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Acciaio

Di

Editore: Rizzoli (Vintage)

3.3
(6027)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Olandese , Catalano , Svedese

Isbn-10: 881705304X | Isbn-13: 9788817053044 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è trovare il tuo nome scritto su una panchina. Attraverso gli occhi di due ragazzine che diventano grandi, Silvia Avallone racconta un'Italia operaia, inedita, dimenticata.
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  • 1

    Un polpettone

    Non mi è piaciuto lo stile, i personaggi sono finti (le protagoniste tra l'altro sembrano molto più che quattordicenni), c'è un eccesso di melodramma, ci sono mescolate tante cose e nessuna di queste ...continua

    Non mi è piaciuto lo stile, i personaggi sono finti (le protagoniste tra l'altro sembrano molto più che quattordicenni), c'è un eccesso di melodramma, ci sono mescolate tante cose e nessuna di queste viene approfondita in maniera accettabile. L'ultimo capitolo poi è stato il colpo di grazia.
    http://letturedituttiicolori.blogspot.it/2015/02/acciaio-di-silvia-avallone.html

    ha scritto il 

  • 1

    Prendete un McCarthy d'annata, trituratelo ed estrapolatene a caso qualche brano; aggiungeteci un quarto di Moccia, uno spruzzo di Faletti, una goccia, ed una sola, del Bukowski turpiloque, un'ombra d ...continua

    Prendete un McCarthy d'annata, trituratelo ed estrapolatene a caso qualche brano; aggiungeteci un quarto di Moccia, uno spruzzo di Faletti, una goccia, ed una sola, del Bukowski turpiloque, un'ombra di Agus (Milena) per dare sapore locale et voilà, il Romanzo italiano dell'ultimo decennio è servito.
    Mots grosses disseminano a casaccio le pagine, i personaggi sembrano tolti di peso dall'operetta, il tragico si alterna al comico per poi passare nello stolido senza sfumature o plausibilità.
    L'ambientazione vuole essere pregnante, invece risulta solo grottescamente ripetitiva, patetico il ricorso saltuario a neologismi di conio freschissimo (l'autrice ha forse pretese gaddiane), che aumentano, invece, la sensazione di trovarsi davanti a un patchwork di pessima fattura.
    Atroce il finale: dopo un dramma grandguignolesco che avrebbe atterrato chiunque, le due eroine, bellissime e impavide, coroneranno il sogno delle loro esistenze.
    "Cuori selvaggi", storica telenovela, era più verosimile.

    ha scritto il 

  • 5

    Un pugno nello stomaco

    Ho acquistato questo libro più di un anno fa ma non mi ero mai decisa a leggerlo per le troppe opinioni contrastanti: c'è stato chi l'ha odiato e chi l'ha amato, io l'ho adorato, divorato, era da tant ...continua

    Ho acquistato questo libro più di un anno fa ma non mi ero mai decisa a leggerlo per le troppe opinioni contrastanti: c'è stato chi l'ha odiato e chi l'ha amato, io l'ho adorato, divorato, era da tanto che un libro non mi teneva così incollata alle pagine e mi lasciava un buco nel petto alla fine.
    Ho letto di gente che lo relegava alla storia di due adolescenti, ma non c'è niente di più sbagliato; questa è la storia di una realtà sociale, di un quartiere popolare di Piombino, ma che potrebbe essere di Napoli, Roma o Milano, i cui abitanti sono tutti impiegati nell'acciaieria Lucchini (ex Ilva), dove ci sono povertà, delinquenza, emarginazione e dove i ragazzi e le ragazze si trovano costretti a crescere in fretta.
    La scrittura è scorrevole, semplice e cattura l'attenzione. Lo straconsiglio!

    ha scritto il 

  • 1

    Libro-fotoromanzo.

    Incuriosita da questo libro (vincitore del premio Campiello e secondo classifico per il premio Strega nel 2010) l'ho cominciato (e finito) rapidamente, piu' volte tentata di chiuderlo... per sempre. ...continua

    Incuriosita da questo libro (vincitore del premio Campiello e secondo classifico per il premio Strega nel 2010) l'ho cominciato (e finito) rapidamente, piu' volte tentata di chiuderlo... per sempre. Adatto ad una fascia di giovani lettrici adolescenti o poco più. Tanta carne al fuoco, tanti stereotipi e banalità, come altre recensioni mi pare segnalino. La storia non mi ha lasciato nulla. La scrittura non è certo eccellente. Risulta semplicemente un libro-fotoromanzo, dove ogni due pagine deve verificarsi un dramma di qualche tipo: infatti vi trovate di tutto. Politica, famiglia con padre-padrone, drammi adolescenziali e familiari, morti sul lavoro, lesbismo e torri gemelle. Mi chiedo come mai è stato tanto premiato.
    Non consiglierei la lettura di questo libro ad alcuno che abbia qualche famigliarità con la letteratura....!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Dopo aver sentito nominare spesso questo libro (vincitore del premio Campiello e secondo classifico per il premio Strega nel 2010), sono stata mossa dalla curiosità di leggerlo. Ero totalmente all'osc ...continua

    Dopo aver sentito nominare spesso questo libro (vincitore del premio Campiello e secondo classifico per il premio Strega nel 2010), sono stata mossa dalla curiosità di leggerlo. Ero totalmente all'oscuro della storia narrata, ma francamente mi aspettavo fosse qualcosa di ben diverso. Sostanzialmente lo trovo più adatto ad una fascia di giovani lettrici adolescenti o poco più. Tanta carne al fuoco, tanti stereotipi da far drizzare tutti i capelli in testa e un po' troppa superficialità e banalità. Non mi ha lasciato nulla. Un po' come i libri di Moccia. In questo libro è stato buttato dentro di tutto: dal padre-padrone che picchia moglie e figlia, alla ragazzina lesbica che si ritrova a 14 anni a ballare nuda in un night (e ne è pure felice!); dal padre latitante che commette reati a più non posso pur di non lavorare, al ragazzo che muore dietro alla sua ex e alla fine...muore seriamente e nel peggiore dei modi. Vogliamo parlare anche del tentativo di infilare nella storia la classica ragazzina disabile tanto per suscitare un po' di pietismo? L'attentato alle Torri Gemelle poi è assolutamente un elemento inutile ai fini della storia e non ho proprio capito perché l'autrice l'abbia inserito. Boh! Non credo consiglierei la lettura di questo libro a qualcuno.

    ha scritto il 

  • 2

    Primo libro della lunga serie di compagni di viaggio, in treno, da e verso il lavoro. Ora finalmente potro’ avere una scusa per leggermi un libro a settimana, e soprattutto per giustificare la distanz ...continua

    Primo libro della lunga serie di compagni di viaggio, in treno, da e verso il lavoro. Ora finalmente potro’ avere una scusa per leggermi un libro a settimana, e soprattutto per giustificare la distanza tra casa e lavoro. Comunque. Primo libro, dicevo. Partito sull’entusiasmo di una simpatia istintiva per Silvia, vai poi a capire perche’ visto che l’ho vista solo una volta, torturarsi emozionata l’orlo del maglione a “Parla con me”. E poi. Mah. Voglio dire, carino, scritto che si legge quasi tutto d’un fiato, con alcune frasi da segnarsele a matita, a lato. Ma un po’ troppo adolescenziale per i miei gusti. Forse piu’ adatto al tragitto casa-scuola che non a quello casa-lavoro. Tutto sommato, mi ha un po’ deluso. Ma forse semplicemente perche’ mi aspettavo tutta un’altra cosa.

    ha scritto il 

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