Addio alle armi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Narrativa)

3.9
(5036)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 377 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Polacco , Portoghese , Chi semplificata , Bulgaro , Catalano

Isbn-10: A000065037 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giansiro Ferrata , Dante Isella

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il mondo quelli che non spezza li uccide

    Una storia da cui trapelano dolcezza e solitudine contro un mondo assurdo che approva la guerra ma disapprova l'amore. Un mondo che spezza o uccide chi ama e coraggiosamente lotta.

    ha scritto il 

  • 0

    è un libro brutto che la storia della letteratura giustifica ed allora perché non parlarne come se fosse un panino che invece del contenuto mi lecca-lecca le dita sulla salsa che ne fuoriesce. io non ...continua

    è un libro brutto che la storia della letteratura giustifica ed allora perché non parlarne come se fosse un panino che invece del contenuto mi lecca-lecca le dita sulla salsa che ne fuoriesce. io non sono nessuno non essendo stato al fronte e, quindi, il lato geografico del dolore non mi tange. neanche dove possa trovarsi tra la bainsizza e caporetto: mi fa pensare ai luoghi non toccati il cui solo nome mi rabbrividisce cent'anni dopo. mi fa pensare ad una vera donna di gorizia che non è morta ma riesce ad essere memoria attraverso le sue generazioni. questo romanzo mi fa pensare solo ai luoghi, a boschi attraversati come se la letteratura fosse un disprezzo geografico. mi piace hemingway come fosse una canzone che non appartiene al cuore, ma usa accordi giusti. non giudico la scrittura e dove voglia arrivare, ma ho riletto questo romanzo sotto la pioggia, sotto i tetti e, purtroppo, sotto il verso spregiudicato dell'amore. una guerra è anche frutto dell'amore, ma il verso perso dalle lacrime è un verso (perso) di parole. non si tratta più di essere in sintonia, sarebbe facile giudicare. di hemingway mi piace la sua barba luccicata d'argento e forse la considerazione che avrebbe scritto meglio in francese.

    della guerra non ho molto da dire, come direbbero molto i miei amici. ma che belle notti si passano anche con un romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un ottimo antipasto considerando le portare del pranzo che questo sublime scrittore ci ha preparato nella sua carriera. Struggente storia, piena consapevole e già matura malgrado la giovane età dell'a ...continua

    Un ottimo antipasto considerando le portare del pranzo che questo sublime scrittore ci ha preparato nella sua carriera. Struggente storia, piena consapevole e già matura malgrado la giovane età dell'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    La tragedia dell'amore e della guerra

    ADDIO ALLE ARMI - ERNEST HEMINGWAY
    L'inizio di questo romanzo mi ha mandato in paranoia. Infatti l'avevo abbandonato dopo le prime pagine per riprenderlo dopo un paio di letture. Non credo ci sia biso ...continua

    ADDIO ALLE ARMI - ERNEST HEMINGWAY
    L'inizio di questo romanzo mi ha mandato in paranoia. Infatti l'avevo abbandonato dopo le prime pagine per riprenderlo dopo un paio di letture. Non credo ci sia bisogno di raccontare la trama, per cui ne farò solo un breve accenno. Frederic è il figlio di un diplomatico americano che si arruola volontario credendo che la guerra sia poco più che un ideale affascinante. Scopre ben presto che la realtà è differente. Viene impiegato nelle seconde linee come autista di ambulanze adibito al trasporto di feriti dal fronte al presidio ospedaliero. La battaglia di Caporetto fa da sfondo a una storia che unisce e mescola tragicamente amore e guerra. È un romanzo che lascia un senso di vuoto, tristezza e sconfitta. È una di quelle storie in cui l'amore non perde solo una battaglia ma l'intera guerra. Ringrazio Monica per il bel regalo accompagnato da una banconota "esotica" come segnalibro.
    Ovviamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 2

    Non avevo mai letto nulla di Hemingway. Quindi mi sono accostato con tutti i buoni propositi del caso a quello che è considerato uno dei suoi capolavori. Devo purtroppo constatare che ha deluso le mie ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Hemingway. Quindi mi sono accostato con tutti i buoni propositi del caso a quello che è considerato uno dei suoi capolavori. Devo purtroppo constatare che ha deluso le mie aspettative: l'ho trovato molto lento, pesante, arrancante. Mai un vero momento di tensione e dialoghi di una pesantezza unica. Non era proprio questo che mi aspettavo da uno dei pilastri della narrativa americana.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Lo stile asciutto di Hemingway mi cattura, i dialoghi scarni e diretti sono così vivi, sembra di essere presenti ed ascoltare da un angolo nascosto. La guerra è appena percepita, il protagonista è un ...continua

    Lo stile asciutto di Hemingway mi cattura, i dialoghi scarni e diretti sono così vivi, sembra di essere presenti ed ascoltare da un angolo nascosto. La guerra è appena percepita, il protagonista è un soccorritore della croce rossa nelle seconde linee, nonostante ciò viene ferito da una granata alle gambe. Durante la convalescenza a Milano vive la storia d'amore con l'infermiera che lo cura, il rientro al fronte però sarà straziante, qui la crudezza e l'assurdità della guerra irrompono nell'animo del personaggio, è impossibile sopportare il vis à vis con la morte, il rischio di abbandonare la donna amata, incinta di lui. Durante la ritirata verso il Piave, dopo aver perso uomini e mezzi, Henry è costretto a darsi alla fuga, rientra da disertore a Milano e fugge in Svizzera con l'amata. I due vivono una luna di miele in incognito, aspettando la nascita del bambino. Il finale è amaro, la donna muore partorendo il figlio senza vita. Alla fine resta solo la sconfitta, della guerra e dell'amore, degli ideali che avevano spinto Henry ad arruolarsi volontario dagli USA, non c'è più spazio per la speranza.

    ha scritto il 

  • 5

    addio all'amore

    Se vi aspettate di leggere un libro sulla guerra, lasciate perdere questo, leggete Jünger, Remarque, o Rigoni Stern. Certo, Hemingway partecipò al conflitto, lo visse marginalmente, fu ferito e medagl ...continua

    Se vi aspettate di leggere un libro sulla guerra, lasciate perdere questo, leggete Jünger, Remarque, o Rigoni Stern. Certo, Hemingway partecipò al conflitto, lo visse marginalmente, fu ferito e medagliato, ma come ammette in questo romanzo, non per un atto eroico, ma solo per un caso fortuito. In terra italica lui ci stava non per uccidere il nemico, ma per raccogliere una cronaca, che alla fine non fu il resoconto di una guerra, ma del concetto che sta al suo antipodo, l'amore che dovrebbe rinnegarla. Ma la cosa che rende questo romanzo un precursore e un capolavoro è proprio l'essenzialità della prosa, proprio come fosse un articolo di giornale, come con poche parole scevre, dov'è bandita qualsiasi forma di inutile orpello, senza condire di patetico o eclatante gli eventi, riesca esso ad ipnotizzare il lettore, creare l'aspettativa, e in modo anche inspiegabile, emozionare. Che poi emerga spesso dalle pagine pure quel non proprio simpatico concetto dell'americano macho superuomo, portato avanti successivamente nel cinema da tizi come John Wayne o Steve Mcqueen, o che sia uno spot continuo all'alcolismo, non conta, conta solo che ci si trova davanti ad un opera d'avanguardia, dove con linee essenziali, dove l'autore è confinato all'esclusivo ruolo di narratore, si riesce a rappresentare fedelmente la realtà e la sua più profonda sostanza, come fosse un'istantanea sbiadita. Speravo di trovarci anche mio nonno, che combatté nelle stesso fronte di Hemingway, ricerca vana.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia tutto sommato è coinvolgente, lo sfondo della prima guerra mondiale dà quel tocco di tristezza e ansia.
    Lo stile della scrittura non mi è piaciuto molto. Alcuni dialoghi mi sono sembrati scr ...continua

    La storia tutto sommato è coinvolgente, lo sfondo della prima guerra mondiale dà quel tocco di tristezza e ansia.
    Lo stile della scrittura non mi è piaciuto molto. Alcuni dialoghi mi sono sembrati scritti da un ragazzino

    ha scritto il 

  • 3

    La ricerca della pace di chi ha trovato la guerra

    Un bel libro dal finale struggente, gli darei due stelle e mezzo se potessi, vista la banalità del racconto generale e dei dialoghi che sembrano serviti solo per allungare il libro. Ma ho dato tre ste ...continua

    Un bel libro dal finale struggente, gli darei due stelle e mezzo se potessi, vista la banalità del racconto generale e dei dialoghi che sembrano serviti solo per allungare il libro. Ma ho dato tre stelle soprattutto per il brutto, ma bel finale, ed anche per il senso di ripudio verso le crudeltà della guerra che questo libro esprime attraverso la disfatta di Caporetto. Da leggere solo se amate i classici.

    "So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata."

    ha scritto il 

  • 3

    3-*

    Secondo tentativo di incontro con Hemingway.
    È andato meglio della prima volta (era difficile che Addio alle armi mi piacesse meno del per me tediosissimo Il vecchio e il mare), ma comunque non è stat ...continua

    Secondo tentativo di incontro con Hemingway.
    È andato meglio della prima volta (era difficile che Addio alle armi mi piacesse meno del per me tediosissimo Il vecchio e il mare), ma comunque non è stato affatto amore.
    Chi sono io per criticare un nome affermatissimo, un protagonista illustre e dichiarato della letteratura?
    Eppure.
    I dialoghi tra i due protagonisti a volte li trovavo imbarazzanti, altre mi strappavano un ghigno sarcastico.
    Lo stile, almeno, pur peccando di essere troppo telegrafico nelle parti parlate, era scorrevole, ma per i miei gusti troppo essenziale e spoglio; apprezzabile, però, durante la narrazione degli eventi bellici e del reportage storico.
    La storia in sé non è nulla di originale, ma sarebbe potuta risultare carina se i personaggi avessero avuto più profondità, invece di passare il tempo a ripetere sempre gli stessi concetti con le stesse parole ("Sono una brava moglie? Mi trovi ancora la tua cara ragazza? Mi amerai anche così e colì? Non vivo quando tu non ci sei!" - "Sei una bravissima moglie, cara piccola Cat. La mia coraggiosa ragazza! Ti amo già da morire, vuoi distruggermi? Neanche io vivo quando tu non ci sei e vorrei non dover mai vedere nessuno all'infuori di te") per pagine. E pagine. E pagine. E pagine.
    La scelta del finale l'ho molto apprezzata: la vicenda non si chiude "a tarallucci e vino", ma ti lascia l'amaro in bocca, un gusto che ben si confà se si pensa all'intera "struttura" del libro. Mi è rimasto un qual senso di incompiutezza, perché ho trovato la chiusa finale troppo veloce rispetto al resto del racconto, ma ci sta.
    Menzione d'onore ai personaggi di Rinaldi e del conte Greppi, che avrebbero dovuto avere più spazio all'interno del romanzo.
    In definitiva, un libro per me abbastanza anonimo e non stellare, che si lascia leggere con facilità e che non ho trovato imperdibile.

    ha scritto il 

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