Acqua di mare

Di

Editore: BUR (Scrittori contemporanei original)

3.9
(353)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8817014877 | Isbn-13: 9788817014878 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Un impressionante racconto di formazione, dalla progressione pacata ma irresistibile. Nell'estate del 1963, sull'isola di Bone Point, il sedicenne Michael si innamora per la prima volta: di Zina, figlia dell'affittuaria. Michael è in vacanza col padre e tenta di impressionare la ragazza, sfiorando la tragedia. Che esplode quando il ragazzo capisce che anche suo padre ama la giovane, e che Zina non ha occhi che per lui. In un crescendo magistrale, la storia culmina in uno scioglimento sconvolgente, nel corso della festa di mezz'estate.
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  • 5

    Sapore di sale

    Mare, sabbia, sole. Il primo amore.
    Mare, sogni, illusioni e disillusioni.
    Un ragazzo, suo padre e una donna. Una barca a vela.
    E un dolore immenso a cambiare la vita.

    Un breve romanzo di formazione ( ...continua

    Mare, sabbia, sole. Il primo amore.
    Mare, sogni, illusioni e disillusioni.
    Un ragazzo, suo padre e una donna. Una barca a vela.
    E un dolore immenso a cambiare la vita.

    Un breve romanzo di formazione (e d’amore, naturalmente; e di mare) senza una parola fuori posto, che si legge in un soffio, lasciando negli occhi il colore dell’oceano e in bocca il sapore salmastro del mare e delle lacrime.

    “Papà e io snobbavamo le barche a motore. Secondo noi navigare a motore valeva tanto quanto farsi un giro in autostrada. In vela tutti i rumori, le sensazioni e gli odori sono il vento e l’acqua. Si fanno le stesse cose che gli uomini facevano migliaia di anni fa. L’Angela, per esempio. Era di legno e di tela, come le barche a vela sono da sempre. Era adatta all’oceano non meno che alla baia. Era una sognatrice e viaggiava con naturalezza tale da trasformare in sognatore anche te. E chi sogna su una barca a motore? A motore si coltivano ambizioni, non sogni.”

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Sei responsabile nei confronti di chi ti ama."

    C'è qualcosa di magnetico e profondamente doloroso in questo racconto.
    È come un'onda che osservi da lontano e da cui una volta sopraggiunta non si riesce a non essere travolti.
    E ne emergi spaurita. ...continua

    C'è qualcosa di magnetico e profondamente doloroso in questo racconto.
    È come un'onda che osservi da lontano e da cui una volta sopraggiunta non si riesce a non essere travolti.
    E ne emergi spaurita. E senza fiato.

    "Non c'è niente di male a soffrire per un po'. Tutti abbiamo avuto il cuore infranto. Anzi, ci sono persone per cui soffrire è un modo di vivere. L'amore fa l'effetto di un raggio che va da te a un'altra persona. A volte viene rimandato indietro, e a volte no. Però l'amore non è un raggio. È una vampa di luce che si proietta in ogni direzione. Sembra che brilli su un solo oggetto, perché l'amante vede un solo oggetto. Ma se l'amante si guardasse attorno, vedrebbe invece che molti oggetti ricevono la luce."
    "Nelle favole c'è un filtro magico che ti fa addormentare. Ti svegli e ti innamori della prima persona che vedi. È la più geniale metafora dell'amore che sia stata concepita. L'amore è cieco, inspiegabile e crudele. Nulla di così insensato può mai durare a lungo."

    ha scritto il 

  • 3

    e mezza

    La prima cosa che mi viene in mente è che, trattando del passaggio dall'adolescenza all'età adulta, e abbinando tale passaggio con un innamoramento decisivo, questo racconto fa impallidire "Agostino" ...continua

    La prima cosa che mi viene in mente è che, trattando del passaggio dall'adolescenza all'età adulta, e abbinando tale passaggio con un innamoramento decisivo, questo racconto fa impallidire "Agostino" di Moravia. Ci sono somiglianze anche con "La casa del padre" di Montefoschi. Il figlio che rimane deluso da un padre che credeva pressoché perfetto e la location isolana, ricordano infine "L'isola di Arturo".
    Mi sono goduta l'ambientazione atlantica, estiva e salmastra in stile Martha's Vineyard, la malinconia incombente dell'Ultima Estate, come il temporale di agosto che sancisce la fine della bella stagione. Entrambi i personaggi - padre e figlio - sono ben costruiti, e altrettanto ben delineato ne esce il loro rapporto: niente di forzato né di fiabesco, solo la realtà. La voce narrante del ragazzino quindicenne è tranquilla, nessun tipo di ostentazione né petulanza (tranelli in cui cadono spesso gli scrittori quando propongono un giovane protagonista…), non ha ammiccamenti nei confronti del lettore, e in questo semplice modo ne cattura pienamente l'attenzione. La protagonista femminile non ci fa una gran figura, è una metà via tra una sirena e una strega, l'autore non la approfondisce più di tanto forse per non bistrattarla. La partenza è ottima, ma nella parte centrale il ritmo cala e la narrazione si perde un po' nel cercare di dare una spiegazione alla parola "amore", e a un certo punto il quindicenne mi è parso fin troppo disinvolto, sfrontato e coraggioso nelle sue ricerche. Riconosco che l'autore ha saputo creare un brillante gioco di specchi, significati, capovolgimenti e metafore (mare/lacrime, amore/morte, fiducia/gelosia, acerbo/maturo, ogni personaggio è innamorato di uno ma va a letto con un altro, e ancora giochi di parole come: "una luce fa il buio nero, è chiaro"), e forse non è sbagliata neanche l'interpretazione che vorrebbe il protagonista come allegoria di tutta l'intera nazione americana che nell'estate del '63 ha perso la sua "innocenza", però il finale mi sembra tirato via in maniera frettolosa: la tragedia annunciata in maniera così importante con l'incipit del racconto necessitava di un qualche approfondimento in più, il climax si smonta ancor prima di essere raggiunto. E' vero che in alcuni casi e sotto alcuni aspetti un adolescente può essere più adulto di un adulto, e viceversa per un adulto è più facile comportarsi da ragazzino o sentirsi tale, ma avrei voluto leggere un'ulteriore interpretazione dell'autore su questo fenomeno. Messo giù così è un valido racconto, ma non mi sentirei di definirlo "una gemma dal taglio perfetto".

    ha scritto il 

  • 4

    “Nell'estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato."
    E’ la storia di un amore tra un padre e un figlio che viene interrotto da una bellissima giovane donna che si trova a passare le vaca ...continua

    “Nell'estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato."
    E’ la storia di un amore tra un padre e un figlio che viene interrotto da una bellissima giovane donna che si trova a passare le vacanze con la madre vicino all’abitazione dei protagonisti. Entrambi si innamorano, con diversa intensità, della ragazza, incrinando così il loro rapporto idilliaco fino al drammatico finale, già preannunciato in apertura del romanzo, lasciando nel lettore una patina di tristezza difficile da scrollarsi di dosso.
    Molto bella la chiusa del commento di Grazia:
    Le acque, già insidiose dell'incipit, si intorbidiscono. A lettura ultimata si rimane svuotati. E inquinati. E cresciuti. Irreversibilmente.

    ha scritto il 

  • 3

    Brevissimo romanzo incentrato su uno dei momenti più frequentati dalla letteratura di ogni epoca:il passaggio dall'adolescenza all'età adulta,con tutti i corollari del caso,evento traumatico compreso. ...continua

    Brevissimo romanzo incentrato su uno dei momenti più frequentati dalla letteratura di ogni epoca:il passaggio dall'adolescenza all'età adulta,con tutti i corollari del caso,evento traumatico compreso.
    Parte molto bene, con un incipit folgorante e anche le prime pagine sono molto belle e avvolgenti,con le descrizioni del rapporto tra questo ragazzo e il padre, il mare a fare da collante; dopodiché fa ingresso nella storia la bella e affascinante a creare scompiglio fino alla tragedia finale.
    Il fatto che l'autore sia (anche) un editor famoso mi fa sorgere il sospetto che abbia rimasticato (molto bene,in verità) storie che avrà letto grazie alla sua professione.
    Un po' di tecnica e il prodotto è servito; in definitiva un libro bello ma con poca anima.

    ha scritto il 

  • 4

    "Una volta mi hai detto che le donne comuni stanno vicino a riva, le donne eccezionali nuotano al largo."

    Acqua di Mare. Sole. Estate.

    Michael 15 anni. Una estenuante e pericolosa nuotata col padre contro una marea avversa. Spossato si butta sulla sabbia di una riva conquistata con immane fatica. Esausto ...continua

    Acqua di Mare. Sole. Estate.

    Michael 15 anni. Una estenuante e pericolosa nuotata col padre contro una marea avversa. Spossato si butta sulla sabbia di una riva conquistata con immane fatica. Esausto ma felice di essere vivo, apre gli occhi e vede sopra di sé l'immagine capovolta di una bella e giovane donna che non conosce: Zina.

    E come succede a volte nella vita è come se un interruttore passasse da off a on, repentinamente, senza preavviso. E nulla sarà più come prima.

    "... Zina, anche capovolta, era bellissima. Aveva gli occhi e i capelli castani, la pelle di un bruno più chiaro e le labbra rosso-vermiglio. Sembravano cesellate. Continuava ad abbracciare il suo cane e ad accarezzarlo come se fosse stato lui quello in pericolo, non noi. Poi mi sfiorò la guancia: per curiosità, pensai. Mi innamorai di Zina capovolta."

    Zina. Bella e impossibile? Zina. Oggetto del desiderio. Zina ma tu sei una donna e lui è un ragazzino. Zina. Lui si può fare molto male con te. Zina. O forse può diventare uomo. Diventare uomo, Zina. Ma a che prezzo?

    «Sei responsabile nei confronti di chi ti ama.»

    Ecco. Zina. Proprio tu l'hai detto. Dovresti tenerlo ben a mente. E non solo tu.

    Un breve romanzo scritto con grande maestria. Dialoghi serrati. Un alone nefasto avviluppa a partire dalla prima frase e rende impossibile abbandonarne la lettura.

    Le acque, già insidiose dell'incipit, si intorbidiscono. A lettura ultimata si rimane svuotati. E inquinati. E cresciuti. Irreversibilmente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    la lunga estate calda

    che poi zina, la ragazza dei desideri incrociati, mi ha lasciato l'idea di essere abbastanza sopravvalutata. per lo meno in proporzione al turbinio di vicende che le si muove attorno. bella è bella, e ...continua

    che poi zina, la ragazza dei desideri incrociati, mi ha lasciato l'idea di essere abbastanza sopravvalutata. per lo meno in proporzione al turbinio di vicende che le si muove attorno. bella è bella, e sexy sicuramente anche. ma noi la vediamo attraverso il filtro negli occhi di michael, sedicenne travolto dalla sua prima cotta e ammaliato dalla disinvoltura di lei. che ha 20 anni e un apparente talento fotografico, e che è convinta di diventare famosissima solo perché lo vuole. anche peter, fascinoso e molto amato padre di michael, se ne invaghisce. salvo che per lui non è il primo flirt, non il primo tradimento (sarà l'ultimo solo per sopraggiunti impedimenti legati alla vita stessa) e zina non ha una carica erotica tale che egli scelga di dannarsi per lei alla humbert humbert. genere luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. mio peccato, anima mia.
    e infatti è un personaggio fuori dai giochi (creato per pochi accenni ma letterariamente riuscitissimo) a sancire in due passaggi la verità: «zina non è un genio. è portata, e se lavora sodo riuscirà. (...) è troppo facile essere bravini e troppo difficile essere più che bravini».
    anche perché in ballo c'è molto di più. per cominciare, per la voce narrante c'è la fine dell'infanzia, la trasformazione definitiva di un rapporto mitizzato, la perdita di innocenza in più sensi. il romanzo peraltro è ambientato nel 1963, per gli americani annus horribilis e punto di non ritorno, e qualcuno mi ha fatto notare che per ambientazione (un equivalente del buen retiro kennediano martha's vineyard) collocazione temporale (la morte di peter precede solo di due mesi gli spari di dallas) e tratteggio socioculturale del co-protagonista (peter è un liberal, borghese, disinvolto e seduttore) il tutto potrebbe parlare di altro. e la perdita di innocenza potrebbe essere quella di una nazione intera.
    io questo plusvalore simbolico non ce l'ho visto. mi accontento di aver letto un romanzo davvero bello, dove forse proprio lei - la ragazza che innesca tutto - è il personaggio meno riuscito in mezzo ad altri che si impongono decisamente di più, e di cui si capiscono meglio le ragioni, le aspirazioni, le piccolezze. con una certezza: quando le geometrie variabili delle passioni - che siano agite nella realtà o vissute con identica intensità nella mente - coinvolgono figli e genitori, finisce sempre a schifo. possono esserci mille differenze tra un copione e l'altro, ma finisce a schifo. e se ne il danno di louis malle (parlo del film perché non ho letto il romanzo di josephine hart) tifavo sfacciatamente per jeremy irons, qui nonostante tutto ho sperato finché ho potuto che il puro michael non ci sbattesse troppo la faccia. anche se come va a finire, simmons lo dice dalla prima frase. per me, tra parentesi, l'incipit più folgorante del 2015.

    ha scritto il 

  • 2

    Le ragazze belle, disinibite, fuori dagli schemi e cattivelle mi hanno già fatto girare i maroni sufficientemente nella vita reale per poterle apprezzare in letteratura.
    Zina, una protagonista che vu ...continua

    Le ragazze belle, disinibite, fuori dagli schemi e cattivelle mi hanno già fatto girare i maroni sufficientemente nella vita reale per poterle apprezzare in letteratura.
    Zina, una protagonista che vuole essere indimenticabile, mi fa venire una gran voglia di appiopparle un bel calcio nel fondoschiena.

    ha scritto il 

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