Addio mia amata

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(886)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8807812193 | Isbn-13: 9788807812194 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Giuseppe Trevisani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un noir psicologico stile anni '50! I tratti dei protagonisti sono ben definiti, i dialoghi sagaci mentre il testo diverte, coinvolge, fa ritrovare il gusto di leggere. Lo stile di Chandler è molto pe ...continua

    Un noir psicologico stile anni '50! I tratti dei protagonisti sono ben definiti, i dialoghi sagaci mentre il testo diverte, coinvolge, fa ritrovare il gusto di leggere. Lo stile di Chandler è molto personale e vorrebbe spingersi sempre di più verso un sano realismo. Un Noir complesso e inquietante il cui linguaggio è, sì, più aderente ad una realtà, sempre in costante mutamento, ma è anche capace di una sufficiente astrazione per non ricadere nell’assurda volontà di esprimere tutto ciò che la quotidianità offre nei suoi particolari insignificanti. Questo libro ha proprio l'incisività e la scorrevolezza narrativa che ha valso l'A. il titolo di uno delle colonne portanti del genere, nonché storia che ha maggiormente ispirato chiunque abbia voluto avventurarsi nel noir.

    ha scritto il 

  • 2

    Trascurabile

    C'è un motivo se le opere più famose di Chandler sono altre. Non arriverei ad affermare di aver letto un brutto romanzo, ma conoscendo già l'autore non vi ho trovato nulla di nuovo. I personaggi son p ...continua

    C'è un motivo se le opere più famose di Chandler sono altre. Non arriverei ad affermare di aver letto un brutto romanzo, ma conoscendo già l'autore non vi ho trovato nulla di nuovo. I personaggi son più o meno sempre quelli, lo svolgimento pure. Il caso centrale purtroppo non è particolarmente interessante e il colpo di scena risolutivo è abbastanza chiamato.
    Peccato perché personaggi come Moose Malloy e Mrs Florian sono interessanti, ma non vengono sfruttati e per motivi diversi spariscono rapidamente dalla trama. Menzione particolare per gli eventi sulla nave casinò, ben oltre il limite dell'assurdo e stonati rispetto al tono dell'opera.

    ha scritto il 

  • 4

    Premio manganello d'oro

    Appena si sente il nome di Philip Marlowe, i manganelli iniziano a sibilare e fremono per dargli un colpo sulla testa. In questo libro, ne ha ricevute talmente tante di botte in testa, che mi chiedo c ...continua

    Appena si sente il nome di Philip Marlowe, i manganelli iniziano a sibilare e fremono per dargli un colpo sulla testa. In questo libro, ne ha ricevute talmente tante di botte in testa, che mi chiedo come abbia fatto a risolvere il caso.
    Ingarbugliato fino alle ultime pagine, tutto si risolve in poco più di 10 pagine, con un gradevole colpo di scena. Infatti, la prima parte del libro l'ho trovata molto pesante, piena di eventi spesso scollegati fra loro.

    ha scritto il 

  • 4

    Sullo sfondo di una California ricca e corrotta, pullulante anche di miserabili in attesa del colpo grosso, Philiph Marlowe viene sguinzagliato sulle tracce di un marito scomparso. Si imbatte in un ex ...continua

    Sullo sfondo di una California ricca e corrotta, pullulante anche di miserabili in attesa del colpo grosso, Philiph Marlowe viene sguinzagliato sulle tracce di un marito scomparso. Si imbatte in un ex carcerato, uscito di galera dopo otto anni di detenzione, e da lui viene incaricato di trovare la sua donna, anche lei scomparsa. Dal romanzo sono stati tratti i film L'ombra del passato ì, interpretato di Dick Powell, e Marlowe, il poliziotto privato, con Robert Mitchum e Charlotte Rampling.

    ha scritto il 

  • 0

    Recensione.

    La trama, per sommi capi.

    Attorno alla vita di una donna in fuga da se stessa, lasciando dietro di sé ricordi, amori e identità diverse, il classico detective duro e puro qual è il Marlowe di Chandler ...continua

    La trama, per sommi capi.

    Attorno alla vita di una donna in fuga da se stessa, lasciando dietro di sé ricordi, amori e identità diverse, il classico detective duro e puro qual è il Marlowe di Chandler scoprirà ben più di quanto avrebbe voluto sapere.

    Fuori l’autore.

    Raymond Chandler (1888 – 1959) è tra i grandi del genere giallo a dare a questo genere i mezzi per smetterla di essere considerato un genere – per chi ancora ha bisogno dei generi. Dalla vita forse più intricata di qualunque sua trama, passando il tempo continua a essere sempre più rivalutato. Quando basterebbe leggerlo.

    La recensione in senso stretto.

    Se c’è un romanzo che insegna a costruire solidamente una storia efficace, è questo. Non c’è da fare altro che mettere insieme i pezzi e smetterla di credere alle coincidenze, aggiungerci qualche dubbio esistenziale, donne fatali, tanti soldi in giro e altre intelligenze a contrastare il nostro eroe – poi pulire tutto il linguaggio è il difficile. Anche se gli ingredienti sono i soliti, poi sta allo chef saperli mettere insieme nel modo giusto, ed è qui che Chandler ha ancora molto da insegnare.
    Soprattutto perché, alla faccia di quelli che ancora credono all’esistenza dei generi e ignorano gli stili, nessuno dei gialli di Chandler esaurisce il suo scopo alla semplice soluzione della trama. I suoi sono anche ottimi romanzi soprattutto perché sono costruiti intorno a questioni che non sono né gialle, né rosa, né nere; e se malgrado questo voi ci vedete solo le storie di un investigatore, forse il “genere giallo” ve lo meritate.

    Perché dovrei leggerlo.

    Perché abbiamo ancora bisogno di leggere di uomini onesti che hanno voglia di impegnarsi per la verità. Anche se è la storia più vecchia del mondo, evidentemente non ne abbiamo mai abbastanza.
    Perché è la prova che per scrivere una storia che tiene appiccicati alle pagine dalla prima all’ultima parola servono ancora e solo le qualità di un narratore, affinate da tanto mestiere.
    Perché abbiamo incontrato tutti un amore che poi è scappato, e abbiamo pensato che fosse colpa nostra. Invece non eravamo che una piccola parte della storia.

    ha scritto il 

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