Accabadora

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Publisher: Quercus Publishing

4.1
(6501)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Dutch , Catalan , French

Isbn-10: 0857387529 | Isbn-13: 9780857387523 | Publish date: 

Translator: Silvester Mazzarella

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
When Maria, the fourth child of a widow, is adopted by the old and childless Bonaria Urrai, her life is instantly transformed - she finally has the love and affection she craves. But her new “soul mother” is keeping something hidden from her, a secret life that is intimately bound-up with Sardinia's ancient traditions and customs. An exceptional English-language debut, and the winner of six Italian literary prizes, Accabadora weaves a narrative of rare grace and subtlety into a sensual tapestry of local nuance, atmosphere and dialect.
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  • 5

    Molto bella sia la storia che la stessa autrice che la racconta. Bella la capacità descrittiva nel dare colore e sapore a particolari anche apparentemente banali senza annoiare e bella la voce calda d ...continue

    Molto bella sia la storia che la stessa autrice che la racconta. Bella la capacità descrittiva nel dare colore e sapore a particolari anche apparentemente banali senza annoiare e bella la voce calda di lei nel raccontarlo

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  • 3

    Primo romanzo di Michela Murgia che leggo, narra la storia di Maria, ultimogenita di una famiglia di 4 figlie femmine, madre vedova, che viene data in "adozione" a Bonaria Urrai, l'accabadora di un pa ...continue

    Primo romanzo di Michela Murgia che leggo, narra la storia di Maria, ultimogenita di una famiglia di 4 figlie femmine, madre vedova, che viene data in "adozione" a Bonaria Urrai, l'accabadora di un paesino dell'entroterra sardo. L'accabadora è colei che finisce, l'ultima madre che regala una morte rapida a chi è sul punto di trapassare. Non rivelerò altro del romanzo, perché molto breve.
    Non so ancora dire se il libro mi sia piaciuto o meno. La prima parte mi ha preso molto, l'atmosfera del paesino e dei suoi riti è molto vivida e la storia è coinvolgente. Poi, a mio parere, si perde un pochino, come se l'autrice avesse fretta di portare a termine il romanzo raccogliendo eventi salienti negli ultimi capitoli. Finale un po' scontato.
    Un bel libro ma non mi ha entusiasmato.

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  • 4

    Quando si parla di “dolce morte” si dovrebbero citare figure come quelle dell’accabadora, per far capire che la volontà di morire con consapevolezza, coscienza di sé e dignità non è uno sghiribizzo de ...continue

    Quando si parla di “dolce morte” si dovrebbero citare figure come quelle dell’accabadora, per far capire che la volontà di morire con consapevolezza, coscienza di sé e dignità non è uno sghiribizzo del terzo millennio.

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  • 3

    Buono ma ...

    Ho letto questo libro in meno di due giorni e questo sia per la non eccessiva lunghezza (160 pagine) sia perché s si legge facilmente. Tuttavia a me sembra che manchi di qualcosa. Apprendo che ha vint ...continue

    Ho letto questo libro in meno di due giorni e questo sia per la non eccessiva lunghezza (160 pagine) sia perché s si legge facilmente. Tuttavia a me sembra che manchi di qualcosa. Apprendo che ha vinto due premi tra cui il campiello e mi domando: i critici che li assegnano su quali criteri si basano? É davvero possibile che non ci fosse di meglio, fermo restando che é un buon libro?

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  • 0

    Ingredienti: due donne sarde, sole e salde, un lavoro oscuro contro pregiudizi, leggi e morale cristiana, un mondo contadino di valori semplici e profondi, un passaggio di consegne in punto di morte p ...continue

    Ingredienti: due donne sarde, sole e salde, un lavoro oscuro contro pregiudizi, leggi e morale cristiana, un mondo contadino di valori semplici e profondi, un passaggio di consegne in punto di morte per mantenere vivo il ruolo di “ultima madre”.
    Consigliato: a chi non si scandalizza di fronte a famiglie e lavori non “naturali”, a chi cerca un confronto delicato tra la pietà della morte e l’accanimento della vita.

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  • 4

    Complessivamente ho trovato il libro molto coinvolgente: forse perché è breve, perché la scrittura è secca e asciutta, non si perde in fronzoli, ma neanche è "incompiuta", i personaggi sono molto fort ...continue

    Complessivamente ho trovato il libro molto coinvolgente: forse perché è breve, perché la scrittura è secca e asciutta, non si perde in fronzoli, ma neanche è "incompiuta", i personaggi sono molto forti, ben delineati e con una elevata coscienza di sè e del "giusto" (volendo fare un paragone verso l'alto, penserei a un personaggio dostoevskijano). Ma quest'ultima caratteristica rappresenta anche un difetto, in quanto troppo accentuata e nessuno sembra mai aver un dubbio, anche nell'incertezza.
    Infine un po' eccessivo per i miei gusti l'uso delle metafore (anche se spesso molto affascinanti).

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  • 5

    Bel libro, mi ha preso appena iniziata la lettura.
    Mi è piaciuto molto lo stile della Murgia (questo è il suo primo libro che leggo) e ho trovato ben costruita anche la storia.
    Consigliato. ...continue

    Bel libro, mi ha preso appena iniziata la lettura.
    Mi è piaciuto molto lo stile della Murgia (questo è il suo primo libro che leggo) e ho trovato ben costruita anche la storia.
    Consigliato.

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  • 3

    Michela Murgia è ormai diventata un personaggio centrale nell'ambiente culturale italiano, sia grazie al numero di premi ricevuti per i suoi romanzi sia per la sua presenza costante sui media (impegno ...continue

    Michela Murgia è ormai diventata un personaggio centrale nell'ambiente culturale italiano, sia grazie al numero di premi ricevuti per i suoi romanzi sia per la sua presenza costante sui media (impegno politico, ospite fissa in Quante storie, il bellissimo programma di Rai Tre condotto da Corrado Augias). Gli elementi a cui l'ho sempre associata, ben prima di approcciarmi alla sua letteratura, sono la questione femminile e quella sarda, sulle quali non ha certo lesinato in interventi pubblici. E sono proprio questi due elementi che ritrovo al cuore di questo Accabadora, la cui protagonista è una bambina sarda che vediamo crescere in un piccolo paese ancorato a tradizioni e a personaggi antichi.
    E finché si resta in Sardegna il romanzo funziona molto bene, a parte alcuni vezzi di scrittura della Murgia che non mi hanno esaltato granché - penso in particolare alle continue similtudini, spesso un po' fuori luogo. Col passaggio sul «continente» si perde qualcosa, in pochissime pagine succede di tutto e sembra quasi che l'autrice si renda conto di quest'indebolirsi e decide di far ritornare la sua eroina sull'isola per un finale inevitabile e che la Murgia rende perfettamente attraverso un improvviso asciugarsi della prosa.

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  • 5

    Bello. Bellissimo. Perché racconta la Sardegna, luogo che io amo. Perché racconta di donne coraggiose, perché affronta temi ai quali tutti pensano ma di cui nessuno vuole parlare. Perché parla di sent ...continue

    Bello. Bellissimo. Perché racconta la Sardegna, luogo che io amo. Perché racconta di donne coraggiose, perché affronta temi ai quali tutti pensano ma di cui nessuno vuole parlare. Perché parla di sentimenti che vanno oltre l'amore e di legami solidi. Bello perché scritto con un linguaggio poetico ma allo stesso tempo scarno ed essenziale, come solo la gente sarda sa essere. Bello per i personaggi e le loro mille sfaccettature, le descrizioni di cose e pensieri. Indimenticabile

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  • 4

    Il primo atto da compiere quando si ha in mano questo libro è cercare attentamente il significato del titolo. Il termine sardo accabadora, letteralmente "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu ...continue

    Il primo atto da compiere quando si ha in mano questo libro è cercare attentamente il significato del titolo. Il termine sardo accabadora, letteralmente "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu, ("la fine") ; l'ilarità sta nel fatto che stia ad indicare una "Donna" che uccideva persone anziane in condizioni di malattia tali da portare i familiari, o la stessa vittima, ad implorare l'eutanasia.

    Ebbene si la morte così come la vita era un mestiere da donne nell'amabile isola dei nuraghi.

    Dopo tale scoperta non si può che cominciare il libro con una sorta di curiosità un pò macabra, tuttavia questo libro ha il sapore di una vita passata ma non ancora sbiadita, dei racconti di mia nonna quando era bambina, della carezza delle sue mani così ruvide che ti riportano alla realtà ed alla crudezza di quei tempi in cui non ci si perdeva in sentimentalismi e realtà bucoliche, ma tutto era così crudo e reale, in particolare modo "reale", senza finti pietismi o vani lamenti.

    Consiglio vivamente la lettura di questo libro, una piccola perla della nostra cultura passata; il fatto che mi sia stato consigliato da un letterato tedesco la dice lunga.

    Godetevi ogni singola pagina!

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