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Ad occhi chiusi

Di

Editore: Mondolibri

4.0
(4444)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Catalano , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: A000022333 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , CD audio , Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    ma quanto è simpatico l'avvocato Guerrieri,come un dito....
    E' il tipico sbruffone affetto dalla sindrome di "io sono meglio di te,qualsiasi cosa tu sia" .
    i suoi film preferiti? o sono muti o in bian ...continua

    ma quanto è simpatico l'avvocato Guerrieri,come un dito....
    E' il tipico sbruffone affetto dalla sindrome di "io sono meglio di te,qualsiasi cosa tu sia" .
    i suoi film preferiti? o sono muti o in bianco e nero.
    il suo cantante o gruppo preferito?è inutile che cerchi,non lo trovi su wikipedia...anzi neppure wikiLeaks lo ha mai sentito nominare.
    il libro che ha cambiato la sua vita? è di uno scrittore della Patagonia...che ne ha fatto solo due copie.
    il buon Guido cucina e mangia solo se c'è della buona musica di sottofondo...mica come noi poveri umani banali che guardiamo Forum
    all'ora di pranzo.
    e come se non bastasse è anche maledettamente bravo.
    credo di aver conosciuto la sua versione femminile al liceo....
    no,non mi sono sbagliata con le stelline,lo stile di Carofiglio è unico:semplice ma accattivante...lo consiglio anche ai non amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 3

    "Chi è cedevole supera le prove; chi è duro, rigido, prima o poi viene sconfitto, e spezzato"

    Una cosa che ho capito in questa vita, che altro non è se non un viaggio verso noi stessi, è che oltre ai romanzi classici, mi piacciano i gialli. Soprattutto mi piace leggerli d'estate; l'ideale è so ...continua

    Una cosa che ho capito in questa vita, che altro non è se non un viaggio verso noi stessi, è che oltre ai romanzi classici, mi piacciano i gialli. Soprattutto mi piace leggerli d'estate; l'ideale è sotto l'ombrellone.
    Per varie stagioni mi ha fatto compagnia Montalbano, ma i rapporti col tempo si sono raffreddati e poi interrotti. Questa estate la rivelazione è stata l'Avv. Guerrieri di Carofiglio.
    Ad occhi chiusi è la seconda avventura di Guerrieri che leggo, dopo Le perfezioni provvisorie - che cronologicamente, però, sono il quarto romanzo che lo vede protagonista -, e non sarà l'ultima.
    Il titolo rimanda a una sensazione di fiducia, di lasciarsi andare e di mollare i freni, è, infatti, solo allora che chiudiamo gli occhi, abbassando le difese e accettando di perdere il controllo della situazione.
    Stavolta il caso bollente che ha l'ardire di accettare ha a che fare con la difesa di una giovane donna vittima di stalking e lo stalker è figlio di un pezzo grosso di Bari. Ma il personaggio centrale è l'enigmatica Suor Claudia che nasconde un segreto e una storia laceranti. Ancora una volta il caso è quasi un pretesto per guardarsi dentro, ma anche per osservare lo scorrere scomposto della vita di fuori. La storia si conclude nel peggiore dei modi per la sua assistita, ma ad ogni modo un lieto fine c'è: Guerrieri riesce a vincere una delle sue paure ataviche e si getta col paracadute, ad occhi chiusi. Segno che ancora qualcosa di buono c'è e può sempre esserci.
    Il personaggio di Guerrieri mi va proprio a genio, così sensibile, ironico (persino sarcastico) e insicuro. E ancora, nostalgico, ansioso e malinconico. Mi ci ritrovo tantissimo in lui e in certe sue manie.
    L'autore, Carofiglio, ha il merito, dovuto immagino alla sua grande preparazione di magistrato, di rendere movimentato e accattivante persino un processo italiano tra giudici che se ne vorrebbero lavare le mani, avvocati prezzolati e chi più ne ha più ne metta.
    Altra nota caratteristica e che apprezzo del suo stile è l'infarcire i pensieri di Guerrieri con rimandi musicali, letterali, cinematografici etc. il che rende la sua storia impastata di realtà, quindi più verosimile.
    Unica pecca di questo stile così chiaro e scorrevole è, forse, la scontatezza nella sequenza delle parole scelte che mi portava a correre mentre leggevo, togliendomi il gusto di gustare per bene le parole.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro carino, ben scritto e interessante, una lettura piacevole anche se non particolarmente innovativa. Una sorta di legal thriller senza troppo peso alla parte "legal" e con una componente umana ...continua

    Un libro carino, ben scritto e interessante, una lettura piacevole anche se non particolarmente innovativa. Una sorta di legal thriller senza troppo peso alla parte "legal" e con una componente umana ben fatta. Promosso.

    ha scritto il 

  • 5

    L'avvocato Guerrieri alle prese con un processo per stalking e violenza domestica, la sua inarrivabile bravura nelle aule di tribunale che fa clamorosamente a pugni con le sue insicurezze, paure e sco ...continua

    L'avvocato Guerrieri alle prese con un processo per stalking e violenza domestica, la sua inarrivabile bravura nelle aule di tribunale che fa clamorosamente a pugni con le sue insicurezze, paure e sconfitte nella vita privata, le colonne sonore che accompagnano le sue notti solitarie in una Bari da quadro impressionista e soprattutto l'arguzia e l'umorismo che affiorano tra le righe meritano le 5 stelline e fanno dimenticare (e perdonare) cadute di stile come l'abbozzo di relazione con un personaggio scontatissimo quale suor Claudia.
    Come potrò mai dimenticare metafore quali: "serenata per unghie e lavagna" e "espressione amichevole di uno squalo martello"?!? ^__^

    ha scritto il 

  • 2

    Arguto ma prevedibile

    Un incipit notevole e un humor sotteraneo e gigione caratterizzano la prima metà di questo lavoro di Carofiglio, il secondo dedicato all'avvocato Guerrieri. Il ritmo, nella prima parte, è trascinante ...continua

    Un incipit notevole e un humor sotteraneo e gigione caratterizzano la prima metà di questo lavoro di Carofiglio, il secondo dedicato all'avvocato Guerrieri. Il ritmo, nella prima parte, è trascinante e non si può fare a meno di amare e di immedesimarsi nel protagonista, nelle sue riflessioni in libertà e nella sua ironia così umana e puntuta (la descrizione della cena new age in una villa di Bari è da antologia).
    Ci sono tutti i requisiti per una lettura di qualità e di soddisfazione ma, nella seconda parte, la magia si esaurisce e, da divertito e tambureggiante racconto di genere si passa a uno scadente e prevedibile legal thriller de noantri, con un finale che più o meno si riesce a prevedere con cento pagine di anticipo.

    Se prima si viene irretiti dalla verve finanche strafottente della scrittura, dopo metà libro ci si ritrova con la sensazione di essere lasciati soli ad assistere ad una mediocre puntata di fiction italiana, una di quelle con Manuela Arcuri o Barbara d'Urso.

    Carofiglio è bravo, non un fuoriclasse, ma molto bravo. Ha una leggerezza rara e la lettura scorre senza problemi, con descrizioni mai troppo prolisse e dialoghi supra mediam (il libro l'ho finito in un solo giorno). Tuttavia, a penalizzare questo lavoro, vi è una certa stanchezza nella caratterizzazione di alcuni personaggi e di alcune situazioni (il bacio tra la "suora" e Guerrieri, la sostituzione del Pubblico Ministero) che, alla resa dei conti, paiono se non gratuite, quantomeno superflue.

    Il punto debole è il finale, aggrappato a dettami e chliché probabilmente troppo televisivi, che butta via l'approfondimento psicologico sui protagonisti e si lascia trascinare con strappi e colpi di scena di scarsa sostanza.
    Poco ficcanti, in questa occasione, anche i riferimenti musicali e culturali (tipici della saga dedicata a Guerrieri). Si salvano (ampiamente) le scene di ambientazione forense, interessanti e coinvolgenti anche per chi non ne capisce un'acca di avvocatura e burocrazie assortite. Troppo poco però per salvare un lavoro che dà l'impressione di essere un Giano Bifronte, con la parte migliore all'inizio e quella più frusta e prevedibile alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    “ Potevo essere tante cose che non saranno , perché non ho avuto il coraggio di provarci. “

    Una gradita sorpresa questo mio primo incontro con Gianrico Carofiglio che , sfruttando il filone già collaudato delle storie più o meno poliziesche , a colorazione più o meno gialla , sta raccogliend ...continua

    Una gradita sorpresa questo mio primo incontro con Gianrico Carofiglio che , sfruttando il filone già collaudato delle storie più o meno poliziesche , a colorazione più o meno gialla , sta raccogliendo un notevole successo con storie ambientate fra le aule dei tribunali .
    La vicenda , che vede come protagonista l'avvocato Guido Guerrieri, è piuttosto attuale essendo incentrata su un caso di “stalking” ai danni di una ragazza che si costituisce parte civile contro il suo persecutore in un processo il cui esito apparirebbe da subito abbondantemente scontato se non fosse per l'atteso ed inevitabile colpo di scena.
    Un romanzo leggero dallo svolgimento prevedibile , ma i personaggi e le situazioni che fanno da contorno al piatto forte , ossia al dibattimento processuale nel quale l'autore esibisce tutta la sua competenza specifica, sono costruiti con grande cura e tali da risultare del tutto credibili .
    Se a tutto ciò si aggiunge che lo stile della scrittura è fluido e scorrevolissimo si può concludere che si tratta di un romanzo piacevole ed interessante , che ho letteralmente divorato in due soli giorni (grazie anche al mio Kindle che mi permette “prestazioni” inarrivabili dai libri cartacei) e tale da meritare un giudizio ampiamente positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Dal sonno alla veglia

    Ad occhi chiusi si da e si prende un bacio che altrimenti diventerebbe impegnativo. Ad occhi chiusi si vince una paura che da svegli non si è mai riusciti ad affrontare. Ad occhi chiusi ci si lancia i ...continua

    Ad occhi chiusi si da e si prende un bacio che altrimenti diventerebbe impegnativo. Ad occhi chiusi si vince una paura che da svegli non si è mai riusciti ad affrontare. Ad occhi chiusi ci si lancia in avventure lontane anni luce dalla nostra realtà quotidiana...
    Ad occhi (faticosamente) aperti, alla luce di una lampada giallastra da comodino, seguo Guido Guerrieri, dai vicoli di Bari vecchia agli immensi ed affollati corridoi di tribunale. Vorrei essere quel cliente sporadico che gli offre compagnia e una muta stretta di mano in una nottata pensierosa. Vorrei essere l'imbranato sostituto procuratore con i suoi peli del naso sparati in ogni direzione. Mi accontenterei perfino di essere il poliziotto che ammicca e gli concede di entrare dall'ingresso secondario, pur non avendo con sè il tesserino d'avvocato...
    Ma resto un lettore appassionato, che si sorprende a sghignazzare o a commuoversi mentre l'ultima ora del giorno cede il passo ai primi, giovanissimi minuti dell'alba nuova.
    E se il peso della veglia è così inconsistente, allora è amore letterario vero...

    ha scritto il 

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