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Across the River and into the Trees

By Ernest Hemingway

(29)

| Paperback | 9780099909606

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Book Description

The War is just over. In Venice, a city elaborately and affectionately described, the American Colonel, Richard Cantrell, falls passionately in love with Renata, a young Italian countess who has 'a profile that could break your or anyone else's heart Continue

The War is just over. In Venice, a city elaborately and affectionately described, the American Colonel, Richard Cantrell, falls passionately in love with Renata, a young Italian countess who has 'a profile that could break your or anyone else's heart'. Cantrell is embittered, war-scarred and old enough to be Renata's father, but he is overwhelmed by the selflessness and freshness of the love she is offering. But this is no fairy tale. The fighting may be ended, but the wounds of war have not yet healed. And for some, the longed-for peace has come too late.

58 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho trovato i personaggi insopportabili... lui più di lei...
    Quello che salvo di questa lettura è la fotografia che fa della Venezia (città dove vivo) di allora, una città vera, lontana dal parco a tema ad uso e consumo dei turisti in cui si è trasfo ...(continue)

    Ho trovato i personaggi insopportabili... lui più di lei...
    Quello che salvo di questa lettura è la fotografia che fa della Venezia (città dove vivo) di allora, una città vera, lontana dal parco a tema ad uso e consumo dei turisti in cui si è trasformata negli anni.

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    Elo Fab said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    VENEZIA, LA RAGAZZA E I RACCONTI DEL COLONNELLO CHE FU UN GENERALE

    LETTO IN EBOOK
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    Ho letto di recente in “Scrivere un libro e farselo pubblicare” che Ernest Hemingway era solito buttar giù lunghe liste di titoli che poi cancellava progressivamente fino a che non restava quello definitivo. Nell’intro ...(continue)

    LETTO IN EBOOK
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    Ho letto di recente in “Scrivere un libro e farselo pubblicare” che Ernest Hemingway era solito buttar giù lunghe liste di titoli che poi cancellava progressivamente fino a che non restava quello definitivo. Nell’introduzione a “Di là dal fiume, tra gli alberi” si dice che ha usato questo metodo anche con questo libro. In effetti, il risultato è stato ottimo. Il titolo mi piace molto. Tanto è vero che, volendo leggere un libro di Hemingway, senza andare a leggere trame o commenti, ho scelto proprio questo, solo e soltanto per il nome. Ora che l’ho letto però mi dico: che cavolo di titolo! Non nel senso che non mi piace più, ma nel senso che non c’entra quasi nulla con il romanzo. Sarebbe stato più onesto chiamarlo (orribilmente) “Chiacchiere di un colonnello degradato con la sua amante”! Questo lo considero il classico “tradimento del lettore”. Il lettore di solito si tradisce (pubblicità e promozioni varie a parte) con il titolo o con l’incipit. Direi che in un certo senso anche l’incipit qui è un piccolo tradimento, perché fa pensare a un romanzo di caccia o pesca, tipicamente hemingwaiano, ma queste hanno poco spazio (forse per fortuna, dato che, quando sono sportive mi interessano ben poco).
    Insomma, con un titolo così, un incipit così e un autore come Hemingway, mi sarei aspettato qualcosa tipo “Il vecchio e il mare” o, alla peggio, una sua versione sottotono: tradito.
    Qui si parla di Venezia, dell’Italia (anche se non molto), di alcuni pittori e autori italiani, come D’Annunzio e Dante, citati con la raffinatezza e l’opportunità che ci si può aspettare da un telefilm americano. Si parla di guerra. Si parla. Sì, si parla e questo è l’altro grande difetto di questo libro.
    Non insegnano nelle scuole di scrittura che occorre evitare di “raccontare”, ma gli avvenimenti vanno mostrati? Indubbiamente, ogni regola è fatta per essere violata e chi meglio di un premio nobel e mostro sacro della letteratura americana e mondiale potrebbe essere autorizzato a violare regolette così banali? Ben venga la narrazione indiretta, allora, con il colonnello che racconta alla ragazza com’è la guerra. Certo se spesso si interrompe per chiederle se non la sta annoiando, viene da pensare che questo sospetto sorga anche all’autore. La giovane innamorata risponde sempre di no al suo vecchio amato ultracinquantenne e, spesso, siamo anche d’accordo con lei, ma mica sempre!
    Personalmente non amo il ripetersi dei “ti amo” che si scambia questa coppia un po’ male assortita, non amo questa struttura quasi da metaromanzo, con i suoi flashback raccontati. A volte il colonnello (che un tempo era stato generale ma fu degradato) non avendo sottomano l’amata, si mette persino a ricordare tra sé e sé o a parlare con il quadro che la ritrae!
    Se l’autore voleva parlarci della guerra, perché non l’ha fatto, mostrandocela in atto? Se voleva mostrarci questo amore veneziano, perché l’ha infarcito di altre storie. Se voleva farci vedere delle scene di caccia, perché le ha unite a una storia d’amore e guerra? Se ha scelto un’ambientazione “esotica” come quella di Venezia, perché c’ha raccontato così poco di questa città, a parte dirci che è splendida?
    Se fosse l’opera prima di uno sconosciuto, avrei detto che è un ragazzo che scrive davvero bene e che il romanzo è piacevole e scorre bene, con personaggi gradevoli e simpatici. Per un’opera della maturità di sua maestà Ernest Hemingway, francamente mi pare un po’ pochino.

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    Carlo Menzinger said on Feb 22, 2014 | 3 feedbacks

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    Non sapevo che Hemingway scrivesse harmony...

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    Leeeo said on Dec 11, 2013 | Add your feedback

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    "Perché mi commuovo a vedere i grandi buoi pallidi e lenti?".

    Il vecchio Hemingway si china in avanti per scopiazzare dal foglio del giovane Hemingway, seduto nel banco accanto al suo, ma quello se ne accorge e si copre, non vuole proprio fargli ved ...(continue)

    "Perché mi commuovo a vedere i grandi buoi pallidi e lenti?".

    Il vecchio Hemingway si china in avanti per scopiazzare dal foglio del giovane Hemingway, seduto nel banco accanto al suo, ma quello se ne accorge e si copre, non vuole proprio fargli vedere come scriveva bene una volta..
    cose da non credere.. cose che immagino ti facciano venir voglia di infilarti due canne di fucile in bocca..

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    Bardamu said on Apr 9, 2013 | Add your feedback

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