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Acciaio

By Silvia Avallone

(1363)

| Paperback | 9788817053044

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Book Description

Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è trovare il tuo nom Continue

Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è trovare il tuo nome scritto su una panchina. Attraverso gli occhi di due ragazzine che diventano grandi, Silvia Avallone racconta un'Italia operaia, inedita, dimenticata.

1382 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non so che dire su questo libro. è scritto bene, la Avallone ci sa fare con le parole e i registri linguistici, rende la desolazione del posto che descrive e i personaggi sembrano veri, però la trama fa un po' acqua, rimangono sospese un sacco di cos ...(continue)

    Non so che dire su questo libro. è scritto bene, la Avallone ci sa fare con le parole e i registri linguistici, rende la desolazione del posto che descrive e i personaggi sembrano veri, però la trama fa un po' acqua, rimangono sospese un sacco di cose, altre sembrano appiccicate lì come se non sapesse più come andare avanti. La figura del padre è una gran "caciara" anche qui, come in "Marina Bellezza". è valsa la pena leggerlo, tornavo a casa con la curiosità e la voglia di andare avanti quindi se si potesse mettere la mezza stella direi 3,5!

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    Ale Q said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ACCIAIO è un romanzo che è stato tra i finalisti del Premio Strega 2010, nel quale, in maniera concreta ed essenziale, viene narrata la storia di amicizia e amore di due ragazze, Anna e Francesca, e il loro desiderio di fuggire da una città che gli s ...(continue)

    ACCIAIO è un romanzo che è stato tra i finalisti del Premio Strega 2010, nel quale, in maniera concreta ed essenziale, viene narrata la storia di amicizia e amore di due ragazze, Anna e Francesca, e il loro desiderio di fuggire da una città che gli sta stretta. Infatti a fare da sfondo al racconto c'è la città di Piombino e la sua acciaieria, il cui lavoro detta i ritmi della vita delle famiglie e della stessa cittadina toscana. Anna e Francesca però non raggiungeranno mai la loro "America", cioè l'Isola d'Elba.
    Nel complesso è un romanzo ben scritto dall'allora esordiente Silvia Avallone, autrice giovane che non cerca solo l'emotività della narrazione ma cura anche molto la parola scritta A ciò si aggiungono descrizioni molto particolareggiate di luoghi e ambienti, come la fabbrica e la spiaggia popolare. Silvia Avallone riesce a raccontare, grazie alla sua scrittura, una storia semplice, che non ha bisogno di colpi di scena o stravolgimenti improvvisi per risultare avvincente.
    E' un romanzo che consiglio vivamente di leggere, soprattutto alle adolescenti, ma anche agli adulti, per poter capire meglio le ansie e le paure che attanagliano i giovani.

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    alisa said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    bruttino e superificiale

    mai letti tanti luoghi comuni, personaggi da clichè e situazioni banali in un solo libro.
    i personaggi sono veramente piatti, roba da far diventare i concorrenti di un reality a caso come i membri del circolo viesseux.

    l'ambiente operaio è raccontat ...(continue)

    mai letti tanti luoghi comuni, personaggi da clichè e situazioni banali in un solo libro.
    i personaggi sono veramente piatti, roba da far diventare i concorrenti di un reality a caso come i membri del circolo viesseux.

    l'ambiente operaio è raccontato in maniera così scontata e eccessiva che si capisce proprio che questa la fabbrica non sa neppure dove sta di casa. manco in un film di elio petri !

    se fossi il sindaco di piombino o un abitante di via stalingrado le farei causa.

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    GG Ciappi said on Jul 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    letto tutto d'un fiato. Mi e' piaciuto molto sia il modo in cui e' scritto che la storia di una realta' toscana cosi' vicina.
    Mi sono solo chiesta come una torinese potesse scrivere un libro cosi' particolare di una storia lontana a lei.. e mi piacer ...(continue)

    letto tutto d'un fiato. Mi e' piaciuto molto sia il modo in cui e' scritto che la storia di una realta' toscana cosi' vicina.
    Mi sono solo chiesta come una torinese potesse scrivere un libro cosi' particolare di una storia lontana a lei.. e mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli abitanti della zona.
    Ho dato solo 3 stelle perche' da come ne avevo sentito parlare mi ero immaginata molto di piu', anche se e' stata una lettura piacevole.

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    Annalu said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più che acciaio direi ghisa grezza.

    Considerando l'enorme battage che ha accompagnato il libro e il fatto che è un'opera prima di una giovane scrittrice mi aspettavo peggio...
    Non griderei al capolavoro, questo si.
    Non mi è piaciuto l'eccesso di stereotipi e soprattutto mi chiedo se Pi ...(continue)

    Considerando l'enorme battage che ha accompagnato il libro e il fatto che è un'opera prima di una giovane scrittrice mi aspettavo peggio...
    Non griderei al capolavoro, questo si.
    Non mi è piaciuto l'eccesso di stereotipi e soprattutto mi chiedo se Piombino sia veramente come viene descritta o e semplicemente un espediente letterario ( nel senso che Piombino forse rappresenta qualsiasi cittadina in pieno degrado urbano ).
    Il finale poi è spiazzante: potrebbe sembrare affrettato, io invece credo che sia l'unico momento di luce in una storia veramente cupa, una sorta di punto d'inizio dopo che si è toccato il fondo.
    Oscilla tra 3 e 4 stelle.

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    Atticus said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

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