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Across the River and into the Trees

By

Publisher: Cornerstone

3.7
(691)

Language:English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 009990960X | Isbn-13: 9780099909606 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description

In the fall of 1948, Ernest Hemingway made his first extended visit to Italy in thirty years. His reacquaintance with Venice, a city he loved, provided the inspiration for Across the River and into the Trees, the story of Richard Cantwell, a war-ravaged American colonel stationed in Italy at the close of the Second World War, and his love for a young Italian countess. A poignant, bittersweet homage to love that overpowers reason, to the resilience of the human spirit, and to the worldweary beauty and majesty of Venice, Across the River and into the Trees stands as Hemingway's statement of defiance in response to the great dehumanizing atrocities of the Second World War. Hemingway's last full-length novel published in his lifetime, it moved John O'Hara in The New York Times Book Review to call him "the most important author since Shakespeare."

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  • 3

    Il mio voto va alla capacità di cogliere e descrivere l'essenza di luoghi che conosco molto bene. Questo romanzo sembrava delizioso fino al primo incontro con la contessina , poi il peso di Hemingway che tenta di scrivere come Hemingway sarebbe fin troppo penoso se non ci fosse, a consolazione, i ...continue

    Il mio voto va alla capacità di cogliere e descrivere l'essenza di luoghi che conosco molto bene. Questo romanzo sembrava delizioso fino al primo incontro con la contessina , poi il peso di Hemingway che tenta di scrivere come Hemingway sarebbe fin troppo penoso se non ci fosse, a consolazione, il pensiero che doveva ancora scrivere Il vecchio e il mare e non era, pertanto, finito come potrebbe sembrare leggendolo qui.

    said on 

  • 5

    forse non li vale ma per me fa parte di un ricordo personale con mio padre e non riesco ad essere obiettiva. In ogni caso chi è stato tra i canneti della laguna ci si ritrova immerso, così come il tutto è avvolto in quest'atmosfera di amore e morte ...così vero, così crudo, così...

    said on 

  • 2

    Ho trovato i personaggi insopportabili... lui più di lei... Quello che salvo di questa lettura è la fotografia che fa della Venezia (città dove vivo) di allora, una città vera, lontana dal parco a tema ad uso e consumo dei turisti in cui si è trasformata negli anni.

    said on 

  • 3

    VENEZIA, LA RAGAZZA E I RACCONTI DEL COLONNELLO CHE FU UN GENERALE

    LETTO IN EBOOK
    ________________
    Ho letto di recente in “Scrivere un libro e farselo pubblicare” che Ernest Hemingway era solito buttar giù lunghe liste di titoli che poi cancellava progressivamente fino a che non restava quello definitivo. Nell’introduzione a “Di là dal fiume, tra gli alberi” si ...continue

    LETTO IN EBOOK ________________ Ho letto di recente in “Scrivere un libro e farselo pubblicare” che Ernest Hemingway era solito buttar giù lunghe liste di titoli che poi cancellava progressivamente fino a che non restava quello definitivo. Nell’introduzione a “Di là dal fiume, tra gli alberi” si dice che ha usato questo metodo anche con questo libro. In effetti, il risultato è stato ottimo. Il titolo mi piace molto. Tanto è vero che, volendo leggere un libro di Hemingway, senza andare a leggere trame o commenti, ho scelto proprio questo, solo e soltanto per il nome. Ora che l’ho letto però mi dico: che cavolo di titolo! Non nel senso che non mi piace più, ma nel senso che non c’entra quasi nulla con il romanzo. Sarebbe stato più onesto chiamarlo (orribilmente) “Chiacchiere di un colonnello degradato con la sua amante”! Questo lo considero il classico “tradimento del lettore”. Il lettore di solito si tradisce (pubblicità e promozioni varie a parte) con il titolo o con l’incipit. Direi che in un certo senso anche l’incipit qui è un piccolo tradimento, perché fa pensare a un romanzo di caccia o pesca, tipicamente hemingwaiano, ma queste hanno poco spazio (forse per fortuna, dato che, quando sono sportive mi interessano ben poco). Insomma, con un titolo così, un incipit così e un autore come Hemingway, mi sarei aspettato qualcosa tipo “Il vecchio e il mare” o, alla peggio, una sua versione sottotono: tradito. Qui si parla di Venezia, dell’Italia (anche se non molto), di alcuni pittori e autori italiani, come D’Annunzio e Dante, citati con la raffinatezza e l’opportunità che ci si può aspettare da un telefilm americano. Si parla di guerra. Si parla. Sì, si parla e questo è l’altro grande difetto di questo libro. Non insegnano nelle scuole di scrittura che occorre evitare di “raccontare”, ma gli avvenimenti vanno mostrati? Indubbiamente, ogni regola è fatta per essere violata e chi meglio di un premio nobel e mostro sacro della letteratura americana e mondiale potrebbe essere autorizzato a violare regolette così banali? Ben venga la narrazione indiretta, allora, con il colonnello che racconta alla ragazza com’è la guerra. Certo se spesso si interrompe per chiederle se non la sta annoiando, viene da pensare che questo sospetto sorga anche all’autore. La giovane innamorata risponde sempre di no al suo vecchio amato ultracinquantenne e, spesso, siamo anche d’accordo con lei, ma mica sempre! Personalmente non amo il ripetersi dei “ti amo” che si scambia questa coppia un po’ male assortita, non amo questa struttura quasi da metaromanzo, con i suoi flashback raccontati. A volte il colonnello (che un tempo era stato generale ma fu degradato) non avendo sottomano l’amata, si mette persino a ricordare tra sé e sé o a parlare con il quadro che la ritrae! Se l’autore voleva parlarci della guerra, perché non l’ha fatto, mostrandocela in atto? Se voleva mostrarci questo amore veneziano, perché l’ha infarcito di altre storie. Se voleva farci vedere delle scene di caccia, perché le ha unite a una storia d’amore e guerra? Se ha scelto un’ambientazione “esotica” come quella di Venezia, perché c’ha raccontato così poco di questa città, a parte dirci che è splendida? Se fosse l’opera prima di uno sconosciuto, avrei detto che è un ragazzo che scrive davvero bene e che il romanzo è piacevole e scorre bene, con personaggi gradevoli e simpatici. Per un’opera della maturità di sua maestà Ernest Hemingway, francamente mi pare un po’ pochino.

    said on 

  • 2

    "Perché mi commuovo a vedere i grandi buoi pallidi e lenti?".


    Il vecchio Hemingway si china in avanti per scopiazzare dal foglio del giovane Hemingway, seduto nel banco accanto al suo, ma quello se ne accorge e si copre, non vuole proprio fargli vedere come scriveva bene una volta..
    cose d ...continue

    "Perché mi commuovo a vedere i grandi buoi pallidi e lenti?".

    Il vecchio Hemingway si china in avanti per scopiazzare dal foglio del giovane Hemingway, seduto nel banco accanto al suo, ma quello se ne accorge e si copre, non vuole proprio fargli vedere come scriveva bene una volta.. cose da non credere.. cose che immagino ti facciano venir voglia di infilarti due canne di fucile in bocca..

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  • 3

    D'atmosfera...

    Parto dal presupposto che non amo particolarmente Hemingway. Più volte ho tentato di leggere qualcosa di suo non riuscendoci. Faccio fatica a digerire il modo con cui propone la sua visione della vita e la sua visione di uomo in quanto "maschio", quell'idea di uomo che probabilmente da un lato ha ...continue

    Parto dal presupposto che non amo particolarmente Hemingway. Più volte ho tentato di leggere qualcosa di suo non riuscendoci. Faccio fatica a digerire il modo con cui propone la sua visione della vita e la sua visione di uomo in quanto "maschio", quell'idea di uomo che probabilmente da un lato ha segnato il suo percorso nella vita, dall'altro ha contribuito a renderlo un grande autore. Ho scelto questo libro perché ambientato a Venezia d'inverno. L'atmosfera della città si respira spesso ed è presente in tutto il libro. Ho faticato a leggere le parti in cui racconta della guerra... Nella narrazione a volte c'è anche il dialogo interno del protagonista con un'altra parte di sè. Un testo triste, malinconico, un addio alla vita, all'amore (per se stessi?).

    said on 

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