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Acciaio

Di

Editore: Rizzoli (Vintage)

3.3
(5965)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Olandese , Catalano , Svedese

Isbn-10: 881705304X | Isbn-13: 9788817053044 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è trovare il tuo nome scritto su una panchina. Attraverso gli occhi di due ragazzine che diventano grandi, Silvia Avallone racconta un'Italia operaia, inedita, dimenticata.
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  • 2

    Primo libro della lunga serie di compagni di viaggio, in treno, da e verso il lavoro. Ora finalmente potro’ avere una scusa per leggermi un libro a settimana, e soprattutto per giustificare la distanza tra casa e lavoro. Comunque. Primo libro, dicevo. Partito sull’entusiasmo di una simpatia istin ...continua

    Primo libro della lunga serie di compagni di viaggio, in treno, da e verso il lavoro. Ora finalmente potro’ avere una scusa per leggermi un libro a settimana, e soprattutto per giustificare la distanza tra casa e lavoro. Comunque. Primo libro, dicevo. Partito sull’entusiasmo di una simpatia istintiva per Silvia, vai poi a capire perche’ visto che l’ho vista solo una volta, torturarsi emozionata l’orlo del maglione a “Parla con me”. E poi. Mah. Voglio dire, carino, scritto che si legge quasi tutto d’un fiato, con alcune frasi da segnarsele a matita, a lato. Ma un po’ troppo adolescenziale per i miei gusti. Forse piu’ adatto al tragitto casa-scuola che non a quello casa-lavoro. Tutto sommato, mi ha un po’ deluso. Ma forse semplicemente perche’ mi aspettavo tutta un’altra cosa.

    ha scritto il 

  • 0

    Letteratura convenzionale ma avvincente

    Non sono riuscito ad addormentarmi prima di averlo finito. Scritto bene, con spunti poetici interessantissimi, quando Silvia si lascia andare a evocare i colori del paesaggio e la leggerezza dell'estate vista con gli occhi dell'adolescenza.
    Brava Silvia, fra l'altro bella e brava anche in v ...continua

    Non sono riuscito ad addormentarmi prima di averlo finito. Scritto bene, con spunti poetici interessantissimi, quando Silvia si lascia andare a evocare i colori del paesaggio e la leggerezza dell'estate vista con gli occhi dell'adolescenza.
    Brava Silvia, fra l'altro bella e brava anche in video :-)

    ha scritto il 

  • 0

    Ragazze in amore a Piombino

    Francesca e Anna sono le più belle ragazzette di Via Stalingrado. Hanno padri orridi e fratelli un po' meno. La mamma di Anna è di Rifondazione e lavora, quella di Francesca è calabrese e fa la casalinga.
    Anna e Francesca fanno tutto insieme, poi si allontanano per un bel po'. Si ritroveran ...continua

    Francesca e Anna sono le più belle ragazzette di Via Stalingrado. Hanno padri orridi e fratelli un po' meno. La mamma di Anna è di Rifondazione e lavora, quella di Francesca è calabrese e fa la casalinga.
    Anna e Francesca fanno tutto insieme, poi si allontanano per un bel po'. Si ritroveranno?
    Credo "nudo" e le sue articolazioni siano le parole più utilizzate in questo romanzo, che comunque ha un suo perché.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello e forte come l'acciaio

    Sì, bel libro, considerando poi che è il primo di questa autrice.
    Devo dire che mi è piaciuto abbastanza, il motivo per cui ho sognato tre stelline è perché spesso mi sono annoiata e non poco.
    Credo che molte pagine poteva risparmiarsele.
    Non è stato uno di quei libri che sono l ...continua

    Sì, bel libro, considerando poi che è il primo di questa autrice.
    Devo dire che mi è piaciuto abbastanza, il motivo per cui ho sognato tre stelline è perché spesso mi sono annoiata e non poco.
    Credo che molte pagine poteva risparmiarsele.
    Non è stato uno di quei libri che sono li sul comodino e non vedi l'ora di aprirli e continuare da dove avevi lasciato, no, spesso è stata una lettura quasi "forzata"
    La storia è bella, toni forti quelli giusti a mio avviso per far capire questa realtà ignota a molti.

    ha scritto il 

  • 1

    Libro inconcludente, stereotipato e esagerato. Un sacco di spunti che se analizzati almeno un minimo sarebbero potuti essere molto interessanti. Invece l'autrice decide di mettere tutto insieme, neanche fosse un elenco della spesa, tutta una serie di problematiche quali: l'adolescenza, lavoro e m ...continua

    Libro inconcludente, stereotipato e esagerato. Un sacco di spunti che se analizzati almeno un minimo sarebbero potuti essere molto interessanti. Invece l'autrice decide di mettere tutto insieme, neanche fosse un elenco della spesa, tutta una serie di problematiche quali: l'adolescenza, lavoro e morte in una fabbrica d'acciaio, omosessualità, scoperta della sessualità, criminalità minimamente organizzata, padre violento, depressione dopo un incidente, lotta politica, madri depresse, prostituzione minorile e altre.... Non approfondisce assolutamente nulla, un romanzo fastidioso in cui regna lo squallore sia nella scrittura che nei contenuti che nella vita dei personaggi. Come un libro simile sia riuscito ad ottenere tot premi e tot riedizioni molto ravvicinate rimane un mistero!

    ha scritto il 

  • 3

    volevo dargli una stella per quei grandi amori finiti che ricominciano. odio le storie di amori finiti che ricominciano, perche' sono menzogne: chi ti lascia non torna mai nella vita vera. ti lascia e basta.
    muori pure, tanto non torno.

    pero' e' anche vero che a volte leggere e' scap ...continua

    volevo dargli una stella per quei grandi amori finiti che ricominciano. odio le storie di amori finiti che ricominciano, perche' sono menzogne: chi ti lascia non torna mai nella vita vera. ti lascia e basta.
    muori pure, tanto non torno.

    pero' e' anche vero che a volte leggere e' scappare per un po' dalla realta' del grande amore che non torna, del muori pure tanto non torno. e allora alla finzione degli amori che tornano ne daresti anche cinque di stelle, se non altro per punire la realta'.

    poi gli avrei voluto dare cinque stelle perche' leggendolo mi ha fatto tornare la nostalgia della mia adolescenza, del suo senso di immortalita', della certezza di allora di essere io il mio dio.

    pero' quel tempo e' andato, quella certezza anche.
    ne ho 48 di anni, non 14, o 20.
    sono maledettamente mortale.
    e sono tutto fuorche' il mio dio.
    e allora di stelle volevo dargliene una.

    alla fine scelgo per tre stelle.
    ma poteva essere una.
    e potevano essere cinque.
    se lo avessi letto da adolescente, quante ne avrei date?

    ha scritto il 

  • 1

    Moccia trasportato in acciaieria e nelle case popolari. Un libro per lettori (e soprattutto giovani lettrici) che non vogliono leggere Fabio Volo perché sennò verrebbero guardati storti ma che praticamente é uguale identico. Con la differenza di paroloni e ambientazioni che fanno tanto trend e se ...continua

    Moccia trasportato in acciaieria e nelle case popolari. Un libro per lettori (e soprattutto giovani lettrici) che non vogliono leggere Fabio Volo perché sennò verrebbero guardati storti ma che praticamente é uguale identico. Con la differenza di paroloni e ambientazioni che fanno tanto trend e sentire molto impegnati e vicini ai poveri dalle vite misere. Come al solito in Italia, un'ambientazione scelta per motivi sciccosi ma che l'autrice avrà sicuramente visto solo col binocolo da chilometri di distanza. Pessimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Buona la prima

    Come opera prima di una scrittrice italiana giovane non mi aspettavo granchè, invece devo dire che ho trovato un linguaggio fresco ed energico, un intreccio interessante (anche se talvolta un po' scricchiolante), una buona capacità di descrivere il contesto di Piombino e della Lucchini.

    ha scritto il 

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