Accabadora

Audiolibro

Di

Editore: Emons

4.1
(6150)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Catalano , Francese

Isbn-10: 8895703308 | Isbn-13: 9788895703305 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Lettore: Michela Murgia

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

Ti piace Accabadora?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a capire. Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede. In questa vecchia vestita di nero c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce... "Fillus de anima: è così che chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai". Michela Murgia legge il suo "Accabadora" in questo audiolibro (della durata di quattro ore e trentasette minuti) per la regia di Flavia Gentili.
Ordina per
  • 3

    Davvero ben scritto seppure in uno stile che ho faticato ad ingranare subito: il tema è tra i più contestati e duri eppure è descritto con una delicatezza ed originalità davvero degne di nota. Mi è pi ...continua

    Davvero ben scritto seppure in uno stile che ho faticato ad ingranare subito: il tema è tra i più contestati e duri eppure è descritto con una delicatezza ed originalità davvero degne di nota. Mi è piaciuta molto la figura dell' Accabadora dignitosa nonostante il suo ruolo possa destare diniego tra i più si è aggiudicato tutto il mio rispetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Premio Campiello 2010

    Premio per me meritato..
    Finito 10 minuti fa e credo che sia un libro che bisogna commentare a caldo.
    Libro che bisogna leggere con calma, lentamente per poterlo assaporare a pieno..
    Uno spaccato di S ...continua

    Premio per me meritato..
    Finito 10 minuti fa e credo che sia un libro che bisogna commentare a caldo.
    Libro che bisogna leggere con calma, lentamente per poterlo assaporare a pieno..
    Uno spaccato di Sardegna, una paesino contadino, con i suoi pregi e i suoi difetti, dove le
    tradizioni sono ancora ben radicate, dove certe cose si sa che devono essere fatte, dove basta un niente per essere giudicati, dove il lutto si porta per una vita..
    Accabadora=quella che finisce.....riferito all'ultimo passo della nostra vita...(ultima madre)
    In diversi passi mi sono sentita coinvolta, per esperienze mie personali anche se non condivido questo antico "mestiere....
    Ma come dice il libro:
    "Non dire mai: di quell'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata".
    Maria, la protagonista è una "fillus de anima" una bambina generata due volte, prima
    dalla povertà di una donna e poi dalla sterilità di un'altra..
    Figlia sballottata, non voluta, sempre l'ultima, tradita, e quasi mai amata...ma per me,
    una persona deliziosa e sensibile..
    Libro di una delicatezza unica....

    https://youtu.be/pRLVcSreJsU

    ha scritto il 

  • 4

    - Non tutti certo, - convenne Maria. - Uno almeno deve rimanere. Per i bambini. Ecco perché i genitori sono sempre due.

    - La maestra rimase interdetta, dallo sguardo più ancora che dalle parole dell'a ...continua

    - Non tutti certo, - convenne Maria. - Uno almeno deve rimanere. Per i bambini. Ecco perché i genitori sono sempre due.

    - La maestra rimase interdetta, dallo sguardo più ancora che dalle parole dell'anziana sarta. - Non mi fraintenda, mi riferivo alla madre naturale, non volevo certo svilire il vostro rapporto. - La madre naturale, per Maria, è quella che lei disegna quando le chiedono di disegnare sua madre.

    - Siamo mamma e figlia, sì, ma non proprio una famiglia. Se eravamo una famiglia, non si metteva d'accordo con voi. cioè io credo che voi siete la mia famiglia. Perché noi siamo più vicine.

    ha scritto il 

  • 5

    Se avesse potuto morire così, affogando nell'acqua dei sogni, sarebbe stato meglio per tutti. Invece aprì gli occhi di colpo, annaspando monco tra le lenzuola. Gli ci volle qualche minuto per ricordar ...continua

    Se avesse potuto morire così, affogando nell'acqua dei sogni, sarebbe stato meglio per tutti. Invece aprì gli occhi di colpo, annaspando monco tra le lenzuola. Gli ci volle qualche minuto per ricordarsi chi e cosa era, che riemergere da sé stessi è tanto più difficile quanto più si è profondi.

    ha scritto il 

  • 4

    Sebbene l'argomento trattato non sia tra i più leggeri e freschi, Michela Murgia scrive la sua storia con dovizia di particolari e una quantità di immagini realistiche e chiare per delineare al meglio ...continua

    Sebbene l'argomento trattato non sia tra i più leggeri e freschi, Michela Murgia scrive la sua storia con dovizia di particolari e una quantità di immagini realistiche e chiare per delineare al meglio le situazioni presenti nel romanzo. Una Sardegna in bilico tra innovazione e tradizione, un paesino dell'entroterra i cui muri a secco solo le frontiere, quasi naturali, tra un terreno e l'altro. La narrazione è molto scorrevole, devo dire che mi sono lasciata "turbare" dall'argomento, che conoscevo già, stando sempre all'erta durante la lettura, che potesse accadere qualcosa di scabroso e poco conveniente. Ma le descrizioni "scabrose" sono molto ben velate e la trama lascia trapelare solo il necessario di questa pratica. Un bellissimo libro che permette di conoscere aspetti culturali di una terra a noi vicina ma per tanti versi a noi estranea.

    "In una notte come quella delle anime la campana non suonava. Poteva essere un'ora qualsiasi, e non sarebbe cambiato niente. Lungo le vie tutte le porte delle case erano aperte nonostante il freddo, come se ogni famiglia di Soreni fosse fuggita troppo in fretta per ricordarsi di chiudere l'uscio. Familiare a quella notte più che a ogni altra dell'anno, la donna alta che camminava lungo la strada rasentando i muri aveva il passo di chi sa perfettamente dove andare. Si muoveva rapida, stretta in uno scialle scuro, finché le pieghe della gonna non smisero di infrangersi sulla soglia della casa dei Bastiu. La donna entrò senza far rumore, scivolando nel corridoio troppo in fretta per lasciare ricordo di sè alla strada. Persino nella notte di quella casa si muoveva sicura con il piglio di un familiare, scorrendo le porte delle stanze fino all'unica che sapeva non essere chiusa, quella dove Nicola Bastiu, stordito dal dolore e dall'attesa, dormiva di un sonno ladro."

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho trovato estremamente coinvolgente, per nulla scontato, pur trattando un argomento di cui si straparla spesso e volentieri, ovvero l'eutanasia. I toni non sono per nulla paternalistici e nemmeno p ...continua

    L'ho trovato estremamente coinvolgente, per nulla scontato, pur trattando un argomento di cui si straparla spesso e volentieri, ovvero l'eutanasia. I toni non sono per nulla paternalistici e nemmeno patetici: la scrittrice ci porta a osservare la questione da vari punti di vista, ovvero chi sta per morire, chi dà la morte e le persone che circondano entrambi questi difficili ruoli. E' ben scritto, inoltre. L'unico difetto? Dura troppo poco.

    ha scritto il 

  • 3

    Una lettura non facile

    Ho trovato questo libro, benché' breve, molto denso di tematiche/cultura/lingua locale, ho avuto difficoltà' all'inizio ad entrare nel mondo del libro, ma mi si e' poi quasi svelato e in definitiva un ...continua

    Ho trovato questo libro, benché' breve, molto denso di tematiche/cultura/lingua locale, ho avuto difficoltà' all'inizio ad entrare nel mondo del libro, ma mi si e' poi quasi svelato e in definitiva una bella lettura

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per