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Addio, Columbus e cinque racconti

By Philip Roth

(12)

| Paperback

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Book Description

63 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Poi, quando parlai di nuovo, la tenni così stretta da affondare quasi col mio corpo nel suo. - Ti amo, - dissi - sì.

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    Luca Leone said on May 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Goodbye, Columbus e i cinque racconti appartengono alla produzione giovanile di Roth, la scrittura infatti è più fresca e l’umorismo non scivola nel cinismo che ho trovato talvolta nei suoi romanzi più maturi, anzi è un umorismo sano, talvolta grotte ...(continue)

    Goodbye, Columbus e i cinque racconti appartengono alla produzione giovanile di Roth, la scrittura infatti è più fresca e l’umorismo non scivola nel cinismo che ho trovato talvolta nei suoi romanzi più maturi, anzi è un umorismo sano, talvolta grottesco, ma divertente, che fa ridere per il gusto del ridere.

    Goodbye Columbus è un romanzo breve, delicato, dove si racconta di un amore giovanile, un amore estivo, intenso all’inizio della fase dell’attrazione e che poi muore con un tonfo nel vuoto in maniera incomprensibile lasciando solo una sensazione di svuotamento e di estraneità.
    Nei cinque racconti si affacciano i temi “soliti” della produzione di Roth, il rapporto con la religione, il sesso, le famiglie ebree, la faccenda del “popolo eletto” che Roth vede come il fumo negli occhi e ci sono già i germi del futuro Zucherman.
    C’è un racconto in particolare, dove ho riso tantissimo, ma non anticipo niente …

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    Itaca said on Nov 14, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Nel nome di Yahweh

    Il tuo popolo era in catene sulle sponde del Nilo, fra i giardini di Babilonia e ai tempi dei Cesari. Per la tua stirpe hanno coniato le parole Diaspora, Ghetto, Olocausto. Sulla pelle della tua gente hanno impresso il marchio del deicida, dell'avaro ...(continue)

    Il tuo popolo era in catene sulle sponde del Nilo, fra i giardini di Babilonia e ai tempi dei Cesari. Per la tua stirpe hanno coniato le parole Diaspora, Ghetto, Olocausto. Sulla pelle della tua gente hanno impresso il marchio del deicida, dell'avaro, dell'usuraio, del cospiratore. Hanno fatto credere a 6 milioni di tuoi simili che il lavoro rende liberi, liberi di passare come aria per il camino. E hanno reso vittimisti, dopodiché carnefici, i figli di quelle vittime.
    Philip Roth, ebreo-americano, riesce ad ironizzare con arguzia su (e nonostante) questa millenaria sfiga...ehm...eredità.

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    lettore acrobata said on Nov 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un giovane Roth alle prese con una raccolta di romanzi che individuano uno spaccato di diverse realtà nella società ismaelita.

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    Fabio said on Sep 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Disuguale

    Il romanzo breve che dà il titolo all'opera mi è piaciuto moltissimo, così come il delizioso e cinematografico "la conversione degli ebrei". Gli altri racconti sono di livello disuguale, invece, ma tutti mi sono piaciuti. Alcuni 5 stelle, altri 3.

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    Lui in Persona/La cicogna folle said on Sep 18, 2013 | Add your feedback

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