Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Abram Kadabram

Di

Editore: e/o

3.5
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876418229 | Isbn-13: 9788876418228 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Shomroni

Genere: Fiction & Literature , Humor

Ti piace Abram Kadabram?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Difficile spiegare lo straordinario fascino e la comicità irresistibile di questo libro che il quotidiano "Yediyot Acharonot" ha indicato come uno dei cinquanta più importanti della letteratura israeliana. Provate con l'inizio del racconto "Pazienza": "L'uomo più paziente del mondo sedeva su una panchina vicino a Dizengoff square. Accanto a lui non c'era nessuno, nemmeno dei piccioni. I depravati nei cessi pubblici emettevano gemiti così forti e strani che era impossibile ignorarli. L'uomo più paziente del mondo teneva in mano il giornale e faceva finta di niente. Non stava veramente leggendo, aspettava qualcosa. Nessuno sapeva cosa. Un giornale scandalistico inglese aveva offerto diecimila sterline a chi avesse scoperto cosa stava aspettando. Nessuno c'era riuscito. Nell'unica intervista che aveva accettato di rilasciare a un giornalista della CNN l'uomo più paziente del mondo aveva detto che aspettava molte cose ma non era il caso di parlarne. "E quando sarà il caso?" aveva domandato l'energico giornalista. Ma l'uomo più paziente del mondo non gli aveva risposto, aveva solo atteso in silenzio la domanda seguente. Il giornalista aveva continuato ad aspettare ancora e ancora e poi aveva ridato la linea allo studio...". Questo è Etgar Keret, giovane scrittore di fama internazionale e adesso anche regista, assieme alla moglie Shira Geffen, di "Meduse", film premiato a Cannes con la Caméra d'Or e distribuito in Italia dalla Sacher. Presso le Edizioni E/O ha pubblicato "Pizzeria Kamikaze", "Gaza Blues" e "Le tette di una diciottenne".
Ordina per
  • 3

    déjà vù (ma ti revù volentieri)

    fa fede lei http://www.anobii.com/books/Le_tette_di_una_diciottenne/9788876417306/01b86a7640ac614795/ meno qualche virgola di gusto, più qualche algoritmo grottesco, meno qualche realismo feroce, più o meno qualcosa che conta poco o tantissimo a seconda del grado di miopia semantica applicato al ...continua

    fa fede lei http://www.anobii.com/books/Le_tette_di_una_diciottenne/9788876417306/01b86a7640ac614795/ meno qualche virgola di gusto, più qualche algoritmo grottesco, meno qualche realismo feroce, più o meno qualcosa che conta poco o tantissimo a seconda del grado di miopia semantica applicato al momento.

    p.s.: anche questo libro concorre a mettere keret nello scaffale dei necessari.

    ha scritto il 

  • 3

    Le piccole magie di Keret

    43 piccoli racconti, 43 piccole follie a volte ironiche, a volte surreali, a volte magiche....
    C'è davvero di tutto in questa raccolta, ma ho trovato anche tanta malinconia, cinismo e distruzione.
    Interessante per avvicinarsi alla cultura israeliana ma da prendere a piccole dosi, come da perfetta ...continua

    43 piccoli racconti, 43 piccole follie a volte ironiche, a volte surreali, a volte magiche.... C'è davvero di tutto in questa raccolta, ma ho trovato anche tanta malinconia, cinismo e distruzione. Interessante per avvicinarsi alla cultura israeliana ma da prendere a piccole dosi, come da perfetta prescrizione medica!

    ha scritto il 

  • 4

    presto e bene

    chiaro, conciso, surreale, buffo, sorprendente. così deve essere un racconto, e qui ce ne sono tanti, forse troppi, e vanno presi a piccole dosi, altrimenti ci si dimentica. keret bravo, senza girarci intorno.

    ha scritto il 

  • 4

    Seconda raccolta di racconti di Keret che leggo. Anche se ammetto questa volta di essermi sbagliata alla grande... Avevo letto male la quarta di copertina e mi aspettavo un romanzo.
    Tra trovate geniali e situazioni esilaranti tornano i personaggi strampalati dell'attuale Israele.
    Mi è p ...continua

    Seconda raccolta di racconti di Keret che leggo. Anche se ammetto questa volta di essermi sbagliata alla grande... Avevo letto male la quarta di copertina e mi aspettavo un romanzo.
    Tra trovate geniali e situazioni esilaranti tornano i personaggi strampalati dell'attuale Israele.
    Mi è piaciuto ma concordo con chi ha detto che condensati tutti insieme questi racconti ti lasciano frastornato alla fine, come dopo una visita in un grande museo nazionale, dove si fatica a ricollocare con la mente tutti i quadri nei rispettivi corridoi.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di racconti.
    Amari surreali alcuni, cattivi altri. Certi venati dalla malinconia, tristi.
    Certo c'é anche il Keret di Pizzeria Kamikaze con battute fulminanti e la capacità di porgerti la realtà facendoti sorridere... ma sono solo delle gocce in un mare piuttosto cupo.

    ha scritto il 

  • 0

    Quarantatré brevi racconti, altrettante brevi anomalie di cui vi consiglio caldamente la lettura nei momenti più inaspettati. Per farsi sorprendere e, perché no, per rivitalizzare i tempi morti della giornata con una morbida terapia d’urto. Non c’è confortevole poltrona che tenga quando si abbass ...continua

    Quarantatré brevi racconti, altrettante brevi anomalie di cui vi consiglio caldamente la lettura nei momenti più inaspettati. Per farsi sorprendere e, perché no, per rivitalizzare i tempi morti della giornata con una morbida terapia d’urto. Non c’è confortevole poltrona che tenga quando si abbassano le luci in platea: qualcosa salta sempre fuori dal cilindro, perciò tanto vale lasciarsi catapultare nell’imprevisto e stupirsi. Prima conseguenza: sparisce su per la manica la realtà che siamo abituati a comprare all’edicola dell’angolo. Non ci sono più certezze, non si sa mai come andrà a finire. Dopotutto, si tratta pur sempre di magia.
    ABRAM KADABRAM…
    Ci avvolge lo straniamento commovente e ironico dei racconti di Etgar Keret, a volte assurdo, grottesco o surreale. Una sostanza volatile che procura un imprevisto nodo in gola, o un sorriso. Si può materializzare uno sfacciato finale che lascia perplessi, col libro tra le mani e il sospetto di essere stati abbindolati. Eppure…
    La qualità dello spettacolo è un profumo di sensazioni che attraversa il mare, echeggia la quotidianità lontana e prossima d’Israele, dove convivono fantasmi del passato e del presente. Amori, abbandoni, tradimenti. Bambini che sognano in libertà, bevute tra amici, sbronze colossali. Sfoghi. Taciti accordi di convivenza, solitudini, compleanni, liti, perdite e attese. Può capitare che la morte tangibile sieda con te allo stadio e di osservarla di sottecchi e odiarla, che qualcuno possieda il potere di fermare il tempo, che i dolori mutino in cadaveri di insetti appesi ai lampadari. La vita può essere amara e crudele, spietata. Ricca, gonfia. Salata. Come la svelta scrittura di Etgar Keret, rapida e impercepibile come un trucco da illusionisti, sincera fino all’inverosimile, ma resta sempre il tarlo del dubbio. Potere della prestidigitazione: alla domanda come andrà a finire questa storia, la risposta non è univoca. Chi può mai dirlo? A volte non si capisce niente, a volte si capisce troppo. Bisogna per forza lasciare in cantina i discorsi con capo e coda, chiudere gli occhi e… ABRAM KADABRAM!
    Chiusosi il sipario, voltata l’ultima pagina, si torna alla realtà.
    Ma l’abbiamo mai lasciata?

    Marco Milini

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono racconti. Sono piccole esplosioni, frature nel tessuto della esistenza, scarti, bagatelle. Divertente, aggressivo, disarmante. Da rileggere due o tre volte, cercando il percorso con una bussola in mano.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono piccoli racconti molto particolari, cinici, sorprendenti, surreali. Però vanno presi a piccole dosi. Vanno benissimo come rubrica su un settimanale. Ma in una raccolta, si rischia la saturazione.

    ha scritto il