Abattoir 5

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Editeur: Seuil

4.1
(7601)

Language: Français | Number of pages: 192 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Portuguese , Spanish , German , Italian , Finnish , Swedish , Polish , Catalan , Greek , Czech , Romanian

Isbn-10: 2020408104 | Isbn-13: 9782020408103 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 4

    La rappresentazione della follia della guerra

    Prima opera di Vonnegut che (finalmente) leggo. Soprattutto questa opera, credo quella che più si conosce di lui, era da anni che avevo intenzione di leggerla. E l'ho divorata in tre ore!

    Vonnegut, co ...continuer

    Prima opera di Vonnegut che (finalmente) leggo. Soprattutto questa opera, credo quella che più si conosce di lui, era da anni che avevo intenzione di leggerla. E l'ho divorata in tre ore!

    Vonnegut, come chiaramente ci spiega nella lunga introduzione che poi coincide col primo capitolo, non voleva scrivere questo libro, o comunque se lo faceva (anche come un senso di liberazione personale) non ci avrebbe narrato la sua esperienza di guerra e prigionia a Desdra, ma lo avrebbe fatto a modo suo. Lo stratagemma che ha utilizzato, quindi, è stato quello di estraniarsi dai terribili eventi che ha vissuto, narrandoci la storia dal punto di vista del goffo e puro Pilgrim (pellegrino) e utilizzando i viaggi nel tempo e la cattura da parte degli alieni.

    Questo romanzo/biografia può avere mille interpretazioni diverse, e può essere letto da vari punti di vista: antropologico, fantascientifico, sociale, politico, filosofico, eccetera. Anche per questo può sembrare spiazzante e troppo confuso, con questi continui spostamente nel tempo che potrebbero alla lunga dar fastidio a chi è abituato a una lettura lineare di una storia. Ma l'autore ha forzatamente voluto scrivere così, proprio per spiazzarci e farci pesare la confusione che la sua mente stava elaborando mentre scriveva questa opera.

    Vonnegut ci dice chiaramente in Mattatoio che la guerra è follia, o come mi è piaciuto che ha scritto lo scrittore e giornalista Giuseppe Lippi "è la rappresentazione della follia della guerra, della sua insensatezza". Mentre leggevo questa storia mi è subito venuto in mente la frase che ha recitato Doctor Who nell'episodio dello speciale di Natale 2016: la guerra la fanno i piccoli, i bambini, che vengono mandati al macello dai capi che invece stanno rinchiusi nelle loro torri protetti dai bombardamenti. E la stessa cosa che ci dice Vonnegut nel romanzo, difatti il sottotitolo è "la crociata dei bambini".

    La guerra è follia, e su questo (credo) siamo tutti d'accordo.

    Gli alieni che rapiscono Pilgrim, i Trafalmadoriani, gli rivelano il segreto del tempo: il passato, il presente e il futuro non esistono: tutto è sempre accaduto, accade e sempre accadrà, e chi veramente vede può vedere tutto come un unico insieme, che inevitabilmente non si svolge ma accade. Così va la vita (frase che si ripete fino allo sfinimento in tutta l'opera). Come dire, tutto è già stabilito di quello che accade o che deve accadere e non si può mutare, e questo ci fa capire come l'autore abbia un'idea della vita come avente nessun senso, nessuno scopo.

    Non lo definirei un romanzo pacifista, ma picaresco (una narrazione apparentemente autobiografica, fatta in prima persona e in cui il fittizio protagonista descrive le proprie avventure dalla nascita alla maturità, L'iniziazione alla società è caratterizzata da un fatto sfortunato, che dà l'avvio a una serie di peripezie e di viaggi durante i quali il protagonista si imbatte in persone di varia estrazione sociale. Per sopravvivere è costretto a compiere azioni riprovevoli, come rubare, prostituirsi, uccidere. Ma venire a compromessi con un mondo che è esso stesso spietato e crudele non pregiudica l'intrinseca bontà del personaggio, che alla fine è spesso premiata col successo), difatti a me ricordava spesso la figura di Don Chisciotte.

    Billy si fa trascinare dalle situazioni, resta sempre passivo a quello che gli accade, fino alla fine. Come dire che il fato, il destino è ineluttabile. Tra l'altro ecco la filosofia di vita di Billy che si può riassumere nella preghiera che è appesa nel suo ufficio di agiato e tranquillo borghese nel dopoguerra:
    "Dio mi conceda
    la serenità di accettare
    le cose che non posso cambiare
    il coraggio
    di cambiare quelle che posso
    e la saggezza
    di comprendere sempre
    la differenza."

    Per concludere, io sulla parte fantascientifica, che per alcuni potrebbe stridere o sembrare una forzatura, ho una mia teoria: (qua faccio spoiler) Billy non viaggia nel tempo e non incontra gli alieni che lo rapiranno e porteranno come animale da zoo nel loro pianeta, semplicemente Billy viene influenzato dalle letture del suo compagno di ospedale, accanito divoratore di libretti di fantascienza che guarda caso parlano di viaggi nel tempo e rapimenti alieni. Billy sogna di viaggiare nel tempo proprio per estraniarsi dai terribili eventi che sta vivendo, in un certo senso prova consolazione in questo modo.

    dit le 

  • 4

    Attraverso la mistificazione del racconto di guerra, Kurt Vonnegut costruisce una Monopoli di viaggi del tempo, rapimenti alieni e tracce di romanzo di formazione. Le testimonianze vissute dall'autore ...continuer

    Attraverso la mistificazione del racconto di guerra, Kurt Vonnegut costruisce una Monopoli di viaggi del tempo, rapimenti alieni e tracce di romanzo di formazione. Le testimonianze vissute dall'autore nella seconda guerra mondiale ci vengono raccontate con il linguaggio dell'ironia e del dolore, e ci si interroga su il senso della guerra, della morte e del tempo; Vonnegut attraverso una fantasia rischiosa ed efficace lascia la sua importante testimonianza nel mosaico dei referti post bellici con originalità, profondità e all'occorrenza leggerezza.

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  • 4

    Bisogna leggere questo libro secondo il consueto detto "outside the box", Mattattoio n°5 è un romanzo atipico e per quanto atipico non si può non apprezzare il suo essere. Splendido l'incipit "è tutto ...continuer

    Bisogna leggere questo libro secondo il consueto detto "outside the box", Mattattoio n°5 è un romanzo atipico e per quanto atipico non si può non apprezzare il suo essere. Splendido l'incipit "è tutto accaduto, più o meno."

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  • 4

    Così va la vita.

    Il voto effettivo è 3,5.
    Avevo riposto su questo libro grandi aspettative che sono state raggiunte soltanto parzialmente.
    "Mattatoio n°5 o la crociata dei bambini" è un romanzo che esula dalle rigide ...continuer

    Il voto effettivo è 3,5.
    Avevo riposto su questo libro grandi aspettative che sono state raggiunte soltanto parzialmente.
    "Mattatoio n°5 o la crociata dei bambini" è un romanzo che esula dalle rigide classificazioni, lo scrittore dissemina tra queste pagine aspetti storici, riflessioni filosofiche, grottesco e, addirittura, elementi tratti dallo sci-fi. Una storia dolceamara, contraddistinta da una sottile ironia e humour nero. Parte in sordina, ma superati i capitoli iniziali si fa leggere in fretta e con scorrevolezza; ho trovato un tantino confusionario il taglio fantascientifico che l'autore ha voluto attribuire a questa sua opera, inserita in un contesto quasi tragicomico, ma il messaggio che Vonnegut ha voluto lanciare è chiaro: Mattatoio n°5 è un manifesto attraverso il quale condanna la guerra e tutti gli orrori ad essa collegati, perché è assolutamente evidente che il bombardamento di Dresda avrebbe potuto essere evitato salvando così innumerevoli vite innocenti. Egli ha voluto prendere a modello proprio il triste episodio di Dresda perché l'ha vissuto in prima persona e lo ha toccato nel profondo, ma la chiave del romanzo è più ampia e va ad abbracciare ogni singola ed inutile guerra che non fa altro che seminare morte e distruzione.

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  • 0

    “L’ironia è un filo conduttore che ha attraversato il lavoro di molti artisti che mi piacciono: uno di questi è Kurt Vonnegut, con Mattatoio numero 5 e non solo, ma anche Gary Shteyngart, lo scrittore ...continuer

    “L’ironia è un filo conduttore che ha attraversato il lavoro di molti artisti che mi piacciono: uno di questi è Kurt Vonnegut, con Mattatoio numero 5 e non solo, ma anche Gary Shteyngart, lo scrittore di Mi chiamavano Piccolo fallimento e di tanti altri titoli importanti e che può essere considerato l’erede di Philip Roth e di quel taglio tra il serio e il faceto di Anton Pavlovič Čechov.”

    Igort
    Multiplo - Centro Cultura Cavriago (RE) | 22 dicembre 2016
    http://www.autorinprestito.it/i-consigli-di-igort/

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  • 4

    Ingredienti: uno scrittore visionario scampato per miracolo alla 2° guerra mondiale, un suo personaggio finito per caso dentro lo stesso conflitto, una città tedesca rasa al suolo (con più vittime del ...continuer

    Ingredienti: uno scrittore visionario scampato per miracolo alla 2° guerra mondiale, un suo personaggio finito per caso dentro lo stesso conflitto, una città tedesca rasa al suolo (con più vittime dell'atomica giapponese), una lotta continua tra passato, futuro, pianeta terra ed un altro mondo.
    Consigliato: a chi vuol osservare la vita dalla quarta dimensione, a chi sa che le guerre sono sempre combattute da bambini più che da eroi.

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  • 0

    Così è la vita

    "Tutto il tempo è tutto il tempo.Non cambia.Non si presta ad avvertimenti o spiegazione.E', e basta.Lo prenda momento per momento e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell'ambra".
    Let ...continuer

    "Tutto il tempo è tutto il tempo.Non cambia.Non si presta ad avvertimenti o spiegazione.E', e basta.Lo prenda momento per momento e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell'ambra".
    Lettura coinvolgente e intrigante ...Billy Pilgrim si candida a diventare un personaggio vivo nella memoria del lettore che si ripresentera' in molte situazioni di vita quotidiana.

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  • 4

    Sorpresa in libreria

    Nascosto tra tomi con le spalle più grosse, ho trovato questa smilza, ma intonsa, edizione tascabile di un grande classico.
    Non credo di dover dire nulla, giusto? Vi consiglio solo di leggerlo, se non ...continuer

    Nascosto tra tomi con le spalle più grosse, ho trovato questa smilza, ma intonsa, edizione tascabile di un grande classico.
    Non credo di dover dire nulla, giusto? Vi consiglio solo di leggerlo, se non l'avete ancora fatto. Sono contento di aver colmato un'altra lacuna.

    dit le 

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