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Addio alle armi

Di

Editore: Mondadori (Il ponte 4)

4.0
(4919)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 417 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Polacco , Portoghese , Chi semplificata , Bulgaro , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: P. Russo , D. Isella , G. Ferrata ; Illustratore o Matitista: Renato Guttuso

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Collana IL PONTE,i Grandi Narratori Italiani e Stranieri IV.Con 8 illustrazioni di Renato Guttuso.
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  • 4

    Non è un romanzo sulla guerra perché non parla solo di guerra. Ma non è nemmeno un romanzo che parla solo d’amore. Addio alle armi è la storia di un abbandono, un doversi lasciare andare al proprio de ...continua

    Non è un romanzo sulla guerra perché non parla solo di guerra. Ma non è nemmeno un romanzo che parla solo d’amore. Addio alle armi è la storia di un abbandono, un doversi lasciare andare al proprio destino e dire addio alle proprie illusioni. Nei tempi di guerra, non c’è più tempo per gli ideali frutto di velleità e intemperanze giovanili, come quello di arruolarsi per fede in un esercito che non è quello della propria patria. Si lasciano i bei progetti perché si è lasciati, perché in fondo è la realtà che sopravanza sempre i propri desideri. Le illusioni forse sono possibili solo nei tempi di pace, ma quando c’è guerra, dentro e fuori, allora non si può che restare coinvolti e poi vinti. La facilità di descrivere tutto questo senza troppi orpelli sovrastrutturali lascia sbalorditi e si resta infine con un amaro sapore fra le labbra. E appunto, al termine di questa avventura di guerra e d’amore, si resta sopraffatti così come accade al protagonista.

    ha scritto il 

  • 2

    Delusione

    Dal quello che è considerato il capolavoro di uno degli scrittori americani più importanti del '900 mi aspettavo molto di più.
    Non è granché né come storia di guerra né come storia di amore e non mi h ...continua

    Dal quello che è considerato il capolavoro di uno degli scrittori americani più importanti del '900 mi aspettavo molto di più.
    Non è granché né come storia di guerra né come storia di amore e non mi ha lasciato praticamente nulla.
    Nel complesso mi sembra che sia ampiamente sottovalutato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un filo unico tra amore e guerra

    Un libro molto bello e commovente. Amore e guerra, un filo unico che unisce la storia di tante persone.
    L'Autore è americano, come il protagonista, ma non sono osservatori esterni degli eventi, ne son ...continua

    Un libro molto bello e commovente. Amore e guerra, un filo unico che unisce la storia di tante persone.
    L'Autore è americano, come il protagonista, ma non sono osservatori esterni degli eventi, ne sono protagonisti pienamente calati nella storia. Non sembrano stranieri, sembrano parte dei tanti italiani che hanno vissuto i momenti tragici del primo conflitto mondiale.
    E poi c'è Catherine, splendida figura femminile, bellissima, coraggiosa, innamorata senza se e senza ma, una dea perfetta ma umanissima.
    Un finale tragico ma totalmente intriso di vita.

    ha scritto il 

  • 3

    stelline: 3,5

    Prima parte del romanzo infarcita da dialoghi talmente insulsi e ripetitivi tra Henry e Catherine che pensavo di aver preso un libro per un altro, considerata la sua fama. Nella seconda parte, invece, ...continua

    Prima parte del romanzo infarcita da dialoghi talmente insulsi e ripetitivi tra Henry e Catherine che pensavo di aver preso un libro per un altro, considerata la sua fama. Nella seconda parte, invece, un crescendo continuo con sequenze finali (la fuga sul lago Maggiore) decisamente intense. Insomma, un libro a metà.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il primo romanzo del grande Papa mi arriva dolce attraverso la voce di Tommaso Ragno che legge nel programma di raiRadio3 "Ad alta voce". In questa intensa storia d’amore tra un’infermiera inglese ed ...continua

    Il primo romanzo del grande Papa mi arriva dolce attraverso la voce di Tommaso Ragno che legge nel programma di raiRadio3 "Ad alta voce". In questa intensa storia d’amore tra un’infermiera inglese ed un tenente americano volontario della Croce Rossa, durante la prima guerra mondiale, c’è già tutta la tecnica narrativa di Hemingway: le descrizioni asciutte ma potenti, i dialoghi scarni e veri, gli spazi vuoti dentro la narrazione così colmi di significato, gli elementi del paesaggio narrativo così tridimensionali per cui ti sembra di essere proprio lì sull’Isonzo a mangiare quel pane nero, a toccare quella baionetta, a parlare con il giovane cappellano militare venuto dagli Abruzzi, o nell’ospedale milanese a pulire le ferite alle gambe e cambiare le bende sporche, o a remare sul Lago Maggiore in tempesta, o a soffrire i dolori del parto insieme a Kate, o a camminare nella notte triste insieme a lui , un tenente americano poco più che ventenne, forte, bello e ferito dentro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La storia d’amore, struttura portante del libro che conduce verso il triste finale, l’ho trovata francamente brutta. Frederic fondamentalmente si vuole solo scopare una bella ragazza e Catherine è una ...continua

    La storia d’amore, struttura portante del libro che conduce verso il triste finale, l’ho trovata francamente brutta. Frederic fondamentalmente si vuole solo scopare una bella ragazza e Catherine è una ragazza (molto bella ma sembrerebbe davvero un po' matta) che cerca di superare il vuoto della sua grande solitudine. Si trovano accomunati dall’essere entrambi forestieri e parlare la stessa lingua. In generale io non ho visto trasparire amore da questa storia (e da donna non mi piacerebbe essere caratterizzata, né amata in questo modo).. cioè, veramente c’è una grandissima intesa sessuale, sì – scopano sempre e quando non scopano hanno voglia di scopare (e se effettivamente può valere sempre, a maggior ragione può essere ragione fortissima durante una guerra) - ma a me è sembrata davvero più la fantasia di un soldato ferito in guerra che soddisfa le sue turbe sulla bellissima crocerossina che di notte si infila nel suo letto di ospedale, lenisce i suoi dolori e la sua solitudine e nulla chiede in cambio. Anche se effettivamente si riscatta – lui e anche la loro storia - verso la fine, in cui Frederic fuggitivo, non può far altro che abbandonarsi a questo amore e prendersene il peso della responsabilità. I dialoghi dei due amanti però sono davvero brutti, stucchevoli, stupidi e di conseguenza anche letterariamente brutti, anche se la parte finale, più descrittiva, prende un altro ritmo, crescente.
    La storia della guerra invece è bella, perché i dialoghi sono estremamente brillanti (in realtà anche i dialoghi con la capa infermiera cerbera che odia Frederic ferito sono alquanto divertenti): viene istintivo pensare a quelli, come uomini di un’altra epoca, inevitabilmente vecchi, e invece questi dialoghi frizzanti, scanzonati, spesso un po’ volgari e sporcaccioni, altre volte amari e cinici, ci restituiscono la freschezza della giovinezza che è la stessa sempre e ovunque, tra i soldati annidati nel cavallo di Troia come tra piloti di guerre stellari.
    Anche le descrizioni dei luoghi e delle situazioni sono intense, calzanti e musicali.
    Bella questa parte, nonostante sia inevitabile chiedersi perché cavolo questo americano è venuto a fare questa guerra così lontana, tra genti straniere.. non ci dice molto di lui; e poi, ammesso che la guerra degli ufficiali deve essere sempre ben diversa da quella dei soldati semplici (figuriamo in una guerra di trincea), qui la guerra vera e propria di Frederic dura giusto un pugno di giorni (in cui gli succede di tutto, essere ferito nello scoppio di una bomba, ritornare al fronte e partecipare subito alla ritirata da Caporetto, rischiare la fucilazione e fuggire a sua volta) ma in generale sembra più il Grand Tour alternativo e anche abbastanza demenziale di un americano alquanto cazzone. È tutto uno sbevazzare in compagnia e andar per bordelli, quando non si progettano viaggetti “licenziosi”.
    Il dramma arriva solo verso la fine della guerra, con il cinismo ormai esausto di Rinaldi, la ritirata con compagni improvvisati, la fuga solitaria, e finisce lontano dalla guerra, nella vita.
    Tant’è la prima guerra mondiale.. mondiale non solo per il numero di nazioni coinvolte nel conflitto, ma anche per questa strana accozzaglia di persone, di lingue e provenienze completamente diverse che si trovano nella intimità di una condizione estrema quale è la guerra.
    Tuttavia la lettura da un certo punto in poi confesso mi ha preso di brutto – di testa e di pancia, tutti i personaggi diventano in qualche modo cari e simpatici, anche disapprovandoli: non ci son santi, se entrano in gioco il mestiere e il talento.

    ha scritto il 

  • 4

    L'illusione della fuga

    Dunque il vecchio Ernest era un tipo duro, da caccia, corride e whisky. Quando scrisse questo A farewell to arms era ancora abbastanza giovane, il mondo era in piena crisi economica ma lui beveva mart ...continua

    Dunque il vecchio Ernest era un tipo duro, da caccia, corride e whisky. Quando scrisse questo A farewell to arms era ancora abbastanza giovane, il mondo era in piena crisi economica ma lui beveva martini e fumava sigari battendo a macchina il suo memoir; quando gli italiani a Caporetto venivano ammazzati, e poi s'ammazzavano ritirandosi per la sindrome impazzita da diserzione, in quel gran casino che è la guerra quel bighellone di un Ernest - che non è mai stato un vile, ma neanche uno stupido - fuggiva dal fronte, tecnicamente per spassarsela con una infermiera. Del resto, chi gliel'aveva fatto fare di venire a combattere a queste latitudini? Perchè biasimarlo, in fondo? Lui va a rifugiarsi in uno chalet svizzero, tra sport invernali e tubamenti colombeschi con la sua bella, in attesa di un bimbo più o meno voluto.
    Qualcuno avrà forse il brividino di irritazione: ma tu guarda 'sto tronfio americano, viene a sparare un paio di colpi e bere vino sulle tovaglie a scacchi, grasse risate cameratesche poi quando i crucchi prendono il sopravvento... Facile così!
    Eh, ma perchè voi ignorate ancora il finale. Perchè voi credete che fuor di guerra vada tutto rose e fiori. E invece. Quello di Hemingway è un punto di vista romanzesco e disincantato sulla Prima Guerra Mondiale, la coscienza che gli "alti valori" dell'epoca andavano a cozzare brutalmente con la bellezza della vita, la sciupavano tragicamente. E' in fondo il punto di vista di ogni soldato semplice italiano, austriaco, etc che finì a ingrassare la terra. Dovrebbero erigere un monumento anche ai poveri, pusillanimi disertori secondo me.

    ha scritto il 

  • 3

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-85454ff9-8fbd-4233-9ec7-6a668d4f2415&type=A
    Sicuramente un romanzo importante soprattutt ...continua

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-85454ff9-8fbd-4233-9ec7-6a668d4f2415&type=A
    Sicuramente un romanzo importante soprattutto come manifesto contro l'assurdità della guerra. Ciò nonostante l'ho trovato piuttosto noioso. Soprattutto molte conversazioni, troppo dilungarsi su particolari irrilevanti e troppa importanza alla storia d'amore del protagonista con la crocerossina. Sulla prima guerra mondiale di gran lunga meglio "Un anno sull'altipiano".
    Eccellente comunque la lettura di Tommaso Ragno

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Now, after reading to the end, I think I probably fully understand why Bradly Cooper in the movie "Silver Linings Playbook" tossed this novel out of window after finishing reading it. I have kind of ...continua

    Now, after reading to the end, I think I probably fully understand why Bradly Cooper in the movie "Silver Linings Playbook" tossed this novel out of window after finishing reading it. I have kind of fully anticipated a sad ending and therefore I have not been completely devastated by it. The novel was very likely written with this unavoidable outcome in mind (of the author's) from the beginning as this novel was a narrative of a person who reminisced his late lover. It's so sad to the readers. But as I read on, I got the feeling that all the happy and heavenlike life between Frederic Henry and Catherine Barkley, especially their time in Switzerland, couldn't be sustained and something bad would have to come at the end. But it's still too much for me to bear towards the end.

    In principle, this novel can be just altered a little and we would have a happy ending. But then, would this novel be much less regarded by the readers and literature connoisseurs ? From another perspective, I don't really feel that this novel is such a great American classic and it doesn't really stand out in the hundreds of novels that I have read in the last several years. The readers know what the protagonist was thinking very well and there have been quite a bit of philosophizing about life. The anti-war sentiment has been clear as people in the front in this novel were all tired of the war. But none of these factors are distinctive any more in this day and age. Since the protagonist didn't really fight at the forefront but drove ambulance, there was no real battlefield description and what the novel has offered is the depressive atmosphere among the drivers, doctors and soldiers in the front. While we have been led to think quite a bit about the war, the description of the war is more or less one-sided (anti-war) and I have not been very impressed.

    Dashes "--" have been used in quite some places to replace words like "fuck", "shit" etc. This is apparently due to censorship in the early editions but those words could have been put back in versions published in the 21st century !

    p.38 (6th line): from my Google (re)search, it seems that "capri bianca" should really be "capri bianco"; (8th line): "coridor" should be "corridor". p.148 (13th line), I think "... emply holster ..." should be "... empty holster ...". p.218 (21st line): "cles My leg ..." misses a period "." after "cles" (of "vehicles").

    ha scritto il 

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