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Absurdistan

By

Publisher: Granta Books

3.3
(250)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Finnish , French , Spanish , Slovenian

Isbn-10: 1862079722 | Isbn-13: 9781862079724 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Meet Misha Vainberg, aka Snack Daddy, a 325-pound disaster of a human being, son of the 1,238th-richest man in Russia and proud holder of a degree in multicultural studies from Accidental College, USA. Misha is an American impounded in a Russian's body and the only place he feels at home is New York; he just wants to live in the South Bronx with his Latina girlfriend, but after his gangster father murders an Oklahoma businessman in Russia, all hopes of a U.S. visa are lost. Salvation lies in the tiny, oil-rich nation of Absurdistan (a fictional former Soviet republic), where a crooked consular officer will sell Misha a Belgian passport. But after a civil war breaks out between two competing ethnic groups and a local warlord installs hapless Misha as minister of multicultural affairs, our hero soon finds himself covered in oil, fighting for his life, falling in love, and trying to figure out if a normal life is still possible in the twenty-first century.
Sorting by
  • 5

    ABSURDISTAN

    “Questo è un libro sull’amore. Le prossime 357 pagine sono dedicate allo stucchevole sentimento russo – spacciato per affetto vero – che io provo per l’Amato Babbo, per la città di New York, per la mia dolce e squattrinata ragazza del South Bronx, nonché per l’INS, il Servizio di Naturalizzazione ...continue

    “Questo è un libro sull’amore. Le prossime 357 pagine sono dedicate allo stucchevole sentimento russo – spacciato per affetto vero – che io provo per l’Amato Babbo, per la città di New York, per la mia dolce e squattrinata ragazza del South Bronx, nonché per l’INS, il Servizio di Naturalizzazione e Immigrazione degli Stati Unti d’America.
    È anche un libro sul troppo amore. E sull’inganno. Sappiatelo subito: sono stato ingannato. Mi hanno usato. Hanno abusato di me. Mi hanno preso in trappola. Hanno capito subito di aver trovato il loro uomo. Sempre che «uomo» sia la parola giusta.
    Può darsi che la mia predisposizione a farmi ingannare sia genetica. Sto pensando alla nonna, l’ardente stalinista e fedele collaboratrice della «Pravda» di Leningrado - fino a che l’Alzheimer non si prese quanto restava delle sue facoltà mentali -, l’autrice della celebre allegoria di Stalin-Aquila-della-Montagna che piomba a valle su tre tassi imperialisti, simboli di Gran Bretagna, Stai Uniti e Francia, miseramente dilaniati dagli artigli sanguinari del Generalissimo. Ho una foto della nonna che tiene in braccio me neonato. Le sbavo addosso. Lei sbava addosso a me. L’anno è il 1972 e abbiamo entrambi un’aria assolutamente ebete. Bè, guardami ora, nonna. Guarda i denti che mi mancano e la pancia strabordante; guarda come hanno ridotto il mio cuore, quel chiletto di grasso ammaccato proprio sotto lo sterno. Se si tratta di essere dilaniati anche nel Ventunesimo secolo, allora il quarto tasso sono io.”
    Così si presenta Misha, figlio del 1238esimo uomo più ricco di Russia. Poi inizia la picaresca storia del suo avventuroso viaggio di ritorno a New York attraverso l’Absurdistan, per raggiungere l’amata, ingombrante e problematica Rouenna: “Avevamo passato cinque anni ad amarci a New York e ancora non avevo idea di come reagire ai ghiribizzi di una mente che nella mia immaginazione assomigliava a uno stupendo girasole maturo abbattuto da un temporale estivo”.
    Shteyngart è uno scrittore brillante, ironico, intelligente,ma con un gusto spiccato per l’esagerazione e il grottesco che a tutti non piace. Ho apprezzato di più il suo primo romanzo, ma anche questo è notevole.

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  • 3

    Così così

    Inizia bene, anzi molto bene, continua così così e finisce con un mah. Mi ha ricordato una banda di idioti, con un protagonista ciccione a cui gliene capitano d tutti i colori: molto divertente soprattutto per la "sottile" ironia e la critica non troppo velata nei confronti dei nuovi ricchi russi ...continue

    Inizia bene, anzi molto bene, continua così così e finisce con un mah. Mi ha ricordato una banda di idioti, con un protagonista ciccione a cui gliene capitano d tutti i colori: molto divertente soprattutto per la "sottile" ironia e la critica non troppo velata nei confronti dei nuovi ricchi russi. Ad un certo punto però la storia si aggroviglia su non ben spiegate questioni politiche e le situazioni diventano troppo surreali e forzate che lasciano un senso di incompiuto. Peccato poteva essere molto meglio.

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  • 4

    Absurdistan ha il grande merito di riabilitare il concetto di 'trash'. Le mirabolanti avventure di Misa Vainberg sono una superba parodia di molta (grande) letteratura ebrea americana: l'esuberanza fisica e verbale, il peso della tradizione familiare, l'ossessione per la religione e per il sesso ...continue

    Absurdistan ha il grande merito di riabilitare il concetto di 'trash'. Le mirabolanti avventure di Misa Vainberg sono una superba parodia di molta (grande) letteratura ebrea americana: l'esuberanza fisica e verbale, il peso della tradizione familiare, l'ossessione per la religione e per il sesso sono solo alcuni degli elementi che vengono raccontati con grande forza narrativa e al contempo messi alla berlina.
    Un romanzo piacevole e divertentissimo!

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  • 1

    Absurdistan: un luogo ideale per la nuova versione di Risiko!

    Assurdo averlo letto.
    Ma soprattutto assurdo che l'autore venga annoverato tra le nuove leve emergenti!
    Inutile sprecare altre parole.
    Voto: 2 e mezzo

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  • 4

    Un libro "absurdo"...

    Lettura molto divertente e a tratti davvero spassosa; pur narrando vicende a dir poco improbabili e rocambolesche, Shteyngart dipinge con grande sagacia e intuizione un quadro socio-politoco e psicologico della Russia post-sovietica in cui c'è molto di vero. Inoltre è sicuramente da apprezzare l' ...continue

    Lettura molto divertente e a tratti davvero spassosa; pur narrando vicende a dir poco improbabili e rocambolesche, Shteyngart dipinge con grande sagacia e intuizione un quadro socio-politoco e psicologico della Russia post-sovietica in cui c'è molto di vero. Inoltre è sicuramente da apprezzare l'autoironia dell'autore, che nel libro si prende in giro creandosi un alter ego come lo squallido professor Jerry Shteynfarb.

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  • 3

    Bello, sotto la superficie sarcastica e grottesca di molte situazioni si sente uno scrittore con le idee chiare e soprattutto con qualcosa da dire. Forse a tratti si lascia prendere la mano e scrive a ruota libera, straripando con aneddoti e parentesi, ma è il suo stile, quindi alla fine va bene ...continue

    Bello, sotto la superficie sarcastica e grottesca di molte situazioni si sente uno scrittore con le idee chiare e soprattutto con qualcosa da dire. Forse a tratti si lascia prendere la mano e scrive a ruota libera, straripando con aneddoti e parentesi, ma è il suo stile, quindi alla fine va bene così. Feroce il sarcasmo contro la Russia odierna e certi aspetti anacronistici della cultura ebraica.

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  • 1

    La storia di un ciccione ebreo-russo che passa buona parte della sua vita in america e poi torna in russia e poi gli negano il visto per tornare in america.
    Forse è perchè lo scrittore non è ciccione e quindi non riesce a rendere bene il personaggio ciccione, ma il risultato è un libro noio ...continue

    La storia di un ciccione ebreo-russo che passa buona parte della sua vita in america e poi torna in russia e poi gli negano il visto per tornare in america.
    Forse è perchè lo scrittore non è ciccione e quindi non riesce a rendere bene il personaggio ciccione, ma il risultato è un libro noioso in cui ci si sforza di creare episodi umoristici senza riuscire a far ridere nessuno.
    E se proprio si vuole essere pignoli, c'è il classico eccesso di aggettivazione inappropriata tipica di chi vuol far mostra di saper scrivere un periodo articolato, ma che non sta davvero
    visualizzando la scena che sta descrivendo per cui aggettiva male persone-cose-azioni: ma se non te la immagini tu questa scena me la devo immaginare io? Chiaro che no. Da non leggere.

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