Accabadora

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Publisher: Quercus Publishing

4.1
(6525)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Dutch , Catalan , French

Isbn-10: 0857387529 | Isbn-13: 9780857387523 | Publish date: 

Translator: Silvester Mazzarella

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
When Maria, the fourth child of a widow, is adopted by the old and childless Bonaria Urrai, her life is instantly transformed - she finally has the love and affection she craves. But her new “soul mother” is keeping something hidden from her, a secret life that is intimately bound-up with Sardinia's ancient traditions and customs. An exceptional English-language debut, and the winner of six Italian literary prizes, Accabadora weaves a narrative of rare grace and subtlety into a sensual tapestry of local nuance, atmosphere and dialect.
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  • 5

    Grande capacità. ..

    L'ho divorato assaporando ogni parola, peccato duri così poco!
    Ok, la trama non è particolarmente elaborata, ma non è questo che misura il livello qualitativo di uno scrittore, quanto la sua capacità ...continue

    L'ho divorato assaporando ogni parola, peccato duri così poco!
    Ok, la trama non è particolarmente elaborata, ma non è questo che misura il livello qualitativo di uno scrittore, quanto la sua capacità di tradurre le sensazioni, gli sguardi, e tutto ciò che costruisce una scena, in parole. A parer mio, Michela Murgia ci riesce benissimo, e mi ha regalato un piacere che solo pochissimi altri scrittori sanno darmi. Consigliatissimo davvero, un libro che non dimenticherò mai.

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  • 4

    Una storia fatta di pietra, come un nuraghe imperturbabile nel tempo. Uno stile di scrittura particolare, immagini antiche, in bianco e nero, da tragedia greca. Vicende dove tutte le scelte sono già s ...continue

    Una storia fatta di pietra, come un nuraghe imperturbabile nel tempo. Uno stile di scrittura particolare, immagini antiche, in bianco e nero, da tragedia greca. Vicende dove tutte le scelte sono già state fatte prima del loro compimento.
    E' il primo libro di Murgia che leggo e ne seguiranno sicuramente altri. Consigliato !!

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  • 4

    Michela Murgia è la versione riveduta e corretta di Grazia Deledda. I suoi libri sono falsi ma falsi d'autore, belli come gli originali e forse persino più belli. "Accabadora" per esempio è eccellente ...continue

    Michela Murgia è la versione riveduta e corretta di Grazia Deledda. I suoi libri sono falsi ma falsi d'autore, belli come gli originali e forse persino più belli. "Accabadora" per esempio è eccellente, con una storia interessante e originale raccontata con un linguaggio allo stesso tempo popolare ma ricco e preciso. La protagonista è bollente di gelida passione, mentre i personaggi secondari tengono bene la strada, a partire dalla "Accabadora". Il ritmo, tranne la parentesi torinese dove si perde un po', tiene ed il finale scelto dall'autrice chiude perfettamente il racconto.

    Però come dire, tutto suona già visto, già letto, già sentito. Magari non lo spunto di partenza ma passo, parola e svolgimento risalgono dritti dritti agli anni d'oro della letteratura italiana.

    Basta per farne un libro notevole, bello da leggere e ricordare ma non un capolavoro.

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  • 4

    A me la narrativa italiana moderna non ispira per nulla. Ho sempre pensato che il mio fosse un pregiudizio ingiusto, magari basato su ignoranza (perché no?), e quindi ogni tanto, ci provo. Parto preve ...continue

    A me la narrativa italiana moderna non ispira per nulla. Ho sempre pensato che il mio fosse un pregiudizio ingiusto, magari basato su ignoranza (perché no?), e quindi ogni tanto, ci provo. Parto prevenuta, sbagliando a volte, azzeccandoci altre.
    (Ad esempio, ho provato a leggere l'osannata Mazzantini... non posso dire che scriva male, né che affronti argomenti banali, ma non mi ha sconvolta, né entusiasmata).

    Con queste premesse, quindi, non proprio rosee, ho iniziato a leggere questo romanzo, scelta riconducibile alla curiosità che mi è nata di recente su questa autrice che ho avuto modo di ascoltare sul programma di Rai 3 "Quante storie", e le sue stroncature mi hanno divertita enormemente.

    Passiamo al romanzo, dunque. In un'incredibile prosa incalzante fatta di racconti di vita quotidiana e di puro folklore sardo, ci si ritrova davanti a ritratti potenti quanto realisitici di due donne: Bonaria Urrai e Maria Listru, legate da una parentela acquisita e da un segreto. Lo sviluppo della storia e della connessione tra le due, nonché il segreto dell' Accabadora ha un sapore moderno ed attuale.

    Promosso!

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  • 3

    Se avessi letto questo libro qualche anno fa, sarebbe stato facile meravigliarmene, e invece l'ho fatto adesso. Lo consiglio a chi ama il genere, molto caro a la letteratura italiana. La storia si las ...continue

    Se avessi letto questo libro qualche anno fa, sarebbe stato facile meravigliarmene, e invece l'ho fatto adesso. Lo consiglio a chi ama il genere, molto caro a la letteratura italiana. La storia si lascia leggere da sola, la scrittura è curata, a volta urta con le metafore troppo rumorosamente. Nonostante ciò, è stata una bella lettura, piacevole. Solletica il lato antropologico di certe "storie di paese" che fa sempre piacere ascoltare.

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  • 4

    Dio non è eutanasia e l’eutanasia non è Dio. Ce lo continuano a ripetere da secoli. L’acabadora che, pur credente, finge di non sentire la parola di Dio, è la figura del cattolico tipo, osservante fin ...continue

    Dio non è eutanasia e l’eutanasia non è Dio. Ce lo continuano a ripetere da secoli. L’acabadora che, pur credente, finge di non sentire la parola di Dio, è la figura del cattolico tipo, osservante fino al limite dei propri comodi, pronto a giustificarsi in nome di un valore, come in questo caso la pietà, declinando la responsabilità morale dei propri gesti.
    L’autrice non si sbilancia, non esprime giudizi di sorta, si limita a raccontare, lasciando tutto al lettore, ottenendo un risultato un po’ freddo. Personalmente mi chiedo se la figura dell’acabadora, che nei paesi potrebbe essere considerata come una levatrice al contrario, sia pura invenzione o possa in qualche modo essere possibile.
    Nel complesso comunque, la lettura è positiva e ricca di spunti su cui riflettere.
    Bella, nel finale, l’apologia dell’amicizia, che trionfa sopra tutti i sentimenti.

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  • 5

    Molto bella sia la storia che la stessa autrice che la racconta. Bella la capacità descrittiva nel dare colore e sapore a particolari anche apparentemente banali senza annoiare e bella la voce calda d ...continue

    Molto bella sia la storia che la stessa autrice che la racconta. Bella la capacità descrittiva nel dare colore e sapore a particolari anche apparentemente banali senza annoiare e bella la voce calda di lei nel raccontarlo

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  • 3

    Primo romanzo di Michela Murgia che leggo, narra la storia di Maria, ultimogenita di una famiglia di 4 figlie femmine, madre vedova, che viene data in "adozione" a Bonaria Urrai, l'accabadora di un pa ...continue

    Primo romanzo di Michela Murgia che leggo, narra la storia di Maria, ultimogenita di una famiglia di 4 figlie femmine, madre vedova, che viene data in "adozione" a Bonaria Urrai, l'accabadora di un paesino dell'entroterra sardo. L'accabadora è colei che finisce, l'ultima madre che regala una morte rapida a chi è sul punto di trapassare. Non rivelerò altro del romanzo, perché molto breve.
    Non so ancora dire se il libro mi sia piaciuto o meno. La prima parte mi ha preso molto, l'atmosfera del paesino e dei suoi riti è molto vivida e la storia è coinvolgente. Poi, a mio parere, si perde un pochino, come se l'autrice avesse fretta di portare a termine il romanzo raccogliendo eventi salienti negli ultimi capitoli. Finale un po' scontato.
    Un bel libro ma non mi ha entusiasmato.

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  • 4

    Quando si parla di “dolce morte” si dovrebbero citare figure come quelle dell’accabadora, per far capire che la volontà di morire con consapevolezza, coscienza di sé e dignità non è uno sghiribizzo de ...continue

    Quando si parla di “dolce morte” si dovrebbero citare figure come quelle dell’accabadora, per far capire che la volontà di morire con consapevolezza, coscienza di sé e dignità non è uno sghiribizzo del terzo millennio.

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