Acciaio

Di

Editore: Rizzoli (Vintage)

3.3
(6396)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Olandese , Catalano , Svedese

Isbn-10: 881705304X | Isbn-13: 9788817053044 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è trovare il tuo nome scritto su una panchina. Attraverso gli occhi di due ragazzine che diventano grandi, Silvia Avallone racconta un'Italia operaia, inedita, dimenticata.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Col fiato sospeso

    Uno di quei libri che vale la pena leggere.
    La storia d'amicizia di due ragazze adolescenziali che vivono in un quartiere disadattato.
    I sogni, l'amore e l'approccio all'età adulta. ...continua

    Uno di quei libri che vale la pena leggere.
    La storia d'amicizia di due ragazze adolescenziali che vivono in un quartiere disadattato.
    I sogni, l'amore e l'approccio all'età adulta.

    ha scritto il 

  • 2

    Se da un lato mettiamo un pessimo libro come Bianca come il latte.. e dall'altra un buon libro come Ruggine, Acciaio si posiziona nel mezzo.
    UN mediocre romanzo giovanile con le amiche mezzo lesbiche ...continua

    Se da un lato mettiamo un pessimo libro come Bianca come il latte.. e dall'altra un buon libro come Ruggine, Acciaio si posiziona nel mezzo.
    UN mediocre romanzo giovanile con le amiche mezzo lesbiche e mezze troie, l'acciaieria, i genitori stereotipati, la droga, la periferia e l'amica cessa che vuol far la scrittrice e raccontare una storia su amiche mezzo lesbiche e mezze troie, l'acciaieria, i genitori stereotipati, la droga e la periferia

    ha scritto il 

  • 1

    Anna e Francesca sono amiche inseparabili che condividono ogni cosa,persino lo stesso palazzo a Piombino,dove vivono con le rispettive famiglie,che però non le fanno vivere tranquille soprattutto quel ...continua

    Anna e Francesca sono amiche inseparabili che condividono ogni cosa,persino lo stesso palazzo a Piombino,dove vivono con le rispettive famiglie,che però non le fanno vivere tranquille soprattutto quella di Francesca,con un padre irascibile e violento.Questo libro,questa storia,o si ama o si odia,non ci sono mezze misure.Ed io purtroppo non l'ho amato.L' ho trovato volgare,sporco e triste.Io amo la vita e le cose belle che ogni giorno il mondo ci dà.Ma in questo racconto della Avallone tutto sembra brutto e sporco,eppure a raccontarlo sono quasi tutti giovani,è possibile vedere tutto mostruosamente negativo?Alla fine questa storia non mi ha lasciato altro che tristezza,nulla di più.

    ha scritto il 

  • 2

    Di cosa stiamo parlando?

    Le adolescenti Francesca e Anna sono amiche inseparabili da quando sono piccole. Abitano a Piombino, in un quartiere degradato, descritto in maniera così negativa che ho pensato che l’autrice in realt ...continua

    Le adolescenti Francesca e Anna sono amiche inseparabili da quando sono piccole. Abitano a Piombino, in un quartiere degradato, descritto in maniera così negativa che ho pensato che l’autrice in realtà stesse parlando di un’altra città! Non conosco la città, ma ho trovato alcune descrizioni troppo marcate: bambini che fanno pipì per le scale, ragazzine che si denudano con il balcone aperto per farsi guardare dai vecchietti, sesso, droga (rock’n'roll no, perché i protagonisti sono tutti tamarri), furti e chi più ne ha più ne metta! Pensate che ad un certo punto mi son detta “Cavolo! Non pensavo che Piombino potesse essere così!”.
    Personalmente non amo questo genere di storie, troppa carne a cuocere!
    Insomma, l’intero romanzo ruota attorno all’amiciza di queste due ragazze e delle loro famiglie: da un lato abbiamo un padre padrone e una madre sottomessa, dall’altro un padre fannulone/imbroglione e una madre che si fa il mazzo tanto per arrivare a fine mese.

    Acciaio è più banalmente la storia di queste due ragazze che da inseparabili amiche si allontano quando scoprono l’amore e poi si riavvicinano. Davvero nulla di che! Forse la trama giusta per un telefilm/film all’italiana. Mi chiedo come mai ancora debbano produrre un film da questo libro!

    Consigliato sì o no? Assolutamente no!! Va bene che si legge in poco tempo, ma a me non ha trasmesso alcuna emozione. Ero sempre lì a chiedermi quando iniziasse il libro!! Assurdo! E ,come volevasi dimostrare, io e il “mercato” non andiamo d’accordo!

    ha scritto il 

  • 1

    orribile

    Libro pessimo. Una raccolta di cliché irrealistici e una accozzaglia di personaggi improbabili provi di spessore che agiscono per ragioni incomprensibili. Scritto da una che la classe operaia non la h ...continua

    Libro pessimo. Una raccolta di cliché irrealistici e una accozzaglia di personaggi improbabili provi di spessore che agiscono per ragioni incomprensibili. Scritto da una che la classe operaia non la ha mai frequentata neanche per sbaglio. La storia sarebbe ambientata a Piombino nel 2000, ma piu' inveromile di cosi' non potrebbe essere Pieno zeppo di errori (che non so come siano sfuggiti all'editor) e di anacronismi. Ed è pure scritto male.

    ha scritto il 

  • 2

    mah

    avevo fretta di finirlo: tipo, chissà andando avanti magari.... invece,....insomma si lascia leggere. Una scrittura che passa dal pensato,al detto, alla descrizione, al flashback, così; trama discreta ...continua

    avevo fretta di finirlo: tipo, chissà andando avanti magari.... invece,....insomma si lascia leggere. Una scrittura che passa dal pensato,al detto, alla descrizione, al flashback, così; trama discreta, in una piombino, che sembra però di 50 anni fa.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è un libro che parla di periferia, della difficoltà di arrivare a fine mese, a fine giornata.

    Racconta di due ragazzine, due amiche per la pelle, del loro essere in sintonia eppure molto divers ...continua

    Questo è un libro che parla di periferia, della difficoltà di arrivare a fine mese, a fine giornata.

    Racconta di due ragazzine, due amiche per la pelle, del loro essere in sintonia eppure molto diverse, non solo perché una è mora e l'altra bionda.

    Racconta della difficoltà di crescere in famiglie dove il padre è violento oppure dove sparisce per giorni, portandosi via l'ultimo stipendio per inseguire una facile fortuna che, forse, prima o poi arriverà. Ma a che prezzo?

    Parla dell'impossibilità di raccontare quello che succede veramente all'interno delle quattro mura domestiche, anche se tutti lo sanno e fanno finta di niente. Parla di donne all'apparenza forti, ma che non riescono a ribellarsi, di una cultura che non permetto loro di essere quello che vogliono essere.

    Il libro racconta la necessità di ricorrere a sostanze, in pillole o polvere, per superare lo schifo giornaliero, le brutture e la fatica del sentirsi in gabbia. Parla di un amore che non può essere detto né vissuto.

    Acciaio della Avallone parla di molte cose. Parla di un'Italia che esiste e che è sotto gli occhi di tutti. Forse non sempre con queste caratteristiche così concentrate, ma di sicuro di un paese che fatica costruirsi un futuro, che spera in un 'miracolo', in un colpo di fortuna, in qualcuno che aggiusti le cose.

    Parla anche di classi sociali e della difficoltà, da adulti, di andare oltre. Della disabilità e dell'incapacità di accettarne l'esistenza.

    È un libro crudo, quasi esagerato in certi passaggi, ma nonostante tutto gradevole e sicuramente intenso. Un libro che non lascia indifferenti.

    ha scritto il 

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