Absurdistan

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Editeur: Editions de l'Olivier

3.3
(264)

Language: Français | Number of pages: 413 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Finnish , Spanish , Chi simplified , German , Slovenian

Isbn-10: 2879295440 | Isbn-13: 9782879295442 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 2

    mentre faccio l'amore con alcune peccatrici, con la passione infantile del puro ( p.28 )
    una festa? dove sono le ragazze? ( p.35 )
    gli occhiali squadrati gettavano una penombra di intelligenza intorno ...continuer

    mentre faccio l'amore con alcune peccatrici, con la passione infantile del puro ( p.28 )
    una festa? dove sono le ragazze? ( p.35 )
    gli occhiali squadrati gettavano una penombra di intelligenza intorno ai suoi giovani occhi smorti ( p.38 )
    da tempo aveva rinunciato alla speranza di trovare calore umano o di suscitare l'amore di una donna ( p.44 )
    slacciandomi i pantaloni liberò una zaffata d'aria stantia rimasta intrappolata ( p.48 )
    schizzò in avanti con la sua tipica ferocia cecena ( p.52 )
    per la mia impotenza e la mia collusione con tutto ciò che mi circondava ( p.52 )
    portava la sua minigonna da lutto che metteva in risalto i fianchi e il sedere per ricordare a tutti come siamo venuti al mondo ( p.59 )
    l'amplesso. il percorso privo di rimorsi della natura ( p.112 )
    soffocata da accessori di pelle degni di un alligatore ( p.117 )
    a volte un ragazzino non mi dispiace. hanno meno peli di mia moglie. sono anche più femminili ( p.118 )
    siamo tutti piuttosto inutili ( p.124 )
    presi in considerazione l'idea di comporre un addio appropriato per la nazione che mi aveva nutrito di latte acido da un capezzolo freddo ( p.124 )
    dove in gioventù avevo sprecato un paio di settimane ( p.139 )
    aveva la faccia incipriata come una ciambella americana ( p.143 )
    lo sguardo che gli lanciai indicava che non lo consideravo degno di dividere il mio stesso pianeta ( p.151 )
    ma qualunque cosa io faccia, ovunque vada si rivela un errore, un errore, un errore ( p.179 )
    ( voltaire ) la terra brulica di gente a cui non vale la pena parlare ( p.181 )
    il modo in cui mi porgeva il seno prosperoso non era né particolarmente seduttivo né totalmente ignaro dell'arte di far soffrire un giovanotto ( p.204 )
    alla serietà compassata delle ragazze russe che si avvicinavano al mio chuj con la solennità di leonid breznev mentre sale al podio del ventitreesimo congresso del partito a mosca ( p.225 )
    nel cortile c'erano soltanto esemplari del nostro tediosissimo sesso ( p.239 )
    come quello tra israeliani e palestinesi, un conflitto su cui la gente delle nazioni ricche può prendere posizione e litigare mentre è seduta a cena ( p.250 )
    mi ero arrabbiato con lei perché mi aveva trascurato, eppure ogni volta che la vedevo mi innamoravo di nuovo ( p.325 )

    dit le 

  • 5

    ABSURDISTAN

    “Questo è un libro sull’amore. Le prossime 357 pagine sono dedicate allo stucchevole sentimento russo – spacciato per affetto vero – che io provo per l’Amato Babbo, per la città di New York, per la mi ...continuer

    “Questo è un libro sull’amore. Le prossime 357 pagine sono dedicate allo stucchevole sentimento russo – spacciato per affetto vero – che io provo per l’Amato Babbo, per la città di New York, per la mia dolce e squattrinata ragazza del South Bronx, nonché per l’INS, il Servizio di Naturalizzazione e Immigrazione degli Stati Unti d’America.
    È anche un libro sul troppo amore. E sull’inganno. Sappiatelo subito: sono stato ingannato. Mi hanno usato. Hanno abusato di me. Mi hanno preso in trappola. Hanno capito subito di aver trovato il loro uomo. Sempre che «uomo» sia la parola giusta.
    Può darsi che la mia predisposizione a farmi ingannare sia genetica. Sto pensando alla nonna, l’ardente stalinista e fedele collaboratrice della «Pravda» di Leningrado - fino a che l’Alzheimer non si prese quanto restava delle sue facoltà mentali -, l’autrice della celebre allegoria di Stalin-Aquila-della-Montagna che piomba a valle su tre tassi imperialisti, simboli di Gran Bretagna, Stai Uniti e Francia, miseramente dilaniati dagli artigli sanguinari del Generalissimo. Ho una foto della nonna che tiene in braccio me neonato. Le sbavo addosso. Lei sbava addosso a me. L’anno è il 1972 e abbiamo entrambi un’aria assolutamente ebete. Bè, guardami ora, nonna. Guarda i denti che mi mancano e la pancia strabordante; guarda come hanno ridotto il mio cuore, quel chiletto di grasso ammaccato proprio sotto lo sterno. Se si tratta di essere dilaniati anche nel Ventunesimo secolo, allora il quarto tasso sono io.”
    Così si presenta Misha, figlio del 1238esimo uomo più ricco di Russia. Poi inizia la picaresca storia del suo avventuroso viaggio di ritorno a New York attraverso l’Absurdistan, per raggiungere l’amata, ingombrante e problematica Rouenna: “Avevamo passato cinque anni ad amarci a New York e ancora non avevo idea di come reagire ai ghiribizzi di una mente che nella mia immaginazione assomigliava a uno stupendo girasole maturo abbattuto da un temporale estivo”.
    Shteyngart è uno scrittore brillante, ironico, intelligente,ma con un gusto spiccato per l’esagerazione e il grottesco che a tutti non piace. Ho apprezzato di più il suo primo romanzo, ma anche questo è notevole.

    dit le 

  • 3

    Così così

    Inizia bene, anzi molto bene, continua così così e finisce con un mah. Mi ha ricordato una banda di idioti, con un protagonista ciccione a cui gliene capitano d tutti i colori: molto divertente soprat ...continuer

    Inizia bene, anzi molto bene, continua così così e finisce con un mah. Mi ha ricordato una banda di idioti, con un protagonista ciccione a cui gliene capitano d tutti i colori: molto divertente soprattutto per la "sottile" ironia e la critica non troppo velata nei confronti dei nuovi ricchi russi. Ad un certo punto però la storia si aggroviglia su non ben spiegate questioni politiche e le situazioni diventano troppo surreali e forzate che lasciano un senso di incompiuto. Peccato poteva essere molto meglio.

    dit le 

  • 4

    Absurdistan ha il grande merito di riabilitare il concetto di 'trash'. Le mirabolanti avventure di Misa Vainberg sono una superba parodia di molta (grande) letteratura ebrea americana: l'esuberanza fi ...continuer

    Absurdistan ha il grande merito di riabilitare il concetto di 'trash'. Le mirabolanti avventure di Misa Vainberg sono una superba parodia di molta (grande) letteratura ebrea americana: l'esuberanza fisica e verbale, il peso della tradizione familiare, l'ossessione per la religione e per il sesso sono solo alcuni degli elementi che vengono raccontati con grande forza narrativa e al contempo messi alla berlina.
    Un romanzo piacevole e divertentissimo!

    dit le 

  • 1

    Absurdistan: un luogo ideale per la nuova versione di Risiko!

    Assurdo averlo letto.
    Ma soprattutto assurdo che l'autore venga annoverato tra le nuove leve emergenti!
    Inutile sprecare altre parole.
    Voto: 2 e mezzo

    dit le 

  • 4

    Un libro "absurdo"...

    Lettura molto divertente e a tratti davvero spassosa; pur narrando vicende a dir poco improbabili e rocambolesche, Shteyngart dipinge con grande sagacia e intuizione un quadro socio-politoco e psicolo ...continuer

    Lettura molto divertente e a tratti davvero spassosa; pur narrando vicende a dir poco improbabili e rocambolesche, Shteyngart dipinge con grande sagacia e intuizione un quadro socio-politoco e psicologico della Russia post-sovietica in cui c'è molto di vero. Inoltre è sicuramente da apprezzare l'autoironia dell'autore, che nel libro si prende in giro creandosi un alter ego come lo squallido professor Jerry Shteynfarb.

    dit le