Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Acido solforico

Di

Editore: Voland

3.7
(1990)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Catalano , Tedesco

Isbn-10: 8888700536 | Isbn-13: 9788888700533 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Capuani

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

Ti piace Acido solforico?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un reality show dall'inequivocabile nome Concentramento, basato su regole che ricordano il momento più orribile della storia dell'umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva inviata a reclutare i concorrenti, che vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo dove altri interpretano il ruolo di kapò. La vita di tutti si svolge sotto l'occhio vigile delle telecamere e il momento di massima audience arriva quando i telespettatori decidono l'eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto. Gli strali della scrittrice da sempre al centro di polemiche colpiscono questa volta, con meno leggerezza ironica e più disgusto,una società in cui la sofferenza diventa spettacolo.
Ordina per
  • 2

    primo libro che leggo della Nothomb, a detta di molti bravissima, ma io l'ho trovato freddo, superficiale e con un che di già visto, già letto. magari prima di bollarla come "delusione" proverò a legg ...continua

    primo libro che leggo della Nothomb, a detta di molti bravissima, ma io l'ho trovato freddo, superficiale e con un che di già visto, già letto. magari prima di bollarla come "delusione" proverò a leggere altro di suo

    ha scritto il 

  • 2

    Bella idea ma deludente la forma [ 5/10]

    Sono delusa da questa lettura.
    Un soggetto originale ed importante è stato, per me, rovinato da una scelta stilistica fredda, asciutta, ripetitiva infarcita, a volte, da adolescenziali "perle di sagg ...continua

    Sono delusa da questa lettura.
    Un soggetto originale ed importante è stato, per me, rovinato da una scelta stilistica fredda, asciutta, ripetitiva infarcita, a volte, da adolescenziali "perle di saggezza". Che peccato!

    ha scritto il 

  • 3

    Il Grande Fratello versione lager. I concorrenti muoiono. Record d'ascolti.
    Non così originale come idea.
    E' il primo libro della Nothomb che leggo. Di solito evito di leggere libri di gente di cui co ...continua

    Il Grande Fratello versione lager. I concorrenti muoiono. Record d'ascolti.
    Non così originale come idea.
    E' il primo libro della Nothomb che leggo. Di solito evito di leggere libri di gente di cui conosco già la faccia.
    Non male ma nemmeno imprescindibile.

    3 e 1/2?

    ha scritto il 

  • 4

    Degradazione e dolore elevati a spettacolo

    "Spettatori, spegnete i vostri televisori! I maggiori colpevoli siete voi! Se non accordaste un' audience così vasta aConcentramento, questa mostruosa trasmi ...continua

    Degradazione e dolore elevati a spettacolo

    "Spettatori, spegnete i vostri televisori! I maggiori colpevoli siete voi! Se non accordaste un' audience così vasta aConcentramento, questa mostruosa trasmissione sarebbe finita da un pezzo! I veri kapò siete voi! E quando ci guardate morire, i vostri occhi sono i nostri assassini! Siete voi la nostra prigione, siete voi il nostro supplizio!"

    Sono una sferzata queste parole dure sprezzanti acide, pronunciate in un reality dal nome provocatorio Concentramento.
    A dire il vero non mi appassionano simili show, ed essere catapultata in una situazione estremizzata disumanizzante umiliante, mi ha inquietata non poco.
    Gli avvenimenti si susseguono in crescendo in una parossistica spettacolarizzazione che sollecita e fa venire alla luce la natura più oscura ambigua dell' animo umano, che apertamente si indigna, prova disgusto, ma poi sta lì a non perdersi una puntata, soprattutto quando è chiamato direttamente in causa.
    I benpensanti proclamano il diritto di guardare, come testimoni asettici, nella convinzione che mai si lascerebbero irretire dal gioco perverso che dà loro in pasto forzature oltre ogni plausibile immaginazione, per "regalare" emozioni sempre più forti.
    Ma siamo proprio sicuri di essere impermeabili ai meccanismi della TV spettacolo?
    Fino a quale punto estremo siamo disposti a lasciarci condurre?
    In che modo noi spettatori siamo in grado di esercitare una scelta tra bene e male senza farci strumentalizzare dalle sottili dinamiche che interconnettono spettacolo e spettatore
    Nel buio della degradazione può esserci un raggio di luce?
    Sono interrogativi che corrono sotto traccia nel libro della Nothomb che lascia a noi spunti di riflessione per non smarrire l' identità umana in un numero indistinto.

    ha scritto il 

  • 3

    Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo.

    Ammirevole l'idea di aver scritto un romanzo sulla spettacolarizzazione della sofferenza portata alle estreme conseguenze, in questo reality "Concentramento" in cui si riproducono condizioni e crudelt ...continua

    Ammirevole l'idea di aver scritto un romanzo sulla spettacolarizzazione della sofferenza portata alle estreme conseguenze, in questo reality "Concentramento" in cui si riproducono condizioni e crudeltà dei campi di concentramento.

    E' una denuncia ironica e dolorosa della TV del dolore, del sadismo dello spettatore che si giustifica non essendo il diretto fautore dei programmi, ma nutre il meccanismo perverso del programma premiando con l'audience il dolore, l'assenza di dignità, la sofferenza.

    Ho apprezzato più di ogni altro passaggio quello in cui Pannonique, la protagonista, sostiene che non sono gli organizzatori di questo reality i veri colpevoli, neppure i politici: i colpevoli sono i telespettatori che non cambiano canale.
    Questo è il punto che tocca anche noi: è comodo criticare, biasimare programmi, atteggiamenti, se poi direttamente o dal buco della serratura ne siamo i sostenitori. Quando non crediamo in quello che ci viene "propinato", se non abbiamo la forza di ribellarci, troviamo almeno la dignità di non sostenerlo, almeno indirettamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo schifoso mondo di Amelie...il nostro!

    Dall’isola dei famosi e non, in giù:la caustica iperbole della Nothomb preconizza il nostro selvaggio quotidiano mascherato da civiltà e l’eccesso di voyeurismo che caratterizza l’80% dei fenomeni soc ...continua

    Dall’isola dei famosi e non, in giù:la caustica iperbole della Nothomb preconizza il nostro selvaggio quotidiano mascherato da civiltà e l’eccesso di voyeurismo che caratterizza l’80% dei fenomeni social-mediatici.
    Diffiicile in questo macrocosmo distillare umanità, chi ne ha diventa eroe.
    Viviamo tutti nel terrore di essere nominati da un momento all’altro e pur di evitarlo, gomitate nelle parti basse le regaliamo a go go.
    Come diceva uno: “voglia di piangere è poco” davanti a questo sfacelo, siamo combattuti fra la passività inerziale e il subconscio che magari, nel momento in cui ci bolliranno le orecchie, ci suggerirà forse di fare un gesto.
    La chiamata in correità del pubblico pagante è la vera morale del libro, a prescindere del singolo eroismo, siamo vittime ma soprattutto carnefici, altro che stay foolish, noi stiamo col deretano incollato al muro pur di evitare il minimo rischio. Paura e vigliaccheria.

    ha scritto il 

  • 3

    Romain Gary a été prisonnier d'un camp allemand pendant la dernière guerre. Les conditions de survie des détenus étaient à peu près les mêmes que celle de "Concentration", mais contrairement, les sexe ...continua

    Romain Gary a été prisonnier d'un camp allemand pendant la dernière guerre. Les conditions de survie des détenus étaient à peu près les mêmes que celle de "Concentration", mais contrairement, les sexes étaient séparés. Dans son camp d'hommes, Gary voyait les détenus, comme lui, devenir de pauvres sauvages, des animaux souffrants.
    Leur pire tourment était qu'ils en étaient conscients. Continuellement humiliés de la portion congrue d'humanité à laquelle ils se trouvaient réduits, ils aspiraient à la mort. Jusqu'au jour où l'un d'eux eut une idée géniale : il inventa le personnage de la dame.
    Il décida que désormais ils vivraient tous comme s'il y avait parmi eux une dame, une vraie, à qui l'on parlerait avec les honneurs dus à une telle personne et devant qui l'on craindrait de déchoir. Cette construction de l'imagination fut adoptée par chacun.
    Peu à peu, ils constatèrent qu'ils étaient sauvés : ils avaient reconstitué la civilisation. Cette ferveur nouvelle n'échappa pas aux kapos qui entendirent murmurer au sujet de la présence d'une dame et enquêtèrent. Ils fouillèrent le camp de fond en comble et ne trouvèrent personne.
    C'était une belle histoire, mais dans le camp des Concentration ils avaient pas dû inventer leur personnage de la dame parce qu'elle existait, elle vivait avec eux, ils pouvaient la regarder, lui parler, elle leur répondait, elle les sauvait et elle s'appelait Pannonique.
    Autour d'elle pleuraient des enfants, grondaient des adultes, suffoquaient des vieillards.
    On les débarqua dans un camp semblable à ceux pas si anciens des déportations nazies, à une notoire exception près: des caméras de surveillance étaient installées partout.
    Concentration atteignit l'audience absolue : cent pour cent de la population. L'émission fut regardée par tout le monde, à la lettre.
    Ce qui comptait était le respect du public: le
    programme télévisé est souvent l'unique conversation des gens. C'était pour ça que tout le monde regardait les mêmes choses : pour ne pas être largué et avoir quelque chose à partager.
    Les organisateurs et les politiques étaient mille fois plus criminels, mais les spectateurs étaient coupables de former un marché qui leur rapporte.
    Au début, les prisonniers ne savaient pas lesquels d'entre eux étaient filmés ni ce que les spectateurs voyaient.
    Zdena, une jeune fille de vingt ans, à son premier travail, était un des kapos et elle savait qu'il était de l'intérêt de «Concentration » de montrer au maximum la beauté de cette humanité torturée. C'est ainsi qu'elle élut très vite Pannonique.
    Pannonique l'ignorait. Cela la sauva.
    Elle avait vingt ans aussi et le visage le plus sublime qui se pût concevoir. Avant la rafle, elle était étudiante en paléontologie.
    Son intelligence rendait sa splendeur encore plus terrifiante.
    Qu'une fille si belle et si gracieuse fût promise à une mort à laquelle on assisterait en direct créait une tension insoutenable et irrésistible.
    Dés leur arrivée au camp, un matricule qui leur était tatoué dans la peau devenait l'unique nom autorisé.
    CKZ 114 - ainsi s'appelait Pannonique -était désormais l'égérie des spectateurs. Les journaux consacraient des articles à cette jeune fille admirable de beauté et de classe, dont personne ne connaissait la voix. On vantait la noble intelligence de son expression. Sa photo s'étalait en couverture de nombre de revues.
    Depuis son arrestation, Pannonique avait de Dieu un besoin atroce. Elle avait faim de l'insulter jusqu'à plus soif. Si seulement elle avait pu tenir une présence supérieure pour responsable de cet enfer, elle aurait eu le réconfort de pouvoir la haïr de toutes ses forces et l'accabler des injures les plus violentes. Hélas, la réalité incontestable du camp était la négation de Dieu : l'existence de l'un entraînait inéluctablement l'inexistence de l'autre. On ne pouvait même plus y réfléchir : l'absence de Dieu était établie.
    Et alors elle décida qu'elle aurait été Dieu dans sa tête, pas seulement pour s'invectiver.
    Elle aurait été Dieu pour tout.
    Elle aurait été serait Dieu, principe de grandeur et d'amour.
    Et ce ne aurait pas été simple, car les prisonniers étaient loin d'inspirer tous l'amour.
    Aimer les détenus dont on ne savait rien, ce n'était pas compliqué non plus. Aimer ceux qui étaient pénibles pour leur entourage restait possible. On peut aimer quelqu'un aussi longtemps qu'on peut le comprendre.
    Pannonique ne supporta plus cette souffrance et elle décida que son nom pouvait sauver une vie.
    La force de frappe du prénom Pannonique sauva la vie de MDA 802 et révéla à la kapo l'existence du sacré.
    Un nom vaut une vie. Si chacun d'entre nous prend conscience du prix de son prénom
    et se conduit en conséquence, bien des existences seront épargnées.
    Ce à quoi les prisonniers avaient assisté était un acte d'amour.
    L'amour nous protège et l'amour de Zdena pour Pannonique savait tous le prisonniers quand elle prenait conscience et honte de sa nullité.
    Mail la vie n'est pas nullité, elle est comme un violoncelle, l'instrument qui ressemble le plus à la voix humaine.

    ha scritto il 

  • 3

    è vino dell'Haut-Mèdoc

    - Penso che i più colpevoli siano gli spettatori - rispose.
    - Non credi di essere un po' ingiusta? - chiese l'uomo - La gente rincasa da una giornata di lavoro. Sono tutti esausti, cupi, svuotati.
    - E
    ...continua

    - Penso che i più colpevoli siano gli spettatori - rispose.
    - Non credi di essere un po' ingiusta? - chiese l'uomo - La gente rincasa da una giornata di lavoro. Sono tutti esausti, cupi, svuotati.
    - Esistono altri canali.
    - Sa bene che un programma televisivo spesso è l'unico argomento di conversazione delle persone. Per questo tutti guardano le stesse cose: per non rimanere isolati e poter condividere qualcosa.
    - Bè, guardino tutti un'altra cosa allora - disse.
    - E' quello che dovrebbero fare, certo.
    - Ne parla come di un ideale utopico - riprese Pannonique - Si tratta solo di cambiare canale, non è poi così difficile.
    - Non sono d'accordo - dichiarò MDA 802 - Il pubblico ha torto, non c'è dubbio. Ma di qui a dire che è lui il maggior colpevole! La sua debolezza è passiva. Organizzatori e politici sono mille volte più criminali.
    - La loro scelleratezza è autorizzate dunque prodotta dagli spettatori - disse Pannonique - I politici sono l'emanazione del pubblico. Quanto agli organizzatori, sono pescecani che si accontentano di infilarsi la dove ci sono delle faglie, ovvero dove esiste un mercato che li riempie di soldi. La colpa degli spettatori è proprio quella di costituire un fiorente mercato.
    - Non credi che siano gli organizzatori a creare quel mercato, come un pubblicitario crea un bisogno?
    - No. L'ultima responsabilità ricade su colui che accetta di assistere a uno spettacolo tanto facile da rifiutare.

    ha scritto il 

Ordina per