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Addio all'estate

Di

Editore: Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar)

3.6
(181)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese

Isbn-10: 8804595957 | Isbn-13: 9788804595953 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Lippi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ai più può apparire come una storia debole e ingenua. Ma i più dimenticano l'importanza dello stupore, dello stupirsi, che spesso, ahi noi, perdiamo dopo l'adolescenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Premettendo che Bradbury è uno dei miei autori preferiti, questo romanzo breve mi ha deluso, non vi ho ritrovato la profondità di altri suoi libri, il tema è interessante ma lo sviluppo è debole. ...continua

    Premettendo che Bradbury è uno dei miei autori preferiti, questo romanzo breve mi ha deluso, non vi ho ritrovato la profondità di altri suoi libri, il tema è interessante ma lo sviluppo è debole. Peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Che bell'"INCIPIT"! Una poesia magica diffusa in tutto il libro! E che musicalità! Un modo di scrivere affascinante, solo per il quale, e non per storia di per sé stessa (inferiore al "L'estate ...continua

    Che bell'"INCIPIT"! Una poesia magica diffusa in tutto il libro! E che musicalità! Un modo di scrivere affascinante, solo per il quale, e non per storia di per sé stessa (inferiore al "L'estate incantata"), merita 5 stelle!

    ha scritto il 

  • 3

    1929: l'estate si rifiuta di finire e l'inizio dell'ottobre si rivela inaspettatamente caldo. Ma nel villaggio di Green Town, Illinois, è scoppiata la guerra civile: quel conflitto vecchio come il ...continua

    1929: l'estate si rifiuta di finire e l'inizio dell'ottobre si rivela inaspettatamente caldo. Ma nel villaggio di Green Town, Illinois, è scoppiata la guerra civile: quel conflitto vecchio come il mondo che oppone i giovani agli anziani. A scatenare le ostilità sono il tredicenne Douglas Spoulding e la sua schiera di amici e coetanei che hanno preso la decisione irrevocabile di non voler invecchiare. Comincia così un lungo e duro confronto che oppone le declinanti forze della vecchiaia all'entusiasmo e alla scanzonata determinazione della gioventù. Ma alla fine l'unico vincitore sarà il Tempo e la vita riuscirà a irretire Doug con il più affascinante dei suoi misteri: l'irresistibile richiamo dell'amore e del sesso, la deliziosa resa davanti al primo bacio¿ Addio all'estate è la continuazione di L'estate incantata, scritto esattamente cinquant'anni prima, ed è il fastoso coronamento della carriera di scrittore di Bradbury: un libro al centro del quale c'è il più dolce e impossibile dei sogni umani - la ribellione davanti all'invecchiamento e alla morte - salutato come straordinaria dimostrazione dell'inarrestabile immaginazione di un genio.

    ha scritto il 

  • 3

    La morale del vivere

    Seguito ideale di "L'estate incantata", scritto a oltre cinquant'anni di distanza, "Addio all'estate" è una parabola sul senso della vita e sulla capacità di stupirci, assai più incisiva di quelle ...continua

    Seguito ideale di "L'estate incantata", scritto a oltre cinquant'anni di distanza, "Addio all'estate" è una parabola sul senso della vita e sulla capacità di stupirci, assai più incisiva di quelle propinateci dal best-seller pre-new age Richard Bach, e imperniata sulle vicende che occorrono al ragazzino Doug nell'autunno che segue l'incantata estate del 1928. La storia stenta un poco a partire, ma appena si avvia Bradbury si dimostra capace di creare incantesimi di conoscenza nel confronto-scontro tra giovani ed anziani per la conquista della vita. Benché vengano dilatate idee già presenti in alcuni suoi racconti, questo romanzo è un'opera compiuta e a sé stante, scritta con un linguaggio poetico mai banale, morale ma mai moralista, umanistico ma non ingenuo. Perché non c' nulla di ingenuo nel desiderare un mondo in cui i conflitti vengono risolti e i vecchi imparano dai bambini.

    ha scritto il 

  • 5

    L'estate è finita 40 pagine prima

    Un incipit mozzafiato, il cui ottimo stile regge anche nelle pagine e nei capitoli successivi e per larghi tratti fa sembrare il tutto un romanzo scritto in forma di poesia. Una storia su una guerra ...continua

    Un incipit mozzafiato, il cui ottimo stile regge anche nelle pagine e nei capitoli successivi e per larghi tratti fa sembrare il tutto un romanzo scritto in forma di poesia. Una storia su una guerra civile tra le età della vita. Tutto perfetto; così perfetto che sarebbe dovuto finire un po' prima. Poco dopo la "torta", per capirci senza spoilerare. E invece Bradbury perde un po' la presa sulla narrazione, che sbatte a destra e a sinistra come una vela mal assicurata. Eppure il finale perfetto ce l'avevamo tutti sotto gli occhi. Purtroppo però la storia continua, e gira a vuoto per una quarantina di pagine, tra mostre scientifiche dell'orrore, case infestate e un "particolare" passaggio di consegne tra il vecchio e il bambino, che in 2 minuti riesce a rovinare tutta l'atmosfera del libro. Voglio far finta di essermi fermato poco dopo la "torta", così posso dargli 5 stelle senza pensarci su. Però peccato.

    ha scritto il 

  • 0

    Bradbury’s clever ability to combine imagination and reality is what makes this short story a brilliant read. The antics of Douglas Spaulding, the leader of the revolution, and his young squadron ...continua

    Bradbury’s clever ability to combine imagination and reality is what makes this short story a brilliant read. The antics of Douglas Spaulding, the leader of the revolution, and his young squadron make this a humorous tale where their attempts to undermine the authority of their elders become increasingly daring and mischievous. Spaulding’s exploits are very amusing but Quartemain is by far my favourite character. His ever inventive ways of combating the young boys’ delinquency are brilliant. As you read on you realise that there is a young boy inside every old man...

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    ha scritto il 

  • 4

    Da vera tonta, ho scoperto che "Addio all'Estate" è il seguito (o la conclusione) di "L'estate incantata", che ovviamente non ho mai letto -anzi, non ancora- solo alla fine del romanzo, leggendo la ...continua

    Da vera tonta, ho scoperto che "Addio all'Estate" è il seguito (o la conclusione) di "L'estate incantata", che ovviamente non ho mai letto -anzi, non ancora- solo alla fine del romanzo, leggendo la postilla di Bradbury che ne spiega la genesi, per cui non posso apprezzarlo nel complesso per com'è stato ideato, ma solo come romanzo a sé stante. Il tema del romanzo è il senso della vita, la paura di crescere e di invecchiare, di perdere la freschezza della giovinezza e ridursi ad un guscio vuoto e avvizzito. Il protagonista, Douglas, si rende improvvisamente conto dello scorrere del tempo, e decide che sono i vecchi che manovrano i giovani e li sfruttano per farli diventare come loro, e i vecchi in effetti hanno proprio più o meno queste intenzioni (o per lo meno le ha il vecchio Quartermain), per cui Douglas e i suoi amici ingaggiano battaglia contro i vecchi, contro il tempo, contro l'inevitabile processo che li condurrà all'età adulta, e poi alla vecchiaia e alla morte. Prima si privano dei veleni che fanno invecchiare precocemente il loro corpo (come i dolci), esperimento che ha davvero breve durata dato che i ragazzini, si sa, sono sempre affamati. Poi rubano i pezzi degli scacchi, certi che attraverso di essi i vecchi li manovrino ogni giorno. Infine, il piano più ardito: rompere il grande orologio cittadino, quello che sancisce lo scorrere del tempo. Ma pur riuscendo nel loro intento, scopriranno che la vita non si ferma. Saranno una serie di imprevedibili circostanze (una fetta di torta offerta al nemico, il bacio di una ragazza alla casa infestata, una tenda misteriosa contenente macabri reperti in formaldeide) a porre fine a questa guerra in cui non ci sono né vincitori né vinti, con Quartermain che comprende che i giovani sono necessari per dare un senso ai vecchi, e Douglas che cresce entrando d'improvviso nella pubertà, e in contemporanea il vecchio dice addio alla propria virilità, in un metaforico cerchio della vita che continua trasmettendosi dall'uno all'altro. Il romanzo è poco descrittivo e molto filosofico, e per stessa ammissione di Bradbury estremamente autobiografico (ne "Lo zen e l'arte della scrittura" racconta di aver davvero visitato una tenda come quella descritta in questo romanzo). È inoltre l'ultimo romanzo pubblicato prima della sua morte, anche se la sua genesi risale a cinquantacinque anni prima, come conclusione de "L'estate incantata", e fu una scelta dell'editore di alleggerire il romanzo tagliando questa parte, tenendola da parte per il futuro, e non è forse un caso che questa conclusione, con le sue riflessioni sulla vita e la morte, sia finalmente stata pubblicata verso la fine della vita di Bradbury, come la chiusura velata di dolce nostalgia della lunga carriera di uno straordinario autore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Addio all’estate è un romanzo sulle cose che si possono imparare ascoltando i vecchi”, afferma Bradbury, ma solo se si supera l’eterno ed inevitabile contrasto tra generazioni: i vecchi ...continua

    Addio all’estate è un romanzo sulle cose che si possono imparare ascoltando i vecchi”, afferma Bradbury, ma solo se si supera l’eterno ed inevitabile contrasto tra generazioni: i vecchi sanno molto e vogliono ‘insegnare’, mentre i giovani sanno poco e non vogliono ‘imparare’, ed è ciò che può accadere, se i primi non riescono a comunicare con i secondi non solo con la parola ma, soprattutto, con l’esempio. Si vedono, qui, giovani che credono di dover sconfiggere la saggezza dei vecchi solo perché hanno paura di crescere e di trovarsi ad affrontare prove troppo difficili, invece, a poco a poco, si rendono conto che non si può fermare il tempo, l’orologio della vita continuerà a segnare le ore per tutti, indipendentemente dall’età. L’estate sta lasciando spazio all’autunno, stagione della vecchiaia, in attesa che la primavera, stagione della giovinezza, le ceda di nuovo il passo, è in questo passaggio la metafora della vita, ma tutto potrà avvenire solo se, in un’ipotetica ‘Appomattox’, ciascuno sappia e riconosca il ruolo da ricoprire: ”Il problema è chi sono io e chi sei tu” e, soprattutto, a chi lasciare in eredità il presente per un futuro che segni la continuità con il passato, da Quartermain a Douglas, quindi, affinché la progenie si perpetui: ”Da un miliardo di anni fa. Da un miliardo di anni nel futuro.”!

    ha scritto il 

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