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Adam Bede

By George Eliot,F.R. Leavis

(58)

| School & Library Binding | 9780613044356

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Book Description

A Phoenix Recording

In the novel that Alexandre Dumas called "the masterpiece of the century," three unworldly people find themselves trapped by unwise love in the English midlands of the early 1800s.

Adam Bede, a simple carpenter, loves too Continue

A Phoenix Recording

In the novel that Alexandre Dumas called "the masterpiece of the century," three unworldly people find themselves trapped by unwise love in the English midlands of the early 1800s.

Adam Bede, a simple carpenter, loves too blindly; Hetty Sorrel, a coquettish beauty, too recklessly; Arthur Donnithorne, a dashing squire, too carelessly. Their innocence, vanity and imprudence lead them into a triangle of seduction, murder and retribution.

"Eliot's growing number of fans will feast on her first full-length novel, which probes the uncommon heroics of commonplace people." (B-O-T Editorial Review Board)

14 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Per apprezzare questo primo romanzo della Eliot bisogna fare uno sforzo di contestualizzazione davvero robusto. Ci son cose che per un lettore di oggi possono risultare di non agevolissima deglutizione.

    Però una volta depurato dalle noiosissime ...(continue)

    Per apprezzare questo primo romanzo della Eliot bisogna fare uno sforzo di contestualizzazione davvero robusto. Ci son cose che per un lettore di oggi possono risultare di non agevolissima deglutizione.

    Però una volta depurato dalle noiosissime parti delle prediche metodiste ed accettato il fatto che situazioni e personaggi sono --- non so bene quanto volutamente o meno --- enfatizzati, rimane la bellezza di un gran bel romanzo il cui punto di forza è costituito, a mio parere, dalle stupende descrizioni della campagna e della vita di un piccolo villaggio inglese a cavallo tra il XVIII e il XIX sec.

    Nella postfazione viene detto che nel libro c'è molta misoginia. A me, francamente non è sembrato. C'è molta finissima ironia, invece.

    E inoltre: le figure femminili (tutte, sia quelle "positive" che quelle "negative") sono decisamente più interessanti ed articolate delle figure maschili.

    Per il resto… George Eliot va presa senza fretta. Il suo ritmo musicale non è certo il sincopato o lo swing, ma quello di un "adagio" di una sinfonia di Bruckner.

    Prendere o lasciare, insomma.

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    Gabrilu said on Sep 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'intento pare quello di far risplendere la virtù della giovane operaia ispirata da Dio, ma che saprà poi essere anche sposa e madre perfetta (mi ricorda una certa Lucia... in quella filanda...) mettendola a confronto con una egoista contadinella, be ...(continue)

    L'intento pare quello di far risplendere la virtù della giovane operaia ispirata da Dio, ma che saprà poi essere anche sposa e madre perfetta (mi ricorda una certa Lucia... in quella filanda...) mettendola a confronto con una egoista contadinella, bella d'aspetto ma vuota dentro, frivola e civetta (per quanto glielo consente la totale assenza di cultura). Gli uomini perdono la testa per lei: li stende con un solo sguardo, un battito delle belle ciglia, una lacrimuccia. Ma non è abbastanza intelligente da far fruttare il suo talento, si limita a sognare convinta che il futuro si adatterà ai suoi sogni. Come è facile immaginare, da brava ochetta finirà impaperata.
    Il prestante falegname Adam che dovrebbe essere il protagonista (il libro prende il titolo dal suo nome) non regge il confronto con i due personaggi femminili risultando nel complesso una figura secondaria. Il maggior pregio del romanzo sono le precise descrizioni di ambienti e situazioni e l’abile tratteggio di personaggi minori che si rendono indimenticabili: il maestro misogino che tratta la cagnetta come fosse sua moglie, la lamentosa Lisbeth, la zia malaticcia, etc etc
    Quanto al resto, posso dirlo? Il pregiudizio sulla donna non è poi così cambiato…

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    ♥Cricri♥ said on Jul 14, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Ma il primo istante di felicità nella nostra prima esperienza
    amorosa è un ricordo che ci accompagna per tutta la vita e reca
    sempre il fremito di un sentimento intenso e speciale come il ritorno ricorrente di un profumo dolce aspirato in un'ora
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    Ma il primo istante di felicità nella nostra prima esperienza
    amorosa è un ricordo che ci accompagna per tutta la vita e reca
    sempre il fremito di un sentimento intenso e speciale come il ritorno ricorrente di un profumo dolce aspirato in un'ora di lontana felicità. È un ricordo che ci conferisce uno squisito tocco di tenerezza, accresce il tormento della gelosia, rende più dolorosa l'angoscia della disperazione.
    (pag.251)

    Non c'è dubbio, i libri di George Eliot non lasciano mai indifferenti!
    Nonostante la mole e la lettura infarcita da predicozzi religiosi, non si può evitare di essere travolti dai personaggi e dalla storia.
    Si tratta del primo romanzo dell'autrice e, forse anche per questo, si fa sentire maggiomente il suo senso morale.
    Avevo già notato nella Eliot una spietata condanna verso tutti i suoi personaggi femminili, sia che avessero avuto dei semplici "cedimenti" sia che fossero realmente "caduti".
    Anche qui, nonostante il titolo del libro faccia pensare che Adam Bede sia il personaggio principale della storia, il vero tema è quello della donna perduta.
    Inutile sperare che l'autrice si schieri dalla parte della peccatrice, il suo è, come sempre, un giudizio spietato e una condanna certa.
    Il romanzo si regge su figure dagli opposti principi morali. Non ci sono sfumature di grigio per la Eliot, tutto è o bianco o nero.

    Adam vs Arthur - il primo, gran lavoratore e figlio devoto, il secondo, signorotto locale con tutto ciò che ne consegue.
    Hetty vs Dinah - la prima, bellezza del luogo futile e civettuola, la seconda, una quacchera metodista tutta prediche e moralità.

    Sembra sempre che la Eliot non voglia mai concedere una piena
    felicità ai suoi personaggi, in ogni libro ci sono sempre situazioni "accomodanti", sempre che Lei decida di concedere loro il privilegio della vita!
    Anche in questo caso, contrappone alla "povera" Hetty una figura
    come quella di Dinah che è praticamente una santa.
    Per lei non c'è possibilità di redenzione, il suo è un "problema" che si preferisce nascondere e dimenticare, ma questo è anche tipico del periodo storico in cui è stato scritto il romanzo.
    Mi sarei magari aspettata dall'autrice (che tanto si nascondeva dietro uno pseudonimo maschile) un po' di coraggio nel cercare di affrontare il tema in modo più moderno, mi sarei aspettata un tentativo di cambiamento delle convenzioni.
    Un po' come ha fatto la Gaskell in Ruth consentendo al suo
    personaggio di redimersi e di incontrare sul suo cammino persone
    caritatevoli. Certo poi anche Ruth si è trovata a dover "pagare" per i suoi peccati, ma non prima di aver compreso, grazie anche al sopraggiungere della maturità, i suoi sbagli.
    Hetty invece viene brutalmente abbandonata al suo destino, abbandonata e dimenticata, soppiantata da Dinah, il suo alter ego.
    A che pro inserire versetti della bibbia a iosa se poi quando arriva il momento di dimostrare la "carità cristiana" si abbandona "la pecorella smarrita"?

    Quando arriva la morte, questa grande conciliatrice, non è della generosità che ci si pente, ma della nostra intransigente severità. (pag.63)

    Come sempre la Eliot ci regala però un quadro generale della
    campagna inglese dei primi dell'800 ricco di luoghi e persone
    memorabili.
    I personaggi femminili sono quelli più riusciti, i momenti di vita
    domestica e quelli dedicati al lavoro descritti in modo sublime.
    Anche qui si contappongono personaggi insopportabili, come la madre di Adam e Seth, ad altri sempre arguti come Mrs Poyser o Mr Bartle.
    Ma, nonostante tutto, Adam c'è. Il suo personaggio cresce e matura, inizialmente è solo un gran lavoratore, ma quando gli eventi della vita lo travolgono si trasorma in un uomo che interagisce con gli altri e che sente maggiormente il senso del dovere nei confronti del prossimo.
    Un peccato per il finale che ho trovato un po' forzato e inutile, non si può cancellare una tragedia cresciuta in più di 500 pagine con un lieto fine che si risolve in 50.

    C'è una forma di forte padronanza di sè che prende il sopravvento quando anche l'ultima speranza è persa. La disperazione non ha bisogno di appoggiarsi agli altri come invece fa la perfetta felicità, e nella disperazione l'orgoglio smette di essere contrastato dal senso di dipendenza. (pag.439)

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    Monica said on Jul 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    gdl in corso

    Bellissima opera di George Eliot, altamente consigliabile.

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    VeneziAnna said on Jul 5, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto quasi per caso, grazie alla selezione della mia libreria.

    Un romanzo di formazione classico, ma con temi "scabrosi" al centro, molto coinvolgente, sebbene forse un po' scontato nell'evoluzione (soprattutto se, come me, si va a spulciare l'in ...(continue)

    Letto quasi per caso, grazie alla selezione della mia libreria.

    Un romanzo di formazione classico, ma con temi "scabrosi" al centro, molto coinvolgente, sebbene forse un po' scontato nell'evoluzione (soprattutto se, come me, si va a spulciare l'indice...).
    Le riflessioni religiose e morali hanno effettivamente un largo spazio e alla lunga sanno tanto di predica ^^ ... ma complessivamente le ho digerite, forse trascinata dall'interesse per la vicenda narrata

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    Ipazia8 said on Jul 1, 2012 | Add your feedback

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