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Accabadora

Audiolibro

Di

Editore: Emons

4.1
(5841)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 150 | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Catalano , Francese

Isbn-10: 8895703308 | Isbn-13: 9788895703305 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Lettore: Michela Murgia

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a capire. Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede. In questa vecchia vestita di nero c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce... "Fillus de anima: è così che chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai". Michela Murgia legge il suo "Accabadora" in questo audiolibro (della durata di quattro ore e trentasette minuti) per la regia di Flavia Gentili.
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  • 4

    Un italiano asciutto e poetico al tempo stesso che affascina e trascina nella storia di un quotidiano gigantesco, tali e tante son le emozioni e i sentimenti che lo popolano. Personaggi bellissimi, descritti senza sbavature, con tratti precisi. Peccato per la parte centrale, che capisco serva com ...continua

    Un italiano asciutto e poetico al tempo stesso che affascina e trascina nella storia di un quotidiano gigantesco, tali e tante son le emozioni e i sentimenti che lo popolano. Personaggi bellissimi, descritti senza sbavature, con tratti precisi. Peccato per la parte centrale, che capisco serva come stacco nella storia, ma avrei preferito altra soluzione. Per questo manca la quinta stella.
    Si può dire una bella storia.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ultima madre

    Maria Listru è una fillus de anima, una bambina generata due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra.
    Quello che Maria ignora e che farà cadere il suo mondo a pezzi quando più tardi scoprirà, è che Bonaria Urrai non è solo la sua madre adottiva.
    Ha anche altri ...continua

    Maria Listru è una fillus de anima, una bambina generata due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra.
    Quello che Maria ignora e che farà cadere il suo mondo a pezzi quando più tardi scoprirà, è che Bonaria Urrai non è solo la sua madre adottiva.
    Ha anche altri "figli" perchè lei è un'accabadora, colei che finisce, un'ulltima madre che accompagna i suoi figli ad una morte pietosa.
    Cruciale il passaggio dove Bonaria prova a dare un senso al suo agire, inconcepibile per Maria:
    "- Vuoi giudicare del come senza capire il perchè?Tu hai sempre fretta di emettere sentenze, Maria.....
    - Sei nata tu forse da sola? Sei uscita con le tue forze dal ventre di tua madre?O non sei nata con l'aiuto di qualcuno, come tutti i vivi?...
    - Non mi si è aperto il ventre, - proseguì, - e Dio sa se lo avrei voluto, ma ho imparato da sola che ai figli bisogna dare lo schiaffo e la carezza, e il seno, e il vino della festa e tutto quello che serve, quando gli serve.Anche io avevo la mia parte da fare, e l'ho fatta.
    - E quale parte era?
    - L'ultima. Io sono stata l'ultima madre che alcuni hanno visto."
    Al di là dei giudizi morali e delle posizioni personali di ciascuno, questo libro affronta un argomento delicatissimo, l'eutanasia, con altrettanta delicatezza, ti restituisce il senso e il valore della pietas e sicuramente insegna a non giudicare mai a priori:
    "- Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo. Potresti trovarti nella tinozza senza manco sapere come ci sei entrata."

    ha scritto il 

  • 5

    Che bello questo libro, con questo stile così asciutto che tante frasi significative sembrano sassate, davvero difficili da dimenticare. L'ho trovato affascinante e l'accabadora protagonista mi è piaciuta proprio tanto. Apparentemente è una lettura semplice ma ci sono tanti aspetti su cui rimurgi ...continua

    Che bello questo libro, con questo stile così asciutto che tante frasi significative sembrano sassate, davvero difficili da dimenticare. L'ho trovato affascinante e l'accabadora protagonista mi è piaciuta proprio tanto. Apparentemente è una lettura semplice ma ci sono tanti aspetti su cui rimurginare.
    Ne consiglio davvero la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono rimasta meravigliata dalla scrittura dell'autrice, il libro è scritto molto bene e mi ha coinvolto molto, tuttavia sono stata spinta a riflettere su ciò che si faceva di fatto nel passato, ricorrendo a un mutuo accordo nel mondo di paese per abbreviare le sofferenze degli ammalati. Non so se ...continua

    Sono rimasta meravigliata dalla scrittura dell'autrice, il libro è scritto molto bene e mi ha coinvolto molto, tuttavia sono stata spinta a riflettere su ciò che si faceva di fatto nel passato, ricorrendo a un mutuo accordo nel mondo di paese per abbreviare le sofferenze degli ammalati. Non so se sono d'accordo!Perché ci vuole una grande etica, pietà, commozione, empatia per non approfittare di una situazione di debolezza di chi già sta soffrendo!

    ha scritto il 

  • 3

    E' un bel libro?!

    Ambientato in un paesino sardo negli anni ’50, è un romanzo breve che affronta un tema importante e delicato: l’eutanasia. Mi è difficile esprimere un giudizio su questo libro perché ne sono stata attratta e nello stesso tempo respinta. L’inizio mi è sembrato un po’ ostico, ma ho continuato a l ...continua

    Ambientato in un paesino sardo negli anni ’50, è un romanzo breve che affronta un tema importante e delicato: l’eutanasia. Mi è difficile esprimere un giudizio su questo libro perché ne sono stata attratta e nello stesso tempo respinta. L’inizio mi è sembrato un po’ ostico, ma ho continuato a leggere sino ad arrivare rapidamente alla fine. Lo stile di questa scrittrice, aspro e poco fluido, si avvale di un linguaggio che ben si adatta alla terra sarda, ma che non amo particolarmente. Poco convincente la parte centrale, in cui Maria, una “fill’e anima” si allontana dal paese per andare in una città del Nord, ma altre pagine mi hanno davvero “catturato” e fatto riflettere. Protagonista è l’Accabadora che sembra muoversi accanto al lettore con i suoi silenzi.

    ha scritto il 

  • 5

    "Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell'anima."

    ha scritto il 

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