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Adam Bede

(Signet Classics)

By

Publisher: Signet Classics

3.8
(55)

Language:English | Number of Pages: 592 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish

Isbn-10: 0451529421 | Isbn-13: 9780451529428 | Publish date: 

Preface F.R. Leavis , Regina Barrecca

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Audio Cassette , Others , Unbound , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Carpenter Adam Bede is in love with the beautiful Hetty Sorrel, but unknown to him, he has a rival, in the local squire's son Arthur Donnithorne. Hetty is soon attracted by Arthur's seductive charm and they begin to meet in secret. The relationship is to have tragic consequences that reach far beyond the couple themselves, touching not just Adam Bede, but many others, not least, pious Methodist Preacher Dinah Morris. A tale of seduction, betrayal, love and deception, the plot of Adam Bede has the quality of an English folk song. Within the setting of Hayslope, a small, rural community, Eliot brilliantly creates a sense of earthy reality, making the landscape itself as vital a presence in the novel as that of her characters themselves.
Sorting by
  • 4

    La cara George è sempre lei.
    Non mi permetto critiche....ma(oggi schiavi della fretta) con qualche pagina in meno sarebbero state *****.
    Trovo adorabili questi tomazzi.

    said on 

  • 3

    George Eliot non mi convince del tutto: ho apprezzato molto Il mulino sulla Floss (finale a parte) ma già Middlemarch era piuttosto faticoso...con Adam Bede, iniziato piena di aspettative, ho davvero arrancato! È il primo libro scritto dall'autrice (per chi non lo sapesse George Eliot è una scrit ...continue

    George Eliot non mi convince del tutto: ho apprezzato molto Il mulino sulla Floss (finale a parte) ma già Middlemarch era piuttosto faticoso...con Adam Bede, iniziato piena di aspettative, ho davvero arrancato! È il primo libro scritto dall'autrice (per chi non lo sapesse George Eliot è una scrittrice inglese che scriveva sotto pseudonimo maschile) e riscosse ampi consensi alla sua uscita, facendosi apprezzare anche da Charles Dickens (l'unico a sospettare che l'opera celasse una mano femminile).
    L'autrice dipinge in modo molto vivido e accurato la piccola comunità rurale inglese in cui si muovono i protagonisti, con le sue botteghe, la piccola nobiltà locale, la chiesetta protestante...ma la descrizione risulta anche troppo minuziosa, rallentando l'azione e facendosi troppo spesso ripetitiva. Alla cinquantesima descrizione della bellezza di Hetty (una dei protagonisti, che ahimè finisce con l'incarnare il trito cliché della ragazza bella ma stupida) non ne potevo più! xD Forse proprio perchè è un romanzo troppo "corale" e dispersivo nessun personaggio mi ha particolarmente colpita: a parte forse Dinah, predicatrice metodista che si fa portavoce dell'indipendenza femminile professata dall'autrice (anche se in modo un po' velato) in tutte le sue opere. Non male, ma a chi non avesse ancora letto nulla di suo non consiglio di iniziare da questo!

    said on 

  • 4

    Avete presente quella piacevole sensazione di sicurezza che si prova sfogliando le prime pagine di un libro di un autore particolarmente amato? Ecco, George Eliot per me ha questa magia.
    E' il quinto romanzo che leggo di questa scrittrice in poco più di un anno e come mi aspettavo non ne so ...continue

    Avete presente quella piacevole sensazione di sicurezza che si prova sfogliando le prime pagine di un libro di un autore particolarmente amato? Ecco, George Eliot per me ha questa magia.
    E' il quinto romanzo che leggo di questa scrittrice in poco più di un anno e come mi aspettavo non ne sono rimasta delusa. Nella prima parte si può trovare qualche difficoltà dato il moralismo, le prediche e i continui richiami a Dio; ma abbiate pazienza, perseverate nella lettura e in poco vi ritroverete coinvolti nel profondo.
    George Eliot aveva un grande talento nel trasporre su carta le mutazioni dell'animo umano, i pensieri che scorrono rapidi e devastanti nella mente e i diversi rapporti che si instaurano tra le persone. George Eliot è una grandissima scrittrice che in Italia deve essere recuperata dall'oblio in cui è confinata da troppi anni. Non mi stancherò mai di ripeterlo: leggete George Eliot.

    said on 

  • 4

    Per apprezzare questo primo romanzo della Eliot bisogna fare uno sforzo di contestualizzazione davvero robusto. Ci son cose che per un lettore di oggi possono risultare di non agevolissima deglutizione.


    Però una volta depurato dalle noiosissime parti delle prediche metodiste ed accett ...continue

    Per apprezzare questo primo romanzo della Eliot bisogna fare uno sforzo di contestualizzazione davvero robusto. Ci son cose che per un lettore di oggi possono risultare di non agevolissima deglutizione.

    Però una volta depurato dalle noiosissime parti delle prediche metodiste ed accettato il fatto che situazioni e personaggi sono --- non so bene quanto volutamente o meno --- enfatizzati, rimane la bellezza di un gran bel romanzo il cui punto di forza è costituito, a mio parere, dalle stupende descrizioni della campagna e della vita di un piccolo villaggio inglese a cavallo tra il XVIII e il XIX sec.

    Nella postfazione viene detto che nel libro c'è molta misoginia. A me, francamente non è sembrato. C'è molta finissima ironia, invece.

    E inoltre: le figure femminili (tutte, sia quelle "positive" che quelle "negative") sono decisamente più interessanti ed articolate delle figure maschili.

    Per il resto… George Eliot va presa senza fretta. Il suo ritmo musicale non è certo il sincopato o lo swing, ma quello di un "adagio" di una sinfonia di Bruckner.

    Prendere o lasciare, insomma.

    said on 

  • 4

    L'intento pare quello di far risplendere la virtù della giovane operaia ispirata da Dio, ma che saprà poi essere anche sposa e madre perfetta (mi ricorda una certa Lucia... in quella filanda...) mettendola a confronto con una egoista contadinella, bella d'aspetto ma vuota dentro, frivola e civett ...continue

    L'intento pare quello di far risplendere la virtù della giovane operaia ispirata da Dio, ma che saprà poi essere anche sposa e madre perfetta (mi ricorda una certa Lucia... in quella filanda...) mettendola a confronto con una egoista contadinella, bella d'aspetto ma vuota dentro, frivola e civetta (per quanto glielo consente la totale assenza di cultura). Gli uomini perdono la testa per lei: li stende con un solo sguardo, un battito delle belle ciglia, una lacrimuccia. Ma non è abbastanza intelligente da far fruttare il suo talento, si limita a sognare convinta che il futuro si adatterà ai suoi sogni. Come è facile immaginare, da brava ochetta finirà impaperata.
    Il prestante falegname Adam che dovrebbe essere il protagonista (il libro prende il titolo dal suo nome) non regge il confronto con i due personaggi femminili risultando nel complesso una figura secondaria. Il maggior pregio del romanzo sono le precise descrizioni di ambienti e situazioni e l’abile tratteggio di personaggi minori che si rendono indimenticabili: il maestro misogino che tratta la cagnetta come fosse sua moglie, la lamentosa Lisbeth, la zia malaticcia, etc etc
    Quanto al resto, posso dirlo? Il pregiudizio sulla donna non è poi così cambiato…

    said on 

  • 4

    Ma il primo istante di felicità nella nostra prima esperienza
    amorosa è un ricordo che ci accompagna per tutta la vita e reca
    sempre il fremito di un sentimento intenso e speciale come il ritorno ricorrente di un profumo dolce aspirato in un'ora di lontana felicità. È un ricordo ch
    ...continue

    Ma il primo istante di felicità nella nostra prima esperienza
    amorosa è un ricordo che ci accompagna per tutta la vita e reca
    sempre il fremito di un sentimento intenso e speciale come il ritorno ricorrente di un profumo dolce aspirato in un'ora di lontana felicità. È un ricordo che ci conferisce uno squisito tocco di tenerezza, accresce il tormento della gelosia, rende più dolorosa l'angoscia della disperazione.
    (pag.251)

    Non c'è dubbio, i libri di George Eliot non lasciano mai indifferenti!
    Nonostante la mole e la lettura infarcita da predicozzi religiosi, non si può evitare di essere travolti dai personaggi e dalla storia.
    Si tratta del primo romanzo dell'autrice e, forse anche per questo, si fa sentire maggiomente il suo senso morale.
    Avevo già notato nella Eliot una spietata condanna verso tutti i suoi personaggi femminili, sia che avessero avuto dei semplici "cedimenti" sia che fossero realmente "caduti".
    Anche qui, nonostante il titolo del libro faccia pensare che Adam Bede sia il personaggio principale della storia, il vero tema è quello della donna perduta.
    Inutile sperare che l'autrice si schieri dalla parte della peccatrice, il suo è, come sempre, un giudizio spietato e una condanna certa.
    Il romanzo si regge su figure dagli opposti principi morali. Non ci sono sfumature di grigio per la Eliot, tutto è o bianco o nero.

    Adam vs Arthur - il primo, gran lavoratore e figlio devoto, il secondo, signorotto locale con tutto ciò che ne consegue.
    Hetty vs Dinah - la prima, bellezza del luogo futile e civettuola, la seconda, una quacchera metodista tutta prediche e moralità.

    Sembra sempre che la Eliot non voglia mai concedere una piena
    felicità ai suoi personaggi, in ogni libro ci sono sempre situazioni "accomodanti", sempre che Lei decida di concedere loro il privilegio della vita!
    Anche in questo caso, contrappone alla "povera" Hetty una figura
    come quella di Dinah che è praticamente una santa.
    Per lei non c'è possibilità di redenzione, il suo è un "problema" che si preferisce nascondere e dimenticare, ma questo è anche tipico del periodo storico in cui è stato scritto il romanzo.
    Mi sarei magari aspettata dall'autrice (che tanto si nascondeva dietro uno pseudonimo maschile) un po' di coraggio nel cercare di affrontare il tema in modo più moderno, mi sarei aspettata un tentativo di cambiamento delle convenzioni.
    Un po' come ha fatto la Gaskell in Ruth consentendo al suo
    personaggio di redimersi e di incontrare sul suo cammino persone
    caritatevoli. Certo poi anche Ruth si è trovata a dover "pagare" per i suoi peccati, ma non prima di aver compreso, grazie anche al sopraggiungere della maturità, i suoi sbagli.
    Hetty invece viene brutalmente abbandonata al suo destino, abbandonata e dimenticata, soppiantata da Dinah, il suo alter ego.
    A che pro inserire versetti della bibbia a iosa se poi quando arriva il momento di dimostrare la "carità cristiana" si abbandona "la pecorella smarrita"?

    Quando arriva la morte, questa grande conciliatrice, non è della generosità che ci si pente, ma della nostra intransigente severità. (pag.63)

    Come sempre la Eliot ci regala però un quadro generale della
    campagna inglese dei primi dell'800 ricco di luoghi e persone
    memorabili.
    I personaggi femminili sono quelli più riusciti, i momenti di vita
    domestica e quelli dedicati al lavoro descritti in modo sublime.
    Anche qui si contappongono personaggi insopportabili, come la madre di Adam e Seth, ad altri sempre arguti come Mrs Poyser o Mr Bartle.
    Ma, nonostante tutto, Adam c'è. Il suo personaggio cresce e matura, inizialmente è solo un gran lavoratore, ma quando gli eventi della vita lo travolgono si trasorma in un uomo che interagisce con gli altri e che sente maggiormente il senso del dovere nei confronti del prossimo.
    Un peccato per il finale che ho trovato un po' forzato e inutile, non si può cancellare una tragedia cresciuta in più di 500 pagine con un lieto fine che si risolve in 50.

    C'è una forma di forte padronanza di sè che prende il sopravvento quando anche l'ultima speranza è persa. La disperazione non ha bisogno di appoggiarsi agli altri come invece fa la perfetta felicità, e nella disperazione l'orgoglio smette di essere contrastato dal senso di dipendenza. (pag.439)

    said on 

  • 4

    Letto quasi per caso, grazie alla selezione della mia libreria.

    Un romanzo di formazione classico, ma con temi "scabrosi" al centro, molto coinvolgente, sebbene forse un po' scontato nell'evoluzione (soprattutto se, come me, si va a spulciare l'indice...).
    Le riflessioni religiose e ...continue

    Letto quasi per caso, grazie alla selezione della mia libreria.

    Un romanzo di formazione classico, ma con temi "scabrosi" al centro, molto coinvolgente, sebbene forse un po' scontato nell'evoluzione (soprattutto se, come me, si va a spulciare l'indice...).
    Le riflessioni religiose e morali hanno effettivamente un largo spazio e alla lunga sanno tanto di predica ^^ ... ma complessivamente le ho digerite, forse trascinata dall'interesse per la vicenda narrata

    said on 

  • 3

    Si vede che è il primo libro, o quasi, della Eliot, non tanto per come sia scritto, quanto piuttosto per la retorica moralista che prendendo spunto dalla storia lo accompagna. Sarà anche per questo che "gli antieroi" del libro mi stavano assolutamente più simpatici dei protagonisti. Vale comunque ...continue

    Si vede che è il primo libro, o quasi, della Eliot, non tanto per come sia scritto, quanto piuttosto per la retorica moralista che prendendo spunto dalla storia lo accompagna. Sarà anche per questo che "gli antieroi" del libro mi stavano assolutamente più simpatici dei protagonisti. Vale comunque la pena di leggerlo per immegersi in quelle lande tipicamente inglesi di cui i romanzi vittoriani sono così intrisi, quasi viene voglia di comprarsi un cottage e trasferirsi nella perfida albione, ma mi accontenterò di averli buttati fuori dagli europei ;)

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