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Accabadora

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Publisher: Quercus Publishing

4.1
(5824)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Dutch , Catalan , French

Isbn-10: 0857387529 | Isbn-13: 9780857387523 | Publish date: 

Translator: Silvester Mazzarella

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
When Maria, the fourth child of a widow, is adopted by the old and childless Bonaria Urrai, her life is instantly transformed - she finally has the love and affection she craves. But her new “soul mother” is keeping something hidden from her, a secret life that is intimately bound-up with Sardinia's ancient traditions and customs. An exceptional English-language debut, and the winner of six Italian literary prizes, Accabadora weaves a narrative of rare grace and subtlety into a sensual tapestry of local nuance, atmosphere and dialect.
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  • 4

    L'ultima madre

    Maria Listru è una fillus de anima, una bambina generata due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra.
    Quello che Maria ignora e che farà cadere il suo mondo a pezzi quando più tardi scoprirà, è che Bonaria Urrai non è solo la sua madre adottiva.
    Ha anche altri "figli" perc ...continue

    Maria Listru è una fillus de anima, una bambina generata due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Quello che Maria ignora e che farà cadere il suo mondo a pezzi quando più tardi scoprirà, è che Bonaria Urrai non è solo la sua madre adottiva. Ha anche altri "figli" perchè lei è un'accabadora, colei che finisce, un'ulltima madre che accompagna i suoi figli ad una morte pietosa. Cruciale il passaggio dove Bonaria prova a dare un senso al suo agire, inconcepibile per Maria: "- Vuoi giudicare del come senza capire il perchè?Tu hai sempre fretta di emettere sentenze, Maria..... - Sei nata tu forse da sola? Sei uscita con le tue forze dal ventre di tua madre?O non sei nata con l'aiuto di qualcuno, come tutti i vivi?... - Non mi si è aperto il ventre, - proseguì, - e Dio sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza, e il seno, e il vino della festa e tutto quello che serve, quando gli serve.Anche io avevo la mia parte da fare, e l'ho fatta. - E quale parte era? - L'ultima. Io sono stata l'ultima madre che alcuni hanno visto." Al di là dei giudizi morali e delle posizioni personali di ciascuno, questo libro affronta un argomento delicatissimo, l'eutanasia, con altrettanta delicatezza, ti restituisce il senso e il valore della pietas e sicuramente insegna a non giudicare mai a priori: "- Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata."

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  • 5

    Che bello questo libro, con questo stile così asciutto che tante frasi significative sembrano sassate, davvero difficili da dimenticare. L'ho trovato affascinante e l'accabadora protagonista mi è piaciuta proprio tanto. Apparentemente è una lettura semplice ma ci sono tanti aspetti su cui rimurgi ...continue

    Che bello questo libro, con questo stile così asciutto che tante frasi significative sembrano sassate, davvero difficili da dimenticare. L'ho trovato affascinante e l'accabadora protagonista mi è piaciuta proprio tanto. Apparentemente è una lettura semplice ma ci sono tanti aspetti su cui rimurginare. Ne consiglio davvero la lettura.

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  • 4

    Sono rimasta meravigliata dalla scrittura dell'autrice, il libro è scritto molto bene e mi ha coinvolto molto, tuttavia sono stata spinta a riflettere su ciò che si faceva di fatto nel passato, ricorrendo a un mutuo accordo nel mondo di paese per abbreviare le sofferenze degli ammalati. Non so se ...continue

    Sono rimasta meravigliata dalla scrittura dell'autrice, il libro è scritto molto bene e mi ha coinvolto molto, tuttavia sono stata spinta a riflettere su ciò che si faceva di fatto nel passato, ricorrendo a un mutuo accordo nel mondo di paese per abbreviare le sofferenze degli ammalati. Non so se sono d'accordo!Perché ci vuole una grande etica, pietà, commozione, empatia per non approfittare di una situazione di debolezza di chi già sta soffrendo!

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  • 3

    E' un bel libro?!

    Ambientato in un paesino sardo negli anni ’50, è un romanzo breve che affronta un tema importante e delicato: l’eutanasia. Mi è difficile esprimere un giudizio su questo libro perché ne sono stata attratta e nello stesso tempo respinta. L’inizio mi è sembrato un po’ ostico, ma ho continuato a l ...continue

    Ambientato in un paesino sardo negli anni ’50, è un romanzo breve che affronta un tema importante e delicato: l’eutanasia. Mi è difficile esprimere un giudizio su questo libro perché ne sono stata attratta e nello stesso tempo respinta. L’inizio mi è sembrato un po’ ostico, ma ho continuato a leggere sino ad arrivare rapidamente alla fine. Lo stile di questa scrittrice, aspro e poco fluido, si avvale di un linguaggio che ben si adatta alla terra sarda, ma che non amo particolarmente. Poco convincente la parte centrale, in cui Maria, una “fill’e anima” si allontana dal paese per andare in una città del Nord, ma altre pagine mi hanno davvero “catturato” e fatto riflettere. Protagonista è l’Accabadora che sembra muoversi accanto al lettore con i suoi silenzi.

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  • 5

    "Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell'anima."

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  • 4

    "Accabadora", per svegliarmi dalla letargia della lettura de "La nausea", perché è un romanzo ben scritto, che ti avvolge con la sua trama e con la figura di Bonaria Urrai, l'accabadora, appunto, cioè "colei che finisce"; una moderna Atropo, in cui il senso di pietà umana va a sollecitare un tema ...continue

    "Accabadora", per svegliarmi dalla letargia della lettura de "La nausea", perché è un romanzo ben scritto, che ti avvolge con la sua trama e con la figura di Bonaria Urrai, l'accabadora, appunto, cioè "colei che finisce"; una moderna Atropo, in cui il senso di pietà umana va a sollecitare un tema molto attuale, quello dell'eutanasia. Un po' scollegata la parte centrale, quella della fuga torinese, che sembra quasi un riempitivo ma tutto sommato un bel romanzo.

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  • 4

    Non solo metafore

    Che questo libro sia un (valido e ben scritto) espediente in qualche modo metaforico per parlarci di eutanasia è chiaro, eppure non si esaurisce qui.
    Murgia scrive di una Sardegna e di personaggi che sono così ben delineati, ancorché quasi appena accennati, che restano addosso ed hanno una forza ...continue

    Che questo libro sia un (valido e ben scritto) espediente in qualche modo metaforico per parlarci di eutanasia è chiaro, eppure non si esaurisce qui. Murgia scrive di una Sardegna e di personaggi che sono così ben delineati, ancorché quasi appena accennati, che restano addosso ed hanno una forza ed una verosimiglianza incredibili. Un libro che si legge veloce, una piccola storia che sa di mito eppure ci riguarda, in ultima - davvero ULTIMA - istanza.

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  • 5

    intelligente

    Bellissimo, intelligente, alta scrittura, che altro dire?
    Non avevo mai letto nulla di questa autrice, questo libro è stata una meravigliosa scoperta.
    Avrei messo volentieri anche 7/8 stelline.
    E' stato sempre un crescendo continuo, iniziato subito a piacermi e pagina dopo pagina mi ha letteralme ...continue

    Bellissimo, intelligente, alta scrittura, che altro dire? Non avevo mai letto nulla di questa autrice, questo libro è stata una meravigliosa scoperta. Avrei messo volentieri anche 7/8 stelline. E' stato sempre un crescendo continuo, iniziato subito a piacermi e pagina dopo pagina mi ha letteralmente attirato a se come una potente calamita. Bellissimo!

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