricordato molto “la moglie dell’astronauta” con protagonista Johnny Depp. Altro racconto angosciante e claustrofobico con un finale inatteso. Il compressore è il secondo racconto mediocre della raccolta…non che sia scritto male, ma è proprio il soggetto in sé che non mi ha convinta. Protagonista è una macchina industriale che sembra avere una certa predilezione per il sangue degli esseri umani. Il racconto altro non è che un lungo esorcismo nei confronti di una macchina stiratrice affinché sputi fuori il demone che si è impossessata di lei…troppo inverosimile. Il baubau è molto simile a una fiaba nera, protagonista è la classica fobia infantile, quella dell’uomo nero, del mostro cattivo che viene dal buio a prendere i bambini che si comportano male. Una storiella macabra e dal finale tutto sommato divertente. Materia Grigia è il racconto più splatter dell’intera raccolta, molto più adatto a un pubblico di ragazzi per i suoi effettacci sanguinolenti, ma tutto sommato godibile. Campo di battaglia è il terzo racconto mediocre della raccolta, racconto che non mi ha minimamente coinvolta, ha una trama priva di interesse e una narrazione piuttosto scialba(nessuna descrizione, nessun personaggio interessante. Camion ricorda un po’ Duel e Christine, la macchina infernale, un racconto dove le macchine prendono il sopravvento sugli uomini e tentano di ucciderli. A volte ritornano, il racconto che da il titolo all’intera opera, è il più rappresentativo oltre che il più angosciante della raccolta, un racconto ben riuscito, ben descritto negli incubi del professor Norman. Il migliore della serie insieme a Jerusalem’s Lot. Primavera da fragole è un racconto lugubre e malinconico, in cui il protagonista narra le terribile e macabre vicende che avvengono nel campus dove vive durante la cosiddetta “primavera delle fragole” che si presenta ogni otto anni e consiste in un innalzamento della temperatura in pieno inverno e la neve inizia così a a sciogliersi. Il finale è piuttosto scontato, ma l’atmosfera cupa e di profonda tristezza che si respira me lo hanno fatto apprezzare molto. Il cornicione è il racconto più originale, uno di quelli che si ricordano nel tempo. La falciatrice invece è un racconto piuttosto banale e insignificante, il quarto più brutto della raccolta, un racconto che si salva solo per la magistrale descrizione dell’operaio. Quitters. Inc è un racconto adatto ai fumatori incalliti, protagonista è una ditta specializzata nel far smettere di fumare anche i fumatori più assidui, un racconto decisamente molto divertente e brillante. So di che cosa hai bisogno Racconto carino ma niente di più, con un finale piuttosto scialbo e frettoloso che appiattisce un po’ tutta la narrazione, ma che tutto sommato fa riflettere molto, soprattutto se ci si sente perennemente in secondo piano nella vita. I Figli Del Grano l’avevo già letto nella raccolta “Horroriana”…come scrissi all’epoca mi colpì molto, un racconto che fu fonte d’ispirazione a Fritz Kiersch per il suo film del 1984, “Grano rosso sangue” e ha una storia molto originale, che unisce perfettamente fantascienza, horror e superstizione religiosa. Un racconto mistico, che mi ha ricordato non poco uno dei capolavori della letteratura mondiale, “il signore delle mosche” di William Golding, ho provato la stessa angoscia, lo stesso terrore davanti alla follia di quel gruppo di ragazzi e bambini. Il finale poi è di una bellezza unica, triste e terribile allo stesso tempo. L’ultimo piolo è un racconto molto maturo e di fortissimo impatto emotivo, una breve storia che ci fa capire come spesso siamo troppo presi dai nostri impegni quotidiani senza preoccuparci minimamente delle persone che ci sono accanto. L’uomo che amava i fiori è un racconto breve di sole sei pagine e il protagonista è un ragazzo che passeggia per la strada con aria talmente imbambolata che i passanti lo prendono per uno che si è preso una bella cotta. Il bicchiere della staffa è il seguito di Jerusalem’s lot e il prequel de “le notti di Salem”. Un racconto molto inquietante e suggestivo. La donna nella stanza è l’ultimo racconto. Non c’è alcun alieno, né un mostro, né un vampiro, né un fantasma, solo l’orrore reale di una malattia terminale che potrebbe colpire ognuno di noi. Stephen King ha voluto accomiatarsi con un racconto veritiero, molto dolce ma al contempo tristissimo, un racconto pieno di paure, di debolezze, di fragilità. In definitiva una raccolta indubbiamente interessante, con alti e bassi come accade spesso quando si ha davanti racconti diversi l’uno dall’altro, ma l’ho apprezzata molto più dei suoi tanto decantati romanzi. Consigliato.

    “Non imboccate la strada che passa per Jerusalem's Lot Specialmente dopo il calar del buio. C'è una bambina che si aggira da quelle parti. E credo stia ancora aspettando di dare il bacio della buonanotte.”

    ha scritto il 

  • 4

    Ma quanti film hanno tratto da questa raccolta di racconti? Racconto preferito: Quitters,inc ,Qualcosa di non indimenticabile c'è, ma tutto il resto è Stephen King di buona annata,lo si divora. ...continua

    Ma quanti film hanno tratto da questa raccolta di racconti? Racconto preferito: Quitters,inc ,Qualcosa di non indimenticabile c'è, ma tutto il resto è Stephen King di buona annata,lo si divora.

    ha scritto il 

  • 4

    TOP 5

    Bella raccolta di racconti dello Stefano... Adesso scatta la Top 5 dei miei preferiti, rigorosamente in ordine decrescente per aumentare la suspence! 5- Io sono la porta 4- Jerusalem's Lot 3- A volte ...continua

    Bella raccolta di racconti dello Stefano... Adesso scatta la Top 5 dei miei preferiti, rigorosamente in ordine decrescente per aumentare la suspence! 5- Io sono la porta 4- Jerusalem's Lot 3- A volte ritornano 2- Il bicchiere della staffa 1- I figli del grano

    ha scritto il 

  • 5

    Mi dispiace riconoscere che forse hanno ragione i numerosi fan di King che affermano che con il tempo si è un po' rammollito. Questa è la sua prima raccolta di racconti, ed è strepitosa, niente a ...continua

    Mi dispiace riconoscere che forse hanno ragione i numerosi fan di King che affermano che con il tempo si è un po' rammollito. Questa è la sua prima raccolta di racconti, ed è strepitosa, niente a che vedere con le ultime. Tra i racconti più memorabili: "Jerusalem's Lot" (se avete letto tutti i libri annessi e connessi a questo paese maledetto, non potrete non amarlo, consigliatissimo anche ai fan di Lovecraft), "Risacca notturna" (spin-off de "L'ombra dello scorpione"?), "A volte ritornano" e "Il cornicione". Tutti i racconti però sono ottimi, assolutamente consigliato!

    ha scritto il 

  • 2

    Devo ammetterlo: questa è stata la prima volta in assoluto che mi sono trovata in difficoltà con un libro del mio beneamato Re. La lettura è proceduta con grande lentezza e solo dopo la metà la ...continua

    Devo ammetterlo: questa è stata la prima volta in assoluto che mi sono trovata in difficoltà con un libro del mio beneamato Re. La lettura è proceduta con grande lentezza e solo dopo la metà la situazione si è davvero sbloccata. Di solito i racconti mi piacciono e di King ne ho pure letti e apprezzati diversi, ma questa raccolta proprio non mi ha preso. Nel complesso, salvo solo A volte ritornano, Il cornicione, La falciatrice, So di che cosa hai bisogno, I figli del grano, e Il bicchiere della staffa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    【試讀】恐懼的開端—史蒂芬‧金《有時候,他們會回來》

      一直久仰史蒂芬‧金的大名,也在媒體上看過他幾部作品改編而成的影集和電影,但始終未曾接觸過他的文字。近些年,史蒂芬‧金被塑造成驚悚大師、恐怖大師,反而讓我遲遲不敢接觸他的作品。不想自己嚇自己是其中一項原因,但另一種原因卻是害怕自己會失望,當市面上許多書籍的文案文字描繪比內容還精彩,閱讀過後反而有種「這也叫恐怖小說?」的錯愕,疑惑是自己比較無感還是文案太過誇大……。當看到皇冠將出版史蒂芬‧金早期的作品《Night Shift》這部短篇小說集,便想著這或許是一個認識史蒂芬‧金文字的開端。

      《Night Shift》出版於1978年,被譽為是史蒂芬‧金的經典作品,收錄二十篇短篇小說。之前皇冠出版時是以其中一篇《玉米田的孩子》作為書名,這一次重新出版則改採另一篇《有時候,他們會回來》為書名。而出版社這次提供其中十篇故事作為試讀,分別是:我是通道/櫃魔/戰場/草莓之春/窗台/戒菸公司/玉米田的孩子/梯子的最後一階/愛花的男人/有時候,他們會回來。

      這十篇故事,並非全都是恐怖故事,例如〈梯子的最後一階〉以一場穀倉意外,講述兄妹之間的全心信賴;然而這份無可取代的親情,卻因時間、空間的距離而逐漸疏遠,直到意外再度發生,才發現事後的追悔已於事無補。〈戒菸公司〉則是以心理學上的制約理論為基礎,對參與者進行厭惡訓練法,只是採取的手段殘忍激進,一旦犯了戒,代價將是家人與自己的性命安危。然而,人性就是那麼的奇怪,總是會拖延、會一犯再犯,直到傷害鑄下,才會真正的正視問題。

      短篇小說集中,不少篇章都有對於人心的描繪,例如〈櫃魔〉、〈窗台〉和〈玉米田的孩子〉等。其中〈櫃魔〉和〈玉米田的孩子〉充滿懸疑、恐怖的氛圍,但讓我在意的是這兩篇中的主角,都展現一種男性莫名的固執:〈櫃魔〉中的父親堅持不能過度保護孩子,必須訓練孩子獨立,但慘事一而再、再而三的發生,是他無視警訊親手將孩子送上了死刑台;〈玉米田的孩子〉中的丈夫,明明也發現事情不對勁,小鎮處處異常,卻不肯聽妻子的建議,他的固執使兩人走上了黃泉。這兩篇中的男主角,其實都已發覺身處的狀況有問題,但卻不理會內心的直覺,更不願承認另一半說的對;看似自大,其實是以固執掩飾內心的恐懼。似乎,承認自己膽小對許多人來說是一件很困難的事。至於〈窗台〉是我覺得文字敘述中最有臨場感的一篇,在摩天大樓四十三層的頂樓,沿著戶外僅有五吋寬的窗台徒手繞行一圈,低溫、強風、還有鴿子襲擊,整個過程緊張刺激,但最讓人驚愕的是最後的回馬槍,提醒讀者千萬別理所當然地以己度人啊~

      〈我是通道〉中,一趟平靜順利的太空旅程以意外收場,殘廢的太空人在五年後遇上了不可思議的事;在驚恐之餘,延伸而出了一個問題,不論人類探索行動的目的為何,探索太空究竟要付出什麼樣的代價?這是一個沒有人能給出確定答案的問題,也因此這樣的主題後來成為許多電影、影集熱門的題材。〈有時候,他們會回來〉以噩夢回溯童年悲劇,卻意外的發現當年的惡徒再度出現在自己的人生中,恐懼、傷害、懊悔、復仇,這些情緒的累積能終結一切嗎?

      閱讀時,不時提醒著自己這本作品出版在1978年,距今已經三十五年,當時沒有手機、網路,也沒有電子郵件和ipad,因此故事中的許多場景和狀況,只能依靠費時的信件和公用電話。然而這些卻不影響作者文字的魔力,恐怖、詭異、緊張、怪誕、悔恨、憎惡、以及不可思議……等,種種不同的故事讓史蒂芬‧金的故事顯得不可捉摸、難以定位。在閱讀時,雖然沒有非常血腥或恐怖的情節,但字裡行間就是有一種讓人感覺毛毛的、想要回頭確認一切是否如常的感覺。在試讀的篇章中,個人認為〈玉米田的孩子〉最讓人心生恐懼;但由於正值母親節前夕,會推薦〈梯子的最後一階〉,想想自己多久沒與家人親友聯繫、好好聽他們說話,或許只需要一個簡單的動作,就能避免故事中主人翁的遺憾!

    ha scritto il 

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