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Abbitte.

By Ian McEwan

(11)

| Others | 9783257063264

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Book Description

1123 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un romanzo struggente, ma che vale davvero la pena di essere letto. Robbie, un giovane di origini modeste, ma con un brillante futuro che attende solo di essere vissuto che diventa la vittima innocente di un'enorme ingiustizia per cui i veri colpevol ...(continue)

    Un romanzo struggente, ma che vale davvero la pena di essere letto. Robbie, un giovane di origini modeste, ma con un brillante futuro che attende solo di essere vissuto che diventa la vittima innocente di un'enorme ingiustizia per cui i veri colpevoli non pagheranno mai; Cecilia la ragazza che lo tiene in vita con il suo amore: "Ti aspetterò. Torna da me"; Briony, la ragazzina aspirante scrittrice, che commette una colpa che per tutta la vita cercherà di espiare. Passando dalla trama allo stile, come non rimanere colpiti da questo romanzo che si fa via via metaromanzo? Con Briony che, alla fine, da personaggio diventa narratrice della storia? La scrittura di McEwan, inoltre, fatta eccezione per qualche descrizione un po' prolissa, vince la scommessa di saper coniugare flusso di coscienza e narrazione. Da ultimo il finale, che ci svela una verità che il lettore non vuole vedere, è proprio un colpo al cuore.

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    Il genio dei pensieri said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una tredicenne accusa un innocente di un fatto infamante, mandando lui in galera e procurandosi un senso di colpa che l'accompagnerò per il resto dei suoi giorni. secondo me una grande idea, scritta come i veri scrittori sanno scrivere

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    Doc Livingstone said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La scrittura di McEwan scruta a fondo nell’animo umano. Nella prima parte, attraverso la sua scrittura ricca e necessaria, ci mostra quanto il perbenismo, i pregiudizi e le umane ottusità possano determinare esiti eccezionalmente nefasti sulla vita d ...(continue)

    La scrittura di McEwan scruta a fondo nell’animo umano. Nella prima parte, attraverso la sua scrittura ricca e necessaria, ci mostra quanto il perbenismo, i pregiudizi e le umane ottusità possano determinare esiti eccezionalmente nefasti sulla vita di persone innocenti.
    Tutta la vicenda centrale è vista dal centro dei pensieri dei protagonisti, i vari sviluppi seguono il concatenarsi dei diversi schemi mentali dei personaggi coinvolti. È molto affascinante e l’autore ha una capacità rara nel rendere vivi i pensieri di persone molto diverse tra loro.

    Poi, quando il fulcro della storia è stato reso noto, gli esiti e le conseguenze di un unico insensato gesto ci vengono illustrati con un cambio di registro per seguire le vicissitudini che negli anni hanno caratterizzato le vite dei protagonisti, segnate in vario modo dagli eventi, appassiona e stupisce regalandoci un finale duplice addirittura.

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    veleno72 said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ogni persona è,tra le altre cose,un oggetto facile da rompere e difficile da riparare...

    Espiazione è uno di quei libri che partono lentamente, in sordina, ma che pian piano esplodono e travolgono completamente il lettore!
    Il romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima parte ci viene presentata la famiglia Tallis composta da Mr e Mrs T ...(continue)

    Espiazione è uno di quei libri che partono lentamente, in sordina, ma che pian piano esplodono e travolgono completamente il lettore!
    Il romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima parte ci viene presentata la famiglia Tallis composta da Mr e Mrs Tallis e dai loro figli, Leon,Cecilia e la piccola Briony, una ragazzina di 13 anni dalla fervida immaginazione che si dedica con passione alla stesura di storie e racconti...
    Intorno a loro altri personaggi, tra cui Robbie, il figlio della domestica, che grazie alle sue capacità e all'aiuto del Signor Tallis è riuscito a portare a termine con successo i suoi studi.
    Al centro della storia gli strani equilibri familiari, il rapporto logoratosi tra Cecilia e Robbie e l'arrivo dei cugini dal Nord e di un amico di Leon, che si inseriranno nell'equilibrio già fragile della famiglia Tallis.
    E poi una finestra dalla quale Briony vede una scena tra Cecilia e Robbie che nella sua mente fanciullesca diviene qualcos'altro, una lettera che non doveva leggere e la porta di una biblioteca che non doveva aprire.
    Situazioni fraintese, un crimine per il quale verrà incolpato un innocente, il futuro distrutto di due giovani innamorati e la colpa di una ragazzina che difficilmente sarà dimenticata...
    Pur iniziando lentamente, una volta entrati nel vivo della storia è impossibile fermarsi!
    Mi hanno affascinato l'ambientazione, i personaggi e lo stile dell'autore, che ho trovato estremamente poetico e per nulla pesante, nonostante le molte e lunghe descrizioni.
    Dopo una prima parte relativamente tranquilla, a parte gli avvenimenti dell'ultimo capitolo, veniamo catapultati negli anni della Guerra, dove seguiamo il percorso di Robbie che tenta di restare in vita, per poter tornare dalla sua amata Cecilia.
    Insieme a Robbie assistiamo agli orrori della guerra, al dolore, alla distruzione e al percorso di "espiazione" del giovane, costretto ad affrontarlo pur non essendo colpevole...
    Nell'ultima parte del romanzo protagonista è Briony, ormai diciottenne e consapevole dell'errore commesso, che ha segnato il destino di due vite, e che tenta di fare ammenda arruolandosi come infermiera.
    Forse è proprio questa la parte più interessante del romanzo, l'espiazione di Briony, quel percorso che l'ha resa prima consapevole dell'errore fatto e poi colpevole, colpevole di aver condannato una persona innocente alla prigione, colpevole di aver rovinato il futuro della sorella, colpevole di essersi fatta trascinare dall'immaginazione...
    Briony vuole espiare, porre rimedio a quello che ha fatto con una nuova dichiarazione in cui si propone di confessare quello che realmente ha visto quella notte.
    Le ultime due parti del romanzo sono ambientate appunto durante la Guerra, e di conseguenza sono crude, forti e intrise di sofferenza!
    Briony è la protagonista della storia, e anche se dopo i primi capitoli non si può fare a meno di odiarla per quell'errore fatale, nella parte del romanzo dedicato esclusivamente a lei e ai suoi pensieri, ci si immedesima in lei, si prova anche commiserazione per lei che prova in tutti i modi a espiare la sua colpa, sia aiutando i soldati feriti che assiste, in cui rivede Robbie, e anche tentando di riallacciare i rapporti con la sorella Cecilia, assicurandole che è pronta a ritrattare la sua dichiarazione...
    Ho amato tutto di questo romanzo, ogni singola frase e il finale mi ha sorpreso e spezzato il cuore!
    Una lettura imperdibile, bellissima e straziante allo stesso tempo che vi catturerà!

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    Morgana said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    O della dissonanza.

    Non mi piace, il titolo scelto per la edizione italiana di questo impegnativo romanzo di Ian McEwan, perchè "Espiazione" rimanda ad un mondo quasi religioso, di penitenza strutturata, comunque di un percorso scandito che porta al perdono.

    Ed invece ...(continue)

    Non mi piace, il titolo scelto per la edizione italiana di questo impegnativo romanzo di Ian McEwan, perchè "Espiazione" rimanda ad un mondo quasi religioso, di penitenza strutturata, comunque di un percorso scandito che porta al perdono.

    Ed invece (come bene indica la musicalità del titolo originale "Atonement") ciò di cui si parla qui ha a che fare col senso di colpa, ma in maniera molto più profonda ed istintiva rispetto ad uno scenario religioso: più che di un peccato, si potrebbe pensare ad una dissonanza protratta nel tempo ed inchiudibile.

    Sono convinto che molti ne abbiano fatto esperienza: a seguito di momenti di rabbia, di equivoci, di torti più o meno deliberati si decide di rompere un legame che in passato ha dato grandi soddisfazioni; romperlo senza la forza nè la volontà di ristabilirlo: e siccome tuttavia non si può cancellare completamente dalla propria vita una persona cara, ciò che prima dava calore e positività, ora emana imbarazzo nel migliore dei casi, per non dire aperta ostilità. Dove prima c'era armonia ora c'è dissonanza: ma non è proprio mai possibile una "ritonazione"?

    La prima parte del romanzo tratteggia (in maniera un po' troppo statica e impalpabile secondo me) il caratteristico scenario della classe dirigente britannica ai tempi dell'impero, non molto diverso da quanto si può leggere in Kazuo Ishiguro. La piccola Briony Tallis si prepara ad affrontare l'adolescenza in un bellissimo mondo di carta colorata: in realtà nella villa di campagna nella quale vive ha tutto meno quello che più le serve. E' troppo piccola per avere la considerazione degli adulti alla quale ambisce, ma è troppo grande per non accorgersi di averne bisogno; peraltro la vuota e falsa morale vittoriana strozza l'energia creativa di Briony, che ha modo di sfogarsi solo in fantasticherie sempre più pervasive.

    Quando in occasione di un ricevimento entra in contatto per la prima volta col mondo della sessualità (assistendo per sbaglio alle effusioni della sorella Cecilia con l'amico e membro della servitù Robbie) non ha l'equilibrio per metabolizzare l'esperienza, mentre invece ha immaginazione in abbondanza per superare con le sue convinzioni i legittimi dubbi e la doverosa ritrosia quando si giudicano le persone. Robbie Turner viene accusato di un crimine orrendo, Briony non troverà la forza di ritrattare quello che SA ma che non è sicura di aver visto, il bieco classismo britannico degli anni trenta farà il resto.
    Lo squarcio si apre, la dissonanza comincia. Le vite di Robbie e di Cecilia vengono distrutte, i due fidanzati cancellano Briony dalla loro vita e ora dove c'era amore c'è un baratro di sofferenze da colmare.

    La seconda parte del romanzo racconta le terribili esperienze con cui la guerra segna i tre protagonisti: le ferite spirituali e fisiche della guerra mondiale condurrà ad un incontro che non permetterà una impossibile riappacificazione, ma che consentirà quanto meno di spiegarsi e di lavorare per rendere più sopportabile il dolore. Ma questo non è sufficiente, perchè chi commette un crimine deve mettersi in pace anche con se stesso: in punto di morte Briony, divenuta scrittrice di successo, medita sull'incredibile potere del romanziere come creatore di mondi di consegnare la felicità e l'eternità alle persone che ha ferito se non altro nei romanzi che scrive, se non altro nella fantasia della propria mente.

    Ian McEwan non solo conosce molto bene l'animo umano, ma è padrone della sua arte, non c'è dubbio. Deliberatamente si passa dal flusso di coscienza nella prima parte alla struttura violenta e visionaria del romanzo d'azione nella seconda, il tutto strumentalmente alla vera storia che il narratore britannico vuole raccontare, la stria del rimorso e della riappacificazione.
    E' una storia che ci riguarda tutti, e prende il lettore sensibile davvero allo stomaco: il finale doppio è strutturato benissimo; da un lato consegna al lettore un'indagine parzialmente consolatoria, dall'altro non rinuncia ad ammonire al lettore stesso che la consolazione è un processo necessario ma finto, che non esiste e non può esistere in una realtà che ha bisogno del male in sè per proseguire nella storia (peraltro, non è lecito per il romanziere confidare in Dio per armonizzarsi con la propria colpa, perchè un creatore non tollera nella propria coscienza di rendere conto ad un altro creatore).

    La chiusura di questo romanzo impegnativo ma utile è un atto d'accusa contro il romanzo verista che condivido in pieno. A che servono il talento e l'energia di un creatore di mondi se il romanzo deve limitarsi a raccontare la realtà? Lo scrittore deve piegare, deformare il mondo come se fosse un foglio di carta, per dare un giudizio e se necessario si, spiegare ed aiutare il lettore nel lento e difficile processo di espiazione che tutti devono affrontare.

    Ed Enzo Striano e tanti altri piatti cronachisti del romanzo verista italiano dovrebbero essere chiamati a rendere conto della loro esibita e compiaciuta impotenza.

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    Gauss74 said on Aug 20, 2014 | 5 feedbacks

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