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Adesso basta

Lasciare il lavoro e cambiare vita: filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta

Di

Editore: Chiarelettere

3.3
(443)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8861900852 | Isbn-13: 9788861900851 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Non-fiction , Self Help , Textbook

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Descrizione del libro
"Non si nasce liberi, lo sidiventa. Non basta sperare, è necessario osservare una certa disciplina per realizzare i propri sogni." Bjorn Larsson Ne abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting ("scalare marcia, rallentare il ritmo") è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l'autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L'insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un'occasione per ripensarci. http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/adesso-basta.php
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  • 2

    Grande delusione! Si rivolge ad un target di pubblico ben preciso, manager e funzionari con entrate alte, parecchio alte, peccato che non è scritto nella sinossi, ma lo si scopre solo dopo averlo acquistato. Consigli poco pratici, poco utili... per i comuni mortali.

    ha scritto il 

  • 2

    Autoreferenziale

    La riflessione iniziale sulle vere necessità è molto interessante e ricca di spunti, specialmente la bibliografia, ma l'applicazione del metodo Perotti è accessibile solo a chi ha redditi alti o altissimi (i suoi calcoli si basano su chi guadagna 3.500 o 5.500 al mese). Gli altri si mettano l'ani ...continua

    La riflessione iniziale sulle vere necessità è molto interessante e ricca di spunti, specialmente la bibliografia, ma l'applicazione del metodo Perotti è accessibile solo a chi ha redditi alti o altissimi (i suoi calcoli si basano su chi guadagna 3.500 o 5.500 al mese). Gli altri si mettano l'anima in pace, sono condannati a rimanere "schiavi" del lavoro, del tempo e di questa società iper-consumista. È vero, l'autore nella premessa dice esplicitamente di rivolgersi ai manager, ma anche che non serve essere ricchi per applicare il suo metodo. Evidentemente 20 anni di management gli hanno fatto perdere contatto con la realtà.

    Insomma un libro deludente e tutt'altro che rivoluzionario, la cui ricetta si può riassumere in poche parole: risparmia 800.000 € e poi vivi di rendita.

    ha scritto il 

  • 0

    Il downshifting come salvezza

    Si può scommettere ancora sul futuro?


    Secondo Simone Perotti, sì.


    Sì, se si investe sul consumo critico e responsabile.


    Sì, se si smette di aderire ai canoni della società liquida e al motto ‘vivi/consuma/crepa’.


    Perotti non ha la pretesa di aver capito tutto. Ma ha ...continua

    Si può scommettere ancora sul futuro?

    Secondo Simone Perotti, sì.

    Sì, se si investe sul consumo critico e responsabile.

    Sì, se si smette di aderire ai canoni della società liquida e al motto ‘vivi/consuma/crepa’.

    Perotti non ha la pretesa di aver capito tutto. Ma ha agito e può raccontare la sua esperienza (“l’uomo di conoscenza vive sempre agendo”, scriveva qualcuno).

    “Non è una passeggiata per buon temponi”, avverte.

    E’, piuttosto, una battaglia che va pianificata in modo lucido e razionale e che richiede un forte spirito di adattamento. Bisogna capire a cosa si può rinunciare in termini di comodità e come vivere ‘senza’, ma con un sacco di cose (di valore) in più. Non due televisori, ma uno: non un cellulare nuovo ogni due mesi. Piuttosto: fare il pane in casa, curare un piccolo orto. Rallentare per avere il meglio, insomma.

    Oggi Simone Perotti, quando non scrive, fitta barche, organizza corsi di vela, crea oggetti che poi mette sul mercato; intanto, diffonde a mezzo blog, e non solo, la sua visione della vita. A me il libro è piaciuto molto perché è scritto da un idealista. E si sente.

    ha scritto il 

  • 2

    un pentito che è stato al servizio della casta, scopre che si può bere l'acqua del rubinetto

    Se avete uno stipendio di 10.000 euro netti al mese, e volete consigli di come risparmiare 2 o 3.000 Euro al mese limitandovi a spendere la miseria di 7.000, è il libro che fa per voi. (Piccolo spoiler: dovrete ridurre le cene al ristorante di lusso da 5 a 1 volta a settimana e spendere meno di 1 ...continua

    Se avete uno stipendio di 10.000 euro netti al mese, e volete consigli di come risparmiare 2 o 3.000 Euro al mese limitandovi a spendere la miseria di 7.000, è il libro che fa per voi. (Piccolo spoiler: dovrete ridurre le cene al ristorante di lusso da 5 a 1 volta a settimana e spendere meno di 1.000 Euro al mese per i divertimenti). Se invece, come la maggioranza degli italiani, vi ammazzate di lavoro e privandovi di tutto non riuscite a tirare avanti, questo libro vi farà solo incavolare.

    ha scritto il 

  • 3

    buon contenuto, tanti rimandi al mondo che mi circonda e tante idee che mi frullano in testa.


    Saggio con ripetizioni eccessive, concetti che ritornano a più riprese senza motivo apparente. Tutta la sezione in cui vuole dimostrare come sia economicamente parlando possibile fare downshifting ...continua

    buon contenuto, tanti rimandi al mondo che mi circonda e tante idee che mi frullano in testa.

    Saggio con ripetizioni eccessive, concetti che ritornano a più riprese senza motivo apparente. Tutta la sezione in cui vuole dimostrare come sia economicamente parlando possibile fare downshifting è molto debole e sicuramente poteva essere omessa.

    ha scritto il 

  • 2

    Dal déja vu alla presa per il cul

    Ho incontrato Simone Perotti per la prima volta in TV: la pubblicità della sua trasmissione, Un’altra vita, suscitò subito il mio interesse perché trattava temi a me cari come la decrescita e il minimalismo. E in effetti le puntate trasmesse su RAI5 mi erano piaciute molto, con i racconti di pers ...continua

    Ho incontrato Simone Perotti per la prima volta in TV: la pubblicità della sua trasmissione, Un’altra vita, suscitò subito il mio interesse perché trattava temi a me cari come la decrescita e il minimalismo. E in effetti le puntate trasmesse su RAI5 mi erano piaciute molto, con i racconti di persone che vivono in modo non convenzionale.

    Ho così iniziato a interessarmi al personaggio di Simone Perotti, scoprendo alcuni punti in comune: anche lui, come me, lavorava nel campo della comunicazione (con il piccolo particolare che lui stava ai vertici, mentre io sono l’ultima ruota del carro). Anche lui, stanco di una vita fatta di molta apparenza e poca sostanza, ha deciso di voltare pagina (la sottoscritta, invece, è ancora inchiodata alla scrivania e, per il momento, si limita a fantasticare una vita diversa).

    Adesso basta doveva rappresentare un ulteriore passo verso Perotti... ma che delusione!

    Nulla da obiettare sui ragionamenti e le divagazioni della prima parte del libro; anzi, mi sono spesso ritrovata ad annuire come una forsennata leggendo le sue parole. Credo che la maggior parte delle persone concorderà nel dire che “Con la salute, con la pace, col benessere, è sopraggiunta anche l'alienazione, l'omologazione (e adesso anche l'insicurezza), e sembra che non vi sia alternativa a una vita spesa a lavorare, produrre, indebitarsi, consumare, ripetere gesti privi di senso, per troppo tempo, per una vita intera”. Molto probabilmente molti di voi avranno una sensazione di déjà vu nel leggere la routine di una tipica giornata di lavoro: ore passate imbottigliati nel traffico, imprecando contro il furbetto di turno che ti taglia la strada o quello addormentato che non parte a razzo non appena scatta il verde del semaforo; poi 10 o 12 ore di lavoro (perché se ti “limiti” alle canoniche 8 ore sei uno scansafatiche); e infine di nuovo nel casino della via del ritorno “per chiudere la giornata tardi, ansimante, privo d’ogni residua energia, un giorno ancora, come ieri, per ricominciare domani, e ancora, ancora, forse per sempre”. Angosciante, no?!

    Quindi procedi con la lettura per capire qual è la ricetta di Perotti; chiudi un occhio (anzi, tutti e due) quando tra le righe emerge un fare spocchioso e irritante perché intanto, prima o poi, verrà svelata la via verso la libertà.

    Ma poi leggi i suoi esempi pratici di cambiamento di vita e ti cascano le palle perché vengono prese in considerazione solo persone che guadagnano 3.500€ al mese oppure 5.500€. Le palle ti si staccano completamente quando leggi che, secondo Perotti, persone con queste entrate sono “abbastanza comuni, con due buoni stipendi ma non certo ricchi”. E allora la sensazione di déjà vu si trasforma in sensazione di presa per il cul.

    Ah, e se invece sei un morto di fame che guadagna 1.000€, prega che la nonna schiatti presto in modo che ti lasci in eredità la sua casa oppure punta ancora più in alto e spera che i tuoi genitori abbiamo dimenticato i tuoi fratelli nel testamento. A quel punto, decresci pure.

    Cari redattori di Chiare Lettere, vi pregherei di mettere una noticina in copertina in modo da evitare altre incazzature: Adesso basta - Filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta* *grazie a uno stipendio da manager. Astenersi poracci.

    ha scritto il 

  • 2

    passa tutto il libro a dire "e non mi dite che è solo questione di soldi". Sì, caro, è questione di soldi: lo dici tu che se si guadagna meno di 1600 euro non si può davvero pensare di mollare tutto e cambiar vita... ti ci manderei volentieri, a downshiftare dove dico io...

    ha scritto il 

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