Adán Buenosayres, romanzo-chiave dell’opera di Leopoldo Marechal, è considerato il capolavoro della letteratura argentina del Novecento e uno dei testi più riusciti della letteratura latinoamericana di tutti i tempi. Pubblicato e studiato in tutto il mondo fin dalla sua prima uscita nel 1948, è oggiContinue
Adán Buenosayres, romanzo-chiave dell’opera di Leopoldo Marechal, è considerato il capolavoro della letteratura argentina del Novecento e uno dei testi più riusciti della letteratura latinoamericana di tutti i tempi. Pubblicato e studiato in tutto il mondo fin dalla sua prima uscita nel 1948, è oggi finalmente disponibile per la prima volta in Italia. Adán Buenosayres è un sogno ininterrotto, un universo smisurato di personaggi e creature fantastiche che trascina senza posa il lettore in una girandola di situazioni e suggestioni irresistibili, a cavallo dei generi letterari più svariati, dall’epopea alla satira, al romanzo sociale e di costume. Il linguaggio esplosivo e straordinario di Marechal fa dell’Adán Buenosayres la lettura imprescindibile per chiunque ami la narrativa e il romanzo, il tassello che mancava nel luminoso quadro della creazione letteraria mondiale.
Leopoldo Marechal (1900-1970) nasce a Buenos Aires da una famiglia di origine francese. Terminati gli studi, si divide tra l’insegnamento scolastico, la pubblicazione letteraria e le collaborazioni con alcuni periodici, che gli permettono di entrare in contatto con intellettuali del calibro di Jorge Luis Borges, poi immortalato tra i personaggi dell’Adán e di dar inizio alla produzione letteraria che farà di lui, insieme allo stesso Borges e a Julio Cortázar, uno dei più grandi scrittori argentini moderni. La stesura del primo romanzo richiede a Marechal quasi vent’anni, i centrali della sua vita, durante i quali non solo continua a scrivere poesie e opere teatrali, ma ricopre anche importanti cariche politiche tra cui quella di ministro della Cultura nel primo Governo Peròn. Alla sua caduta inizia un vero e proprio ostracismo da parte del mondo culturale argentino, tanto che egli stesso malinconicamente si autodefinirà «il poeta deposto». Nel 1965 esce il suo secondo romanzo, Il Banchetto di Severo Arcangelo, e cinque anni dopo il terzo romanzo, Megafòn, o la guerra, a un mese dalla morte del suo straordinario autore.