Acido solforico

Di

Editore: Guanda (Le fenici tascabili, 201)

3.7
(2062)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Catalano , Tedesco

Isbn-10: 8860886368 | Isbn-13: 9788860886361 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Capuani

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Un nuovo reality show dal nome chiaro e inequivocabile: Concentramento, basato proprio su regole che ricordano il momento più terribile della storia dell'umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva con il compito di reclutare i concorrenti che, volenti o nolenti, vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo all'interno del quale altri interpretano il ruolo di kapò. Parte così il gioco, che vede, come da copione classico, l'occhio vigile delle telecamere registrare puntualmente e precisamente la vita di tutti i giorni, e il momento di massima audience si registra quando i telespettatori, da casa, decidono l'eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto...
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  • 4

    "Acido solforico" di Amélie Nothomb

    L'uscita di Acido solforico di Amélie Nothomb, nell'ormai lontano 2005, fu segnata da indignazione e polemiche rivolte all'utilizzo di una tematica seria e tragica in un contesto considerato improprio ...continua

    L'uscita di Acido solforico di Amélie Nothomb, nell'ormai lontano 2005, fu segnata da indignazione e polemiche rivolte all'utilizzo di una tematica seria e tragica in un contesto considerato improprio.
    Nel romanzo in questione, l'autrice belga, riponendo per questa volta una delle sue caratteristiche forti, ovvero la tagliente ironia, compie una discesa nell'inferno dei reality show, ormai, e ancora di più oggi, format invasivi con i quali, volenti o meno, conviviamo.

    Amélie immagina che un'organizzazione compia rastrellamenti nelle vie di Parigi, per reclutare forzatamente i partecipanti ad un nuovo - ed ennesimo - reality show: già durante le operazioni preliminari, tutto viene filmato. Le persone scelte si trovano stipate su camion e poi trasferite su un carro bestiame delle ferrovie.
    Incipit
    Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo.
    Per essere fermati non serviva alcun requisito. Le retate si verificavano ovunque: chiunque veniva portato via, senza possibilità di appello. L’unico criterio era l’appartenenza al genere umano.Quella mattina Pannonique era uscita per fare una passeggiata al Jardin des Plantes. Arrivarono gli organizzatori e setacciarono il parco. La giovane si ritrovò su un camion.Non era ancora andata in onda la prima puntata: la gente non aveva idea di cosa gli sarebbe successo. Erano tutti indignati. Alla stazione, li stiparono su un carro bestiame. Pannonique vide che li stavano riprendendo: li scortavano numerose telecamere che non perdevano una virgola della loro angoscia.Comprese allora che ribellarsi non solo non avrebbe affatto giovato, ma sarebbe risultato telegenico. Rimase dunque di marmo durante il lungo viaggio. Intorno a lei i bambini piangevano, gli adulti ringhiavano, i vecchi soffocavano.Li scaricarono in un campo simile a quelli, non poi così remoti, di deportazione nazista, con un’unica differenza: telecamere di sorveglianza erano installate dappertutto.
    Si inizia a capire l'analogia con la tragedia delle deportazioni in periodo nazista.
    E, di conseguenza, è chiaro il motivo delle critiche feroci ricevute; quello che emerge da interviste e approfondimenti, è che la Nothomb fu messa in discussione più per aver azzardato l'estremizzazione della tematica riprendendo i fatti storici in questione e applicandoli a una deriva contemporanea, piuttosto che per aver accusato la televisione spazzatura di innescare nei fruitori una sorta di lavaggio del cervello per appiattire la personalità e uniformare le idee (o, forse, come esito estremo, farle morire tout court).
    [...]
    http://lanostralibreria.blogspot.it/2015/10/libro-acido-solforico-di-amelie-nothomb.html

    ha scritto il 

  • 3

    Maravillosa novela que nos muestra la inexistencia de los límites de una sociedad con una moralidad autocomplaciente, centrada únicamente en el entretenimiento, aunque sea a costa del sufrimiento huma ...continua

    Maravillosa novela que nos muestra la inexistencia de los límites de una sociedad con una moralidad autocomplaciente, centrada únicamente en el entretenimiento, aunque sea a costa del sufrimiento humano.

    El título hace honor a la forma en la que está escrito el libro. Nothomb escribe de forma corrosiva y, como el ácido, disuelve las defensas del lector, hasta que a este le duele lo que lee. Y es increíble que esto suceda en poco más de 160 páginas, lo que indica lo bien escrito que está y la emoción que despierta, para hacer leer de un tirón todo el libro.Y sin embargo, al igual que otras novelas de Nothomb, la obra acaba siendo densa y te cuesta llegar completamente a ella con plenitud.

    La protagonista absoluta del libro, Pannonique, es un personaje misterioso que cautiva inmediatamente al lector. Sabes poco o nada de sus orígenes, y solo algunas pinceladas de su carácter, pero mantiene intacta su humanidad e integridad. Zdena por el contrario, de quien sabemos menos, es la protagonista antagónica y donde mejor vemos la evolución de toda la historia.

    El argumento es magnífico. Brutal, cínico, crítico y sobre todo doloroso. Puede parecer una exageración, algo imposible. Y sin embargo, mientras lo lees más elementos de actualidad identificas y te parece que más que una novela de ficción, estás ante una predicción de como será la sociedad futura. Y acabas leyéndolo con miedo y un poco de asco. La única parte que no cuadra en esta sociedad futura, es el final. Muy utópico, incluso para esta novela.

    Definitivamente es un gran libro, para el que hay que prepararse mentalmente. Pero lo recomiendo, por que ayuda a mantener la perspectiva y a conocer un poco mejor el comportamiento humano de las grandes masas. Si es que realmente tienen de eso.

    ha scritto il 

  • 3

    Acido solforico

    Questa è la storia di un reality show che riproduce un campo di concentramento nazista, dove si possono riconoscere, seppur portate all'estremo, molte storture legate alla televisione, a questo genere ...continua

    Questa è la storia di un reality show che riproduce un campo di concentramento nazista, dove si possono riconoscere, seppur portate all'estremo, molte storture legate alla televisione, a questo genere di spettacoli, alla fame di schifezza e trash che caratterizza il pubblico e gli autori televisivi.

    La Nothomb scrive davvero bene, è diretta, essenziale, arguta e, per la mia modesta esperienza, per nulla banale.
    Tuttavia la trovo difficile.
    In definitiva, pur apprezzandola, ho bisogno ancora di qualche altro romanzo per capirla bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro che rimane fermo sull'essenziale, senza dilungarsi in inutili parole.
    Ci sono spunti infiniti per la riflessione, andando oltre al classico bene-male. Io personalmente mi sono posta non all'inte ...continua

    Libro che rimane fermo sull'essenziale, senza dilungarsi in inutili parole.
    Ci sono spunti infiniti per la riflessione, andando oltre al classico bene-male. Io personalmente mi sono posta non all'interno del capo (kapò-detenuto), ma al di fuori: mi saliva la rabbia pensando ai telespettatori di Concentramento. Veramente al giorno d'oggi ha questo potere chi guarda la TV?
    Ma la risposta è una sola: sì. La politica italiana ne è dimostrazione.

    ha scritto il 

  • 1

    Vabbè, quindi?!

    Molto delusa.
    Avevo molte aspettative: titolo accattivante, copertina altrettanto, trama interessante. Tutto questo grande mix per poi essere una gran minestrina molto sciapa.
    Il libro è ben scritto, ...continua

    Molto delusa.
    Avevo molte aspettative: titolo accattivante, copertina altrettanto, trama interessante. Tutto questo grande mix per poi essere una gran minestrina molto sciapa.
    Il libro è ben scritto, intrattiene; l'ho letto in una sola sera ma più di questo non ho trovato.
    Nessuna descrizione dei personaggi, nè fisica nè psicologica (potrebbe non essere un male, per l'immaginazione intendo).
    Nessuna descrizione del luogo, niente nemmeno un colore, un profumo. Il nulla.
    Nessuna descrizione più accurata dell'idea centrale del libro.
    Niente di niente.
    Mi aspettavo di più da questa grande artista che sul web è recensita molto bene. Proverò di nuovo, o forse rinuncerò accettando che non è nelle mie corde.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa non si farebbe per aumentare gli indici di ascolto! Amelie immagina un reality in cui è riprodotto un campo di concentramento con tanto di Kapo e di eliminazione finale, "vera"; il tutto in diret ...continua

    Cosa non si farebbe per aumentare gli indici di ascolto! Amelie immagina un reality in cui è riprodotto un campo di concentramento con tanto di Kapo e di eliminazione finale, "vera"; il tutto in diretta, naturalmente. Mette in crisi il programma (o almeno una dei Kapo), la prigioniera CKZ114 bellissima e intelligente, con una evidente superiorità morale rispetto agli altri partecipanti al programma e ancor di più rispetto agli ascoltatori. La povera kapo Zdena si innamora perdutamente di lei, che naturalmente non la ricambia. Le dà cioccolata e il suo aiuto per quello che può senza ricavare niente. Sembra proprio che alcool e benzina debbano restare per sempre immiscibili o quasi.
    Ci sono tutti gli ingredienti per un bellissimo romanzo alla Nothomb. Infatti se l'idea di fondo assomiglia a quella degli Hunger games, lo svolgimento della trama e lo stile non potrebbero essere più diversi. Il romanzo è molto, molto carino e riesce a non essere irrispettoso nonostante la delicatezza dell'argomento. In questo ricorda un po' il film di Benigni e anche Madre notte, per quanto siano cose molto diverse. Simpatico anche il finale. Non era facile trovare il finale giusto per una storia così.

    -E non è tutto. Ho deciso di far fellice la gente.
    -Ah- disse Pietro Livi, costernato all'idea di vedere la sublime Pannonique lanciarsi nella beneficenza. -E come? Diventerà una dama di carità?
    -No. Sto imparando a suonare il violoncello.
    Lui rise sollevato.
    -Il violoncello! E' magnifico. E perchè il violoncello?
    -Perchè è lo strumento che somiglia di più alla voce umana.

    ha scritto il 

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