Across the River and into the Trees

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Publisher: Cornerstone

3.7
(729)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 009990960X | Isbn-13: 9780099909606 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
The War is just over. In Venice, a city elaborately and affectionately described, the American Colonel, Richard Cantrell, falls passionately in love with Renata, a young Italian countess who has 'a profile that could break your or anyone else's heart'. Cantrell is embittered, war-scarred and old enough to be Renata's father, but he is overwhelmed by the selflessness and freshness of the love she is offering. But this is no fairy tale. The fighting may be ended, but the wounds of war have not yet healed. And for some, the longed-for peace has come too late.
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  • 4

    “Sono un’estranea io?”“No. Sei il mio vero amore. Il mio ultimo e unico e vero amore.”

    Hemingway è stato il mio padre spirituale. Ho cominciato a leggerlo a quindici anni e da allora non ho più smesso, il nostro è stato un amore che è si è intensificato ogni giorno di più.
    Difficile dir ...continue

    Hemingway è stato il mio padre spirituale. Ho cominciato a leggerlo a quindici anni e da allora non ho più smesso, il nostro è stato un amore che è si è intensificato ogni giorno di più.
    Difficile dire quanto questo scrittore mi abbia dato, difficile dire quanto mi abbia aiutato nei momenti più duri della mia esistenza; mi ha insegnato a non aver paura della verità, ma a volte nella vita è davvero difficile, mi ha insegnato ad avere il coraggio di guardare le cose in faccia, anche le più terribili, ma questo è ancora più difficile, spesso preferiamo rifugiarci nel nostro mondo, preferiamo scappare dai problemi, non affrontarli, perché è più comodo e soprattutto meno doloroso.
    Molti lo considerano un guerrafondaio, un essere gretto, rozzo e insensibile per via del suo amore nei confronti della caccia e della corrida, ma la realtà è ben diversa, era un uomo profondamente sensibile Hemingway e solo, terribilmente solo, un uomo che nella sua vita ha cercato sempre di dire la verità e quando la depressione non glielo ha più permesso ha preferito prendere il suo fucile e tacere per sempre.
    Era un grandissimo scrittore, ma prima di tutto un grandissimo uomo incompreso da molti e questo suo romanzo può essere considerato come il suo testamento, il suo ultimo saluto.
    Richard Cantwell è un colonnello di stanza a Trieste. Ha una relazione con una ragazza veneziana di diciannove anni di nome Renata alla quale racconta, come una sorta di seduta psicanalitica, le terribili esperienze da lui patite durante le due guerre mondiali.
    Nonostante ci sia una grande differenza di età tra i due, la relazione riesce a donare al colonnello l’ultimo brandello di felicità, una felicità che lui, gravemente malato, sa che durerà ancora per poco.
    Un romanzo fortemente struggente e nostalgico, che scorre bene nonostante gli innumerevoli e talvolta interminabili dialoghi tra i due innamorati e la quasi totale mancanza di azione.
    Il protagonista è l’alter-ego dello scrittore stesso, un uomo ormai stanco della vita il cui unico scopo è terminare i giorni che gli restano provando ancora quelle dolci sensazioni che solo l’amore è in grado di donare.,
    La paura e l’oppressione della morte che da anni ossessionavano Hemingway sono presenti in tutte le trecento e passa pagine di questo libro, una presenza costante così come lo sono state negli ultimi anni della sua vita.
    Un romanzo che ci fa capire come la felicità sia quasi inafferrabile e sia, purtroppo, di breve durata. E soprattutto ci sprona a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, senza paura del rimpianto.
    Bellissime le immagini della Venezia d’inverno.

    “Sono un’estranea io?”
    “No. Sei il mio vero amore. Il mio ultimo e unico e vero amore.”

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  • 3

    Dopo una conferenza della Prof.ssa Gradoli al Circolo dei Lettori di Perugia in effetti i mitici 7/8 sotto la struttura li ho pure visti. Ma ci voleva lei - bravissima!!! - per farmeli notare. E quest ...continue

    Dopo una conferenza della Prof.ssa Gradoli al Circolo dei Lettori di Perugia in effetti i mitici 7/8 sotto la struttura li ho pure visti. Ma ci voleva lei - bravissima!!! - per farmeli notare. E questo per me in un romanzo non va bene ...

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  • 2

    non ho ancora trovato recensioni che accostino questo romanzo a La morte a Venezia di Mann... pero' ci vedo molti legami... chissa' forse sbaglio. Certo l'idea di collegare Venezia alla decandenza non ...continue

    non ho ancora trovato recensioni che accostino questo romanzo a La morte a Venezia di Mann... pero' ci vedo molti legami... chissa' forse sbaglio. Certo l'idea di collegare Venezia alla decandenza non e' nuova, e non era nuova quando lo scrisse. Per chi e' fan di Hem e' imperdibile... sembra una autobiografia, per quanto per molti versi risulti imbarazzante. Non per la scena di sesso in gondola (pare che l'originale avesse altra partner, nientemeno che la Dietrich, ma immagino siano solo leggende gossippare) ma per il modo in cui traveste se stesso da vecchio lupo di guerra... la cosa piu' dolorosa e' vedere come ad ogni capitolo cerchi, invano, un lampo di letteratura e a fatica ne trovi davvero... Per fortuna alla prova successiva avrebbe sbaragliato il campo (forse solo perche', dicono i maligni, per una volta non c'erano parolacce nel lessico di quel vecchio pescatore). Molti trovano insopportabili i dialoghi amorosi insulsi, io tendo a considerarlo un tentativo di "avanguardia" letteraria. per dare vita attraverso parole ad una storia d'amore. Innumerevoli le volte in cui non capisci chi sia a parlare, perdendo il conto delle virgolette. Credo sia voluta, alla fine parla, o dovrebbe farlo, quello strano amore. Trovo invece insopportabile o quantomeno mal riuscita la parte sulla guerra. Finche' parla di Grappa e Piave lo seguo, ma quando descrive il fronte franco-tedesco per me e' arabo e diventa noiosissimo. Finito con un sospiro di sollievo. Ma nonostante tutto soddisfatto. Immagino che letto in originale debba essere piu' interessante per noi italiani, per tutto quell'uso del passaggio repentino all'italiano e per la ripetizione del "please", meno pesante del nostro "per piacere".

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  • 2

    Decadenza a Venezia

    Hemingway, precocemente invecchiato, ambienta questo libro in una Venezia invernale.
    Protagonisti un colonnello cinquantenne, di precaria salute, e una ragazza diciannovenne, di alta aristocrazia e ri ...continue

    Hemingway, precocemente invecchiato, ambienta questo libro in una Venezia invernale.
    Protagonisti un colonnello cinquantenne, di precaria salute, e una ragazza diciannovenne, di alta aristocrazia e ricchissima, "di slanciata bellezza". Tra loro s'instaura una storia d'amore.
    Dato non trascurabile, il protagonista ha la stessa età dell'Autore al momento della stesura del testo.
    Considerati alcuni aspetti biografici dello scrittore, chi legge questo romanzo non stenta a ritrovarvi elementi che possono rimandare a essi, non tanto per le vicende narrate, quanto per lo stato d'animo e il sentimento esistenziale che aleggiano fra le pagine.
    La storia raccontata può essere definita un amore senile di un uomo di cinquant'anni, gran bevitore ad ogni ora del giorno e della notte.
    Il nostro colonnello pare ormai sazio di giorni, privo di prospettive e carente di valori. Trascina così le sue giornate, più rivolto al passato che al futuro, ama citare fatti e luoghi della Prima Guerra Mondiale, da lui combattuta. Verso la giovane donna ha un atteggiamento paternalistico (spesso la chiama "figlia").
    Come sfondo, la languida Venezia del lusso : alberghi e caffé tra i più rinomati; poi i canali sferzati dal vento...
    Lo stile è di un Hemingwey esauto, un po' sopra le righe. Il libro non è certo annoverabile fra i capolavori della letteratura. Ma per gli affezionati dell'Autore (io non sono tra questi) può trattarsi di una lettura, pur non trascinante, almeno 'curiosa' .

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  • 3

    Un tempo il mio libro di Hemingwey preferito e devo dire che i primi cinque capitoli ancora valgono la pena; uns enso del tempo che è passato, di storia vissuta a cui nessuno interessa più (anche se t ...continue

    Un tempo il mio libro di Hemingwey preferito e devo dire che i primi cinque capitoli ancora valgono la pena; uns enso del tempo che è passato, di storia vissuta a cui nessuno interessa più (anche se tutti ne sono stati segnati), un senso di fine incredibile e il tutto descrivendo un viaggio in acchian da Trieste a Venezia e un caccia all'anatra (che nella realtà dev'essere noiosissima). Purtroppo il cuore del libro è il rapporto amoroso tra l'anziano protagonista e la giovane veneziana, noiosi chiacchericci tra innamorati, anche verosimili, ma eccesivamente faticosi da leggere.

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  • 2

    A pelle

    Sentivo a pelle che con Hemingway non ci sarebbe stato feeling...infatti, se non avessi trovato per caso questo romanzo nella libreria di mio marito, non avrei mai provato a leggerlo.
    Niente da dire s ...continue

    Sentivo a pelle che con Hemingway non ci sarebbe stato feeling...infatti, se non avessi trovato per caso questo romanzo nella libreria di mio marito, non avrei mai provato a leggerlo.
    Niente da dire sulla qualità indiscussa dell' scrittore ma a me proprio non piace, non mi appassiona né la tematica né lo stile... e così dopo 130 pagine ho deciso di cedere il passo a qualcos'altro che mi dia più piacere nella lettura.

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  • 3

    Il mio voto va alla capacità di cogliere e descrivere l'essenza di luoghi che conosco molto bene. Questo romanzo sembrava delizioso fino al primo incontro con la contessina , poi il peso di Hemingway ...continue

    Il mio voto va alla capacità di cogliere e descrivere l'essenza di luoghi che conosco molto bene. Questo romanzo sembrava delizioso fino al primo incontro con la contessina , poi il peso di Hemingway che tenta di scrivere come Hemingway sarebbe fin troppo penoso se non ci fosse, a consolazione, il pensiero che doveva ancora scrivere Il vecchio e il mare e non era, pertanto, finito come potrebbe sembrare leggendolo qui.

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  • 5

    forse non li vale ma per me fa parte di un ricordo personale con mio padre e non riesco ad essere obiettiva. In ogni caso chi è stato tra i canneti della laguna ci si ritrova immerso, così come il tut ...continue

    forse non li vale ma per me fa parte di un ricordo personale con mio padre e non riesco ad essere obiettiva. In ogni caso chi è stato tra i canneti della laguna ci si ritrova immerso, così come il tutto è avvolto in quest'atmosfera di amore e morte ...così vero, così crudo, così...

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  • 2

    Ho trovato i personaggi insopportabili... lui più di lei...
    Quello che salvo di questa lettura è la fotografia che fa della Venezia (città dove vivo) di allora, una città vera, lontana dal parco a tem ...continue

    Ho trovato i personaggi insopportabili... lui più di lei...
    Quello che salvo di questa lettura è la fotografia che fa della Venezia (città dove vivo) di allora, una città vera, lontana dal parco a tema ad uso e consumo dei turisti in cui si è trasformata negli anni.

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  • 3

    VENEZIA, LA RAGAZZA E I RACCONTI DEL COLONNELLO CHE FU UN GENERALE

    LETTO IN EBOOK
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    Ho letto di recente in “Scrivere un libro e farselo pubblicare” che Ernest Hemingway era solito buttar giù lunghe liste di titoli che poi cancellava progressivamente fi ...continue

    LETTO IN EBOOK
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    Ho letto di recente in “Scrivere un libro e farselo pubblicare” che Ernest Hemingway era solito buttar giù lunghe liste di titoli che poi cancellava progressivamente fino a che non restava quello definitivo. Nell’introduzione a “Di là dal fiume, tra gli alberi” si dice che ha usato questo metodo anche con questo libro. In effetti, il risultato è stato ottimo. Il titolo mi piace molto. Tanto è vero che, volendo leggere un libro di Hemingway, senza andare a leggere trame o commenti, ho scelto proprio questo, solo e soltanto per il nome. Ora che l’ho letto però mi dico: che cavolo di titolo! Non nel senso che non mi piace più, ma nel senso che non c’entra quasi nulla con il romanzo. Sarebbe stato più onesto chiamarlo (orribilmente) “Chiacchiere di un colonnello degradato con la sua amante”! Questo lo considero il classico “tradimento del lettore”. Il lettore di solito si tradisce (pubblicità e promozioni varie a parte) con il titolo o con l’incipit. Direi che in un certo senso anche l’incipit qui è un piccolo tradimento, perché fa pensare a un romanzo di caccia o pesca, tipicamente hemingwaiano, ma queste hanno poco spazio (forse per fortuna, dato che, quando sono sportive mi interessano ben poco).
    Insomma, con un titolo così, un incipit così e un autore come Hemingway, mi sarei aspettato qualcosa tipo “Il vecchio e il mare” o, alla peggio, una sua versione sottotono: tradito.
    Qui si parla di Venezia, dell’Italia (anche se non molto), di alcuni pittori e autori italiani, come D’Annunzio e Dante, citati con la raffinatezza e l’opportunità che ci si può aspettare da un telefilm americano. Si parla di guerra. Si parla. Sì, si parla e questo è l’altro grande difetto di questo libro.
    Non insegnano nelle scuole di scrittura che occorre evitare di “raccontare”, ma gli avvenimenti vanno mostrati? Indubbiamente, ogni regola è fatta per essere violata e chi meglio di un premio nobel e mostro sacro della letteratura americana e mondiale potrebbe essere autorizzato a violare regolette così banali? Ben venga la narrazione indiretta, allora, con il colonnello che racconta alla ragazza com’è la guerra. Certo se spesso si interrompe per chiederle se non la sta annoiando, viene da pensare che questo sospetto sorga anche all’autore. La giovane innamorata risponde sempre di no al suo vecchio amato ultracinquantenne e, spesso, siamo anche d’accordo con lei, ma mica sempre!
    Personalmente non amo il ripetersi dei “ti amo” che si scambia questa coppia un po’ male assortita, non amo questa struttura quasi da metaromanzo, con i suoi flashback raccontati. A volte il colonnello (che un tempo era stato generale ma fu degradato) non avendo sottomano l’amata, si mette persino a ricordare tra sé e sé o a parlare con il quadro che la ritrae!
    Se l’autore voleva parlarci della guerra, perché non l’ha fatto, mostrandocela in atto? Se voleva mostrarci questo amore veneziano, perché l’ha infarcito di altre storie. Se voleva farci vedere delle scene di caccia, perché le ha unite a una storia d’amore e guerra? Se ha scelto un’ambientazione “esotica” come quella di Venezia, perché c’ha raccontato così poco di questa città, a parte dirci che è splendida?
    Se fosse l’opera prima di uno sconosciuto, avrei detto che è un ragazzo che scrive davvero bene e che il romanzo è piacevole e scorre bene, con personaggi gradevoli e simpatici. Per un’opera della maturità di sua maestà Ernest Hemingway, francamente mi pare un po’ pochino.

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