Abissi d'acciaio

Oscar Fantascienza 52

Di

Editore: Mondadori

4.2
(3160)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Francese , Chi tradizionale , Portoghese , Sloveno , Svedese , Ceco , Finlandese , Polacco , Olandese , Russo

Isbn-10: A000027850 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Lippi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
New York è irriconoscibile: niente più torri e grattacieli, ma un'immensa metropoli "coperta" che non viene mai a contatto con l'aria, dove decine di milioni di uomini e donne brulicano come formiche sulle strade mobili. Dove il lusso di un bagno privato è inammissibile. Dove, soprattutto, i robot stanno soffiando i posti di lavoro agli uomini a un ritmo sempre più preoccupante. E alle porte di New York si stende come una sfida Spacetown, la città degli Spaziali dove tutto è lusso e ariosità, superbia e ostentazione. C'è da meravigliarsi che uno dei tanti terrestri scontenti ammazzi uno Spaziale nella sua aristocratica dimora di Spacetown? E c'è da meravigliarsi se il caso rischia di diventare un incidente interplanetario? Per risolverlo bisogna ricorrere al miglior poliziotto della City, Lije Baley, e affidargli come compagno il miglior poliziotto di Spacetown, R. Daneel Olivaw.Il guaio è che quella "R." significa robot: sta per cominciare una sfida implacabile tra l'intelligenza umana e quella artificiale per risolvere l'omicidio più esplosivo che la Terra ricordi; e, per il lettore, una delle letture più appassionanti nel campo della fantascienza "pura".Nuova traduzione integrale e introduzione di Giuseppe Lippi.
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    Metà fantascienza e metà giallo. Bello. Protagonisti Elijah Baley e R. Daneel Olivaw . Dove “R” sta per robot.
    Baley prima:
    “ - Prendi questo Daneel, ci lavoro insieme da due giorni. […] Ha una memori ...continua

    Metà fantascienza e metà giallo. Bello. Protagonisti Elijah Baley e R. Daneel Olivaw . Dove “R” sta per robot.
    Baley prima:
    “ - Prendi questo Daneel, ci lavoro insieme da due giorni. […] Ha una memoria migliore della mia e sa più cose, non ha bisogno di dormire o di mangiare. Non è tormentato dal mal di pancia, dal panico, dall’amore o dal senso di colpa. Però è una macchina. […] Non siamo capaci di costruire robot che valgano quanto un essere umano, nelle cose che contano. Figuriamoci migliori! Non siamo capaci di costruire robot con il senso della bellezza, dell’etica o della religione. Non c’è modo di elevare il cervello positronico di un centimetro sopra il perfetto materialismo. L’ho detto, non siamo capaci. E continuerà ad essere così finché non capiremo cos’è che muove il nostro cervello, finché esisteranno cose che la scienza non può misurare. Che cos’è la bellezza, o la bontà, o l’amore o Dio? Ci muoviamo sulla frontiera dell’inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. É questo che ci fa uomini. Il cervello di un automa dev’essere finito, limitato, o non potremmo costruirlo. - “
    Baley dopo:
    “Baley guardò la faccia scultorea di R. Daneel con improvvisa speranza: qualunque cosa fosse era una creatura forte e fedele, non viziata dall’egoismo. Che altro si poteva chiedere a un amico? Baley aveva bisogno di un amico, e non se la sentiva di cavillare se in lui una rotella sostituiva un vaso sanguigno.”
    R. Daneel prima:
    “ - Che cosa intendi per curiosità? […] Estendere la conoscenza come fatto in sé, privo di scopo, cioè quello che tu chiami curiosità, è soltanto inefficienza. Io sono programmato per evitare l’inefficienza. - “
    R. Daneel dopo:
    “ - Sto cercando di assimilare, amico Julius, alcune idee che Elijah mi ha trasmesso in questi giorni. E forse ci riuscirò, perché all’improvviso mi pare di capire che l’estirpazione di ciò che non deve essere, ossia ciò che voi uomini chiamate il male, è meno giusta e desiderabile della sua trasformazione in ciò che voi chiamate il bene. […] Vai e non peccare più. - “
    :)
    Quarto libro della saga che comprende il ciclo dei robot, dell'impero e delle fondazioni.

    ha scritto il 

  • 0

    Simpatico.

    E' la prima storia della trilogia dei Robot. Scritto in epoca molto precedente al successivo "Il sole nudo", è un po' più lento e più didascalico ma è giusto che sia così, in quanto l' Autore introduc ...continua

    E' la prima storia della trilogia dei Robot. Scritto in epoca molto precedente al successivo "Il sole nudo", è un po' più lento e più didascalico ma è giusto che sia così, in quanto l' Autore introduce, con questo libro, la saga. Nel complesso è un bel romanzo di SF a sfondo giallo con notevoli incursioni nella sociologia di una Terra futura e sovrappopolata. Devo dire che ho sempre snobbato Asimov, preferendogli Clarke e Simak. Ma dopo la lettura di questi due romanzi, mi sono ricreduto. Ora aspetto di leggere il III volume "I robot dell' alba" con gli stessi protagonisti.

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    Ancora una volta devo ringraziare il nostro Comiz che mi ha fatto conoscere – addirittura inviandomi doni libreschi – quel genio di Asimov. Devo però confessare che io e Asimov ci conoscevamo già di v ...continua

    Ancora una volta devo ringraziare il nostro Comiz che mi ha fatto conoscere – addirittura inviandomi doni libreschi – quel genio di Asimov. Devo però confessare che io e Asimov ci conoscevamo già di vista, mia madre ha letto Urania per decenni e qualche Asimov mi è capitato più volte d’incrociarlo sugli scaffali. Sarà che sono uscita di casa quando avrei avuto l’età per leggerlo e apprezzarlo – a vent’anni ero già stabilmente altrove – e quindi l’ho sempre salutato da lontano, ma finalmente sto mettendo un limite alla mia ignoranza: ecco allora che, dopo Io, robot – anche quello regalatomi dal Comiz –, mi sono felicemente pappata Abissi d’acciaio. Nel frattempo Io, robot lo sta leggendo il mio diletto consorte, quindi possiamo dire che il piano malefico del Comiz è andato a buon fine: Asimov ha incrementato il numero dei fan.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/09/16/abissi-dacciaio-di-isaac-asimov-trad-e-intro-di-giuseppe-lippi/

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo romanzo giallo di fantascienza e robot

    Per dimostrare che i robot potevano adattarsi a tutti i tipi di romanzo, Asimov ha ben pensato di scrivere Abissi d'Acciaio, un giallo ambientato in un lontano futuro distopico, dove le Città sono div ...continua

    Per dimostrare che i robot potevano adattarsi a tutti i tipi di romanzo, Asimov ha ben pensato di scrivere Abissi d'Acciaio, un giallo ambientato in un lontano futuro distopico, dove le Città sono diventate dei giganteschi centri, completamente chiusi e ammassati su se stessi, e dove le persone devono adattarsi ad una standardizzazione dei cibi, dei comfort, dei lavori.
    In tutto questo, un omicidio rischia di minare i rapporti tra i Terrestri e gli Spaziali, gli abitanti delle Colonie. A cercare di risolverlo, un poliziotto piuttosto cinico e un robot umanoide, nell'aspetto esattamente uguale a noi.
    Questo libro racconta un'ambientazione particolareggiata, interessante, quasi temibile, in cui gli umani reagiscono in modi molto diversi tra loro alla presenza degli spaziali e dei robot, dove il futuro della terra è incerto a causa della sovrappopolazione, e dove serve un enorme sacrificio, per poter sopravvivere.

    Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 2

    Vai e non peccare più

    Lento, eccessivamente didascalico e quasi forzatamente buonista, questo lavoro di Asimov pare risentire eccessivamente del peso del tempo. La trama a guardar bene c'è, così come l'idea di un mondo sot ...continua

    Lento, eccessivamente didascalico e quasi forzatamente buonista, questo lavoro di Asimov pare risentire eccessivamente del peso del tempo. La trama a guardar bene c'è, così come l'idea di un mondo sotterraneo nel quale i terrestri si sono rifugiati per ritirarsi dall'angoscia dell' "esterno", dell'infinito spazio sopra le loro teste.
    Quello che manca è soprattutto una spiegazione convincente del perché: lo sfondo è mal tratteggiato e non viene mai illustrata completamente la motivazione dell'autoesilio al quale gli umani si sono condannati, così come non è messo ben in luce il ruolo giocato dai Mondi Esterni (pianeti colonizzati dall'uomo che si sono evoluti per conto loro fino a formare un tipo diverso di essere umano, molto più schivo e riservato, esente da malattie e assai poco interessato a ritrovare la vecchia patria Terra).

    Anche i personaggi portano sulle spalle uno zainetto carico dei cliché dell'epoca, con il protagonista - il poliziotto Elijah Baley - antipatico e presuntuoso come un ragazzetto di terza media, e il suo partner robotico, tanto asettico quanto perentoriamente rompiscatole che vien svoglia di smontarlo a colpi di cacciavite.
    La profondità manca completamente e gli abissi (maldestra traduzione dall'inglese caves) rimangono giusto sottoterra dato che l'autore non va oltre una semplicistica macchiettizzazione di tutte le figure che si muovono all'interno della storia: la moglie impaurita e pignoletta, il figlio teen troubled, il questore mezzo burbero che nasconde un segreto e tutta una sfilza di personaggi di contorno che rischiano di cadere fuori dal piatto per la poca consistenza.

    Criticare un mito non è mai semplice ma spesso si corre il rischio di iper-valutare qualsiasi cosa abbia prodotto per gloria di nome e di tradizione. Lo si può fare tuttavia cercando di valutare oggettivamente quello che non funziona in un prodotto che probabilmente all'epoca era destinato ad un target certamente meno esigente di quello odierno e al quale bastava qualche invenzioncina fantascientifica (cervelli positronici, ok ma cosa sono? Non viene mai spiegato del tutto) per far gridare al miracolo.
    Non si può dire che il racconto si perda o si butti via, ma l'incedere è rigido come un piano cartesiano e non vi è mai un'invenzione decisiva, un approfondimento sorprendente o una deviazione dall'itinerario prestabilito. La sensazione è di trovarsi di fronte ad un ottimo prodotto di fabbrica, a qualcosa di realizzato in serie, come certi episodi dei trhilleroni televisivi di una volta dove il colpevole che alla fine viene inevitabilmente smascherato si mette a piangere chiedendo scusa, in preda ad un raptus semi-mistico. A questo proposito è forte l'impronta "ebraica" per tutto il testo, ovvero il sostrato religioso dell'autore stesso che infila spesso tra le pagine citazioni bibliche e ramanzine morali forse troppo inquadrate e col sapore del già visto.

    Il finale, in ultimo, si muove su una linea tendente verso il basso, appesantito da un dialogo troppo prolisso e senza soluzione di continuità. Il pistolotto battibeccato tra Baley e il suo compare robotico sfiora l'insopportabilità, così come lo spiegone definitivo del detective che, folgorato sulla via della techno Damasco, si scopre coraggioso e sfrontato saccentone dell'ultimo momento (l'illuminazione risolutiva che mette tutto a posto sarà purtroppo un tema ricorrente anche dei successivi libri del ciclo dei robot). Alla già poco convincente conclusione si aggiunge la pesantezza polentesca e pure un po' oratoriana delle ultime quattro righe, che solo quelle valgono una stellina in meno.

    Asimov ha fatto di meglio e il suo genio (perché di genio si tratta) a mio modo di vedere non si esprime come meriterebbe nel romanzo giallo (perché Abissi d'acciaio di fatto lo è, nonostante le astronavi e i disintegratori), un genere che lo confina nei limiti di un compitino da svolgere senza offendere nessuno e senza troppa profondità psicologica. Abissi è un romanzo in defintiva sufficientemente gradevole, ma che manca di forza, di eversività e, appunto, di genio.

    Il titolo della recensione è tratto dal finale del libro. L'edizione Mondadori è piena di refusi e la traduzione, probabilmente, è dei tempi del Carlo Cudega.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto tutti i racconti sui Robot, ho cominciato quello che dovrebbe essere il vero e proprio ciclo appunto sui Robot e l'inizio è molto promettente. In una terra del futuro, le città sono co ...continua

    Dopo aver letto tutti i racconti sui Robot, ho cominciato quello che dovrebbe essere il vero e proprio ciclo appunto sui Robot e l'inizio è molto promettente. In una terra del futuro, le città sono costituite da milioni e milioni di persoe che vinvono "in abissi d'acciao" tanto da non poter sopportare nemmeno l'aria aperta. In questo scenario si trovano contrapposti i "medioevalisti" ossia terrestri che vorrebbero un ritorno al passato (e del tutto contrari all'utilizzo degli automi) e gli "spaziali" abitanti terrestri di mondi esterni alla terra che non permettono il "mescolamento" tra le "razze". A New Yotk, esiste un sobborgo chiamato Spacetown abitato dagli spaziali dove si verifca un omicidio gravissimo per l'equilibrio politico: uno spazial viene assassinato. Gli investigatori saranno Eliah Bailey, un newyorchese e Daneel Steel un robot fabbricato a spacetown. Il libro si legge molto velocemente e Asimov è sempre bravissimo con i suoi dettagli che poi avranno tanto peso nella viceda. Sempre accattivanti e intelligenti le considerazioni sulle contrapposizioni uomo/robot.

    ha scritto il 

  • 4

    Pubblicato nel 1954, Abissi D'acciaio è un romanzo di fantascienza di Asimov con venature di giallo.
    Un romanzo visionario su problematiche che oggi sono più attuali che mai: il problema demografico, ...continua

    Pubblicato nel 1954, Abissi D'acciaio è un romanzo di fantascienza di Asimov con venature di giallo.
    Un romanzo visionario su problematiche che oggi sono più attuali che mai: il problema demografico, la precarietà del lavoro e la sua sempre maggiore scarsità per l'uomo per il sempre maggiore utilizzo di robot.
    Asimov, si sa, è un maestro nell'analisi delle dinamiche sociali proiettate si in spazio tempi diversi, ma per meglio pennellare le loro strutture classiche.
    Gli uomini sulla terra per ragioni di sovrappopolazione hanno costruito e allargato le loro città nel sottosuolo terrestre mentre una parte di esseri umani era già emigrata nello spazio (gli
    Spaziali) dando luogo ad una comunità che si svilupperà seguendo una propria storia.
    Terrestri e Spaziali si troveranno ad essere due gruppi in contrasto per diverse ragioni.
    Gli Spaziali hanno una loro politica: voler spingere i terrestri verso la colonizzazione di nuovi mondi.
    I terrestri invece sono attaccati alle loro caverne metalliche nel sottosuolo ma sempre più al limite delle risorse disponibili.
    Un ecosistema instabile destinato al collasso, secondo gli Spaziali.
    C'è poi la questione concernente l'uso dei Robot.
    I primi ne osteggiano la diffusione in quanto ridurrebbe il lavoro disponibile per l'uomo, conducendo alla precarietà, gli altri ne vorrebbero una diffusione massiccia.
    C'è qui la tematica del come creare una coscienza collettiva che sappia produrre una risposta valida ai problemi sociali che la interessano.
    Su questa impalcatura si inserisce l'elemento giallo dato dalla classica ricerca del colpevole di un omicidio.
    Ad indagare un poliziotto terrestre coadiuvato suo malgrado proprio da un robot, e sono loro i due principali protagonisti del romanzo.
    Qui entra in gioco l'altro grande tema, quello del rapporto uomo robot evoluto.
    Un cervello positronico avrà tutta la logica infallibile dei computer ma quando dovrà valutare situazioni in cui entrano in gioco emozioni come si comporterà?

    ha scritto il 

  • 5

    Asimov= 5 ⭐️ Assicurate

    Dopo "Tutti i miei robot", ecco il primo romanzo con protagonista R. Daneel Olivaw. Accompagnato in questo giallo Elijah Baley. Asimov è una sicurezza. La trama, ambientata sulla terra negli anni tra ...continua

    Dopo "Tutti i miei robot", ecco il primo romanzo con protagonista R. Daneel Olivaw. Accompagnato in questo giallo Elijah Baley. Asimov è una sicurezza. La trama, ambientata sulla terra negli anni tra la prima e la seconda colonizzazione della galassia, è avvincente. I pregi di questo scrittore sono infiniti. Ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Con un ottimo finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio primo Asimov

    Credo proprio che, dopo questa lettura, cercherò i seguiti del ciclo dei Robot... Una lettura piacevolissima, la fantascienza ormai vintage di Asimov è affascinante, il mondo creato da lui per questo ...continua

    Credo proprio che, dopo questa lettura, cercherò i seguiti del ciclo dei Robot... Una lettura piacevolissima, la fantascienza ormai vintage di Asimov è affascinante, il mondo creato da lui per questo thriller è inquietante, la trama scorrevole e avvincente.

    ha scritto il 

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