Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Ada o el Ardor

By

Publisher: Anagrama

4.3
(241)

Language:Español | Number of Pages: 478 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian

Isbn-10: 8433920596 | Isbn-13: 9788433920591 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

Do you like Ada o el Ardor ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
En esta obra, bellisima y compleja, destaca por encima de todo la historia de los encuentros y desencuentros entre los principales protagonistas, dos hermanos que, creyendose solo primos, se enamoraron apasionadamente con motivo de su encuentro adolescente en la finca familiar.
Sorting by
  • 5

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/10/15/ada-o-ardore-vladimir-nabokov/


    “Van impiegò mezz’ora a cercare un libro che aveva rimesso nel posto sbagliato. Quando alla fine lo trovò, si accorse di averlo già annotato tutto e che quindi non gli serviva più. Restò per un po’ disteso sul div ...continue

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/10/15/ada-o-ardore-vladimir-nabokov/

    “Van impiegò mezz’ora a cercare un libro che aveva rimesso nel posto sbagliato. Quando alla fine lo trovò, si accorse di averlo già annotato tutto e che quindi non gli serviva più. Restò per un po’ disteso sul divano nero, con l’unico risultato di sentir crescere su di sé la pressione della passione e dell’ossessione. Decise di ritornare al piano superiore passando per la coclea, ma su quei gradini lo raggiunse il ricordo lacerante, fantastico, incantatore e disperatamente irrecuperabile di lei che correva su, con il candelabro in mano, la notte del Fienile in Fiamme, per sempre maiuscolo nella sua memoria - mentre lui la seguiva con la luce della candela che danzava dietro le sue natiche, dietro i suoi polpacci, dietro le sue spalle in movimento, dietro i suoi capelli fluenti, sempre più su, prima che le ombre in immense volute di nera geometria li raggiungessero nella loro ascesa a spirale, lungo la parete gialla. Trovò la porta del secondo piano chiusa dall’interno con il chiavistello, dovette tornare in biblioteca (una banale esasperazione aveva adesso tacitato i ricordi) e prendere la via dello scalone. Avanzando verso il sole acceso della porta finestra, sentì Ada sul balcone che spiegava qualcosa a Lucette. Era qualcosa di divertente che riguardava...Non mi ricordo e non voglio inventare. Una caratteristica nel modo di parlare di Ada era la fretta con cui cercava di concludere certe frasi prima di lasciarsi sopraffare dall’ilarità, anche se qualche volta, come adesso, un breve scoppio di risa faceva esplodere all’improvviso le sue parole e lei doveva afferrarle al volo e finire la frase ancora più precipitosamente, tenendo a bada la sua allegria e facendo seguire l’ultima parola da un triplo rimbalzo di risa sonore, di gola, erotiche e soffici”. (Vladimir Nabokov, “Ada o ardore”, ed. Adelphi)

    Vladimir Nabokov è un autore che non lascia indifferenti, che può avvincere il lettore, ma può anche respingerlo, per via di uno stile molto peculiare e di temi non comuni, come ben saprà chi ha avuto modo di leggere il suo libro forse più noto al “grande pubblico”, cioè “Lolita” (del quale, tra parentesi, consiglio anche la trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick). “Lolita” è la drammatica storia di una passione tra un uomo maturo e una ragazzina, e questo fa ben intuire le polemiche e i disturbi che un romanzo del genere può indurre. A mio parere è un capolavoro, così come un grande romanzo è il più recente “Ada o ardore”, pubblicato nel 1969, che sotto certi aspetti può essere reputato ancora più estremo in quanto ad argomento affrontato. Qui, infatti, la vicenda narrata è quella di Ada Veen, adolescente alle prese con il suo ardore giovanile, che trova sbocco nella precoce relazione con Van Veen, ufficialmente suo cugino, ma “tecnicamente” suo fratello uterino. Dopo aver letto le prime pagine del libro, stavo per gettarlo da un dirupo, ma non perché fosse troppo morboso, sordido o squallido (impressione che non ho mai avuto, neanche nelle pagine più “spinte”), piuttosto perché l’effetto è stato straniante. Nabokov, all’inizio, ci presenta le famiglie d’origine di quelli che saranno i protagonisti del romanzo, cioè Van, Ada e l’altra sorella Lucette, e rischiamo di perderci in una ridda di nomi e soprattutto di riferimenti geografici, questi ultimi ancora più difficili da interpretare perché la storia è ambientata sì tra Ottocento e Novecento, ma ad Ardis, una città appartenente a una sorta di unico continente che ha unito Russia e America. Per aiutare il lettore a dipanare questa matassa iniziale, che comunque poi si scioglierà da sé, nell’edizione Adelphi c’è, prima del testo, un utile albero genealogico. La questione principale, comunque, è quella di comprendere bene quali siano i rapporti tra Marina Durmanov e Acqua Durmanov, cioè le due sorelle che (teoricamente) avrebbero generato Ada e Lucette (la prima) e Van (la seconda), se non fosse che la follia di Acqua la renderà solo presunta madre di Van. “Ada o ardore” non è riducibile, tuttavia, a una mera storia d’amore o d’erotismo tra fratellastri, sebbene questa sia la componente fondamentale e necessaria dell’opera, senza la quale tutto il resto perderebbe vigore. Nabokov, con ampie digressioni che in qualche caso rallentano la lettura, ma che in generale sono di livello eccelso, aggiunge considerazioni su altri temi, per esempio sullo scrivere. In questo senso, è molto intrigante per il lettore il “gioco” che c’è tra il narratore esterno (?) e i protagonisti del romanzo, ma non aggiungo altro al riguardo. La storia è narrata quando tutto è già accaduto, e quindi si tratta di ricostruire, sulla scorta di ricordi, di lettere, di ritrovamenti, ciò che era stato sommerso sotto la coltre del tempo, e che pure giaceva lì, ardente proprio come negli anni della gioventù. Il Tempo è proprio un altro dei grandi temi del romanzo, tanto che Van, divenuto scrittore, dedicherà al tema un suo scritto, “La tessitura del Tempo”, una dissertazione tra le più ostiche del romanzo e che potrebbe far inorridire qualche lettore più avvezzo a questioni scientifiche (il testo è un saggio di Nabokov che confluì nel romanzo). Volendo trovare qualche altra lieve pecca (operazione che in certi casi sfiora il ridicolo), potrei dire che è evidente come Nabokov si compiaccia della sua padronanza lessicale (o lo fa il traduttore, ma propendo per la prima ipotesi), sfoggiando termini altisonanti, mescolando l’inglese, lingua nella quale fu scritto, al russo, al francese, a neologismi inventati dai giovani e spigliati protagonisti, i quali, a dirla tutta, hanno una padronanza lessicale, sin da dodicenni, che appare un po’ esagerata. Ciò detto, “Ada o ardore” è un grande romanzo, e lo è perché Nabokov riesce a non diventare volgare né a disturbare (almeno non ha disturbato me) anche qui non ha vissuto le avventure di Van o Ada (e non mi riferisco solo alla loro relazione incestuosa, ma ad altre vicende narrate), descritteci con un linguaggio avvolgente, seducente, poetico ma sempre attraversato da un’ironia talvolta feroce. Nabokov ci mostra la nascita graduale di una passione che è destinata a incontrare la condanna del mondo, a restare nascosta di fronte a tutti. Van e Ada sono costretti, infatti, a scambiarsi i loro primi baci, e poi in un crescendo le loro effusioni sempre più ardenti, nei luoghi più impensabili, anche perché tra i piedi hanno spesso Lucette, la più piccola. I quattro anni di separazione che li attendono non faranno che rinsaldare questa loro passione, e nel frattempo anche Lucette sarà divenuta più grande, e la sua figura crescerà sempre più all’interno del romanzo. Non sto qui a descrivere come si evolve il romanzo nel corso delle seicento pagine, ciò che ho narrato riguarda essenzialmente la prima parte, quella sull’adolescenza e sulla fase ascendente del rapporto tra Van e Ada. Arriveranno, poi, i distacchi, i drammi, le solitudini solo apparentemente colmate da un’attività corporea frenetica, dalla vita mondana e dai successi lavorativi, arriverà la morte per diversi membri della famiglia, e il lettore potrà cogliere come “Ada o ardore” (così come, del resto, “Lolita”) non è solo la trasposizione scritta delle fantasie erotiche di un libidinoso scrittore, ma qualcosa che va oltre, che ci mostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che in letteratura la questione non è tanto decidere se un libro è morale o immorale secondo i canoni che noi ci siamo (abbiamo subito) costruiti nella nostra formazione personale, quanto vedere se, come lettori, siamo presi dal vortice narrativo, e dove questo vortice può portarci. Per intenderci, un conto è Van Veen in quanto protagonista, che può essere anche odioso sotto diversi aspetti, altro conto è Van Veen, travestito da Nabokov, che descrive la vita di Van Veen in modo da regalarci un romanzo scritto magnificamente.

    “Due idee danzavano allacciate in un lento, meccanico minuetto, tra cenni del capo e riverenze: una era "Abbiamo-tanto-da-dirci"; l'altra era "Non-abbiamo-niente-da-dirci". Ma sono cose che possono cambiare in un istante.”

    said on 

  • 5

    L'unico.

    Non si capisce nulla sin dalle prime righe. Poi si capisce, a patto che si abbia la pazienza di entrare in un universo parallelo elegante e perverso (in senso buono, perché c’è un senso buono). Le descrizioni di rapporti sessuali hanno tutto da insegnare alla contemporanea letteratura erotica.
    Tr ...continue

    Non si capisce nulla sin dalle prime righe. Poi si capisce, a patto che si abbia la pazienza di entrare in un universo parallelo elegante e perverso (in senso buono, perché c’è un senso buono). Le descrizioni di rapporti sessuali hanno tutto da insegnare alla contemporanea letteratura erotica. Trama: Due fratelli portano avanti un amore incestuoso da quando avevano dodici anni. Reperibilità: Ottima, in qualunque libreria. Voto: 9 su 10. il 10 no perché a volte lo fa apposta.

    http://www.ilpost.it/francescodisa/2013/12/11/recensioni-brevissime-libri-difficili/

    said on 

  • 1

    630 pagine di cui almeno 600 sono di troppo.
    Mi immagino Nabokov immerso in un mare di sublime autocompiacimento nell'atto di scrivere questa apologia del dettaglio per fare sfoggio della la propria immensa cultura.
    Un libro che non si vede l'ora di finire, ma solo per passare ad altro, magari q ...continue

    630 pagine di cui almeno 600 sono di troppo. Mi immagino Nabokov immerso in un mare di sublime autocompiacimento nell'atto di scrivere questa apologia del dettaglio per fare sfoggio della la propria immensa cultura. Un libro che non si vede l'ora di finire, ma solo per passare ad altro, magari qualcosa di meno lezioso e autocelebrativo.

    said on 

  • 2

    Ho letto e riletto le recensioni su Anobii e non riesco a comprendere tutta la passione per questo libro, che mi ha molto deluso, dopo aver letto Lolita che secondo me ha tutto un altro spessore.
    Non sono riuscito a farmelo piacere anche solo per come è scritto o come si svolge nell'evoluzione de ...continue

    Ho letto e riletto le recensioni su Anobii e non riesco a comprendere tutta la passione per questo libro, che mi ha molto deluso, dopo aver letto Lolita che secondo me ha tutto un altro spessore. Non sono riuscito a farmelo piacere anche solo per come è scritto o come si svolge nell'evoluzione del racconto. Non ho neanche apprezzato molto la traduzione. Almeno dal punto di vista stilistico vorrei leggere la versione originale in Inglese.

    said on 

  • 0

    Postmoderno ante litteram?

    Di una complessità stupefacente e stratificato di rimandi che solo un paletnologo-filologo saprebbe indagare, "Ada o ardore - Una cronaca di famiglia" è un romanzo di sperimentazione estrema che gioca con generi, epoche, stili e narra - in un fantasmagorico mondo "altro" - una storia d'amore che ...continue

    Di una complessità stupefacente e stratificato di rimandi che solo un paletnologo-filologo saprebbe indagare, "Ada o ardore - Una cronaca di famiglia" è un romanzo di sperimentazione estrema che gioca con generi, epoche, stili e narra - in un fantasmagorico mondo "altro" - una storia d'amore che dura una vita. Ma subito sorge il sospetto che altro sia quello che Nabokov voleva dirci, che nelle lunghe pagine di riflessioni sul tempo, nelle minuziose descrizioni di coleotteri, nei personaggi svagati e tristi (oh, Lucette!) si celi un messaggio diverso, più profondo, più sconvolgente, che forse solo un lettore estremamente acuto potrebbe cogliere.

    said on 

  • 5

    Già è difficile recensire un libro di Nabokov, tanto l’autore è poliedrico, erudito , satirico, mimetico e grande esperto di linguista, e di botanica.. e qui mi fermo per non andare oltre! Scrivere un commento su Ada mi sembra quasi un’impresa titanica, perché da qualunque parte la guardi sicuram ...continue

    Già è difficile recensire un libro di Nabokov, tanto l’autore è poliedrico, erudito , satirico, mimetico e grande esperto di linguista, e di botanica.. e qui mi fermo per non andare oltre! Scrivere un commento su Ada mi sembra quasi un’impresa titanica, perché da qualunque parte la guardi sicuramente dimentichi qualcosa di importante. A prima vista il romanzo sembra avere un impianto tradizionale in cui si racconta la storia di una famiglia, i suoi amori , le sue vicissitudini. Ma poi già dai primi capitoli ti rendi conto che forse non è proprio così vero. Già tutto il pasticcio sui “nomi” dei personaggi, l’intrecciarsi di più lingue( russo e francese per esempio), l’intersecarsi di diversi piani temporali, il dubbio che la vicenda si ambienti in un mondo non ben identificato(: è America, Canada, Russia, Parigi?) accresce l’interesse ma anche fa aumentare le perplessità. A tutto questo si aggiungano poi i riferimenti letterari, i giochi linguistici , l’interesse dell’autore alle parole, al loro significato segreto e simbolico, tutto quello che rappresenta l’arte di Nabokov. Innanzitutto la "forma narrativa" è un gioco ad incastro ; all’inizio sembra una narrazione tradizionale con un narratore esterno poi ti accorgi che è un “diario” scritto essenzialmente da Van ma commentato anche da Ada, che interviene a volte per puntualizzare alcune osservazioni e alla fine sembra che i due si fondano insieme nello scrivere e nel rievocare questo loro amore. Essi diventano “Vaniada” e il “Van’s book si rivela come l’anagramma di “Nabokov’s. da impazzire!! Parlando poi del “tempo” troviamo che i piani temporali spesso si confondano e si parli di invenzioni o di oggetti, per esempio, che in un determinato periodo non esistevano! Non ci sono le leggi del tempo cui siamo abituati perché il mondo in cui i due vivono è basato essenzialmente sui ricordi, sulle sensazioni e sull’immaginazione. Anche la “geografia” non è chiara. La vicenda è collocata in un paese che non esiste sulle carte geografiche: i toponimi si riferiscono all’America, ma è un’America abitata e governata da Russi che spesso parlano in russo o in francese, viaggiano facilmente ma anche i paesi citati non sempre sono facilmente collocabili. E’ stata definita l’”Anti-terra”, con l’eccezione del luogo dei loro amore giovanile e cioè la verde Ardis, un vero “paradiso terrestre”, dove i novelli Adamo ed Eva scoprono se stessi! Non ho parlato della trama, indubbiamente molto provocatoria, perché, innanzitutto, il lettore viene quasi costretto a seguire l’autore nel suo gusto morboso del particolare, del dettaglio, piccolo o grande che sia, sia linguistico sia descrittivo. Ed è una lotta ardua quella che il lettore ingaggia con Nabokov perché vorrebbe seguire la vicenda con calma, magari identificarsi con qualche personaggio, invece no; l’autore gli mette davanti i mille giochi mentali dei personaggi,che quasi in un gioco di specchi si scindono in mille analogie, fantasie, rimandi a pensieri, persone, a tempi e luoghi diversi. E’ stato detto da molti critici che Nabokov ha gusto a prendere in giro il lettore come anche gli psicanalisti che vorrebbero mettere una etichetta ai suoi lavori. Però può succedere che l’eccesso di sperimentazione abbia un esito non positivo e che magari alcune parti non siano in giusto equilibrio; così succede, a mio parere, per l’ultima parte, che non è certamente sullo stesso livello delle precedenti. Tuttavia questo cedimento non inficia assolutamente il valore del testo, che rimane sempre molto alto. Ultimo appunto: sul titolo! << Ada o ardore>> e l’ardore è passione, quel sentimento intenso che, come il gran calore del sole, non si spegne né si assopisce. Forse Nabokov voleva proprio intendere questo ?

    said on 

  • 4

    Un parto!

    Leggere questo libro è stato un parto... in tutti i sensi: estremamente faticoso in alcuni momenti, emozionante ed entusiasmante in altri. Nabokov fa qui sfoggio della sua immensa cultura, e non sempre è facile seguirlo, ma ti prende al cuore e riesce come nessun altro a trascinarti in una tensio ...continue

    Leggere questo libro è stato un parto... in tutti i sensi: estremamente faticoso in alcuni momenti, emozionante ed entusiasmante in altri. Nabokov fa qui sfoggio della sua immensa cultura, e non sempre è facile seguirlo, ma ti prende al cuore e riesce come nessun altro a trascinarti in una tensione erotica ed amorosa che alla fine del romanzo continua a farti palpitare!

    said on 

  • 5

    Considerada la obra maestra de Nabokov, es una de sus obras más extensas y ambiciosas con un propósito: dar cuenta de un tiempo que huye, intenta recuperar eso que se escapa con su paso inexorable... la belleza y el ardor de una mujer, Ada.

    said on 

Sorting by