Accabadora

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Publisher: Quercus Publishing

4.1
(6433)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Dutch , Catalan , French

Isbn-10: 0857387529 | Isbn-13: 9780857387523 | Publish date: 

Translator: Silvester Mazzarella

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
When Maria, the fourth child of a widow, is adopted by the old and childless Bonaria Urrai, her life is instantly transformed - she finally has the love and affection she craves. But her new “soul mother” is keeping something hidden from her, a secret life that is intimately bound-up with Sardinia's ancient traditions and customs. An exceptional English-language debut, and the winner of six Italian literary prizes, Accabadora weaves a narrative of rare grace and subtlety into a sensual tapestry of local nuance, atmosphere and dialect.
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  • 5

    Bello. Bellissimo. Perché racconta la Sardegna, luogo che io amo. Perché racconta di donne coraggiose, perché affronta temi ai quali tutti pensano ma di cui nessuno vuole parlare. Perché parla di sent ...continue

    Bello. Bellissimo. Perché racconta la Sardegna, luogo che io amo. Perché racconta di donne coraggiose, perché affronta temi ai quali tutti pensano ma di cui nessuno vuole parlare. Perché parla di sentimenti che vanno oltre l'amore e di legami solidi. Bello perché scritto con un linguaggio poetico ma allo stesso tempo scarno ed essenziale, come solo la gente sarda sa essere. Bello per i personaggi e le loro mille sfaccettature, le descrizioni di cose e pensieri. Indimenticabile

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  • 4

    Il primo atto da compiere quando si ha in mano questo libro è cercare attentamente il significato del titolo. Il termine sardo accabadora, letteralmente "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu ...continue

    Il primo atto da compiere quando si ha in mano questo libro è cercare attentamente il significato del titolo. Il termine sardo accabadora, letteralmente "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu, ("la fine") ; l'ilarità sta nel fatto che stia ad indicare una "Donna" che uccideva persone anziane in condizioni di malattia tali da portare i familiari, o la stessa vittima, ad implorare l'eutanasia.

    Ebbene si la morte così come la vita era un mestiere da donne nell'amabile isola dei nuraghi.

    Dopo tale scoperta non si può che cominciare il libro con una sorta di curiosità un pò macabra, tuttavia questo libro ha il sapore di una vita passata ma non ancora sbiadita, dei racconti di mia nonna quando era bambina, della carezza delle sue mani così ruvide che ti riportano alla realtà ed alla crudezza di quei tempi in cui non ci si perdeva in sentimentalismi e realtà bucoliche, ma tutto era così crudo e reale, in particolare modo "reale", senza finti pietismi o vani lamenti.

    Consiglio vivamente la lettura di questo libro, una piccola perla della nostra cultura passata; il fatto che mi sia stato consigliato da un letterato tedesco la dice lunga.

    Godetevi ogni singola pagina!

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  • 4

    Con una scrittura semplice ma accurata e ricca di contenuti l’autrice porta il lettore nella Sardegna degli anni ‘50 in un paesino del quale descrive le tradizioni, le superstizioni, la natura e sopra ...continue

    Con una scrittura semplice ma accurata e ricca di contenuti l’autrice porta il lettore nella Sardegna degli anni ‘50 in un paesino del quale descrive le tradizioni, le superstizioni, la natura e soprattutto dove è importante quello che deve essere fatto o non fatto a prescindere che sia giusto o meno. Spiccano in questo racconto le figure femminili che sembrano oscurare quelle maschili con la loro autorevolezza: l’accabadora in primis, Maria nella sua nuova condizione di “fill’e anima “ che crescendo scoprirà segreti noti a tutti e nello stesso tempo saprà coglierne altri che nasconderà con cura dentro se stessa, la madre naturale di Maria che cede così facilmente questa quarta figlia arrivata tardi e forse non voluta e Giovanna Bastiù che sa reagire davanti alla nuova situazione familiare cambiando i ritmi della vita in casa e non curandosi della mancanza di gratitudine verso le sue attenzioni. Quello dell’eutanasia o della dolce morte è un tema spinoso e difficile ma Michela Murgia lo affronta nel romanzo con tatto e delicatezza, il porre fine ad una profonda sofferenza di chi non ha più speranza viene condivisa ed accettata dalla comunità ed ancora una volta ne è protagonista una donna che si definisce “ l’ultima madre che alcuni hanno visto”. Una lettura che mi ha coinvolta facendomi scoprire come quest’autrice, della quale ancora non avevo letto nulla, sia riuscita con grande abilità stilistica a trattare argomenti così delicati senza farne sentire eccessivamente il peso al lettore.

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  • 0

    Insieme a Chiru i miei due libri preferiti della Murgia. Ha un modo di far vedere il mondo a mio avviso fuori dal comune, forse anche per i temi e gli scenari. Davvero complimenti

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  • 4

    Tradizione. Giustizia. In un racconto lungo.

    È un soffio d'aria di Sardegna. Un libro al femminile come pochi. La Murgia è acuta e toccante. È un tassello per me per capire la complessità del mondo in un'epoca in cui le culture tradizionali poss ...continue

    È un soffio d'aria di Sardegna. Un libro al femminile come pochi. La Murgia è acuta e toccante. È un tassello per me per capire la complessità del mondo in un'epoca in cui le culture tradizionali possono aiutare molto per cancellare quella pseudo linea netta che sta tra ciò che è giusto e ciò che è male.
    Altre 200 pagine le avrei lette moooolto volentieri. Ogni personaggio, ogni storia potevano essere ben più approfonditi. Bisogna osare a volte.

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  • 5

    Semplicemente bello, mi è piaciuto moltissimo lo stile di scrittura, senza fronzoli, pulito, al servizio della storia di Bonaria Urrai e di Maria. I personaggi sono tutti ben delineati, anche quelli d ...continue

    Semplicemente bello, mi è piaciuto moltissimo lo stile di scrittura, senza fronzoli, pulito, al servizio della storia di Bonaria Urrai e di Maria. I personaggi sono tutti ben delineati, anche quelli di secondo piano.

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