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Abbandonati e contenti

Di

Editore: Leggereditore

3.9
(10)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8865080213 | Isbn-13: 9788865080214 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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    Questo libro è stata una vera e propria scoperta, tanto più grande in quanto appartenente ad un genere, se di genere si può parlare, che in fondo non fa parte delle mie letture abituali.
    Bello, piacevole, scorrevole, l’autrice non solo dimostra di saper scrivere veramente bene, ma è chiaro che ...continua

    Questo libro è stata una vera e propria scoperta, tanto più grande in quanto appartenente ad un genere, se di genere si può parlare, che in fondo non fa parte delle mie letture abituali. Bello, piacevole, scorrevole, l’autrice non solo dimostra di saper scrivere veramente bene, ma è chiaro che ci mette del suo: la propria faccia, le convinzioni, i suoi amori… E non è cosa da poco, perchè è più facile nascondersi nella finzione narrativa, celarsi dietro un personaggio, affidare ad una storia parti importanti del racconto della propria vita che narrare in presa diretta, in prima persona. Queste pagine sono un vero e proprio viaggio nell’esperienza più dolorosa di un rapporto di coppia, quella della separazione, esperienza che può portare all’angoscia e alla disperazione. Perchè le separazioni affettive non provocano semplici crisi, infelicità temporanee, in realtà aprono baratri. Le domeniche, i giorni di festa, la mancanza di quella vicinanza, delle sue parole, del suo volto, di quel corpo. Solitudini immense…. L’autrice ci propone un percorso per comprendere, per capirci e in fondo per reagire, nel vero e proprio senso della parola. Agire di nuovo…. Perchè in realtà l’abbandonato o l’abbandonata, almeno per un certo periodo, fermano la propria vita, cristallizzano tutto e tutti e a quel punto ciò che conta veramente è soltanto il racconto della propria sofferenza, l’unicità della propria condizione….ma non è così. Ah! se soltanto lo comprendessimo da subito…. Con queste pagine ci viene proposta una strada che non ci saremmo mai aspettati di trovare: una nuova opportunità, la possibilità di andare incontro ad un diverso destino, con la consapevolezza che da un dolore così grande, potrà nascere una nuova opportunità “…Pensavo moltissimo a Marcello, non come ad una persona che mi avesse fatto del male, ma piuttosto come al protagonista di qualcosa di importante e di prezioso che per lunghi anni mi aveva riempito la vita, per poi andare da un’altra parte. Non era stato un ripudio. L’aveva trascinato la corrente della vita, il bisogno di non fare di quei pochi anni in cui siamo qua sulla Terra un deserto di emozioni…”

    ha scritto il