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Addio alle armi

Di

Editore: CDE

4.0
(4752)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Polacco , Portoghese , Chi semplificata , Bulgaro , Catalano

Isbn-10: A000034061 | Data di pubblicazione: 

Postfazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Tutti i romanzi di Hemingway, questo in particolare, mi danno sempre la sensazione di spingermi di fronte a un burrone per lasciarmi lì sul bordo con le punte dei piedi che sporgono e i sassolini che cascano giù. Ti trovi di fronte ad un abisso con la vertigine e la paura di guardare, ma non puoi ...continua

    Tutti i romanzi di Hemingway, questo in particolare, mi danno sempre la sensazione di spingermi di fronte a un burrone per lasciarmi lì sul bordo con le punte dei piedi che sporgono e i sassolini che cascano giù. Ti trovi di fronte ad un abisso con la vertigine e la paura di guardare, ma non puoi fare a meno di sporgerti oltre e sbirciare, rischiando di cadere di sotto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Uno spaccato umano, credibile e tragico dell'approccio alla prima guerra mondiale che tocca il fronte italiano.
    Intrecci di amore si sovrappongono a eventi bellici, con il loro caos e l'assurdità nel portare avanti una guerra.
    Lo stile narrativo ci porta avanti nel racconto seguendo passo passo l ...continua

    Uno spaccato umano, credibile e tragico dell'approccio alla prima guerra mondiale che tocca il fronte italiano. Intrecci di amore si sovrappongono a eventi bellici, con il loro caos e l'assurdità nel portare avanti una guerra. Lo stile narrativo ci porta avanti nel racconto seguendo passo passo lo stretto punti di vista del protagonista. La donna amata, l'infermiera scozzese, è un personaggio abbozzato, a uso e consumo del protagonista. Il finale tragico e devastante lo lascia solo, senza amata e senza figlio dopo essere sfuggito alla fucilazione insensata dopo lo sfondamento nemico a Caporetto. I ritrattidi camerate e dei modi di fare di tutti i personaggi di contorno raccontano a pieno l'italia di quei tempi

    ha scritto il 

  • 5

    Purtroppo sempre attuale.

    Questo è un commento che segna un ritorno, un ritorno gradito da parte mia e segnato dal grande piacere che mi hanno mandato i messaggi dei miei compagni di mille letture, chiedendomi che fine avessi fatto. Forse i miei piccoli sforzi dopotutto servono a qualcosa, quindi volevo cominciare con un ...continua

    Questo è un commento che segna un ritorno, un ritorno gradito da parte mia e segnato dal grande piacere che mi hanno mandato i messaggi dei miei compagni di mille letture, chiedendomi che fine avessi fatto. Forse i miei piccoli sforzi dopotutto servono a qualcosa, quindi volevo cominciare con un sincero ringraziamento a tutti coloro che si sono accorti della mia assenza.

    "Addio alle armi" è un romanzo che davvero non meritava di essere il punto di una interruzione nelle letture tanto è epocale: segna una svolta nella letteratura dei suoi tempi e paradossalmente riesce sempre ad essere sempre attuale, pur avvicinandosi al secolo di vita. Nello spesso tempo è molto interessante riandare con la mente alle impressioni che quelle pagine mi hanno suscitato dopo così tante settimane: è più o meno come avvicinare il naso al calice che ha contenuto un buon vino diverso tempo dopo essere stato vuotato, e scoprire che restando vuoto scopre un nuovo mondo di profumi da offrire al degustatore (sembra una retorica poesia ma succede davvero, nel caso di vini di grande armonia).

    Cosa resta dunque nella memoria e nelle impressioni di questo disertore di Caporetto? Di costui che riesce a fare della sua fuga non un atto di viltà ma un inno di protesta contro la guerra di ogni tempo; e che nel suo coraggio (e ce ne voleva per farsi ribelli nell'Europa di quegli anni) non riesce ad evitare di guardare in faccia la morte, affrontando il peggior dramma che l'amore può offrire?

    Amore e morte. Quasi non esiste romanzo che non parli dell'uno o dell'altro, più spesso di tutt'e due. Ma non credo di aver mai incontrato un libro che tenti in maniera così dichiarata di affrontarli entrambi nel loro volto più misterioso e maledetto, quello che più provoca impotenza e sofferenza nell'animo umano. Forse è un'impresa troppo grande persino per Hemingway, ed è difficile negare che in molti punti la storia sembra goffa e stereotipata, soprattutto nell'immagine dell'amata e dei compagni d'armi del protagonista: è il caso però di ricordare che come detto questo libro ha quasi cento anni, e sarebbe ingeneroso giudicare banale un immaginario dall'alto di ulteriori venti lustri di esperienze storiche e sociali.

    E invece le vette di poesia che questa storia raggiunge restano fuori dal tempo, sono in grado di resistere nella mente di chi le affronta anche a due mesi di assoluta non lettura. Non ho mai potuto giudicare con troppa clemenza i due militari italiani imprigionati in India a seguito dell'uccisione accidentale di un poveraccio nelle acque di quel paese, ma non avevo mai capito perchè. E la risposta me la dà "Addio alle armi": si fa fatica a non giudicare con odio e livore coloro che con disinvoltura se non con passione e divertimento giocano a somministrare la morte rimanendo al contempo sicuri di non dover condividere la sorte delle loro vittime. E' lo spaventoso e definitivo(soprattutto se si pensa che è stato scritto negli anni Venti) giudizio morale che viene dato nei confronti dei professionisti della guerra di ogni epoca, idea politica e nazione, l'atto d'accusa nei confronti di un mondo che pochi anni dopo giudicherà sensato sacrificare qualche migliaio di morti (che diventeranno più di centomila solo in Russia) per sedersi al tavolo della pace.

    Se penso a come questo libro è stato scritto non mi viene in mente altro che "perfetto", se non sapessi che la perfezione non esiste. Per il mio gusto estetico di lettore, la prosa di Hemingway qui semplicemente non ha difetti: alla fine di una riga dove istintivamente pensavo fosse necessaria una parola, c'era quella parola. Dove il mio fiato chiedeva un punto e virgola, trovava un punto e virgola. Dove percepivo il bisogno che un periodo finisse potevo stare tranquillo: finiva. Le descrizioni non sono nè troppo sovrabbondanti ne troppo scarne, il registro lessicale riesce ad essere espressivo dell'orrore della guerra senza mai sembrare cinico, i cambi di punto di vista sono sempre esattamente dove il lettore sente il bisogno che siano.

    Come diavolo tu abbia fatto, soldato americano, e come mai nessuno sia stato in grado di seguirti su quella strada, per me resta un mistero.

    Farebbe bene a rileggere "Addio alle armi" chi predica guerre di religione o economiche o di qualunque genere,chi con troppa leggerezza fà del militarismo la propria idolatria, chi immagina semplici soluzioni nazionaliste a 5 stelle a problemi di dimensione storica e forse non risolvibili.

    ha scritto il 

  • 4

    Una narrazione a tratti illuminata, a tratti che si perde più in fatti piccoli. Come la vita, quando scorre.
    Una grande capacità narrativa, ma ci si aspetterebbe, da un classico del genere sulla prima guerra mondiale, qualcosa di diverso. Un libro sulla Grande Guerra, dunque, ma che non parla dav ...continua

    Una narrazione a tratti illuminata, a tratti che si perde più in fatti piccoli. Come la vita, quando scorre. Una grande capacità narrativa, ma ci si aspetterebbe, da un classico del genere sulla prima guerra mondiale, qualcosa di diverso. Un libro sulla Grande Guerra, dunque, ma che non parla davvero di guerra. Un libro che parla di amore, senza quasi mai nominarlo e senza mai esaltarlo. La sua quotidianità lascia anzi il dubbio fino alla fine. Un libro che parla di persone. Diverse. Vere. Inassimilabili. Schiacciate dalla guerra negli stessi ruoli. Dalla vita, a volte, sotto il suo peso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Frederic Henry è un giovane americano figlio di un diplomatico che è venuto in Italia per partecipare volontariamente alla guerra spinto da motivazioni idealistiche e da una visione romantica del conflitto. Durante il conflitto svolge l'attività di conducente delle ambulanze (in pratica trasporta ...continua

    Frederic Henry è un giovane americano figlio di un diplomatico che è venuto in Italia per partecipare volontariamente alla guerra spinto da motivazioni idealistiche e da una visione romantica del conflitto. Durante il conflitto svolge l'attività di conducente delle ambulanze (in pratica trasporta i feriti dal fronte fino all'ospedale da campo più vicino) e lì scopre che la realtà della guerra è molto meno affascinante di quello che aveva creduto. Nella primavera del 1917 Frederic conosce una giovane infermiera inglese, Catherine Barkley. Tra i due nasce un rapporto che dapprima sembra occasionale, ma si fa rapidamente intenso e passionale. Nel frattempo Frederic coglie i segni della stanchezza e della sfiducia tra i suoi commilitoni italiani: la guerra va avanti da due anni, centinaia di migliaia di soldati sono morti, ma la vittoria è ancora lontana, nonostante la propaganda. Frederic, in una conversazione con gli altri autisti del suo gruppo di ambulanze, scopre anche che non tutti gli italiani sono a favore della guerra. Il 24 ottobre del 1917 il fronte italiano crolla a Caporetto. Il gruppo di ambulanze di Frederic si trova travolto dalla massa di soldati in caotica ritirata, tanto che gli autisti devono abbandonare i mezzi. Affrontano diversi incidenti, tra cui l'incontro con un soldati ammutinati e soldati tedeschi in rapida avanzata tra le ormai sbandate linee italiane. Al momento di attraversare in ritirata un ponte sul Tagliamento, Frederic, come tutti gli ufficiali trovati non al comando delle rispettive unità, viene fermato dalla polizia militare dell'arma dei Carabinieri che aveva l'ordine di interrogare e fucilare sul posto gli ufficiali sbandati e ritenuti disertori. Si salva rocambolescamente tuffandosi nel fiume. Frederic riesce avventurosamente a raggiungere Catherine a Stresa, e i due sono costretti ad abbandonare l'Italia perché la polizia militare è sulle sue tracce e sta per arrestarlo. Dopo una fortunosa traversata notturna del Lago Maggiore, la coppia raggiunge la sponda svizzera del lago, e una felicità che sarà però di breve durata: Catherine infatti muore a Losanna nel tentativo di dare alla luce il figlio di Frederic, nato morto. Il protagonista si ritrova perciò solo e privo di uno scopo nel mesto finale del romanzo, e se ne va amareggiato per la città.

    ha scritto il 

  • 3

    è un grande classico, ok. è ambientato durante la prima guerra mondiale, ok. non ci si può aspettare una narrazione alla ken follett, bene. Ma non mi aspettavo i dialoghi sconclusionati e fortemente ripetitivi, retti da incomprensibili richieste di Catherine, con domande prive di senso logico. Be ...continua

    è un grande classico, ok. è ambientato durante la prima guerra mondiale, ok. non ci si può aspettare una narrazione alla ken follett, bene. Ma non mi aspettavo i dialoghi sconclusionati e fortemente ripetitivi, retti da incomprensibili richieste di Catherine, con domande prive di senso logico. Bella e avvincente invece la parte più legata alla guerra, dall'attacco che ferirà il protagonista alla fuga durante la ritirata. Mi aspettavo qualcosa di più, comunque.

    ha scritto il 

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